Carcere di Paola, dopo la visita dei Radicali, l’On. Magi interroga il Ministro della Giustizia Bonafede


Dopo la visita effettuata lo scorso 23 agosto alla Casa Circondariale di Paola, da una delegazione di Radicali Italiani guidata dal Consigliere Nazionale Emilio Enzo Quintieri, accompagnato da Valentina Anna Moretti, esponente radicale e praticante Avvocato del Foro di Paola, previamente autorizzata dal Vice Capo Reggente del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia Riccardo Turrini Vita, e gli esiti relazionati, ai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria, al Magistrato di Sorveglianza di Cosenza ed al Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti, l’Onorevole Riccardo Magi, Deputato di +Europa – Centro Democratico e Segretario Nazionale di Radicali Italiani ha presentato un’ atto di sindacato ispettivo al Ministro della Giustizia On. Alfonso Bonafede.

L’Interrogazione a risposta scritta n. 4/01469 del 25/10/2018, a cui dovrà rispondere il Guardasigilli del Governo Conte, richiama la visita dei Radicali e le problematiche riscontrate nell’Istituto tirrenico che, all’epoca dei fatti, a fronte di una capienza regolamentare di 182 posti, ospitava 221 detenuti, 119 dei quali stranieri (prevalentemente albanesi). Nell’ambito della visita, scrive l’Onorevole Magi, sono state riscontrate alcune criticità tra cui: l’isolamento precauzionale di un detenuto, allocato da circa 7/8 mesi all’interno del cosiddetto “repartino isolamento” avendo lo stesso dichiarato al personale di Polizia Penitenziaria di temere per la propria incolumità personale e di volere essere trasferito in altro Istituto. La Direzione dell’Istituto avrebbe chiesto più volte l’allontanamento del predetto, ma ogni richiesta pare sia stata respinta dai superiori uffici. Inoltre, il detenuto, pare abbia posto in essere anche atti autolesionistici e per tale ragione sia stato sottoposto a “sorveglianza a vista”; è stata anche riscontrata la chiusura di numerose camere detentive per inagibilità dovuta a copiose infiltrazioni meteoriche. In particolare, sono state rilevate n. 17 camere inagibili (4 alla I sezione, 4 alla III sezione, 3 alla IV sezione, 5 alla V sezione e 1 alla sezione infermeria). Inoltre, per gli stessi motivi, altre 2 camere presso la IV sezione, a breve, sarebbero state dichiarate inagibili. Di tale problematica risultavano già essere stati notiziati i superiori uffici; è stata registrata altresì la copiosa infiltrazione di acqua piovana nelle aule scolastiche e in altri locali (teatro, sorveglianza generale, corridoio centrale accesso sezioni). Anche tale problematica, pur essendo stata segnalata ai superiori uffici, non era stata risolta; risulta ancora l’assenza di box office per il personale di Polizia Penitenziaria addetto alla vigilanza ed osservazione dei detenuti all’interno delle sezioni, i box office sono assolutamente inadeguati in termini di arredo e strumentazione, non conformi alla normativa vigente in materia, privi di condizionatori d’aria, di riscaldamento e di servizi igienici. In tutte le sezioni, fatta eccezione per il padiglione a custodia attenuata, le postazioni di servizio sono collocate all’ingresso nel corridoio, senza alcuna protezione, essendo costituite solo da un tavolino e una sedia; è stata rilevata infine la numerosa presenza di detenuti stranieri che vede la Casa Circondariale di Paola tra gli Istituti della Calabria con la più alta percentuale degli stessi (60-70 per cento), con tutte le difficoltà che ne derivano per la gestione penitenziaria di tali persone, spesso prive di alcun collegamento con il territorio. Nell’Istituto di Paola non vi sono mediatori culturali e pare che, contrariamente ad altri Istituti, non vi siano fondi da elargire agli indigenti o, comunque, non vi siano in misura adeguata e sufficiente.

Il Deputato radicale, premettendo infine che la delegazione visitante, per ognuna delle criticità evidenziate, ha formulato articolate raccomandazioni e proposte all’Amministrazione Penitenziaria ha chiesto di conoscere se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti sopra esposti e se e quali iniziative di competenza siano state assunte o si intendano intraprendere ed entro quali tempi al fine di risolvere le gravi criticità riscontrate ed illustrate in premessa.

Prossimamente, subito dopo il Congresso nazionale dei Radicali Italiani che si terrà a Roma dal 1 al 3 novembre, la delegazione guidata da Emilio Enzo Quintieri, tornerà a far visita alla Casa Circondariale di Paola per verificare se, in questi mesi, ci siano stati degli sviluppi in ordine a tutte le problematiche riscontrate in quella di fine agosto.

Interrogazione a risposta scritta 4/01469 del 25/10/2018 (clicca per leggere)

Rende, Studenti dell’Unical entrano nelle Carceri per tirocinio formativo. Soddisfatti i Radicali


L’Unical “scavalca” la recinzione. Del carcere. Finire in carcere, non è e, soprattutto, non deve essere un punitivo “isolamento” dalla società ma, semmai, un utile “corso” per reinserirsi nel mondo, attraverso percorsi di riabilitazione sociale. E, proprio, nell’ambito di questa attività che i due mondi, quello del sapere da un lato e quello dello “sbaglio” dall’altro, hanno deciso di unirsi.

Il Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche dell’Unical, infatti, ha sottoscritto una convezione con l’amministrazione penitenziaria, per far svolgere attività di tirocinio formativo e di orientamento agli studenti del corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza. La prima convenzione, coinvolge gli istituti penitenziari di Castrovillari e Paola. E’, invece, in fase di completamento la procedura burocratica per il coinvolgimento anche delle case circondariali di Cosenza e Rossano.

Al tirocinio, possono accedere gli studenti iscritti al quinto anno o fuori corso che abbiano superato gli esami di Diritto Costituzionale, Penale 1, Penale 2 e Diritto Amministrativo. Qualora il numero di domande, dovesse superare i posti disponibili, l’Ateneo provvederà a stilare una graduatoria, nella quale verranno privilegiati gli studenti con la media dei voti più alta nei predetti esami e coloro che abbiamo superato l’esame di procedura penale. La sottoscrizione di questo protocollo d’intesa è stata accolta, con ampia soddisfazione, da Emilio Quintieri, l’attivista radicale schierato da sempre in prima linea per la tutela e la salvaguardia dei diritti degli “ospiti” dei penitenziari.

http://www.cosenzainforma.it – 29 settembre 2018

Visita dei Radicali nel Carcere di Paola: 17 celle inagibili, piove anche dentro le aule scolastiche


Lo scorso 23 agosto, una Delegazione di Radicali Italiani, previamente autorizzata dal Vice Capo Reggente del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia Riccardo Turrini Vita, si è recata in visita presso la Casa Circondariale di Paola.

La Delegazione visitante, composta da Emilio Enzo Quintieri, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e candidato Garante dei Diritti dei Detenuti in Calabria, da Valentina Anna Moretti, esponente radicale e praticante Avvocato del Foro di Paola e da Giuseppe Cuconato, Studente in Giurisprudenza dell’Università della Calabria, è stata accolta dal Commissario Capo Soccorsa Irianni, Vice Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria e dall’Ispettore Capo Attilio Lo Bianco, Coordinatore della Sorveglianza Generale e da altro personale addetto al Reparto.

Al momento della visita nell’Istituto erano presenti 221 detenuti, 119 dei quali stranieri (prevalentemente albanesi) con le seguenti posizioni giuridiche: 12 imputati, 16 appellanti, 22 ricorrenti e 171 definitivi. 43 tra i detenuti presenti, tutti definitivi, sono allocati nel Padiglione a custodia attenuata con regime custodiale aperto. Altri 5 detenuti invece si trovavano in permesso premio ex Art. 30 ter O.P. concesso dal Magistrato di Sorveglianza di Cosenza Paola Lucente.

Nell’ambito della visita la Delegazione ha riscontrato gravissime criticità nell’Istituto che ha immediatamente segnalato al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Francesco Basentini, al Provveditore Regionale Reggente dell’Amministrazione Penitenziaria della Calabria Cinzia Calandrino, al Direttore della Casa Circondariale di Paola Caterina Arrotta, al Magistrato di Sorveglianza di Cosenza Paola Lucente ed al Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti presso il Ministero della Giustizia Mauro Palma.

ISOLAMENTO DEL DETENUTO A.N. PER MOTIVI PRECAUZIONALI

Tra le altre cose, la Delegazione visitante, ha denunciato la presenza continuativa di un detenuto calabrese A.N., nel Reparto di Isolamento, da circa 8 mesi per motivi precauzionali poiché lo stesso ha dichiarato di temere per la propria incolumità personale e di voler essere trasferito in altra struttura. La Direzione dell’Istituto ha già più volte sollecitato il trasferimento dello stesso ma ogni istanza al riguardo è stata respinta dai Superiori Uffici dell’Amministrazione Penitenziaria. Recentemente il detenuto ha posto in essere alcuni atti autolesionistici ed è stata disposta nei suoi confronti anche la sorveglianza a vista. Per tale ragione, la Delegazione, ha chiesto all’Amministrazione di rivalutare la questione poiché tale detenuto non può continuare a restare isolato.

INAGIBILITÀ DI NUMEROSE CAMERE PER INFILTRAZIONI METEORICHE

Durante la visita a tutti le Sezioni Detentive, la Delegazione, ha notato la chiusura di diverse camere di pernottamento sulla cui porta blindata era affisso un cartello che ne indicava la inagibilità. Chieste informazioni al personale di Polizia Penitenziaria veniva riferito che dette camere, erano inagibili poiché necessitavano di interventi di manutenzione straordinaria a causa della copiosa infiltrazione di acqua piovana. In particolare, la Delegazione, ha rilevato che nell’Istituto vi sono n. 17 camere inagibili così suddivise: 4 camere alla I Sezione, 4 camere alla II Sezione, 3 camere alla IV Sezione, 5 alla V Sezione ed 1 alla Sezione Infermeria. Inoltre, alla IV Sezione, altre 2 camere, a breve, dovranno parimenti essere dichiarate inagibili per gli stessi motivi. Su tale problematica, che risulta essere stata già rappresentata dalla Direzione dell’Istituto ai Superiori Uffici, allo stato pare vi sia stato solo un sopralluogo da parte del personale tecnico del Provveditorato Regionale della Calabria di Catanzaro. Per tale problematica, la Delegazione, ha chiesto che vengano disposti gli opportuni provvedimenti di manutenzione straordinaria per riattivare le camere allo stato inagibili.

AULE SCOLASTICHE DEGRADATE PER INFILTRAZIONI METEORICHE

La Delegazione, dopo aver visitato tutte le Sezioni, si è recata a visitare l’area trattamentale dell’Istituto ove sono presenti le aule scolastiche, la biblioteca, il teatro, la cappella, la palestra ed alcuni laboratori. Visitando le aule scolastiche ci si è subito resi conto della grave situazione in cui versano a causa delle copiose infiltrazioni meteoriche provenienti dal tetto, tanto da pioverci dentro. Anche tale circostanza, per quanto riferito, pare sia stata rappresentata dalla Direzione dell’Istituto ai Superiori Uffici ma, alla data della visita, non si aveva alcuna notizia al riguardo circa interventi di manutenzione straordinaria, nonostante l’imminente ripresa delle attività scolastiche e trattamentali. Altri analoghi problemi di infiltrazione che meritano di essere risolti sono stati riscontrati nel teatro, nell’Ufficio della Sorveglianza Generale e nel corridoio che conduce alle Sezioni. Inoltre, durante la visita al padiglione a custodia attenuata, si è rilevata la pericolosità del pavimento in gomma che andrebbe sostituito o, comunque, risistemato se possibile. Anche per tale situazione, la Delegazione, ha invitato l’Amministrazione Penitenziaria ed in particolare il Provveditorato Regionale di Catanzaro, a voler disporre con cortese urgenza degli accertamenti in merito tramite il personale dell’Ufficio Tecnico, necessari per procedere ad attivare gli interventi manutentivi straordinari al fin di elidere le gravi criticità prospettate, soprattutto per le aule scolastiche, in considerazione dell’imminente ripresa delle attività che, inevitabilmente, rischiano di essere sospese qualora non si intervenga.

ASSENZA “BOX-OFFICE” PER IL PERSONALE DI POL. PEN. NELLE SEZIONI

Altra nota dolente che merita di essere evidenziata riguarda l’assenza dei c.d. “Box-Office”, le postazioni di servizio destinate al personale di Polizia Penitenziaria per la vigilanza all’interno delle Sezioni detentive. Infatti, si è preso atto che i “Box-Office” destinati ai Poliziotti sono assolutamente inadeguati in termini di arredo e strumentazione, non conformi alla normativa vigente in materia, privi di condizionatori d’aria, di riscaldamento e di servizi igienici. In tutte le Sezioni, fatta eccezione per il padiglione a custodia attenuata, le postazioni dell’Agente sono collocate all’ingresso, nel corridoio, senza alcuna protezione, essendo costituite solo da un tavolino ed una sedia. Per quanto precede, l’Amministrazione, è stata invitata a voler disporre gli opportuni interventi volti alla risoluzione delle criticità prospettate, verificando la possibilità di dotare ogni Sezione detentiva di “Box-Office” adeguati e rispettosi della normativa vigente, nel rispetto della sicurezza e della dignità del personale operante.

NUMEROSA PRESENZA DI DETENUTI STRANIERI NELL’ISTITUTO

Una delle più importanti criticità dell’Istituto, peraltro già segnalata in passato, è senz’altro legata alla numerosa presenza di detenuti stranieri. La CC di Paola conta la più alta percentuale di stranieri che sono ristretti negli Istituti Penitenziari della Calabria e le difficoltà a gestire dette persone che non hanno alcun collegamento con il territorio (famiglia, affetti, etc.) sono di palmare evidenza. L’Istituto, come già rappresentato, peraltro è privo di mediatori culturali, sia dell’Amministrazione, che volontari o convenzionati con altri Enti ex Art. 35 c. 2 Reg. Es. O.P. Negli anni, per come riferito dal personale, la percentuale di stranieri nell’Istituto si attestava sempre intorno al 30/40 % mentre alla data odierna risulta essere del 60/70% comportando numerose difficoltà per la loro gestione penitenziaria. Infatti, tantissimi degli stranieri reclusi, essendo privi di fondi, chiedono di poter lavorare, per avere la possibilità di acquistare le sigarette, prodotti per l’igiene personale, intrattenere corrispondenza epistolare e telefonica con la famiglia, etc. Per cui, non essendo possibile assicurargli il lavoro o, comunque, offrirgli la possibilità di poter scrivere o telefonare ai familiari, detti soggetti ricorrono ad atti autolesionistici che, a lungo termine, possono sfociare in gesti auto soppressivi ed aggressioni al personale. Pare, infine, che l’Istituto di Paola, contrariamente ad altri stabilimenti penitenziari, non sia dotato di fondi da elargire agli indigenti o, comunque, non lo sia in misura adeguata. Per quanto precede, la Delegazione visitante, ha invitato l’Amministrazione Penitenziaria, centrale e periferica, ex Artt. 30 ed 85 Reg. Es. O.P., a valutare la possibilità di non assegnare più all’Istituto altri detenuti stranieri ed eventualmente, procedere ad un loro sfollamento, per le gravi difficoltà gestionali rappresentate. Inoltre, è stato chiesto che l’Istituto di Paola, venga dotato di un congruo fondo economico che la Direzione possa gestire per elargire sussidi alle persone bisognose, soprattutto per la rilevante presenza di detenuti stranieri. In ultimo, si è reiterata la richiesta di procedere ad attivare un servizio di mediazione culturale.

Nei prossimi giorni, la Delegazione di Radicali Italiani, farà visita alla Casa Circondariale di Castrovillari (lunedì 27 agosto) e poi al Carcere di Rossano (giovedì 30 agosto).

Visita alla CC di Paola del 23-08-2018 – Esiti (clicca per leggere)

In Calabria si continua a “morire di carcere”. Nell’indifferenza delle Istituzioni


In Calabria si continua a “morire di carcere”. Nella indifferenza delle Istituzioni: dallo Stato alla Regione, dalle Province ai Comuni. Una vergogna senza fine !

Qualche giorno fa un detenuto ristretto nella Casa Circondariale di Paola, è morto nel locale Presidio Ospedaliero, dopo uno sciopero della fame. Si chiamava Gabriele Milito, 75 anni, ragioniere di Sapri. Era in attesa di giudizio per il delitto di uxoricidio (omicidio della moglie). Dopo un periodo trascorso nella Casa Circondariale di Potenza, aveva ottenuto gli arresti domiciliari in un appartamento di Scalea. Pare avesse trasgredito gli obblighi impostigli dall’Autorità Giudiziaria competente, ragion per cui venne tradotto presso il Carcere di Paola. Con la sua morte, nel 2018 sino ad oggi, i decessi nelle Carceri italiane, salgono ad 80 di cui 34 per suicidio (2.814 morti, 1.020 dei quali per suicidio, dal 2000 ad oggi).

Un altro detenuto ristretto nella Casa di Reclusione di Rossano, rischia di fare la stessa fine. Sempre per lo sciopero della fame. Si tratta di Victor Pereshacko, Ingegnere Informatico ed Imprenditore nel settore pubblicitario, ex Paracadutista dell’Armata Rossa, Forza Armata della Federazione Russa, in espiazione della pena dell’ergastolo per un duplice omicidio commesso – insieme ad un altro connazionale – in Sardegna nel 2005.

A Pereshacko, il 30 aprile 2014, venne proposto dallo Stato Italiano, di essere trasferito nel suo Paese, in Russia, per scontare la pena residua. Ed ha immediatamente accettato, firmando tutti gli atti necessari. Nonostante il notevole lasso di tempo trascorso (oltre 4 anni), la procedura di trasferimento, non è stata definita. Pare che la causa di tutto ciò sia da attribuire allo Stato Italiano ed in modo particolare al Ministero della Giustizia poiché non avrebbe trasmesso, nonostante le ripetute richieste del Ministero della Giustizia della Federazione Russa, tutti gli atti del processo conclusosi con la condanna al “fine pena mai”.

Per tale ragione, l’ex militare russo recluso a Rossano, dal 10 maggio, sta praticando lo sciopero della fame per protestare “contro la inoperosità premeditata della Autorità Italiana”. Nell’ultima visita che ho fatto al Carcere di Rossano, il 23 giugno, sono passato a trovarlo, pregandolo di interrompere lo sciopero. Era molto debilitato, a malapena riuscí a raccontarmi un po la sua vicenda dicendomi “grazie per il suo interessamento, ci penserò se smettere lo sciopero”. Ma non ha smesso, come emerge da una lettera che mi ha scritto : “Ho perso più di 20 chili di peso e come sto potete immaginare. Molti cercano di convincermi di smettere. E perché? Per far tornare il tutto come prima? Qualche anno fa, nel Carcere di San Gimignano, ho avuto il piacere di incontrare Marco Pannella. Ho conosciuto quest’uomo e sempre avuto rispetto per la sua lotta per i diritti civili. Ora però tocca a me, il mio diritto che è stabilito dalle leggi internazionali, è violato e di brutto. La procedura di estradizione dura da anni, io sono sempre qui e non si muove niente. Non ho intenzione di smettere lo sciopero della fame finché non mi venga riconosciuto il diritto ad essere estradato nel mio Paese.”

Spesso, e di recente ancora più frequentemente, leggo varie dichiarazioni pubbliche di alcuni Ministri, Sottosegretari e Parlamentari (principalmente della Lega Nord, del MoVimento Cinque Stelle e di Fratelli d’Italia), che parlano di trasferimento dei detenuti stranieri nei loro Paesi per sfollare le nostre Carceri. Ovviamente sono soltanto chiacchiere e la situazione di Victor Pereshacko ne è la prova evidente. Naturalmente non è il solo caso di cui sono a conoscenza. Negli Istituti Penitenziari della Calabria (come nel resto d’Italia) vi sono altri detenuti stranieri con decreto di espulsione emesso dal Magistrato di Sorveglianza che non viene eseguito e tanti altri ancora che vorrebbero essere trasferiti nei loro Paesi per espiare la loro pena ed a cui, per svariati motivi, tale diritto viene negato.

Mi chiedo a cosa servano le Convenzioni multilaterali e gli Accordi bilaterali stipulati dall’Italia con numerosi Paesi Esteri visto che poi non vengono messi in attuazione? L’Italia (al pari della Federazione Russa), ha aderito e ratificato la Convenzione per il trasferimento delle persone condannate, fatta a Strasburgo il 21 marzo 1983. Quindi, per quale motivo, dopo oltre 4 anni, non viene definito l’iter per il trasferimento dell’ergastolano russo Pereshacko dall’Italia alla Russia ? Cosa si aspetta ? Che anche lui come Gabriele Milito debba passare a miglior vita ? Oltre a garantire un diritto previsto dal nostro Ordinamento, si libererebbe un posto e si risparmierebbero tanti soldi per la vigilanza, il trattamento ed il suo mantenimento in Istituto (137 euro al giorno). Aspettiamo fiduciosi che alle parole seguano i fatti !

In ogni caso, prossimamente, segnalerò la questione alle Autorità Penitenziarie, al Magistrato di Sorveglianza di Cosenza ed al Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti presso il Ministero della Giustizia (oltre a sollecitare una Interrogazione Parlamentare al Governo).

Il tutto, in Calabria, viene ulteriormente “aggravato” perché sono completamente inesistenti i Garanti dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Quello regionale, seppur istituito, non viene eletto dal Consiglio Regionale. Quelli Provinciali e Comunali (salvo Reggio Calabria) non sono stati ancora nemmeno istituiti dalle Province e dai Comuni competenti (e non credo che abbiano intenzione di istituirli).

Nei prossimi giorni, autorizzato dal Dap del Ministero della Giustizia, faró visita alle Carceri di Cosenza, Paola, Castrovillari e Rossano.

Calabria, Quintieri (Radicali) tra i papabili alla carica di Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti


Prossimamente, il Consiglio Regionale della Calabria, sarà chiamato ad eleggere il “Garante Regionale dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale”, istituito con Legge Regionale n. 1 del 29/01/2018. Il Garante, che opererà su tutto il territorio regionale in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione, senza essere sottoposto ad alcuna forma di controllo gerarchico o funzionale, dovrà essere eletto con deliberazione adottata a maggioranza dei due terzi dei Consiglieri assegnati. In mancanza di raggiungimento del quorum, dalla terza votazione, l’elezione avverrà a maggioranza semplice dei Consiglieri assegnati.

Tra i papabili alla carica di Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti della Regione Calabria vi è il cetrarese Emilio Enzo Quintieri, laureando in giurisprudenza, membro del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani, da tempo a capo della delegazione visitante gli Istituti Penitenziari della Repubblica con particolare riferimento a quelli delle Regioni Calabria, Puglia, Campania e Lazio, autorizzato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia. Quintieri, inoltre, nel corso degli anni, è stato collaboratore di numerosi membri del Parlamento per la presentazione di atti di sindacato ispettivo e proposte di legge in ambito penitenziario nonché accompagnatore di Deputati e Senatori durante le ispezioni alle Carceri ed agli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Tra l’altro è stato uno dei promotori della Legge Regionale istitutiva del Garante in Calabria, seguendo i lavori presso il Consiglio Regionale e venendo anche audito come esperto a Palazzo Campanella dalla competente Commissione Consiliare. E’ stato più volte candidato alla Camera dei Deputati, nel 2013, con la Lista “Amnistia Giustizia e Libertà” promossa da Marco Pannella ed Emma Bonino ed infine, nel 2018, con la Lista “Più Europa con Emma Bonino”, promossa da Emma Bonino, Benedetto Della Vedova e Bruno Tabacci. Negli ultimi anni, infine, ha portato centinaia di Studenti di Giurisprudenza e Scienze del Servizio Sociale dell’Università della Calabria, accompagnati dai Docenti di Diritto Penale Prof. Mario Caterini e Prof. Sabato Romano, in visita alle Carceri calabresi.

Il Garante, infatti, dovrà essere scelto tra persone di specifica e comprovata formazione, competenza ed esperienza nel campo giuridico – amministrativo e nelle discipline afferenti alla promozione e tutela dei diritti umani o che si siano comunque distinte in attività di impegno sociale, con particolare riguardo ai temi della detenzione, e che offrano garanzie di probità, indipendenza e obiettività.

Intanto, nei prossimi giorni, in attesa che il Consiglio Regionale definisca l’iter per la elezione del Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti, l’esponente dei Radicali Italiani, debitamente autorizzato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia su richiesta dell’On. Riccardo Magi, farà visita alla Casa Circondariale di Paola (sabato 16), alla Casa Circondariale di Palmi (domenica 17), alla Casa di Reclusione di Rossano (sabato 23) ed infine alla Casa Circondariale di Cosenza (sabato 30). Quintieri durante le visite sarà accompagnato dalla radicale Valentina Anna Moretti, giurista e praticante Avvocato del Foro di Paola, candidata alla carica di Garante Regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Autonoma della Sardegna.

“Oltre le sbarre”, Quintieri e Moretti (Radicali) ospiti di “Linea Rovente”


Nei giorni scorsi, insieme alla collega Valentina Moretti, siamo stati ospiti della trasmissione televisiva “Linea Rovente” su Teleuropa Network condotta dalla giornalista Alessandra Carrieri.

Abbiamo parlato delle Carceri della Calabria, del trattamento dei detenuti e delle condizioni lavorative del personale penitenziario.

Qui trovate il link per vedere la puntata “Oltre le sbarre” http://www.tenonline.tv/linea-rovente-22-marzo-2018-oltre-le-sbarre/

Radicali e Unical in visita al Carcere di Paola. Chiesta l’istituzione del Garante dei Detenuti


Nella giornata odierna, una Delegazione di Radicali Italiani con quindici Studenti del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria accompagnati dal Prof. Mario Caterini e dal Prof. Sabato Romano, entrambi Docenti di Diritto Penale, hanno fatto ingresso nella Casa Circondariale di Paola, ove sono stati ricevuti dal Direttore dell’Istituto Dott.ssa Caterina Arrotta, dal Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria, Commissario Capo Dott.ssa Maria Molinaro e dall’Ispettore Capo Ercole Vanzillotta, Coordinatore della Sorveglianza Generale dell’Istituto.

Per i Radicali Italiani era presente Emilio Enzo Quintieri, membro del Comitato Nazionale e Valentina Anna Moretti, che unitamente al personale dell’Amministrazione Penitenziaria ha accompagnato la Delegazione visitante in tutto lo stabilimento detentivo.

Nel Carcere di Paola, al momento della visita, a fronte di una capienza di 182 posti, erano ristrette 173 persone, 79 delle quali straniere, con le seguenti posizioni giuridiche: 10 giudicabili, 13 appellanti, 21 ricorrenti e 129 definitivi tra cui 5 ergastolani. Tra i detenuti 82 sono quelli che lavorano alle dirette dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria per lavori intramurari, 1 lavorante secondo quanto previsto dall’Art. 21 dell’Ordinamento Penitenziario, 18 sono i tossicodipendenti seguiti dal Servizio per le Tossicodipendenze dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, 1 sieropositivo, 40 con problematiche psichiatriche, 1 disabile motorio e 6 affetti da epatite C. Non vi sono, invece, detenuti affetti da altre malattie infettive come la scabbia o la tubercolosi. Quanto agli “eventi critici” nel corso del 2017 si sono verificati 13 atti di autolesionismo e 2 tentati suicidi, fortunatamente sventati grazie al tempestivo intervento del personale di Polizia Penitenziaria.

La Delegazione, autorizzata dal Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Dott. Marco Del Gaudio, ha visitato tutti gli ambienti dell’Istituto, dagli Uffici alle Sezioni detentive, non riscontrando alcuna grave criticità, esprimendo un giudizio positivo sia per quanto concerne il trattamento riservato ai detenuti che per quanto attiene la gestione della struttura da parte della Direzione. Gli unici problemi rilevati e che sono stati oggetto di lamentele da parte della popolazione detenuta sono la carenza del personale della professionalità giuridico pedagogica (al momento prestano servizio soltanto 2 Educatori, di cui 1 anche a tempo parziale, a fronte di una pianta organica di 6 unità) ed il mancato riscaldamento degli spazi detentivi a causa di un guasto alle caldaie, per quest’ultimo comunque l’Amministrazione si è attivata e sono in corso i lavori per la sistemazione.

Debbo denunciare per l’ennesima volta – afferma il capo della delegazione Quintieri – che, nonostante le ripetute rassicurazioni fornitemi dai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, non è stato ancora avviato il modello operativo della sorveglianza dinamica, nemmeno nella Prima Sezione detentiva, individuata dai Tecnici del Provveditorato Regionale per la Calabria per divenire a “custodia aperta”. Mi si continua a ripetere che debbono essere realizzati dei lavori di adeguamento e che per l’esecuzione degli stessi non sono state elargite le necessarie risorse economiche da parte degli Uffici Superiori. E’ più di un anno che sto insistendo per far rivedere l’organizzazione custodiale dell’Istituto di Paola e di tanti altri calabresi. Mentre in tutta Italia, già da tempo, anche i detenuti del Circuito dell’Alta Sicurezza sono a “custodia aperta” qui in Calabria si continua a praticare la tradizionale “custodia chiusa”, anche per i detenuti comuni ed a basso indice di pericolosità. Proprio all’esito dell’ultima visita fatta la vigilia di Ferragosto ho inteso sollecitare l’Amministrazione Penitenziaria chiedendo di conoscere entro quali tempi la “custodia aperta” possa trovare concreta attuazione nella Sezione individuata nel Carcere di Paola e, se eventualmente, nel prossimo futuro, tale iniziativa possa essere estesa anche ad altre Sezioni dell’Istituto.

Colgo l’occasione, conclude l’esponente nazionale dei Radicali Italiani, per chiedere al Sindaco, alla Giunta ed al Consiglio Comunale di Paola, di istituire con urgenza il Garante dei Diritti dei Detenuti della Città di Paola così come hanno fatto tantissimi altri Comuni d’Italia sedi di Istituti Penitenziari.