Radicali e Unical in visita al Carcere di Paola. Chiesta l’istituzione del Garante dei Detenuti


Nella giornata odierna, una Delegazione di Radicali Italiani con quindici Studenti del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria accompagnati dal Prof. Mario Caterini e dal Prof. Sabato Romano, entrambi Docenti di Diritto Penale, hanno fatto ingresso nella Casa Circondariale di Paola, ove sono stati ricevuti dal Direttore dell’Istituto Dott.ssa Caterina Arrotta, dal Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria, Commissario Capo Dott.ssa Maria Molinaro e dall’Ispettore Capo Ercole Vanzillotta, Coordinatore della Sorveglianza Generale dell’Istituto.

Per i Radicali Italiani era presente Emilio Enzo Quintieri, membro del Comitato Nazionale e Valentina Anna Moretti, che unitamente al personale dell’Amministrazione Penitenziaria ha accompagnato la Delegazione visitante in tutto lo stabilimento detentivo.

Nel Carcere di Paola, al momento della visita, a fronte di una capienza di 182 posti, erano ristrette 173 persone, 79 delle quali straniere, con le seguenti posizioni giuridiche: 10 giudicabili, 13 appellanti, 21 ricorrenti e 129 definitivi tra cui 5 ergastolani. Tra i detenuti 82 sono quelli che lavorano alle dirette dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria per lavori intramurari, 1 lavorante secondo quanto previsto dall’Art. 21 dell’Ordinamento Penitenziario, 18 sono i tossicodipendenti seguiti dal Servizio per le Tossicodipendenze dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, 1 sieropositivo, 40 con problematiche psichiatriche, 1 disabile motorio e 6 affetti da epatite C. Non vi sono, invece, detenuti affetti da altre malattie infettive come la scabbia o la tubercolosi. Quanto agli “eventi critici” nel corso del 2017 si sono verificati 13 atti di autolesionismo e 2 tentati suicidi, fortunatamente sventati grazie al tempestivo intervento del personale di Polizia Penitenziaria.

La Delegazione, autorizzata dal Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Dott. Marco Del Gaudio, ha visitato tutti gli ambienti dell’Istituto, dagli Uffici alle Sezioni detentive, non riscontrando alcuna grave criticità, esprimendo un giudizio positivo sia per quanto concerne il trattamento riservato ai detenuti che per quanto attiene la gestione della struttura da parte della Direzione. Gli unici problemi rilevati e che sono stati oggetto di lamentele da parte della popolazione detenuta sono la carenza del personale della professionalità giuridico pedagogica (al momento prestano servizio soltanto 2 Educatori, di cui 1 anche a tempo parziale, a fronte di una pianta organica di 6 unità) ed il mancato riscaldamento degli spazi detentivi a causa di un guasto alle caldaie, per quest’ultimo comunque l’Amministrazione si è attivata e sono in corso i lavori per la sistemazione.

Debbo denunciare per l’ennesima volta – afferma il capo della delegazione Quintieri – che, nonostante le ripetute rassicurazioni fornitemi dai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, non è stato ancora avviato il modello operativo della sorveglianza dinamica, nemmeno nella Prima Sezione detentiva, individuata dai Tecnici del Provveditorato Regionale per la Calabria per divenire a “custodia aperta”. Mi si continua a ripetere che debbono essere realizzati dei lavori di adeguamento e che per l’esecuzione degli stessi non sono state elargite le necessarie risorse economiche da parte degli Uffici Superiori. E’ più di un anno che sto insistendo per far rivedere l’organizzazione custodiale dell’Istituto di Paola e di tanti altri calabresi. Mentre in tutta Italia, già da tempo, anche i detenuti del Circuito dell’Alta Sicurezza sono a “custodia aperta” qui in Calabria si continua a praticare la tradizionale “custodia chiusa”, anche per i detenuti comuni ed a basso indice di pericolosità. Proprio all’esito dell’ultima visita fatta la vigilia di Ferragosto ho inteso sollecitare l’Amministrazione Penitenziaria chiedendo di conoscere entro quali tempi la “custodia aperta” possa trovare concreta attuazione nella Sezione individuata nel Carcere di Paola e, se eventualmente, nel prossimo futuro, tale iniziativa possa essere estesa anche ad altre Sezioni dell’Istituto.

Colgo l’occasione, conclude l’esponente nazionale dei Radicali Italiani, per chiedere al Sindaco, alla Giunta ed al Consiglio Comunale di Paola, di istituire con urgenza il Garante dei Diritti dei Detenuti della Città di Paola così come hanno fatto tantissimi altri Comuni d’Italia sedi di Istituti Penitenziari.

Delegazione di Radicali e Studenti dell’Unical in visita alla Casa Circondariale di Cosenza


Questa mattina una Delegazione di Radicali Italiani e di Studenti e Docenti del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria, autorizzata dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, ha fatto visita presso la Casa Circondariale di Cosenza “Sergio Cosmai”.

Per il Movimento dei Radicali Italiani erano presenti Emilio Enzo Quintieri, recentemente eletto membro del Comitato Nazionale al XVI Congresso tenutosi a Roma, e Valentina Anna Moretti. Per l’Università della Calabria, il Prof. Mario Caterini ed il Prof. Sabato Romano, entrambi Docenti di Diritto Penale e per il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria il Direttore dell’Istituto Filiberto Benevento, il Comandante di Reparto Facente Funzioni della Polizia Penitenziaria Ispettore Superiore Francesco Bufano, l’Assistente Capo della Polizia Penitenziaria Raffaele Granata ed i Funzionari Giuridico Pedagogici Maria Francesca Branca e Tiziana Giordano. Insieme a loro, erano presenti alla visita quindici Studenti del Corso di Laurea in Scienze del Servizio Sociale.

Nell’Istituto Penitenziario di Cosenza, al momento della visita, vi erano 217 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 218 posti, 98 dei quali appartenenti al Circuito dell’Alta Sicurezza (As3). Vi erano, infine, 4 detenuti lavoranti secondo quanto previsto dall’Art. 21 dell’Ordinamento Penitenziario, 14 alle dirette dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria che svolgono lavori all’interno dell’Istituto, 3 condannati in regime di semilibertà e 14 tossicodipendenti.

La Delegazione visitante, dopo un breve colloquio con la Direzione nella Sala Cosmai, si è recata nella struttura detentiva ove ha visitato i locali adibiti allo svolgimento delle attività trattamentali (Teatro, Biblioteca, Aule Scolastiche, etc.), l’Area Sanitaria, l’Area Sicurezza (Ufficio Comando, Matricola, Laboratorio Dna, etc.) ed infine le Sezioni detentive dei Circuiti di Alta e Media Sicurezza, incontrando anche i detenuti ed interloquendo con gli stessi, senza rilevare criticità o disagi degni di nota.

Finalmente, dopo qualche anno di battaglia, siamo riusciti a far approvare definitivamente il Regolamento interno dell’Istituto da parte degli Uffici Superiori dell’Amministrazione Penitenziaria, afferma Emilio Enzo Quintieri, esponente dei Radicali Italiani. Ora chiederemo che venga diffuso in tutti i Reparti detentivi in modo tale che tutti i detenuti possano prendere conoscenza dei loro diritti e dei loro doveri. A breve verrà nuovamente indetta la gara di appalto per il rifacimento del Campo Sportivo e dell’Area Verde visto che quella che è stata bandita è andata deserta. Speriamo che, al più presto, vengano realizzati entrambi i progetti, da tempo approvati dalla Cassa delle Ammende del Ministero della Giustizia con un finanziamento di circa 100 mila euro. Inoltre, con viva soddisfazione, abbiamo appreso che, anche per i detenuti del Circuito dell’Alta Sicurezza, è stato possibile avviare un corso di istruzione secondaria superiore (Istituto Tecnico Commerciale), al quale hanno già aderito circa 30 persone. Tra le cose positive da segnalare, conclude Quintieri – l’istituendo Polo Universitario da realizzare presso la Casa Circondariale di Cosenza proprio in collaborazione con l’Università della Calabria che consentirebbe ai detenuti di poter iniziare e proseguire adeguatamente gli studi accademici.

Nei prossimi giorni, Radicali Italiani ed Unical, proseguiranno le visite agli altri Istituti Penitenziari della Provincia di Cosenza. Martedì 28 saranno alla Casa Circondariale di Paola, martedì 5 dicembre alla Casa di Reclusione di Rossano ed infine martedì 12 dicembre, ultima tappa, alla Casa Circondariale di Castrovillari. Complessivamente, circa 60 Studenti del Corso di Laurea in Scienze del Servizio Sociale dell’Università della Calabria, faranno ingresso nelle Carceri, previamente autorizzati dal Consigliere Marco Del Gaudio, Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

Calabria, Garante dei Diritti dei Detenuti, PdL in Commissione Bilancio per il parere finanziario


Prosegue, seppur lentamente, l’iter legislativo per l’istituzione del Garante Regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale della Regione Calabria. Infatti, dopo l’esame abbinato delle due Proposte di Legge n. 34/2010 e 221/2010 presentate, rispettivamente, dai Consiglieri Regionali Nicola Irto (Partito Democratico) e Franco Sergio (Oliverio Presidente) e la contestuale approvazione nella seduta del 20 settembre 2017 da parte della I Commissione Affari Istituzionali presieduta dal Consigliere Regionale Franco Sergio, il testo licenziato il 12 ottobre 2017 è stato trasmesso alla II Commissione Bilancio per il parere finanziario ai sensi dell’Art. 72 del Regolamento Interno del Consiglio Regionale della Calabria, presieduta dal Consigliere Regionale Giuseppe Aieta.

La II Commissione Bilancio è stata convocata per domani, mercoledì 15 novembre 2017 alle ore 10,00, ed al nono punto all’Ordine del Giorno è previsto l’esame della Proposta di Legge che istituisce nella Regione Calabria l’Autorità Garante per i Diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Relatore del provvedimento, per la II Commissione, è il Consigliere Regionale Giuseppe Aieta. Nell’occasione, sono stati convocati il Dipartimento Bilancio, Finanze, Patrimonio e Società Partecipate della Regione Calabria e sono stati invitati il Presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto ed il Consigliere Regionale Franco Sergio, quest’ultimo Relatore della Proposta di Legge. Il parere che sarà espresso dalla Commissione Bilancio sarà allegato alla relazione scritta per l’Assemblea.

Rispetto al testo originario, probabilmente per questioni economiche, è stato eliminato l’Osservatorio Regionale per le Politiche Penitenziarie e, sempre per gli stessi motivi, non è stata accolta la proposta che prevedeva il Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti come organo collegiale anziché monocratico. Per il resto, quasi tutte le proposte formulate da Emilio Enzo Quintieri del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani, sono state accolte ed approvate.

Auspichiamo che, non si perda più altro tempo e che al più presto, terminata la fase preliminare nelle Commissioni competenti, la Proposta di Legge venga iscritta all’Ordine del Giorno del Consiglio Regionale della Calabria per la definitiva approvazione ed il successivo avvio del procedimento per l’elezione del Garante Regionale dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale.

Testo abbinato Proposta di Legge n. 34-221/2010 per II Commissione Consiliare

Cosenza, Radicali solidali con la Polizia Penitenziaria. No alle strumentalizzazioni del Sappe


Esprimo tutta la mia solidarietà all’Assistente della Polizia Penitenziaria, che nei giorni scorsi è stato vittima di un’aggressione da parte di alcuni detenuti, mentre era in servizio in una delle Sezioni detentive del Circuito Alta Sicurezza della Casa Circondariale di Cosenza. Lo dice Emilio Enzo Quintieri, già membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e responsabile della delegazione che visita frequentemente tutti gli Istituti Penitenziari della Calabria, autorizzata dall’Ufficio del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia.

Sono venuto a conoscenza del grave evento critico tramite un comunicato diffuso dal Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria che, come al solito, oltre ad esprimere solidarietà al collega aggredito non ha perso l’occasione per strumentalizzare quanto accaduto. Non capisco il perché, nella circostanza, si debba evocare il fatto che la Casa Circondariale di Cosenza sia priva da mesi di un Comandante di Reparto titolare, prosegue l’esponente dei Radicali Italiani. Non sarebbe cambiato nulla se al posto dell’Ispettore Capo Pasquale Picarelli, attualmente Comandante di Reparto Facente Funzioni, vi fosse stato un Commissario. Sono “eventi critici” che, purtroppo, capitano in quasi tutte le realtà penitenziarie e che a Cosenza, per fortuna, da sempre hanno percentuali ridotte ai minimi termini poiché l’Istituto è gestito molto bene da tutto il personale sotto le direttive dell’ottimo Direttore Filiberto Benevento.

E’ una condotta isolata di alcuni detenuti, commessa ai danni di un Poliziotto Penitenziario che nell’ambiente è noto per essere una persona perbene e disponibile con tutti. Tant’è che tutta la popolazione detenuta appartenente ai Circuiti dell’Alta Sicurezza e della Media Sicurezza ha già inteso dissociarsi dalle azioni violente poste in essere, manifestando solidarietà e vicinanza al malcapitato Agente Penitenziario.

Infine, quanto al Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria, conclude Quintieri, è quasi un anno che manca il titolare Commissario Davide Pietro Romano ed i relativi compiti e funzioni sono egregiamente assolti, su disposizione del Direttore, da un sottufficiale di comprovata esperienza e serietà come l’Ispettore Capo Pasquale Picarelli. In ogni caso, a breve, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dovrebbe nominare un nuovo Funzionario alla guida del Reparto di Cosenza, di Rossano e di Crotone.

Catanzaro, Radicali Italiani soddisfatti per l’attuazione della Sorveglianza Dinamica nel Penitenziario


             Casa Circondariale di Catanzaro “Ugo Caridi”

In Calabria, anche per l’assenza di un Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, in pianta stabile, siamo ancora all’anno zero, rispetto al resto d’Italia. Per tale motivo, da tempo, stiamo sollecitando il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ed il Ministero della Giustizia, a nominare un Dirigente Generale Penitenziario che si occupi, in maniera esclusiva, della Regione Calabria. Per cui tutto va a rilento, salvo la buona volontà dei singoli Dirigenti d’Istituto o dei Comandanti di Reparto. Lo dice Emilio Enzo Quintieri, già membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani che, nei giorni scorsi, accompagnato da Valentina Anna Moretti e da Marco Calabretta, si è recato a visitare la Casa Circondariale di Catanzaro “Ugo Caridi” per verificare le condizioni di detenzione e la gestione dell’Istituto.

Ad accogliere la delegazione radicale, autorizzata dai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, il Direttore della Casa Circondariale Angela Paravati, l’Ispettore Capo Giacinto Longo ed altro personale del Reparto di Polizia Penitenziaria in servizio nell’Istituto.

Preliminarmente, la delegazione, ha visitato la struttura dell’ex Centro Diagnostico Terapeutico, oggi denominata Servizio Multiprofessionale Integrato di Assistenza Intensiva, avviata nelle scorse settimane e destinata all’assistenza sanitaria specialistica delle persone detenute provenienti sia dagli Istituti Penitenziari della Regione Calabria che da altre Regioni d’Italia.

Per tanti anni i Radicali Italiani hanno battagliato in Parlamento per l’apertura del Centro Clinico e lo dimostrano le numerose Interrogazioni rivolte al Governo ed in particolare modo ai Ministri della Giustizia e della Salute in questa e nelle precedenti legislature.

Abbiamo visitato tutta la struttura, nonostante ancora non sia avviata a pieno regime. Per il momento sono attive solo la riabilitazione estensiva a ciclo continuativo con 11 posti letto ed i servizi sanitari generali ed ambulatoriali dell’istituto con 15 branche specialistiche e di un’attività di riabilitazione di tipo fisioterapico con 6 posti letto, anche con una piscina ed attrezzature di ultima generazione. Prossimamente e, comunque entro la fine dell’anno, appena l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro ultimerà la selezione del personale paramedico, saranno attivati anche i servizi psichiatrici (3 e 4 piano) e, più precisamente, la Sezione per la tutela intramuraria della salute mentale composta da 8 posti letto e da una Sezione per l’Osservazione Psichiatrica con altri 5 posti letto. Sulla questione, prosegue il radicale Quintieri, continueremo ad essere vigili affinché le procedure non vadino per le lunghe come spesso avviene in questi casi. Tant’è vero che, nei prossimi mesi, torneremo a far visita all’Istituto Penitenziario di Siano.

      Delegazione visitante (Moretti, Calabretta, Quintieri)

Per il resto, la delegazione, ha visitato anche la Sezione che una volta ospitava i semiliberi, recentemente ristrutturata con manodopera detenuta, ove sono state allestite – ed a breve saranno funzionanti – 5 camere con annessi servizi, dalle quali i detenuti potranno collegarsi in videoconferenza per assistere ai processi che li riguardano, diminuendo le numerosissime traduzioni extramoenia.

Nell’Istituto, al momento della visita, erano presenti 530 detenuti, 83 dei quali stranieri, 285 con condanna definitiva ed altri 245 giudicabili (imputati, appellanti e ricorrenti). Tra di essi 254 (100 definitivi) appartengono al Circuito dell’Alta Sicurezza (236 all’AS3 criminalità organizzata e 18 all’AS1 ex 41 bis, molti dei quali ergastolani ostativi). Inoltre, per quanto riguarda i detenuti “comuni”, vi erano 273 persone appartenenti al Circuito della Media Sicurezza (114 definitivi, 68 dei quali a custodia aperta, c.d. “sorveglianza dinamica”) ed infine 1 semilibero e 2 internati.

Il personale del Reparto di Polizia Penitenziaria presente in Istituto è di 280 unità mentre quello della professionalità giuridico pedagogica è di 5 unità. Entrambi sono decisamente carenti rispetto alle esigenze dell’Istituto ed andrebbero subito potenziati.

Recentemente, grazie alla Cassa delle Ammende, sono stati approvati e finanziati 2 progetti, presentati dalla Direzione dell’Istituto ed i cui lavori inizieranno a breve. Uno riguarda il rifacimento del campo sportivo e l’altro la realizzazione dell’area verde, entrambi per la media sicurezza. Altre proposte sono state avanzate ma si è ancora in attesa del parere del competente Ufficio del Provveditorato Regionale della Calabria. E’ stata ampliata l’area verde con la creazione di un vigneto ed è stato ceduto il laboratorio di ceramica ad una Cooperativa che al termine del corso di formazione previsto per il 23 ottobre, procederà all’assunzione di 2 detenuti appartenenti al Circuito dell’Alta Sicurezza.

Quello che di più positivo abbiamo riscontrato è che il 4 piano del nuovo Padiglione della Media Sicurezza, composto da 68 detenuti, è stato finalmente avviato a “custodia aperta”. Catanzaro (dopo Paola che però ha un Padiglione specifico) è il primo Istituto in Calabria ad attuare il modello operativo della “sorveglianza dinamica”. Mentre in tutta Italia, da tempo, sono aperte anche le Sezioni di Alta Sicurezza, in Calabria, stiamo ancora valutando, sperimentalmente, di aprirne qualcuna di Media Sicurezza. Questo, conclude Emilio Enzo Quintieri, capo della delegazione radicale, è inaccettabile perché costituisce una disparità di trattamento e più volte lo abbiamo già segnalato ai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria chiedendo che le direttive dipartimentali vengano rispettate ed attuate anche in Calabria.

Palmi, Radicali: Carcere in condizioni strutturali critiche. Lunedì visita al Penitenziario di Catanzaro


Le condizioni strutturali del Carcere di Palmi sono critiche ma a breve ci saranno dei miglioramenti. Lo dice Emilio Enzo Quintieri, già membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani che, nei giorni scorsi, unitamente a Valentina Anna Moretti, esponente dei Radicali Italiani, ha fatto visita alla Casa Circondariale di Palmi “Filippo Salsone”, entrambi autorizzati all’accesso in Istituto dai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia.

Ad accogliere la delegazione radicale, stante l’assenza del Direttore dell’Istituto Romolo Pani per motivi di salute, c’era il Commissario Capo Paolo Cugliari, Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria, il Vice Ispettore Maurizio Tardio, Coordinatore della Sorveglianza Generale ed il Sovrintendente Massimo Ranieri che, dopo un breve colloquio, hanno accompagnato i visitatori all’interno della struttura detentiva.

Nell’Istituto di Palmi, al momento della visita, vi erano 163 detenuti, 13 dei quali stranieri, a fronte di una capienza regolamentare di 152 posti, dai quali però vanno sottratti 57 posti (68 detenuti in esubero), a causa della chiusura del primo piano del Reparto dell’Alta Sicurezza per lavori di ristrutturazione finalizzati al rifacimento dell’impianto tecnologico a servizio della centrale termica e propedeutico alla realizzazione delle docce all’interno delle camere di pernottamento ed all’abolizione degli illegali locali doccia in comune. Le persone detenute appartenenti al Circuito dell’Alta Sicurezza sono 109 mentre 54 sono quelli appartenenti al Circuito della Media Sicurezza, c.d. “comuni”. Relativamente alle caratteristiche della popolazione detenuta su 163 detenuti, 93 sono giudicabili, 35 appellanti, 14 ricorrenti e 21 definitivi. Vi sono, altresì, 2 detenuti lavoranti all’esterno ma all’interno dell’intercinta muraria secondo quanto previsto dall’Art. 21 dell’Ordinamento Penitenziario. Altri 30 detenuti, invece, lavorano all’interno dell’Istituto alle dirette dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria.

Fortunatamente, a differenza di altri Istituti Penitenziari della Calabria, nell’Istituto di Palmi, ormai da anni non vi sono “eventi critici” (decessi, suicidi, tentati suicidi, atti autolesionistici, risse, etc.) ed anche le sanzioni disciplinari sono ridotte ai minimi termini. Ciò conferma la professionalità di tutto il personale in servizio nella Casa Circondariale di Palmi, principalmente della Polizia Penitenziaria nonostante la carenza d’organico (96 unità presenti su 122, tante delle quali con oltre 25 anni di servizio effettivo) e dell’Area Giuridico Pedagogica (5 presenti su 5 previsti, di cui 4 a tempo pieno ed 1 in distacco presso la Casa Circondariale di Salerno) ed infine, più in generale, dell’Autorità Dirigente, molto sensibile ai problemi ed ai disagi, individuali e collettivi, delle persone ristrette. Buona anche la presenza della Società esterna: nell’Istituto fanno ingresso 36 volontari ex Art. 17 O.P. ed altri 11 volontari ex Art. 78 O.P.

Il Reparto Isolamento, situato in un corpo di fabbrica separato dagli altri ed inutilizzato da oltre 4 anni, a breve, grazie ad un progetto di 50.000 Euro, finanziato dalla Cassa delle Ammende del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, sarà ristrutturato ed all’interno dello stesso saranno realizzate 5 sale attrezzate per la videoconferenza, al fine di contenere i rischi e gli oneri attualmente sostenuti per le numerose traduzioni dei detenuti innanzi alle competenti Autorità Giudiziarie. Per quanto è dato sapere, al momento, la Casa Circondariale di Palmi dovrebbe essere uno dei pochi Istituti in Calabria in cui sarà possibile seguire i processi a distanza tramite il sistema di videoconferenza. Altre progettualità, presentate dalla Direzione dell’Istituto, sono state finanziate dalla Cassa delle Ammende (realizzazione di un impianto polivalente pallacanestro e pallavolo, adiacente al campo sportivo) ed altre sono in corso di valutazione (rifacimento facciate esterne e sostituzione degli infissi e reti metalliche).

La Delegazione di Radicali Italiani lunedì 25, nel pomeriggio, si recherà in visita alla Casa Circondariale di Catanzaro “Ugo Caridi”, diretta dal Dirigente Penitenziario Angela Paravati, ove nei giorni scorsi, è stato finalmente attivato il Servizio Multiprofessionale Integrato di Assistenza Intensiva (SAI), destinato all’assistenza sanitaria specialistica delle persone detenute provenienti sia dagli Istituti Penitenziari della Calabria che di altre Regioni d’Italia.

Locri, Delegazione Radicale visita l’Istituto Penitenziario: “E’ uno dei migliori in Calabria”


Nella giornata di ieri una Delegazione del Movimento Radicali Italiani composta da Emilio Enzo Quintieri e Valentina Anna Moretti, autorizzata dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, ha fatto visita alla Casa Circondariale di Locri. Ad accogliere i due esponenti radicali calabresi il Direttore dell’Istituto Patrizia Delfino, il Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria, Commissario Capo Caterina Pacileo, il Vice Comandante di Reparto, Vice Ispettore Filippo Triffiletti ed uno dei tre Funzionari Giuridico Pedagogici in servizio nell’Istituto Alberto Rossi.

Nell’Istituto di Locri, edificato nel 1862 e più volte ristrutturato ed adeguato ai dettami del Regolamento di Esecuzione Penitenziaria del 2000, al momento della visita erano presenti 91 detenuti, 13 dei quali stranieri, a fronte di una capienza regolamentare di 89 posti. Quasi la totalità dei detenuti presenti appartiene al Circuito della Media Sicurezza (89) mentre solo 2 a quello dell’Alta Sicurezza (As3), temporaneamente assegnati all’Istituto della locride per motivi di Giustizia. Tra le 91 persone ristrette vi sono 24 giudicabili, 10 appellanti, 4 ricorrenti e 51 definitivi.

Per quanto concerne le ulteriori caratteristiche della popolazione reclusa 3 sono i tossicodipendenti, 1 dei 1 quali in terapia metadonica e 5 con problematiche psichiatriche. 30 detenuti lavorano all’interno dell’Istituto alle dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria. Nella Casa Circondariale di Locri, infine, è presente una Sezione Semilibertà ove sono presenti 6 detenuti che usufruiscono anche di licenza premio.

La Delegazione visitante, che ha ispezionato ogni ambiente dell’Istituto, non ha rilevato alcuna criticità anzi gli standard di vivibilità, così come emerso nella precedente visita effettuata lo scorso anno, sono risultati abbastanza ottimali rispetto alla situazione esistente in tanti altri Istituti Penitenziari della Calabria. Sono presenti numerose attività trattamentali e lavorative per i detenuti di Media Sicurezza, impegnati anche in attività esterne (8 detenuti) secondo quanto previsto dall’Art. 21 della Legge Penitenziaria.

Il regime custodiale della Casa Circondariale di Locri è ancora quello tradizionale di tipo “chiuso” (vengono assicurate soltanto 8 ore di permanenza fuori dalle camere di pernottamento) nonostante ci siano tutte le condizioni per una “custodia aperta”, c.d. “sorveglianza dinamica”, in considerazione del fatto che l’Istituto è dotato di un impianto di videosorveglianza che consente un doppio controllo su tutti gli ambienti dove si svolgono le attività trattamentali.

In ordine all’emergenza caldo ed alle direttive impartite dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e dal Provveditorato Regionale della Calabria per la tutela della salute e della vita delle persone detenute, la Direzione di Locri, si è attivata, tra le altre cose, implementando sia i congelatori per ogni Sezione detentiva per conservare il cibo e refrigerare le bevande consentite e sia i ventilatori nelle sale destinate alle attività trattamentali per ridurre, per quanto possibile, il disagio derivante dalla forte calura. Inoltre, sempre in applicazione delle direttive dipartimentali e provveditoriali, la Direzione dell’Istituto, ha presentato un progetto per l’acquisto di mini frigoriferi da installare all’interno di ciascuna camera di pernottamento, anche al fine di evitare il dispendio di acqua dai rubinetti utilizzata per refrigerare. Tale progettualità, che merita di essere sostenuta, allo stato, è all’attenzione del Provveditorato Regionale della Calabria di Catanzaro.

Per quanto concerne il personale dell’Amministrazione Penitenziaria non vi sono problemi per i Funzionari della professionalità Giuridico Pedagogica (presenti 3 su 4 previsti) mentre è insufficiente l’organico del Reparto di Polizia Penitenziaria (presenti 67 su 83 previsti di cui 11 addetti al Nucleo Traduzioni e Piantonamenti). Tra il personale di Polizia Penitenziaria, sono diversi quelli che hanno abbondantemente superato i 35 anni di servizio effettivo e che sono prossimi alla quiescenza.

Quello di Locri è senza dubbio uno degli Istituti migliori che abbiamo in Calabria, dicono i radicali Quintieri e Moretti. Chiederemo ai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria che vengano implementate le ore di permanenza fuori dalle camere per lo svolgimento di attività trattamentali e lavorative in modo tale che venga applicata la “custodia aperta” ed infine che venga subito approvato e finanziato il progetto presentato dalla Direzione dell’Istituto col quale si propone l’acquisto dei mini frigo per le camere dei detenuti.