Calabria, sono 17 i candidati alla carica di Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti


Consiglio Regionale della Calabria - Palazzo CampanellaFinalmente, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale della Calabria, accogliendo la sollecitazione di Emilio Enzo Quintieri, già Consigliere Nazionale dei Radicali Italiani (e candidato Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti), si è riunito per la presa d’atto delle proposte di candidatura, pervenute dopo il bando pubblico del 5 giugno 2018, alla carica di Garante Regionale dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale, istituito con Legge Regionale n. 1 del 2018.

Sono 20 le candidature, 3 delle quali escluse, perché i candidati non sono stati ritenuti in possesso dei requisiti e dell’esperienza richiesta per lo svolgimento dell’incarico di Garante Regionale.

Tra i 17 candidati che il Consiglio Regionale della Calabria dovrà scegliere ci sono anche io, dice il radicale Quintieri. Gli altri candidati che leggo in elenco, eccetto qualcuno, non li conosco perché mai visti o sentiti nell’ambiente penitenziario. Non mi risulta che siano mai stati impegnati in Calabria od altrove per la promozione e la tutela dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale o dei diritti umani più in generale.

Per il momento non aggiungo ulteriori commenti, conclude l’ex Consigliere Nazionale dei Radicali Italiani, riservandomi di accedere agli atti per valutare le posizioni degli altri candidati perché ritengo che siano in tanti quelli non idonei a ricoprire l’incarico di Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti.

Deliberazione Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale della Calabria

Elenco candidature a Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti

Carcere di Paola, dopo la visita dei Radicali, l’On. Magi interroga il Ministro della Giustizia Bonafede


Dopo la visita effettuata lo scorso 23 agosto alla Casa Circondariale di Paola, da una delegazione di Radicali Italiani guidata dal Consigliere Nazionale Emilio Enzo Quintieri, accompagnato da Valentina Anna Moretti, esponente radicale e praticante Avvocato del Foro di Paola, previamente autorizzata dal Vice Capo Reggente del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia Riccardo Turrini Vita, e gli esiti relazionati, ai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria, al Magistrato di Sorveglianza di Cosenza ed al Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti, l’Onorevole Riccardo Magi, Deputato di +Europa – Centro Democratico e Segretario Nazionale di Radicali Italiani ha presentato un’ atto di sindacato ispettivo al Ministro della Giustizia On. Alfonso Bonafede.

L’Interrogazione a risposta scritta n. 4/01469 del 25/10/2018, a cui dovrà rispondere il Guardasigilli del Governo Conte, richiama la visita dei Radicali e le problematiche riscontrate nell’Istituto tirrenico che, all’epoca dei fatti, a fronte di una capienza regolamentare di 182 posti, ospitava 221 detenuti, 119 dei quali stranieri (prevalentemente albanesi). Nell’ambito della visita, scrive l’Onorevole Magi, sono state riscontrate alcune criticità tra cui: l’isolamento precauzionale di un detenuto, allocato da circa 7/8 mesi all’interno del cosiddetto “repartino isolamento” avendo lo stesso dichiarato al personale di Polizia Penitenziaria di temere per la propria incolumità personale e di volere essere trasferito in altro Istituto. La Direzione dell’Istituto avrebbe chiesto più volte l’allontanamento del predetto, ma ogni richiesta pare sia stata respinta dai superiori uffici. Inoltre, il detenuto, pare abbia posto in essere anche atti autolesionistici e per tale ragione sia stato sottoposto a “sorveglianza a vista”; è stata anche riscontrata la chiusura di numerose camere detentive per inagibilità dovuta a copiose infiltrazioni meteoriche. In particolare, sono state rilevate n. 17 camere inagibili (4 alla I sezione, 4 alla III sezione, 3 alla IV sezione, 5 alla V sezione e 1 alla sezione infermeria). Inoltre, per gli stessi motivi, altre 2 camere presso la IV sezione, a breve, sarebbero state dichiarate inagibili. Di tale problematica risultavano già essere stati notiziati i superiori uffici; è stata registrata altresì la copiosa infiltrazione di acqua piovana nelle aule scolastiche e in altri locali (teatro, sorveglianza generale, corridoio centrale accesso sezioni). Anche tale problematica, pur essendo stata segnalata ai superiori uffici, non era stata risolta; risulta ancora l’assenza di box office per il personale di Polizia Penitenziaria addetto alla vigilanza ed osservazione dei detenuti all’interno delle sezioni, i box office sono assolutamente inadeguati in termini di arredo e strumentazione, non conformi alla normativa vigente in materia, privi di condizionatori d’aria, di riscaldamento e di servizi igienici. In tutte le sezioni, fatta eccezione per il padiglione a custodia attenuata, le postazioni di servizio sono collocate all’ingresso nel corridoio, senza alcuna protezione, essendo costituite solo da un tavolino e una sedia; è stata rilevata infine la numerosa presenza di detenuti stranieri che vede la Casa Circondariale di Paola tra gli Istituti della Calabria con la più alta percentuale degli stessi (60-70 per cento), con tutte le difficoltà che ne derivano per la gestione penitenziaria di tali persone, spesso prive di alcun collegamento con il territorio. Nell’Istituto di Paola non vi sono mediatori culturali e pare che, contrariamente ad altri Istituti, non vi siano fondi da elargire agli indigenti o, comunque, non vi siano in misura adeguata e sufficiente.

Il Deputato radicale, premettendo infine che la delegazione visitante, per ognuna delle criticità evidenziate, ha formulato articolate raccomandazioni e proposte all’Amministrazione Penitenziaria ha chiesto di conoscere se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti sopra esposti e se e quali iniziative di competenza siano state assunte o si intendano intraprendere ed entro quali tempi al fine di risolvere le gravi criticità riscontrate ed illustrate in premessa.

Prossimamente, subito dopo il Congresso nazionale dei Radicali Italiani che si terrà a Roma dal 1 al 3 novembre, la delegazione guidata da Emilio Enzo Quintieri, tornerà a far visita alla Casa Circondariale di Paola per verificare se, in questi mesi, ci siano stati degli sviluppi in ordine a tutte le problematiche riscontrate in quella di fine agosto.

Interrogazione a risposta scritta 4/01469 del 25/10/2018 (clicca per leggere)

Calabria, A breve in Consiglio Regionale l’elezione del Garante dei Diritti dei Detenuti


A breve il Consiglio Regionale dovrebbe eleggere il Garante Regionale dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale della Calabria. Nei giorni scorsi ho chiesto notizie agli Uffici competenti del Consiglio Regionale della Calabria per conoscere lo stato e la fase del Procedimento e con una nota ufficiale del Settore Relazioni Esterne mi è stato comunicato che “l’istruttoria burocratica è stata completata e gli elenchi dei candidati sono stati inviati all’Ufficio di Presidenza per la relativa presa d’atto dei requisiti” e che “la delibera con i relativi allegati verrà pubblicata sul sito istituzionale del Consiglio Regionale della Calabria e ogni candidato potrà visionare la propria posizione”. Lo afferma Emilio Enzo Quintieri, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e candidato alla carica di Garante dei Diritti dei Detenuti della Calabria, di cui è stato anche promotore.

Non c’è più tempo da perdere perché negli Istituti Penitenziari della Calabria sono in atto gravissime violazioni ai diritti delle persone ristrette che, nella maggior parte dei casi, riguardano problematiche di competenza regionale come il diritto alla tutela della salute. Proprio nelle scorse settimane, prosegue l’esponente radicale Quintieri, nell’ambito delle visite che ho effettuato negli Istituti, autorizzate dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, ho dovuto riscontrare e denunciare alle Autorità competenti la pessima organizzazione del Servizio Sanitario Penitenziario Regionale. Per tale ragione, mi auguro che l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale, a cui invierò un’appello, proceda con la massima sollecitudine alla “presa d’atto” delle candidature pervenute in modo tale da poter procedere alla iscrizione all’ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio Regionale per la elezione del Garante Regionale.

Attualmente, in Calabria, solo nelle dodici strutture penitenziarie per adulti, che hanno una capienza regolamentare di 2.734 posti (non tutti sono disponibili perché vi sono diverse camere inagibili), sono presenti 2.752 detenuti (58 donne di cui 1 straniera madre con 2 figli al seguito), di cui 598 stranieri (prevalentemente rumeni, marocchini, ucraini, albanesi, tunisini e nigeriani) con le seguenti posizioni giuridiche : 668 in attesa di primo giudizio, 253 appellanti, 201 ricorrenti, 1 internato e 1.573 condannati definitivi, 23 dei quali ammessi alla semilibertà. Peraltro, solo di recente, dopo circa 10 anni, il Governo ha inteso nominare un Dirigente Generale dell’Amministrazione Penitenziaria in pianta stabile come Provveditore Regionale della Calabria. L’incarico, con Decreto del Ministro della Giustizia On. Alfonso Bonafede, è stato affidato al Dott. Massimo Parisi, già Direttore della II Casa di Reclusione di Milano Bollate. Su molti aspetti, in Calabria, rispetto ad altre realtà penitenziarie, siamo all’anno zero per cui è estremamente urgente eleggere il Garante che oltre a salvaguardare i diritti dei detenuti (anche di quelli minorenni), si dovrà occupare anche di tanti altri cittadini che sono sottoposti a misure restrittive della libertà personale, come quelli agli arresti domiciliari, in affidamento in prova al servizio sociale o terapeutico o sottoposti ad altre misure alternative o di prevenzione o di sicurezza nonché a trattamento sanitario obbligatorio presso i Reparti Psichiatrici degli Ospedali civili.

La decima legislatura, conclude Emilio Enzo Quintieri, volge al termine. Erano stati presi degli impegni precisi da parte del Presidente della Giunta Regionale Mario Oliverio che, per la gran parte, non sono stati rispettati. Lo stesso Garante dei Detenuti, ancora non è stato eletto e la Calabria resta una delle poche Regioni d’Italia insieme all’Abruzzo, alla Sardegna ed alla Basilicata a non avere questa importantissima Autorità di garanzia, punto di riferimento sul territorio del Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti istituito presso il Ministero della Giustizia.

Prot. n. 42232 del 22.10.2018 Garante dei Detenuti Calabria (clicca per leggere)

Calabria, Quintieri (Radicali): Soddisfatto per la nomina di Parisi a Provveditore Regionale


Finalmente, dopo quasi dieci anni, anche la Calabria, ha un suo Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria. Si tratta del Dott. Massimo Parisi, già Direttore della II Casa di Reclusione di Milano Bollate, uno dei migliori Istituti Penitenziari a custodia attenuata d’Italia. Il Ministro della Giustizia On. Alfonso Bonafede con apposito Decreto Ministeriale, a seguito dell’ennesimo interpello, lo ha nominato Provveditore Regionale della Calabria e, nei giorni scorsi, si è ufficialmente insediato presso il Provveditorato di Catanzaro.

Lo rende noto Emilio Enzo Quintieri, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani che ha fatto subito pervenire al neo Provveditore Regionale le congratulazioni e gli auguri di buon lavoro. Sono certo che il Dott. Parisi, recentemente nominato Dirigente Generale dell’Amministrazione Penitenziaria dal Governo Gentiloni su proposta dell’ex Ministro della Giustizia On. Andrea Orlando, per la sua preparazione e la pregressa esperienza maturata in tanti anni di servizio a Bollate, farà un ottimo lavoro per migliorare il sistema penitenziario calabrese che ha bisogno di una vera e propria rivoluzione, essendo ancora molto indietro rispetto ad altre circoscrizioni penitenziarie d’Italia. Mi auguro che l’azione riformatrice, peraltro già avviata dal Provveditore Regionale Reggente Dott.ssa Cinzia Calandrino, non venga osteggiata in alcun modo dai soliti personaggi che hanno una visione dell’esecuzione penale da medioevo. Dai Radicali Italiani, conclude Quintieri, avrà la massima collaborazione in tal senso.

Il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Calabria, organo periferico del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, ha sede in Catanzaro, ed ha competenza sugli Istituti Penitenziari di Catanzaro, Castrovillari, Cosenza, Paola, Rossano, Crotone, Laureana di Borrello, Locri, Vibo Valentia, Palmi e Reggio Calabria “Arghillà” e Reggio Calabria “Panzera”.

Carcere di Rebibbia, Quintieri (Radicali) replica al Dap “Quella detenuta non poteva essere isolata”


Oggi sfogliando “La Repubblica” noto un articolo a firma della giornalista Maria Elena Vincenzi dal titolo “Bimbi uccisi dalla madre detenuta. Il Dap: “Serviva l’isolamento”. Incuriosito per la “stranezza” del titolo, ho inteso approfondire, leggendo tutto il contenuto. Ebbene, questa è la parte su cui mi sono soffermato : “… Agli atti ci sono note in cui le guardie mettono nero su bianco “un pericolo per i due piccolini”. Ce ne sono diverse. Una, in particolare, arrivata sul tavolo della direttrice Ida Del Grosso (poi sospesa), lo stesso giorno della tragedia raccontava di un ematoma sulla testa del piccolo Divine. Non forniva alcuna spiegazione sul perché di quella ferita. Ma, questa è la considerazione di via Arenula, a seguito di quella segnalazione, la madre avrebbe dovuto essere messa in isolamento. Così non è stato… “.
Francamente, non riesco a capire come sia possibile scrivere queste fesserie. E non voglio credere che a farlo, come scrive la giornalista de “La Repubblica” sia stato proprio “il Dap” cioè il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia che gestisce tutti gli Istituti Penitenziari della Repubblica Italiana.
L’Ordinamento Penitenziario (O.P.), all’Art. 33, prevede – in maniera tassativa – quali siano i casi in cui sia ammesso l’isolamento del detenuto : 1) quando è prescritto per ragioni sanitarie; 2) durante l’esecuzione della sanzione della esclusione dalle attività in comune; 3) per gli imputati durante la istruttoria se e fino a quando ciò sia dire necessario dall’Autorità Giudiziaria.
Ed il Regolamento di Esecuzione Penitenziaria (Reg. Es. O.P.), all’Art. 73, prevede che l’isolamento per “ragioni sanitarie” debba essere “prescritto dal Medico nei casi di malattia contagiosa” e conclude con un divieto categorico : “Non possono essere utilizzate sezioni o reparti di isolamento per casi diversi da quelli previsti per legge.” (per Legge si intende l’O.P.).
Inoltre, per quel che si desume dall’articolo, non era possibile contestare qualche infrazione disciplinare (tra quelle previste dall’Art. 77 del Reg. Es. O.P. perché i detenuti non possono essere puniti per fatti diversi ai sensi dell’Art. 38 O.P.) alla detenuta per cui il Direttore dell’Istituto non poteva attivare il Procedimento disciplinare e disporre, in via cautelare, l’isolamento della stessa, in attesa della convocazione del Consiglio di Disciplina, Autorità competente a deliberare la sanzione ai sensi dell’Art. 40 O.P.
Quindi, è davvero incomprensibile, come per “Il Dap: “Serviva l’isolamento”.
Per quali ragioni quella detenuta avrebbe dovuto essere posta in “isolamento” dal Direttore, dal Vice Direttore o dal Vice Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria, sospesi dal servizio dal Capo del Dap Francesco Basentini per ordine del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ?
Un eventuale provvedimento che disponesse l’isolamento nei confronti della detenuta, immotivato ed assunto all’infuori dei casi tassativi previsti dalla Legge, sarebbe stato illegittimo ed immediatamente annullato dal Magistrato di Sorveglianza d’ufficio o su reclamo della detenuta o del suo difensore ai sensi degli Artt. 35 bis e 69 O.P.

Emilio Enzo Quintieri

Comitato Nazionale Radicali Italiani

Carcere di Castrovillari, per i Radicali è migliorato ma restano alcuni problemi da risolvere


Nell’ambito delle visite agli Istituti Penitenziari della Calabria predisposte dai Radicali Italiani ed autorizzate dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, ieri pomeriggio, una Delegazione composta da Emilio Enzo Quintieri e Valentina Anna Moretti, si è recata presso la Casa Circondariale di Castrovillari “Rosetta Sisca” ove è stata accolta dal Direttore Maria Luisa Mendicino, dal Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria Commissario Capo Carmine Di Giacomo e dai Funzionari Giuridico Pedagogici Maria Pia Patrizia Barbaro e Luigi Bloise, con i quali dopo un breve colloquio, ha visitato l’Istituto.

Nella Casa Circondariale di Castrovillari, al momento della visita, a fronte di una capienza regolamentare di 122 posti, vi erano ristrette 125 persone (20 donne), 16 delle quali straniere. Tra i detenuti anche 1 semilibero, fruitore di licenza premio ex Art. 52 O.P. ed 1 in permesso premio ex Art. 30 ter O.P. concesso dal Magistrato di Sorveglianza di Cosenza Silvana Ferriero. 3 detenuti svolgono attività di Antincendio Boschivo ex Art. 21 O.P. con il Parco Nazionale del Pollino e 4, appartenenti al Circuito Sex Offenders gestiscono il Canile nell’ambito del programma “Pet Terapy”.

La Delegazione di Radicali Italiani, all’esito del colloquio con i vertici dell’Istituto e della visita agli spazi detentivi, ha espresso soddisfazione per il progressivo e graduale miglioramento delle condizioni generali di detenzione. Infatti, recentemente, per quanto concerne la Sezione Femminile (in cui sono ristrette 20 detenute), è stata allestita ed aperta una Biblioteca con sala lettura, organizzata secondo le più moderne tecniche di catalogazione libraria (anche per il maschile ove sono stati ricatalogati 3500 testi, alcuni dei quali donati dalla Prefettura di Cosenza). E’ stato, altresì, organizzato un corso di orientamento per Assistenti Bibliotecari di 40 ore per 15 detenuti (5 donne e 10 uomini). Il tutto grazie alla collaborazione prestata all’Amministrazione Penitenziaria dal Club Soroptmist International Italia e dal CPIA “Valeria Solesin” di Cosenza. Inoltre, per quanto riguarda la Sezione Femminile, la Direzione dell’Istituto ha concesso la possibilità alle detenute di poter pranzare insieme tutti i giorni della settimana mentre prima ciò era consentito soltanto nei giorni festivi. Inoltre, proprio grazie alle continue sollecitazioni dei Radicali Italiani, puntualmente effettuate all’esito di ogni visita, l’Amministrazione Penitenziaria, si è finalmente decisa di rivedere l’organizzazione custodiale della Sezione Femminile. In breve tempo si passerà dalla tradizionale e rigorosa “custodia chiusa” alla più moderna “custodia aperta” con la sorveglianza dinamica. Sono già in corso i lavori propedeutici ad attivare il regime aperto. Altre iniziative, così come riferito dal Direttore Mendicino e dal Funzionario Responsabile dell’Area Giuridico Pedagogica Barbaro, saranno realizzate a breve.

Nel frattempo, sono state ultimate ed aperte, le aree verdi (una per il maschile ed una per il femminile) ed il campo sportivo polivalente, progettualità finanziate dalla Cassa delle Ammende del Ministero della Giustizia. Nelle scorse settimane, proprio in una delle aree verdi, l’Amministrazione ha concesso ad un detenuto di poter svolgere un “colloquio” anche con il proprio cane, ormai sempre più riconosciuti come “familiari”, a tutti gli effetti. Per molto tempo le Carceri sono state considerate “off-limits” per i cani: nessun animale poteva fare il proprio ingresso dietro alle sbarre e non esisteva nessuna possibilità di contatto con i detenuti fino al termine della loro scarcerazione per espiazione di pena o per durata della custodia cautelare. Sono stati quasi completati i lavori di rifacimento di tutte le Sezioni Maschili, ivi compresi i locali doccia che sono ancora in comune, anche nella Sezione Femminile, che prima erano particolarmente degradati, come più volte denunciato dai Radicali.

Tuttavia, nell’Istituto, permangono delle criticità, relative alla carenza del personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, alla carenza di autovetture per assicurare i numerosi servizi di istituto, alla mancanza di automazione dei vari cancelli per accedere alle Sezioni detentive ed all’assenza di locali per svolgere iniziative trattamentali e risocializzanti e manifestazioni di vario genere come un teatro o una sala polivalente. Per queste ragioni, la Delegazione di Radicali Italiani, solleciterà i vertici dell’Amministrazione Penitenziaria, centrale e territoriale, ad attivarsi per quanto di competenza.

Cosenza, Radicali visitano il Carcere : area verde chiusa e prezzi alle stelle per i detenuti


Sabato scorso 30 giugno, una Delegazione di Radicali Italiani composta da Emilio Enzo Quintieri e Valentina Anna Moretti, previamente autorizzata dal Consigliere Marco Del Gaudio, Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia su richiesta dell’On. Riccardo Magi, Deputato di Più Europa con Emma Bonino e Segretario Nazionale di Radicali Italiani, ha visitato la Casa Circondariale di Cosenza “Sergio Cosmai” ove è stata ricevuta ed accompagnata dal Comandante di Reparto Commissario Capo Davide Pietro Romano ed altro personale di Polizia Penitenziaria.

Preliminarmente, la Delegazione, prima di accedere alle Sezioni detentive, ha chiesto notizie in ordine all’area verde per i colloqui all’aperto, per la quale lo scorso 29 maggio, all’esito della precedente visita del 7 maggio fatta con gli Studenti dell’Università della Calabria, aveva sollecitato, ancora una volta, l’Amministrazione Penitenziaria a voler ultimare i lavori di rifacimento della stessa, al fine di rendere più gradevole e sereno l’incontro dei detenuti con i propri familiari, specie durante i mesi estivi. Ed infatti, una volta fatto ingresso negli spazi detentivi, numerosi detenuti, appartenenti ai Circuiti della Media e dell’Alta Sicurezza, hanno lamentato l’impossibilità di poter effettuare i colloqui all’aperto con le loro famiglie ed in particolare con figli/nipoti in tenera età o adolescenti e/o genitori anziani. Non si comprende come sia possibile che una progettualità finanziata nel lontano 2015 dalla Cassa delle Ammende, alla data odierna, non sia stata ancora completata e ciò nonostante le ripetute sollecitazioni, puntualmente effettuate all’esito di ogni visita. Stando a quanto riferito, allo stato i lavori sarebbero stati ultimati e mancherebbe soltanto il collaudo da parte dell’Ufficio Tecnico del Prap per la Calabria di Catanzaro. Pertanto, l’Amministrazione Penitenziaria ed in modo particolare il Provveditorato Regionale per la Calabria, è stato invitato dalla Delegazione visitante, per quanto di rispettiva competenza, a voler provvedere con la massima sollecitudine e senza ulteriori perdite di tempo, ad inviare il personale dell’Ufficio Tecnico presso l’Istituto di Cosenza al fin di definire la procedura di collaudo in modo tale che l’area verde venga immediatamente aperta e resa fruibile ai detenuti che, ormai da anni, sono privati di poter effettuare colloqui all’aperto.

Altra problematica, degna di nota, emersa durante i colloqui intrattenuti con i detenuti circa le condizioni di vita detentiva nell’Istituto, riguarda il servizio di sopravvitto. Più precisamente, tantissimi detenuti, hanno lamentato che, proprio nei giorni antecedenti alla visita, sono state apportate delle modifiche al c.d. “Modello 72”, con assurdo aumento dei prezzi ed eliminazione di alcuni prodotti in vendita al sopravvitto. Da una veloce visione del “Modello 72” effettuata dal radicale Quintieri, in effetti, è stato riscontrato che: 1) vi è stato un aumento significativo dei prezzi per molti dei prodotti in vendita al sopravvitto; 2) sono stati eliminati alcuni prodotti di frequente consumo, in particolare quelli per la pulizia personale lasciando, unicamente, ai detenuti la possibilità di acquistarne solo uno; 3) in tutte le Sezioni detentive non è stato rinvenuto affisso alle bacheche il tariffario “Modello 72” vistato dall’Autorità comunale.

L’Ordinamento Penitenziario del 1975 ed il Regolamento di Esecuzione del 2000 stabiliscono che: a) i prezzi del sopravvitto non possono essere superiori a quelli comunemente praticati nel luogo in cui è sito l’Istituto; b) che una rappresentanza dei detenuti composta da tre persone, designata mensilmente per sorteggio, integrata da un delegato del Direttore, scelto tra il personale civile, controlli qualità e prezzi dei generi venduti nell’Istituto; c) che la Direzione assumi mensilmente informazioni dall’Autorità comunale sui prezzi correnti all’esterno relativi ai generi corrispondenti a quelli in vendita da parte dello spaccio o assuma informazioni sui prezzi praticati negli esercizi della grande distribuzione più vicini all’Istituto e d) che i prezzi dei generi in vendita nello spaccio, debbano essere comunicati alla rappresentanza dei detenuti ed adeguati a quelli esterni risultanti dalle informazioni. Inoltre numerose Circolari del Dap emanate dal 1979 al 2011 invitano le Direzioni degli Istituti: ad eseguire costanti, puntuali e penetranti controlli in ordine al servizio del sopravvitto, con particolare attenzione ai prezzi praticati che andranno confrontati, con le informazioni sui prezzi correnti all’esterno, richiesti mensilmente all’Autorità comunale; il tariffario modello 72 deve essere, compatibilmente con le esigenze d’ordine e sicurezza, il più ampio possibile e prevedere tre o quattro articoli dello stesso genere; copia del tariffario, vistato dall’Autorità comunale, con cadenza almeno mensile, deve essere esposto nei reparti detentivi.

Alla luce di quanto riferito dai detenuti e riscontrato dalla Delegazione, in ordine al servizio di sopravvitto, pare che nella Casa Circondariale di Cosenza non vengano scrupolosamente rispettate le norme vigenti e le disposizioni impartite al riguardo dalla stessa Amministrazione Penitenziaria. Per tali ragioni, la Delegazione dei Radicali Italiani, ha invitato l’Amministrazione ed in particolare modo la Direzione dell’Istituto ed il Provveditorato Regionale, di volersi attivare con la massima sollecitudine affinché venga rivisto il “modello 72” per verificare, insieme alla rappresentanza dei detenuti, integrata dal delegato del Direttore, se i prezzi di tutti i generi posti in vendita nell’Istituto siano corrispondenti a quelli degli esercizi della grande distribuzione più vicini all’Istituto ove si praticano i prezzi più bassi, assicurando che il predetto “modello 72” sia il più ampio possibile e che vi siano inseriti almeno 3 o 4 articoli dello stesso genere, di diversa qualità e prezzo. Inoltre, è stato chiesto che tale verifica venga effettuata con cadenza mensile e che copia del “modello 72”, vistato dall’Autorità comunale, venga esposto in tutti i reparti detentivi. Ulteriore proposta della Delegazione è stata quella di stilare un elenco, da diffondere nelle Sezioni, degli altri prodotti alimentari e di conforto, acquistabili dal detenuto con fondi personali (peculio), per il tramite dell’impresa di mantenimento, previa autorizzazione della Direzione e di offrire la possibilità ai ristretti di fruire anche di “offerte speciali” e cioè di sconti così come riscontrato durante delle visite in altri Istituti Penitenziari della Repubblica. Infine, è stato chiesto di conoscere se le mercedi e i relativi contributi assicurativi e previdenziali a favore dei detenuti che esercitano attività lavorativa per la gestione del sopravvitto, siano a carico dell’impresa appaltatrice o, invece, dell’Amministrazione Penitenziaria.

Gli esiti della visita, con una relazione del capodelegazione Emilio Enzo Quintieri, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, sono stati trasmessi al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, al Provveditore Regionale Reggente per la Calabria, al Direttore della Casa Circondariale di Cosenza, al Magistrato di Sorveglianza di Cosenza ed al Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti presso il Ministero della Giustizia.

Visita alla Casa Circondariale di Cosenza del 30/06/2018 – Esiti (clicca per leggere)