Visita di Radicali Italiani all’ex OPG di Aversa. Oggi è una Casa di Reclusione modello


Lo scorso venerdì Santo una delegazione di Radicali Italiani guidata da Emilio Quintieri e Sarah Meraviglia del comitato nazionale si è recata in visita ispettiva presso il carcere di Aversa, nell’ambito di un ciclo di ispezioni che ha toccato anche Pozzuoli e Poggioreale. I dati emersi nel corso della visita nell’istituto diretto da Carlotta Giaquinto (direttrice anche a Santa Maria Capua Vetere) raccontano che il carcere di Aversa è un vero e proprio modello a cui ispirarsi. La stessa direttrice, assieme al Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria, Commissario Capo Antonio Villano, ha accompagnato la delegazione radicale nella visita che si è protratta per cinque ore. Nato come manicomio, poi divenuto Opg e infine casa di reclusione, il carcere di Aversa è composto da sette sezioni per un totale di 90 celle dove sono ospitati 219 detenuti. Di questi, 163 sono in reclusione a custodia aperta e vi sono ancora undici internati. Gli stranieri sono pochi, non più di quattro. In questo istituto la sentenza Torregiani è ampiamente rispettata, infatti ogni detenuto dispone di oltre quattro metri quadri di spazio calpestabile nella propria cella.

Il carcere di Aversa offre inoltre una vasta gamma di attività: venti detenuti lavorano la terra e in una serra, coltivando prodotti agricoli. Altri dodici ristretti stanno usufruendo di un corso di formazione elettromeccanica della durata di quattro mesi, nell’ambito del progetto Garanzia Giovani. È stata inoltre istituita una scuola media. Altri 80 detenuti sono al servizio dell’amministrazione penitenziaria, due dei quali intra moenia ex articolo 21 (possibilità di lavoro esterno). In prevalenza sono detenuti a basso indice di pericolosità, quasi tutti con un residuo di pena pari o inferiore ai cinque anni. Il tutto perché, come ha spiegato la direttrice alla delegazione radicale, il carcere di Aversa è concepito per essere l’ultimo step prima della libertà e dunque il lavoro è considerato fondamentale. La stessa dottoressa Giaquinto sta lavorando affinché possa essere aperta un’officina vera e propria che dia da lavorare ai detenuti, impiegandoli nella produzione di materiali da vendere all’esterno o ad altre carceri.

Nel carcere di Aversa è presente un’ampia zona verde con area gioco per i bambini, vialetti e giardini ben curati dove i detenuti svolgono in primavera e in estate i colloqui con le famiglie. Le sale adibite ai colloqui sono tre. È inoltre in fase di stipula un accordo col comune di Aversa per creare opportunità di lavoro ai detenuti, impiegandoli nella pulizia e nella cura dei parchi pubblici cittadini. Carlotta Giaquinto ha ribadito come il carcere di Aversa, estendendosi in orizzontale, disponga di ampi spazi da poter colmare con diverse attività produttive, confermando la sua determinazione in tal senso. Le celle sono ampie e luminose, ospitano non oltre sei detenuti e a tal proposito si può fare un raffronto con altri istituti come Pozzuoli, dove in una cella vi sono fino a dodici detenute, o Poggioreale con i picchi di nove ristretti in una stanza “tugurio” nel famigerato padiglione Milano. Le sale comuni sono apparse alla delegazione grandi e pulite, munite di fornelli elettrici, frigoriferi, lavabo, e congelatori. Vi è inoltre un campo di calcio in erba naturale, molto ben curato. Il tutto in un ambiente dove nulla sembra lasciato al caso e anzi tutto sembra pensato a misura d’uomo, con l’obiettivo di una convivenza il più possibile umana e civile. In ogni cella vi è il bagno in perfette condizioni con tanto di mattonelle alle pareti e il vano doccia è separato. Il carcere di Aversa, inoltre, dispone di un teatro da 270 posti e perfino di un museo, dove sono custodite parti anatomiche che testimoniano ricerche risalenti al passato “lombrosiano” di una struttura nata come manicomio. Oggi, invece, la casa di reclusione “Filippo Saporito” di Aversa può a pieno titolo essere indicato come un modello da seguire, soprattutto grazie all’impegno della direttrice Carlotta Giaquinto.

Fabrizio Ferrante 

http://www.argacampania.it 01 aprile 2018

Radicali Italiani in visita al Carcere di Napoli Poggioreale


Sabato di Pasqua dietro le sbarre per una nutrita delegazione di Radicali Italiani che, dopo le visite del venerdì Santo ad Aversa e Pozzuoli, ha concluso il suo giro di ispezioni prepasquali nella casa circondariale di Napoli Poggioreale. A guidare il gruppo, il membro della direzione nazionale di Radicali Italiani, avvocato Raffaele Minieri, assieme ad Emilio Quintieri e Sarah Meraviglia, del comitato nazionale dello stesso movimento. Nel corso della lunga ispezione nel carcere partenopeo, la delegazione è stata accompagnata dalla direttrice, dottoressa Maria Luisa Palma e dal commissario capo Antonio Sgambati, già abituato a seguire i radicali durante le visite ispettive.

Le cifre emerse durante il colloquio coi due dirigenti del carcere, parlano ad oggi di 2193 detenuti (di cui oltre 1.100 in attesa di giudizio) in un penitenziario che può contenerne non più di 1700, dunque è ancora evidente un sovraffollamento che in taluni padiglioni particolarmente degradati coincide con condizioni di vita rese ulteriormente complicate dalla fatiscenza della struttura. È il caso dei padiglioni Salerno, Napoli e Milano che saranno a breve – come spiegato dalla direttrice – oggetto di ristrutturazioni in qualità di opere pubbliche. “E’una scelta politica per un nuovo carcere”, ha tenuto a evidenziare la dottoressa Palma che ha promesso quanto prima l’istituzione di 300 nuovi posti nel carcere partenopeo con il completamento del primo lotto del padiglione Genova (inizio lavori a giugno, consegna prevista a dicembre) del padiglione Venezia e con il rifacimento già in corso dei padiglioni Salerno e Roma. Il tutto grazie anche all’impiego dei fondi della cassa ammende. Promessi anche una nuova cucina – che per un periodo di due mesi sarà sostituita da una cucina da campo – mentre tramite un montacarichi è stato risolto l’annoso problema delle vivande servite fredde ai detenuti. Prevista infine la manutenzione delle docce del centro clinico San Paolo.

La direttrice del carcere ha inoltre fatto notare, nel corso del colloquio coi radicali, che vi sono diversi casi di detenuti incompatibili col regime detentivo e, nonostante le richieste di differimento pena che partono dall’istituto stesso, le risposte molto spesso tardano ad arrivare. Al momento a Poggioreale lavora circa il 10% dei detenuti (più o meno 200 persone) e per incrementare il numero di lavoratori dietro le sbarre è stato liberato il sottopadiglione del reparto Firenze, dove sorgerà un’attività produttiva che sarà stabilita mediante un bando pubblico. Obiettivo, iniziare la produzione da giugno. A breve potrebbe aprire una pizzeria (con tanto di formazione per i pizzaioli detenuti) mentre presto i detenuti potranno intrattenersi in un’area verde con le proprie famiglie per dei colloqui anche a misura di bambino. Inoltre, presto nel padiglione Avellino al posto di 16 celle sorgeranno otto stanze adibite alla socialità. Ulteriore segno di apertura di un’amministrazione che si pone in linea di continuità con quella, altrettanto illuminata, di Antonio Fullone.

L’ispezione non ha tuttavia mancato di evidenziare vecchie criticità tutt’ora in essere: nel padiglione San Paolo, centro clinico del carcere, in alcune celle i detenuti lamentano l’assenza dell’allarme in bagno e il malfunzionamento di macchinari utili a mantenere i detenuti in condizioni almeno accettabili. La responsabilità è tuttavia da ascrivere all’Asl e non all’amministrazione del carcere. Visitato anche il padiglione Roma (trans, sex offenders, malati di Aids e attività trattamentali) dove sono in corso lavori di ristrutturazione. Ristrutturato di recente il reparto Torino che appare luminoso e pulito. Vi è una palestra (gli attrezzi sono stati donati dalla chiesa valdese) e un’infermeria degna di questo nome. Tuttavia le celle sono piccole e i letti a castello sono posti su tre piani. Ciò nonostante, ha spiegato il commissario capo della Polizia Penitenziaria, Antonio Sgambati, sono rispettati i tre metri quadri di spazio calpestabile a detenuto, ai sensi della sentenza Torreggiani. Il tutto con l’utilizzo dell’applicativo 15. Il padiglione Genova, recentemente inaugurato, rappresenta una vera eccellenza. Le celle sono quasi dei mini appartamenti con zona giorno e due camere da letto per tre detenuti. Visitando il padiglione Genova, insomma, ci si dimentica di essere in un carcere italiano. Il padiglione è altresì provvisto di attrezzi da palestra in corridoio e perfino di alcune librerie.

La visita ha poi toccato padiglioni le cui condizioni sono imparagonabili con quelle del reparto Genova o anche con quelle dei reparti Torino e Venezia, decisamente accettabili. Si è passati per il padiglione Firenze, dove transitano i detenuti al primo arresto, per poi passare al Salerno: qui la situazione è degradata per stessa ammissione della direttrice che ha però rassicurato la delegazione in merito ai futuri interventi e ha chiosato: “Stiamo facendo”. Inoltre, rivolgendosi a un detenuto, ha detto che “questo padiglione va chiuso e ristrutturato”, evidenziando le difficili condizioni di vita e di lavoro all’interno di uno dei peggiori reparti di Poggioreale. Qui mancano le docce in cella, le stanze sono fatiscenti e le pareti spesso interamente scrostate con giornali usati come carta da parati perfino in bagno. Bagni che, inutile sottolinearlo, sono apparsi in condizioni pessime.

Per descrivere la situazione del padiglione Milano, segnatamente il lato destro, è possibile citare quanto esclamato da un detenuto al passaggio della delegazione: “Queste non sono stanze, sono tuguri”. Insomma Poggioreale conferma antiche pecche ma evidenzia l’attivismo di una direttrice che appare al fianco dei detenuti nella richiesta di un carcere legale e a misura d’uomo. Una donna il cui lavoro si può sintetizzare con una sua stessa battuta: “Vorrei avere la bacchetta magica, chiudere gli occhi e dopo averli riaperti vedere tutto il carcere di Poggioreale come il padiglione Genova”. La strada, in ogni caso, è quella giusta.

Fabrizio Ferrante 

http://www.argacampania.it 02 aprile 2018

Quintieri candidato alla Camera dei Deputati per +Europa con Emma Bonino nel Collegio Cosenza – Crotone


Per affrontare le grandi questioni del nostro tempo occorrono risposte più ampie che può dare solo un’Italia più europea in un’Europa unita e democratica. Un’Europa per il benessere e contro la povertà, per le libertà fondamentali e contro ogni forma di discriminazione, per l’accoglienza e l’integrazione con regole certe e contro l’indifferenza, per la sicurezza e contro il terrorismo. Un’Europa votata all’innovazione tecnologica e alla ricerca scientifica, alla valorizzazione del patrimonio storico e ambientale, alla tutela della concorrenza in un mercato aperto e alla creazione di opportunità e lavoro.

Vogliamo farlo a partire dall’Italia, abbattendo i muri reali e immaginari eretti dai nazionalismi, dall’odio e dal populismo e dobbiamo farlo perché la Storia ha dimostrato dove questi portano: indietro, mai avanti. È tempo di dire che per guardare al futuro dell’Italia non serve meno Europa, anzi.

Per avere – anche in Italia – più crescita, più diritti, più democrazia, più libertà, più opportunità, più sicurezza, più rispetto dell’ambiente, serve più Europa.

Per queste ragioni Radicali italiani, Forza Europa e Centro Democratico alle prossime elezioni hanno deciso di promuovere +EUROPA con Emma Bonino.

Nella Circoscrizione Elettorale della Calabria, per la Camera dei Deputati, nel Collegio Plurinominale denominato “Calabria 1” che comprende i Collegi Uninominali “Calabria 1” (Castrovillari), “Calabria 2” (Corigliano Calabro), “Calabria 3” (Cosenza) e “Calabria 5” (Crotone), la lista + Europa con Emma Bonino ha candidato Emilio Enzo Quintieri, dopo la capolista Caterina Forelli.

Quintieri, 31 anni, cetrarese abitante a Cosenza, laureando in Giurisprudenza, è membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e capo della delegazione visitante gli Istituti Penitenziari, autorizzato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia.

C’è tanto lavoro da fare per rendere il nostro Paese più libero e democratico. Questi sono gli otto “più” per i quali tutti noi di +Europa ci impegniamo a lottare con fiducia, determinazione e concretezza. Per voi e per il futuro dell’Italia.

Programma + Europa con Emma Bonino (clicca per leggere)

COLLEGIO PLURINOMINALE CALABRIA 1

Collegio Uninominale Calabria 1 (Castrovillari) ne fanno parte gli elettori di: Acquaformosa, Acquappesa, Aieta, Altomonte, Amantea,  Belmonte Calabro, Belvedere Maritittimo, Bisignano, Bonifati, Buonvicino, Castrovillari, Cerzeto, Cervicati, Cetraro, Civita, Cleto, Diamante, Fagnano Castello, Falconara Albanese, Firmo, Fiumefreddo Bruzio, Frascineto, Fuscaldo, Grisolia, Guardia Piemontese, Laino Borgo, Laino Castello, Lattarico, Longobardi, Lungro, Malvito, Maierà, Mongrassano, Morano Calabro, Mormanno, Mottafollone, Orsomarso, Paola, Papasidero, Praia a Mare, Roggiano Gravina, Rota Greca, San Basile, San Benedetto Ullano, San Donato di Ninea, San Lucido, San Marco Argentano, San Martino di Finita, San Nicola Arcella, San Pietro in Amantea, San Sosti, Sangineto, Santa Caterina Albanese, Santa Domenica Talao, Santa Maria del Cedro, Sant’Agata di Esaro, Saracena, Scalea, Serra d’Aiello, Tarsia, Torano Castello, Tortora, Verbicaro.

Collegio Uninominale Calabria 2 (Corigliano) ne fanno parte gli elettori di: Acri, Albidona, Alessandria del Carretto, Amendolara, Bocchigliero, Calopezzati, Caloveto, Campana, Canna, Cariati, Cassano allo Ionio, Castroregio, Cerchiara di Calabria, Corigliano Calabro, Cropalati, Crosia, Francavilla Marittima, Mandatoriccio, Longobucco, Montegiordano, Nocara, Oriolo, Paludi, Pietrapaola, Plataci, Rocca UImperiale, Roseto Capo Spulico, Rossano, San Cosmo Albanese, San Demetrio Corone, San Giorgio Albanese, San Giovanni in Fiore, San Lorenzo Bellizzi, San Lorenzo del Vallo, Santa Sofia d’Epiro, Scala Coeli, Spezzano Albanese, Terranova da Sibari, Terravecchia, Trebisacce, Vaccarizzo Albanese, Villapiana.

Collegio Uninominale Calabria 3 (Cosenza) ne fanno parte gli elettori di: Aiello Calabro, Altilia, Aprigliano, Belsito, Bianchi, Carolei, Carpanzano, Casali del Manco, Castiglione Cosentino, Castrolibero, Celico, Cellara, Cerisano, Colosimi, Cosenza, Dipignano, Domanico, Figline Vegliaturo, Grimaldi, Lago, Lappano, Luzzi, Malito, Mangone, Marano Marchesato, Marano Principato, Marzi, Mendicino, Montalto Uffugo, Panettieri, Parenti, Paterno Calabro, Pedivigliano, Piane Crati, Pietrafitta, Rende, Rogliano, Rose, Rovito, San Fili, San Pietro in Guarano, San Vincenzo La Costa, Santo Stefano di Rogliano, Scigliano, Spezzano della Sila, Zumpano.

Collegio Uninominale Calabria 5 (Crotone) ne fanno parte gli elettori di: Albi, Andali, Belcastro, Belvedere di Spinello, Botricello, Caccuri, Carfizzi, Carlopoli, Casabona, Castelsilano, Cerenzia, Cerva, Cicala, Cirò, Cirò Marina, Cotronei, Cropani, Crotone, Crucoli, Cutro, Fossato, Serralta, Isola di Capo Rizzuto, Magisano, Marcedusa, Melissa, Pentone, Pallagorio, Petilia Policastro, Petronà, Rocca di Neto, Roccabernarda, San Mauro Marchesato, San Nicola dell’Alto, San Pietro Apostolo, Santa Severina, Savelli, Scandale, Sellia, Sellia Marina, Serrastretta, Sersale, Settingiano, Sorbo San Basile, Strongoli, Taverna, Tiriolo, Umbriatico, Verzino, Zagarise.

Le Elezioni Politiche per il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica si terranno Domenica 4 marzo 2018 dalle ore 07,00 alle ore 20,00. La scheda elettorale che verrà consegnata al cittadino sarà la medesima per la Camera e per il Senato. L’elettore dispone di un’unica scheda, sulla quale potrà esprimere un unico voto. La scheda recherà il nome del candidato nel Collegio Uninominale e, per il Collegio Proporzionale, il contrassegno di ciascuna lista o coalizione di liste ad esso collegate. I contrassegni delle liste hanno riportati a fianco i nominativi dei candidati nel Collegio Plurinominale. Il voto può essere espresso tracciando un segno sul rettangolo contenente il contrassegno della lista e i nominativi dei candidati nel Collegio Plurinominale. Il voto così espresso sarà valido ai fini dell’elezione del candidato nel Collegio Uninominale ed a favore della lista nel Collegio Plurinominale. Basta, dunque, tracciare un segno sul simbolo di + Europa con Emma Bonino, lista apparentata col Partito Democratico.

Il Consiglio Regionale della Calabria istituisce all’unanimità il Garante dei Diritti dei Detenuti


Oggi pomeriggio, l’Assemblea del Consiglio Regionale della Calabria, con voto unanime, ha discusso ed approvato le Proposte di Legge nr. 34/10 e nr. 221/10 di iniziativa dei Consiglieri Regionali Nicola Irto (Pd) e Franco Sergio (Oliverio Presidente) confluite in un testo unificato recante l’istituzione del Garante dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale.

Dopo la relazione illustrativa fatta dal Consigliere Relatore Franco Sergio, sono intervenuti diversi Consiglieri Regionali di maggioranza ed opposizione, ciascuno dei quali ha espresso soddisfazione per la Proposta di Legge ed annunciato il voto favorevole alla stessa.

Il Consigliere Wanda Ferro (Misto) ha ringraziato il Presidente Sergio per la sensibilità dimostrata nell’affrontare una problematica così scottante. Ritenendo però necessario ampliare il raggio d’azione del Garante anche ai minori ed ai minori extracomunitari accolti nelle strutture non detentive; il consigliere Gianluca Gallo (Casa delle libertà) ha sottolineato l’importanza del testo di legge che istituisce una figura ed un punto di riferimento importante per chi versa in situazioni difficili quali sono quelle dei detenuti presso le case circondariali che risultano essere invivibili, a causa del sovraffollamento, anche per gli operatori; il consigliere Alessandro Nicolò (Forza Italia) ha sottolineato che la proposta in discussione è assolutamente necessaria e l’iniziativa lodevole evidenziando che quanto apparso sulla stampa in ordine alla situazione del Carcere di Reggio Calabria provoca sgomento per la situazione in cui versano i carcerati dal punto di vista igienico/sanitario. Importante essersi preoccupati, ma è altrettanto importante occuparsi dei soggetti sottoposti a detenzione; il consigliere Arturo Bova (Democratici Progressisti) ha inteso testimoniare sullo stato di assoluta emergenza in cui versano le carceri italiane. Ritiene importante l’essere pervenuti all’approvazione del provvedimento in modo unitario e condiviso; il consigliere Francesco Cannizzaro (Casa delle libertà) ha espresso soddisfazione per l’iniziativa. Trattasi, dichiara di una battaglia di civiltà che vede maggioranza ed opposizione uniti. Pone in evidenza il fatto che, nell’odierna seduta, solo grazie alla presenza della minoranza si può pervenire all’approvazione del provvedimento. Chiede celerità nell’espletamento degli atti per l’applicazione della stessa; il consigliere Domenico Bevacqua (Partito Democratico) ha apprezzato lo spirito costruttivo che ha caratterizzato e contribuito alla stesura ed all’imminente approvazione della proposta. Condivide la soddisfazione emersa dagli interventi prevedenti. Annuncia voto a favore. Infine il consigliere Sebastiano Romeo (Partito Democratico) ha ringraziato i proponenti per essere pervenuti alla stesura di una proposta che vede la Calabria in ritardo rispetto alla previsione di una figura quale quella del garante delle persone detenute. Concorda sulla proposta emendativa della consigliera Ferro. Ritiene quello odierno un momento storico per la Calabria e di grande sensibilità ed annuncia voto a favore.

Conclusi gli interventi dei Consiglieri Regionali, il Presidente del Consiglio Irto, ha posto in votazione gli articoli del progetto di legge regionale istitutivo del Garante dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale che, dopo alcuni emendamenti, per come proposti ed illustrati dal Consigliere Sergio, sono stati approvati all’unanimità con autorizzazione al coordinamento formale.

Erano assenti i Consiglieri Regionali Giuseppe Aieta, Domenico Battaglia, Vincenzo Ciconte, Carlo Guccione, Antonio Scalzo (Partito Democratico), Orlandino Greco e Mauro D’Acri (Oliverio Presidente), Giuseppe Gentile (Nuovo Centro Destra), Giuseppe Giudiceandrea (Democratici Progressisti), Fausto Orsomarso (Misto), Giuseppe Morrone (Forza Italia).

Siamo grati al Consiglio Regionale della Calabria di aver approvato la legge, afferma Emilio Enzo Quintieri, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani. Ora però occorre procedere subito ad avviare le procedure per la promulgazione del bando pubblico per la elezione del Garante Regionale da parte dell’Assemblea legislativa regionale.

Calabria, Garante dei Diritti dei Detenuti, oggi ne discute la Commissione Bilancio del Consiglio Regionale


E’ convocata per questa mattina, 30 novembre, alle ore 10,30, la II Commissione Bilancio del Consiglio Regionale della Calabria presieduta dal Consigliere Regionale Giuseppe Aieta (Pd), che al 7° punto all’Ordine del Giorno prevede la discussione in merito alle Proposte di Legge n. 34/10 e 221/10 presentate, rispettivamente, dai Consiglieri Regionali Nicola Irto (Pd) e Franco Sergio (Oliverio Presidente), per la istituzione del Garante Regionale dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale della Calabria, a seguito del Testo Unico approvato dalla I Commissione durante la seduta del 20 Settembre, provvedimento trasmesso il 12 ottobre alla II Commissione per il parere finanziario a norma dell’Art. 72 del Regolamento Interno del Consiglio Regionale.

Già lo scorso 15 novembre la II Commissione era stata convocata per esprimere il parere finanziario sulla Proposta di Legge istitutiva del Garante dei Diritti dei Detenuti della Calabria ma, in apertura di seduta, il Consigliere Aieta, Presidente della II Commissione, riferiva che il Dipartimento Bilancio, con propria nota, aveva richiesto ulteriori integrazioni circa la quantificazione degli oneri. Interveniva il Consigliere Sergio, evidenziando la necessità di approvare la Proposta di Legge in esame nel più breve tempo possibile, apportando quelle modifiche che si renderanno necessarie, considerata la carenza in Calabria di una normativa specifica relativa al Garante dei Diritti delle persone detenute. Alche il Consigliere Aieta precisava che erano emerse problematiche sia nella relazione tecnico – finanziaria che va maggiormente motivata circa l’inesistenza di oneri aggiuntivi, sia su alcuni refusi contenuti nella norma finanziaria. Interveniva anche la Dott.ssa Saveria Cristiano, Dirigente del Dipartimento Bilancio della Regione Calabria che, ricordati i contenuti della Relazione annuale della Corte dei Conti sulla legislazione regionale ed in particolare le osservazioni inerenti la quantificazione degli oneri, sottolineava come la Relazione tecnico – finanziaria che attesta l’assenza di oneri aggiuntivi debba essere esaustiva al fine di non incorrere in ulteriori richiami.

Il Consigliere Sergio replicava che, la Proposta di Legge, era stata già oggetto di diversi pareri in merito alla legittimità, comunicando che avrebbe proceduto al più presto alla sua integrazione, per come richiesto, auspicando che, comunque, la Proposta venisse presentata direttamente all’esame del Consiglio ed integrata in tale sede. Ma il Consigliere Aieta, non essendoci il parere finanziario, reputava improbabile poter procedere ad un esame della Proposta direttamente in Aula di Consiglio ed anticipava che si sarebbe proceduto al più presto alla discussione in Commissione. A questo punto, il Consigliere Sergio, chiedeva la notifica delle precisazioni richieste al fine di procedere in tempi brevi ricevendo come risposta dalla Dott.ssa Cristiano, la massima collaborazione del Dipartimento Bilancio della Regione.

Per la seduta odierna, sono stati convocati il Dipartimento Bilancio, Finanze, Patrimonio e Società Partecipate della Regione Calabria e sono stati invitati il Presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto ed il Consigliere Regionale Franco Sergio, estensori delle Proposte di Legge. Speriamo che, questa volta, venga espresso il parere finanziario sulla Proposta di Legge e che venga subito iscritta all’Ordine del Giorno del prossimo Consiglio Regionale, attesa l’urgente necessità di una Autorità Garante dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale in Calabria.

Radicali e Unical in visita al Carcere di Paola. Chiesta l’istituzione del Garante dei Detenuti


Nella giornata odierna, una Delegazione di Radicali Italiani con quindici Studenti del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria accompagnati dal Prof. Mario Caterini e dal Prof. Sabato Romano, entrambi Docenti di Diritto Penale, hanno fatto ingresso nella Casa Circondariale di Paola, ove sono stati ricevuti dal Direttore dell’Istituto Dott.ssa Caterina Arrotta, dal Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria, Commissario Capo Dott.ssa Maria Molinaro e dall’Ispettore Capo Ercole Vanzillotta, Coordinatore della Sorveglianza Generale dell’Istituto.

Per i Radicali Italiani era presente Emilio Enzo Quintieri, membro del Comitato Nazionale e Valentina Anna Moretti, che unitamente al personale dell’Amministrazione Penitenziaria ha accompagnato la Delegazione visitante in tutto lo stabilimento detentivo.

Nel Carcere di Paola, al momento della visita, a fronte di una capienza di 182 posti, erano ristrette 173 persone, 79 delle quali straniere, con le seguenti posizioni giuridiche: 10 giudicabili, 13 appellanti, 21 ricorrenti e 129 definitivi tra cui 5 ergastolani. Tra i detenuti 82 sono quelli che lavorano alle dirette dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria per lavori intramurari, 1 lavorante secondo quanto previsto dall’Art. 21 dell’Ordinamento Penitenziario, 18 sono i tossicodipendenti seguiti dal Servizio per le Tossicodipendenze dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, 1 sieropositivo, 40 con problematiche psichiatriche, 1 disabile motorio e 6 affetti da epatite C. Non vi sono, invece, detenuti affetti da altre malattie infettive come la scabbia o la tubercolosi. Quanto agli “eventi critici” nel corso del 2017 si sono verificati 13 atti di autolesionismo e 2 tentati suicidi, fortunatamente sventati grazie al tempestivo intervento del personale di Polizia Penitenziaria.

La Delegazione, autorizzata dal Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Dott. Marco Del Gaudio, ha visitato tutti gli ambienti dell’Istituto, dagli Uffici alle Sezioni detentive, non riscontrando alcuna grave criticità, esprimendo un giudizio positivo sia per quanto concerne il trattamento riservato ai detenuti che per quanto attiene la gestione della struttura da parte della Direzione. Gli unici problemi rilevati e che sono stati oggetto di lamentele da parte della popolazione detenuta sono la carenza del personale della professionalità giuridico pedagogica (al momento prestano servizio soltanto 2 Educatori, di cui 1 anche a tempo parziale, a fronte di una pianta organica di 6 unità) ed il mancato riscaldamento degli spazi detentivi a causa di un guasto alle caldaie, per quest’ultimo comunque l’Amministrazione si è attivata e sono in corso i lavori per la sistemazione.

Debbo denunciare per l’ennesima volta – afferma il capo della delegazione Quintieri – che, nonostante le ripetute rassicurazioni fornitemi dai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, non è stato ancora avviato il modello operativo della sorveglianza dinamica, nemmeno nella Prima Sezione detentiva, individuata dai Tecnici del Provveditorato Regionale per la Calabria per divenire a “custodia aperta”. Mi si continua a ripetere che debbono essere realizzati dei lavori di adeguamento e che per l’esecuzione degli stessi non sono state elargite le necessarie risorse economiche da parte degli Uffici Superiori. E’ più di un anno che sto insistendo per far rivedere l’organizzazione custodiale dell’Istituto di Paola e di tanti altri calabresi. Mentre in tutta Italia, già da tempo, anche i detenuti del Circuito dell’Alta Sicurezza sono a “custodia aperta” qui in Calabria si continua a praticare la tradizionale “custodia chiusa”, anche per i detenuti comuni ed a basso indice di pericolosità. Proprio all’esito dell’ultima visita fatta la vigilia di Ferragosto ho inteso sollecitare l’Amministrazione Penitenziaria chiedendo di conoscere entro quali tempi la “custodia aperta” possa trovare concreta attuazione nella Sezione individuata nel Carcere di Paola e, se eventualmente, nel prossimo futuro, tale iniziativa possa essere estesa anche ad altre Sezioni dell’Istituto.

Colgo l’occasione, conclude l’esponente nazionale dei Radicali Italiani, per chiedere al Sindaco, alla Giunta ed al Consiglio Comunale di Paola, di istituire con urgenza il Garante dei Diritti dei Detenuti della Città di Paola così come hanno fatto tantissimi altri Comuni d’Italia sedi di Istituti Penitenziari.

Calabria, Garante dei Diritti dei Detenuti, PdL in Commissione Bilancio per il parere finanziario


Prosegue, seppur lentamente, l’iter legislativo per l’istituzione del Garante Regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale della Regione Calabria. Infatti, dopo l’esame abbinato delle due Proposte di Legge n. 34/2010 e 221/2010 presentate, rispettivamente, dai Consiglieri Regionali Nicola Irto (Partito Democratico) e Franco Sergio (Oliverio Presidente) e la contestuale approvazione nella seduta del 20 settembre 2017 da parte della I Commissione Affari Istituzionali presieduta dal Consigliere Regionale Franco Sergio, il testo licenziato il 12 ottobre 2017 è stato trasmesso alla II Commissione Bilancio per il parere finanziario ai sensi dell’Art. 72 del Regolamento Interno del Consiglio Regionale della Calabria, presieduta dal Consigliere Regionale Giuseppe Aieta.

La II Commissione Bilancio è stata convocata per domani, mercoledì 15 novembre 2017 alle ore 10,00, ed al nono punto all’Ordine del Giorno è previsto l’esame della Proposta di Legge che istituisce nella Regione Calabria l’Autorità Garante per i Diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Relatore del provvedimento, per la II Commissione, è il Consigliere Regionale Giuseppe Aieta. Nell’occasione, sono stati convocati il Dipartimento Bilancio, Finanze, Patrimonio e Società Partecipate della Regione Calabria e sono stati invitati il Presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto ed il Consigliere Regionale Franco Sergio, quest’ultimo Relatore della Proposta di Legge. Il parere che sarà espresso dalla Commissione Bilancio sarà allegato alla relazione scritta per l’Assemblea.

Rispetto al testo originario, probabilmente per questioni economiche, è stato eliminato l’Osservatorio Regionale per le Politiche Penitenziarie e, sempre per gli stessi motivi, non è stata accolta la proposta che prevedeva il Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti come organo collegiale anziché monocratico. Per il resto, quasi tutte le proposte formulate da Emilio Enzo Quintieri del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani, sono state accolte ed approvate.

Auspichiamo che, non si perda più altro tempo e che al più presto, terminata la fase preliminare nelle Commissioni competenti, la Proposta di Legge venga iscritta all’Ordine del Giorno del Consiglio Regionale della Calabria per la definitiva approvazione ed il successivo avvio del procedimento per l’elezione del Garante Regionale dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale.

Testo abbinato Proposta di Legge n. 34-221/2010 per II Commissione Consiliare