Operazione della Polizia Penitenziaria: sequestrati 4 microcellulari all’interno del Carcere di Cosenza


Questa mattina una delegazione dei Radicali Italiani, autorizzata dal Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia Lina Di Domenico, ha effettuato una visita alla Casa Circondariale di Cosenza. La delegazione visitante, guidata da Emilio Enzo Quintieri, ex Consigliere Nazionale di Radicali Italiani e candidato Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti della Calabria, è stata ricevuta dal Direttore dell’Istituto Maria Luisa Mendicino, dal Funzionario Responsabile dell’Area Giuridico Pedagogica Brunella Scarcello, dal Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria Ispettore Superiore Francesco Bufano e dal Coordinatore del Nucleo Traduzioni e Piantonamenti Ispettore Superiore Pasquale Picarelli. Quintieri era accompagnato dall’esponente radicale Valentina Anna Moretti e da alcuni Studenti di Giurisprudenza dell’Università della Calabria.

Nell’Istituto Penitenziario di Cosenza, a fronte di una capienza regolamentare di 218 posti, sono ristrette 247 persone detenute, 55 delle quali straniere, con le seguenti posizioni giuridiche : 49 giudicabili, 20 appellanti, 17 ricorrenti, 161 definitivi di cui 5 ergastolani (3 Media Sicurezza e 2 Alta Sicurezza); 151 appartengono al Circuito della Media Sicurezza e 93 a quello dell’Alta Sicurezza ed altri 3 sono sottoposti al regime della semilibertà.

Poiché durante la mattinata era in atto una importante operazione di Polizia Giudiziaria condotta dal personale di Polizia Penitenziaria, la visita non ha interessato tutti gli ambienti e gli spazi della Casa Circondariale. Infatti, gli uomini coordinati dall’Ispettore Superiore Bufano, a seguito di una attività investigativa, hanno sequestrato quattro micro cellulari, perfettamente funzionanti, nella disponibilità di alcuni detenuti del Circuito di Media Sicurezza. Gli Agenti Penitenziari, nel giro di poco tempo, sono riusciti ad intercettare gli apparecchi telefonici introdotti abusivamente nell’Istituto: uno era nascosto nella cavità anale di un detenuto, un’altro nelle parti intime, uno all’interno di una cartellina e l’altro all’interno di una presa della corrente. Tali telefonini, essendo molto piccoli e composti prevalentemente da materiale plastico, sono difficilmente rilevabili dai metal detector. Gli apparecchi rinvenuti sono stati sottoposti a sequestro e verranno messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente per ulteriori indagini.

Complimenti al personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, dice Quintieri, per l’operazione di Polizia Giudiziaria compiuta all’interno dell’Istituto di Cosenza, che ha permesso di rinvenire e sequestrare ben quattro telefonini, utilizzati dai detenuti per comunicare fraudolentemente con l’esterno. Nonostante la cronica carenza di organico e tra mille difficoltà la Polizia Penitenziaria di Cosenza continua ad assicurare un encomiabile servizio per il mantenimento della sicurezza interna ed esterna, contrastando ogni forma di illegalità, conclude l’ex Consigliere Nazionale dei Radicali Italiani.

Al termine della visita la Delegazione Radicale ha partecipato alla conferenza stampa – tenutasi presso i locali della Direzione dell’Istituto – per la sottoscrizione di un Protocollo di Intesa con l’Associazione Lotta contro i Tumori, che sarà attivo nelle Carceri di Cosenza e di Rossano.

Chiuse le Scuole nelle Carceri di Paola, Cosenza, Castrovillari e Rossano. Radicali interrogano il Governo Conte


Martedì 28 maggio, una Delegazione di Radicali Italiani composta da Emilio Enzo Quintieri e Valentina Anna Moretti, ha visitato la Casa Circondariale di Castrovillari “Rosetta Sisca” unitamente ad alcuni Studenti di Giurisprudenza dell’Università della Calabria, accompagnati dal Prof. Mario Caterini, Associato di Diritto Penale.

La Delegazione, autorizzata all’ingresso nell’Istituto, dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, è stata accolta dal Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria, Sostituto Commissario Maurizio Petrassi e dal Responsabile dell’Area Trattamentale, Funzionario Giuridico Pedagogico Maria Pia Patrizia Barbaro.

Nell’ambito della visita, la Delegazione è venuta a conoscenza che l’Ufficio Scolastico Provinciale di Cosenza, aveva disposto la chiusura di tutte le Classi Scolastiche degli Istituti di Istruzione Superiore attivi all’interno dell’Istituto, nonostante proprio di recente, con enormi sacrifici, l’Amministrazione Penitenziaria, aveva investito per realizzare ed attrezzare un laboratorio-cucina nel Reparto Femminile per le detenute frequentanti l’Istituto Alberghiero.

Successivamente, al termine della visita, gli esponenti dei Radicali Italiani sono stati telefonicamente informati che la soppressione aveva interessato anche le altre sedi penitenziarie della Provincia di Cosenza (Rossano, Paola e Cosenza) e, per tale ragione, si sono immediatamente attivati per protestare contro tale scellerata decisione e chiederne la revoca immediata con una nota inviata ai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria, centrale e periferica, all’Ufficio di Sorveglianza di Cosenza ed al Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti presso il Ministero della Giustizia.

Inoltre, l’ex Consigliere Nazionale dei Radicali Italiani Quintieri, candidato Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti della Calabria, ha chiesto all’Onorevole Alessandro Fusacchia, Deputato di Più Europa, di presentare subito una Interrogazione Parlamentare al Governo Conte.

Ebbene, qualche giorno dopo, giovedì 30 maggio, durante la 181^ seduta della Camera dei Deputati, l’On. Fusacchia, ha indirizzato una Interrogazione a risposta in Commissione ai Ministri della Giustizia On. Alfonso Bonafede e dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Prof. Marco Bussetti, evidenziando che la la reclusione priva i detenuti della propria libertà ma non dei diritti fondamentali, che sono previsti e garantiti sia dall’ordinamento penitenziario che dalla Costituzione della Repubblica. Infatti, secondo il Deputato di Più Europa, i detenuti, non perdono il loro status di cittadini e rimangono perciò titolari di alcuni diritti, tra cui quello all’istruzione, che, oltre ad essere un diritto costituzionale, rappresenta l’elemento principale del percorso rieducativo dei condannati e, per tale motivo, ha chiesto se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative intendano adottare, per quanto di competenza, affinché sia garantito il diritto allo studio ai detenuti ristretti negli istituti penitenziari di Castrovillari, Rossano di Calabria, Paola e Cosenza. Per la risposta al quesito contenuto nel predetto atto di Sindacato Ispettivo (Interrogazione n. 5/02198 del 30/05/2019) è stato delegato il Ministro della Giustizia On. Alfonso Bonafede.

Interrogazione a risposta in Commissione n. 5_02198 (clicca per leggere)

 

Catanzaro, inaugurato Reparto Scolastico e Trattamentale per l’Alta Sicurezza nel Carcere di Siano


Mercoledì scorso, in tarda mattinata, presso la Casa Circondariale di Catanzaro “Ugo Caridi” è stato inaugurato un moderno ed attrezzato Reparto Scolastico e Trattamentale destinato ai detenuti del Circuito dell’Alta Sicurezza ristretti nella medesima sede penitenziaria.

Un evento che è il frutto del lavoro dei detenuti, i quali con la loro attività hanno reso possibile la fruizione di luoghi non utilizzati per anni, ha tenuto a precisare il Direttore dell’Istituto Angela Paravati che, nell’occasione, ha consegnato a ciascun detenuto impegnatosi in tale attività una ricompensa (encomio), che sarà inviata alla Magistratura di Sorveglianza competente, come previsto dagli Articoli 37 dell’Ordinamento Penitenziario e 76 del Regolamento di Esecuzione. Inoltre, una nota di apprezzamento, è stata rivolta dal Direttore al Coordinatore del Reparto, l’Ispettore Capo di Polizia Penitenziaria Giacinto Longo.

Il Reparto è stato inaugurato dal Vescovo dell’Arcidiocesi di Catanzaro – Squillace Mons. Vincenzo Bertolone, che ha proceduto al taglio del nastro e benedetto i nuovi locali : aule scolastiche per la scuola primaria e secondaria, laboratori di sartoria, musica, informatica ed anche una palestra.

All’iniziativa erano presenti il Vice Direttore dell’Istituto Emilia Boccagna, il personale di Polizia Penitenziaria ed i Funzionari Giuridico Pedagogici, i Magistrati di Sorveglianza di Catanzaro Laura Antonini e Angela Cerra, il Dirigente Scolastico del Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti Giancarlo Caroleo, il Direttore dell’Ufficio Detenuti e Trattamento del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Calabria Giuseppa Irrera e l’Ingegnere Rosario Focà dell’Ufficio Tecnico dello stesso Provveditorato.

Presenti, inoltre, una delegazione di Radicali Italiani, l’ex Consigliere Nazionale Emilio Enzo Quintieri, candidato Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti della Calabria e Valentina Anna Moretti, che nella mattinata, previa autorizzazione del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Francesco Basentini, hanno accompagnato una delegazione di Studenti di Giurisprudenza dell’Università della Calabria in visita all’Istituto Penitenziario di Catanzaro.

La mattinata si è conclusa con l’offerta di un buffet realizzato dal laboratorio di pasticceria gestito all’interno del carcere dai detenuti dell’Alta Sicurezza ed il finale dell’evento è stato allietato dalla musica dell’oboe di un detenuto.

La pena dell’ergastolo è contro la Costituzione. Lectio Magistralis del Prof. Moccia nel Carcere di Rossano


Giovedì scorso, dalle ore 10,30 in poi, presso la Casa di Reclusione di Rossano guidata dal Direttore in missione Dott.ssa Maria Luisa Mendicino, si è tenuta la Lectio Magistralis del Prof. Sergio Moccia, Emerito di Diritto Penale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, su “La pena come integrazione sociale: quale senso ha l’ergastolo ?”.

I lavori, moderati dal Prof. Mario Caterini, Associato di Diritto Penale dell’Università della Calabria, sono stati preceduti da una visita all’Istituto Penitenziario, insieme alla delegazione dei Radicali Italiani composta da Emilio Enzo Quintieri, Valentina Anna Moretti e Danilo Crusco, autorizzati dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia. La numerosa delegazione è stata accompagnata dal Vice Ispettore Damiano Cadicamo in forza al Reparto di Polizia Penitenziaria di Rossano, diretto dal Commissario Capo Dott.ssa Elisabetta Ciambriello.

Oltre al Prof. Moccia ed alla Dott.ssa Mendicino, sono intervenuti tanti altri relatori, tra cui la Prof.ssa Franca Garreffa, Aggregato di Sociologia Giuridica dell’Università della Calabria, la Prof.ssa Rossella Marzullo, Aggregato di Pedagogia Speciale dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, il Prof. Sabato Romano, Aggregato di Diritto Penale dell’Università della Calabria ed il Prof. Giuseppe Spadafora, Ordinario di Pedagogia Speciale dell’Università della Calabria. Non ha partecipato il Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Calabria Dott. Massimo Parisi poichè, nei giorni precedenti, è stato nominato Direttore Generale del Personale e delle Risorse dell’Amministrazione Penitenziaria. In sua vece è intervenuta la Dott.ssa Giuseppina Irrera, Direttore dell’Ufficio Detenuti e Trattamento del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Calabria.

All’iniziativa, tra gli altri, erano presenti non solo gli Studenti di Giurisprudenza dell’Università della Calabria, tutti i rappresentanti delle Forze di Polizia presenti sul territorio (Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza), ma anche gli stessi detenuti, diversi dei quali condannati definitivamente alla pena dell’ergastolo e ristretti proprio nell’Istituto Penitenziario di Rossano. In rappresentanza dei detenuti sono intervenuti Francesco Argentieri e Marcello Ramirez.

Alla fine dell’evento, organizzato grazie alla collaborazione dei Funzionari Giuridico Pedagogici della Casa di Reclusione Simona Piazzetta, Simona Carone e Simona Gitto, l’Istituto Professionale Alberghiero “Ettore Majorana” di Rossano, ha offerto a tutti i convenuti, un ottimo e ricco aperitivo. Era presente ai lavori anche il Dirigente Scolastico Prof.ssa Pina De Martino.

Spesso si sente dire : in Italia non c’è certezza della pena o, peggio ancora, l’ergastolo non esiste, non lo sconta nessuno perché dopo pochi anni sono tutti fuori. Naturalmente chi scrive e dice queste cose è un grandissimo ignorante !

Per alcune categorie di persone e, segnatamente, per gli ergastolani, soprattutto quelli ostativi, la pena è assolutamente certa e si conclude esclusivamente con la loro morte.

Oggi in Italia vi sono 1.748 condannati definitivi alla pena dell‘ergastolo, 109 dei quali sono stranieri. Sulla loro posizione giuridica è scritto : “FINE PENA:MAI” oppure un fine pena impossibile, tradotto nel linguaggio informatico penitenziario, con : “99/99/9999”.

Tra i 1.748 ergastolani, 1.200 sono ostativi, poiché condannati per uno dei delitti ricompresi nell’Art. 4 bis dell’Ordinamento Penitenziario. Questi detenuti, molti dei quali reclusi da 30, 40 e 50 anni, non usciranno mai, nemmeno per un ora, se non collaboreranno utilmente con la Giustizia o se la loro dichiarazione non verrà dichiarata inesigibile. A loro è precluso ope legis qualunque beneficio premiale o misura alternativa alla detenzione inframuraria ivi compresa la liberazione condizionale.

Una volta, prima del 1991/1992, tutti gli ergastolani, dopo 26 anni di pena espiata, se ravveduti, potevano ottenere la liberazione condizionale; venivano sottoposti alla misura di sicurezza della libertà vigilata per 5 anni decorsi positivamente i quali la pena veniva dichiarata estinta, ottenendo nuovamente la libertà.

Poco prima dell’approvazione dell’Art. 4 bis dell’Ordinamento Penitenziario, i condannati all’ergastolo erano solo 341 (1991). Da quel momento, iniziarono ad aumentare sempre di più : 360 (1992), 380 (1993), 396 (1994), 501 (1997), 683 (1999), poi 868 (2001), 990 (2002), 1068 (2003), 1161 (2004), 1224 (2005), 1237 (2006), 1357 (2007), 1408 (2008), 1461 (2009), 1512 (2010) e poi ancora 1584 (2014), 1633 (2015), 1687 (2016), 1735 (2017) fino ad arrivare a 1748 (2018).

Se il fine della pena è la fine della pena, può essere considerata legittima una pena senza fine !?

Emilio Enzo Quintieri

già Consigliere Nazionale Radicali Italiani

Domani cerimonia di laurea di un detenuto ristretto nella Casa Circondariale di Castrovillari


Domani mattina cerimonia di laurea di un detenuto ristretto presso la Casa Circondariale di Castrovillari. La Commissione del Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione dell’Università della Calabria si recherà nell’Istituto Penitenziario per la discussione della tesi di laurea di Foca Rosario Carchedi, 31 anni, in “Informazione Scientifica del Farmaco e dei Prodotti per la Salute”.

L’Amministrazione Penitenziaria ha agevolato il detenuto non solo nel suo percorso di studio ma anche nello svolgimento del tirocinio obbligatorio, direttamente presso l’Area Sanitaria della locale Casa Circondariale, gestita dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza.
All’evento, che non si potrà svolgere presso l’Università della Calabria, poiché l’Ordinamento Penitenziario non prevede che il “permesso di necessità” venga concesso per casi del genere (più volte, inutilmente, abbiamo cercato di far modificare l’Art. 30 OP), potranno partecipare anche 15 persone tra familiari ed amici del laureando, appositamente autorizzati dal Magistrato di Sorveglianza di Cosenza Dott.ssa Antonietta Dodaro ex Art. 17 OP.

Congratulazioni a Foca Rosario Carchedi per aver raggiunto il suo traguardo ed un ringraziamento a tutti gli Operatori Penitenziari ed in particolare ai Funzionari del Trattamento per averlo aiutato e sostenuto per quanto possibile.

Il Premio Nazionale “Sulle ali della libertà” vinto dal detenuto Argentieri. Martedì cerimonia al Carcere di Rossano


Il Premio Nazionale “Sulle ali della libertà”, giunto alla sua seconda edizione, promosso e ideato dall’Associazione Isola Solidale (in collaborazione con l’Agenzia Comunicatio), che a Roma, da oltre 50 anni, accoglie le persone detenute che hanno commesso reati per i quali sono state condannate, che si trovano agli arresti domiciliari, in permesso premio o che, giunte a fine pena, si ritrovano prive di riferimenti familiari e in stato di difficoltà economica, ha come obiettivo quello di promuovere la cultura negli Istituti Penitenziari. Il Premio consiste in un buono di 1.000 euro da spendere per l’acquisto di libri.

L’anno scorso, il premio nazionale, era stato vinto da Alessandro L., 46 anni, detenuto da 23 anni nella Casa Circondariale di Roma Rebibbia, che ha ottenuto – primo in Italia – il dottorato di ricerca in Sociologia e Scienze applicate, presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, con lo studio dal titolo: “Rieducazione, formazione e reinserimento sociale dei detenuti. Uno studio comparativo ed etnografico dei detenuti rientranti nella categoria “Alta Sicurezza” in Italia: percorsi di vita, aspettative, e reti sociali di riferimento”. Alessandro che è in carcere ininterrottamente dal 1995, aveva conseguito la Laurea con lode in Sociologia nel 2013 ed a breve, conseguirà anche una seconda Laurea in Scienze del Servizio Sociale.

Quest’anno, invece, il premio se lo è aggiudicato Francesco Argentieri, di Mesagne (Brindisi), 45 anni, da tempo ristretto nel Reparto di Alta Sicurezza (As3) della Casa di Reclusione di Rossano (Cosenza). Argentieri, il 18 maggio 2017, si è laureato in Servizio Sociale e Sociologia presso l’Aula Caldora dell’Università della Calabria con una tesi dal titolo: “La sfera pubblica: il carcere come progetto sociale”. La Commissione, presieduta dal Prof. Ercole Giap Parini e composta dai Prof. Pierluigi Adamo, Antonino Campennì, Franca Garreffa, Donatella Loprieno, Giorgio Marcello, Annalisa Palermiti, Antonio Samà e Giovanna Vingelli, dopo aver ascoltato l’illustrazione della tesi, gli assegnò il voto più alto (106/110) su tutti i numerosi studenti che sostennero l’esame di laurea.

La cerimonia di premiazione si terrà martedì 30 aprile presso il Teatro della Casa di Reclusione di Rossano, attualmente diretta dal Dirigente Penitenziario Maria Luisa Mendicino e, tra gli altri, vedrà la partecipazione di Alessandro Pinna, Presidente dell’Associazione “L’isola solidale”, promotrice del concorso, congiuntamente ad alcuni membri della stessa nonché dei Professori Ercole Giap Parini e Olimpia Affuso del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria.

Nella circostanza, inoltre, si terrà lo spettacolo teatrale “Lo cunto dei ristretti”, inserito nel cartellone della Sesta Giornata Nazionale del Teatro in Carcere, patrocinata anche dal Ministero della Giustizia, che coinvolgerà i detenuti del Circuito di Alta Sicurezza (As3) impegnati in qualità di attori, di tecnici di scenografia e costumi nonché di tecnici audio e luci. La rappresentazione costituisce il fecondo epilogo del progetto “Lo cunto dei ristretti” che si inserisce nel percorso costruito dal Centro Studi Scuola Pubblica (Cesp) e dalla rete delle scuole ristrette, volto a potenziare il ruolo della scuola e della cultura quali elementi portanti dell’esecuzione penale. Difatti, il teatro in carcere costituisce una pratica formativa non tradizionale, utile a ri-scoprire le proprie capacità e inclinazioni atteso che nel laboratorio teatrale è possibile sperimentare ruoli e dinamiche differenti da quelli che caratterizzano la detenzione, privilegiando meccanismi relazionali improntati alla collaborazione, allo scambio e alla condivisione.

Il lavoro svolto, pur partendo dal progetto originale, “Il Pentamerone” (cinque giornate) di Giambattista Basile, ha subito, in corso d’opera, una trasformazione frutto della creatività dei partecipanti i quali hanno contribuito alla stesura del copione con apporti di scrittura drammaturgica legata alla loro condizione quotidiana e con l’utilizzo del proprio dialetto di origine. “Lo cunto de li cunti” è una raccolta di 50 fiabe in lingua napoletana edite tra il 1634 e il 1636. Si è sostituito il dialetto napoletano del 600 con i dialetti di appartenenza, come strumento di espressione autentica. La conduzione del laboratorio artistico-espressivo è stata affidata ad Antonello Antonante, Direttore artistico del Teatro dell’Acquario di Cosenza. Fanno parte dell’Equipe Dora Ricca, scenografa e regista e la Prof.ssa Antonietta Cosenza, Docente del Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) di Cosenza “Valeria Solesin” e referente del progetto.

Soddisfazione per la vittoria del premio nazionale “Sulle ali della libertà” da parte del detenuto Francesco Argentieri, è stata espressa da Emilio Enzo Quintieri, già Consigliere Nazionale dei Radicali Italiani e candidato Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti della Calabria che, nei giorni scorsi, unitamente a Valentina Moretti e Danilo Crusco, ha visitato la Casa di Reclusione di Rossano, previamente autorizzato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia. Anche Quintieri, Moretti e Crusco, parteciperanno allo spettacolo teatrale ed alla cerimonia di premiazione che si terrà nel Carcere di Rossano.

Quale senso ha l’ergastolo ? Lectio Magistralis del Prof. Sergio Moccia nel Carcere di Rossano


Quale senso ha l’ergastolo ? Se ne discuterà giovedì 16 maggio 2019 dalle ore 10,00 in poi presso il Teatro della Casa di Reclusione di Rossano. La Lectio Magistralis del Prof. Sergio Moccia, Emerito di Diritto Penale dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, è stata organizzata dal Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche (Discag) unitamente al Dipartimento di Culture, Educazione e Società (Dices) dell’Università della Calabria (Unical), in collaborazione con il Polo Universitario Penitenziario (Pup), la Conferenza Nazionale dei Delegati dei Rettori per i Poli Universitari Penitenziari (Cnupp) e la Direzione della Casa di Reclusione di Rossano.

Alla Lectio Magistralis del Prof. Moccia, porteranno i saluti il Prof. Pietro Fantozzi, Delegato del Rettore Polo Universitario Penitenziario dell’Unical, la Dott.ssa Maria Luisa Mendicino, Direttore in missione della Casa di Reclusione di Rossano e la Dott.ssa Antonietta Dodaro, Magistrato di Sorveglianza di Cosenza. I lavori, che saranno introdotti e coordinati dal Prof. Mario Caterini, Docente di Diritto Penale Unical. vedranno la partecipazione e l’intervento della Prof.ssa Franca Garreffa, Aggregato di Sociologia Giuridica dell’Unical, della Prof.ssa Rossella Marzullo, Aggregato di Pedagogia Generale dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria (Unirc), del Prof. Sabato Romano, Aggregato di Diritto Penale dell’Unical e del Prof. Giuseppe Spadafora, Ordinario di Pedagogia Speciale Unical.

E’ prevista, altresì, la partecipazione dei detenuti ristretti nella Casa di Reclusione di Rossano e degli Studenti di Giurisprudenza del Corso di Diritto Penale 1 dell’Università della Calabria. Gli altri interessati a partecipare, al fine di poter ottenere l’autorizzazione all’accesso nell’Istituto Penitenziario, da parte dell’Ufficio di Sorveglianza di Cosenza, debbono accreditarsi, entro e non oltre il 28 aprile 2019, inviando una mail alla Referente Unical Annarita Apolito : annarita.apolito@unical.it.

Locandina Lectio Magistralis CR Rossano del 16/05/2019  (clicca per scaricare)