Cosenza, Radicali visitano il Carcere : area verde chiusa e prezzi alle stelle per i detenuti


Sabato scorso 30 giugno, una Delegazione di Radicali Italiani composta da Emilio Enzo Quintieri e Valentina Anna Moretti, previamente autorizzata dal Consigliere Marco Del Gaudio, Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia su richiesta dell’On. Riccardo Magi, Deputato di Più Europa con Emma Bonino e Segretario Nazionale di Radicali Italiani, ha visitato la Casa Circondariale di Cosenza “Sergio Cosmai” ove è stata ricevuta ed accompagnata dal Comandante di Reparto Commissario Capo Davide Pietro Romano ed altro personale di Polizia Penitenziaria.

Preliminarmente, la Delegazione, prima di accedere alle Sezioni detentive, ha chiesto notizie in ordine all’area verde per i colloqui all’aperto, per la quale lo scorso 29 maggio, all’esito della precedente visita del 7 maggio fatta con gli Studenti dell’Università della Calabria, aveva sollecitato, ancora una volta, l’Amministrazione Penitenziaria a voler ultimare i lavori di rifacimento della stessa, al fine di rendere più gradevole e sereno l’incontro dei detenuti con i propri familiari, specie durante i mesi estivi. Ed infatti, una volta fatto ingresso negli spazi detentivi, numerosi detenuti, appartenenti ai Circuiti della Media e dell’Alta Sicurezza, hanno lamentato l’impossibilità di poter effettuare i colloqui all’aperto con le loro famiglie ed in particolare con figli/nipoti in tenera età o adolescenti e/o genitori anziani. Non si comprende come sia possibile che una progettualità finanziata nel lontano 2015 dalla Cassa delle Ammende, alla data odierna, non sia stata ancora completata e ciò nonostante le ripetute sollecitazioni, puntualmente effettuate all’esito di ogni visita. Stando a quanto riferito, allo stato i lavori sarebbero stati ultimati e mancherebbe soltanto il collaudo da parte dell’Ufficio Tecnico del Prap per la Calabria di Catanzaro. Pertanto, l’Amministrazione Penitenziaria ed in modo particolare il Provveditorato Regionale per la Calabria, è stato invitato dalla Delegazione visitante, per quanto di rispettiva competenza, a voler provvedere con la massima sollecitudine e senza ulteriori perdite di tempo, ad inviare il personale dell’Ufficio Tecnico presso l’Istituto di Cosenza al fin di definire la procedura di collaudo in modo tale che l’area verde venga immediatamente aperta e resa fruibile ai detenuti che, ormai da anni, sono privati di poter effettuare colloqui all’aperto.

Altra problematica, degna di nota, emersa durante i colloqui intrattenuti con i detenuti circa le condizioni di vita detentiva nell’Istituto, riguarda il servizio di sopravvitto. Più precisamente, tantissimi detenuti, hanno lamentato che, proprio nei giorni antecedenti alla visita, sono state apportate delle modifiche al c.d. “Modello 72”, con assurdo aumento dei prezzi ed eliminazione di alcuni prodotti in vendita al sopravvitto. Da una veloce visione del “Modello 72” effettuata dal radicale Quintieri, in effetti, è stato riscontrato che: 1) vi è stato un aumento significativo dei prezzi per molti dei prodotti in vendita al sopravvitto; 2) sono stati eliminati alcuni prodotti di frequente consumo, in particolare quelli per la pulizia personale lasciando, unicamente, ai detenuti la possibilità di acquistarne solo uno; 3) in tutte le Sezioni detentive non è stato rinvenuto affisso alle bacheche il tariffario “Modello 72” vistato dall’Autorità comunale.

L’Ordinamento Penitenziario del 1975 ed il Regolamento di Esecuzione del 2000 stabiliscono che: a) i prezzi del sopravvitto non possono essere superiori a quelli comunemente praticati nel luogo in cui è sito l’Istituto; b) che una rappresentanza dei detenuti composta da tre persone, designata mensilmente per sorteggio, integrata da un delegato del Direttore, scelto tra il personale civile, controlli qualità e prezzi dei generi venduti nell’Istituto; c) che la Direzione assumi mensilmente informazioni dall’Autorità comunale sui prezzi correnti all’esterno relativi ai generi corrispondenti a quelli in vendita da parte dello spaccio o assuma informazioni sui prezzi praticati negli esercizi della grande distribuzione più vicini all’Istituto e d) che i prezzi dei generi in vendita nello spaccio, debbano essere comunicati alla rappresentanza dei detenuti ed adeguati a quelli esterni risultanti dalle informazioni. Inoltre numerose Circolari del Dap emanate dal 1979 al 2011 invitano le Direzioni degli Istituti: ad eseguire costanti, puntuali e penetranti controlli in ordine al servizio del sopravvitto, con particolare attenzione ai prezzi praticati che andranno confrontati, con le informazioni sui prezzi correnti all’esterno, richiesti mensilmente all’Autorità comunale; il tariffario modello 72 deve essere, compatibilmente con le esigenze d’ordine e sicurezza, il più ampio possibile e prevedere tre o quattro articoli dello stesso genere; copia del tariffario, vistato dall’Autorità comunale, con cadenza almeno mensile, deve essere esposto nei reparti detentivi.

Alla luce di quanto riferito dai detenuti e riscontrato dalla Delegazione, in ordine al servizio di sopravvitto, pare che nella Casa Circondariale di Cosenza non vengano scrupolosamente rispettate le norme vigenti e le disposizioni impartite al riguardo dalla stessa Amministrazione Penitenziaria. Per tali ragioni, la Delegazione dei Radicali Italiani, ha invitato l’Amministrazione ed in particolare modo la Direzione dell’Istituto ed il Provveditorato Regionale, di volersi attivare con la massima sollecitudine affinché venga rivisto il “modello 72” per verificare, insieme alla rappresentanza dei detenuti, integrata dal delegato del Direttore, se i prezzi di tutti i generi posti in vendita nell’Istituto siano corrispondenti a quelli degli esercizi della grande distribuzione più vicini all’Istituto ove si praticano i prezzi più bassi, assicurando che il predetto “modello 72” sia il più ampio possibile e che vi siano inseriti almeno 3 o 4 articoli dello stesso genere, di diversa qualità e prezzo. Inoltre, è stato chiesto che tale verifica venga effettuata con cadenza mensile e che copia del “modello 72”, vistato dall’Autorità comunale, venga esposto in tutti i reparti detentivi. Ulteriore proposta della Delegazione è stata quella di stilare un elenco, da diffondere nelle Sezioni, degli altri prodotti alimentari e di conforto, acquistabili dal detenuto con fondi personali (peculio), per il tramite dell’impresa di mantenimento, previa autorizzazione della Direzione e di offrire la possibilità ai ristretti di fruire anche di “offerte speciali” e cioè di sconti così come riscontrato durante delle visite in altri Istituti Penitenziari della Repubblica. Infine, è stato chiesto di conoscere se le mercedi e i relativi contributi assicurativi e previdenziali a favore dei detenuti che esercitano attività lavorativa per la gestione del sopravvitto, siano a carico dell’impresa appaltatrice o, invece, dell’Amministrazione Penitenziaria.

Gli esiti della visita, con una relazione del capodelegazione Emilio Enzo Quintieri, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, sono stati trasmessi al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, al Provveditore Regionale Reggente per la Calabria, al Direttore della Casa Circondariale di Cosenza, al Magistrato di Sorveglianza di Cosenza ed al Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti presso il Ministero della Giustizia.

Visita alla Casa Circondariale di Cosenza del 30/06/2018 – Esiti (clicca per leggere)

Visita di Radicali ed Unical al Carcere di Rossano, aperta nuova Sezione di Alta Sicurezza


Nei giorni scorsi una delegazione di Studenti di Giurisprudenza dell’Università della Calabria, accompagnati dal Prof. Mario Caterini, Aggregato di Diritto Penale, e da Emilio Enzo Quintieri e Valentina Anna Moretti, esponenti dei Radicali Italiani, si sono recati a visitare la Casa di Reclusione di Rossano, dopo aver visitato gli Istituti Penitenziari di Cosenza, Castrovillari e Paola.

A ricevere la delegazione visitante, autorizzata dal Consigliere Marco Del Gaudio, Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, il Direttore dell’Istituto Giuseppe Carrà ed il Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria, Commissario Capo Elisabetta Ciambriello.

Dopo un breve colloquio nei locali della Direzione, la delegazione è stata affidata al Sovrintendente di Polizia Penitenziaria Damiano Cadicamo, che l’ha accompagnata nella struttura detentiva ove, oltre ad incontrare il personale, i detenuti, visitare i reparti e le camere detentive, i locali comuni e gli Uffici, ha incontrato anche il Magistrato di Sorveglianza di Cosenza Silvana Ferriero, Giudice che ha giurisdizione sugli Istituti di Castrovillari e Rossano.

Nell’Istituto, al momento della visita, a fronte di una capienza regolamentare di 263 posti, vi erano ristretti 231 detenuti (42 stranieri) con le seguenti posizioni giuridiche 7 imputati, 6 appellanti, 4 ricorrenti e 214 definitivi, dei quali 161 appartenenti al Circuito dell’Alta Sicurezza (141 As3 criminalità organizzata e 20 As2 terrorismo internazionale di matrice islamica) e 70 al Circuito della Media Sicurezza. Tra i definitivi anche 1 condannato ammesso al regime della semilibertà. C’è da segnalare la presenza di 11 Studenti Universitari, tanti dei quali con “fine pena mai”, particolarmente presenti nell’Istituto (28).

La delegazione ha potuto constatare, ancora una volta, la buona gestione della struttura, rilevando alcune criticità comuni a tutti gli Istituti Penitenziari dovute, principalmente, alla mancanza di risorse umane, strumentali e finanziarie che impediscono una migliore qualità della vita detentiva, del trattamento rieducativo e delle condizioni di lavoro del personale che vi opera con particolare riferimento al Corpo di Polizia Penitenziaria – di cui in questi giorni si festeggia il 201^ anniversario di fondazione (1817-2018) – che avrebbe bisogno di essere incrementato. Le camere di pernottamento hanno una metratura che va dai 12 ai 26 mq e sono garantiti i 3 mq calpestabili per detenuto. Le prime ospitano al massimo 2 detenuti, le seconde massimo 6. Rari sono i letti a castello, massimo di due piani. Le camere sono riscaldate dai termosifoni e hanno tutte la docce, il cui utilizzo è possibile solo in alcune ore del giorno. In ciascuna sezione, esistono delle camere destinate ai detenuti non fumatori ed è presente una sala per la socialità.

Proprio nei giorni precedenti alla nostra visita, dice Emilio Enzo Quintieri, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, nell’Istituto di Rossano è stata aperta una nuova Sezione detentiva di Alta Sicurezza (As3), da tempo ristrutturata, ove l’Amministrazione Penitenziaria ha già assegnato 37 detenuti, prevalentemente provenienti dagli Istituti della Campania. Altri detenuti, per quanto ci è stato riferito, dovrebbero essere assegnati ed allocati in questa Sezione nei prossimi giorni.

Circa quanto accaduto nelle scorse settimane (aggressione da parte di 3 detenuti per terrorismo internazionale a 7 Poliziotti Penitenziari), nel condannare la violenza posta in essere dai detenuti e nell’esprimere solidarietà al personale aggredito, mi preme evidenziare che, contrariamente a quanto diffuso da altri soggetti tra cui alcuni Sindacati della Polizia Penitenziaria, che i fatti occorsi non sono stati causati in reazione a provvedimenti disciplinari ma a seguito della discutibile sospensione, da parte della Direzione, evidentemente ritenuta ingiusta, delle telefonate straordinarie concessegli perché non aventi la possibilità di fare colloqui visivi con i propri familiari.

Non mi pare, continua l’esponente radicale, che le telefonate straordinarie siano configurate dalla Legge Penitenziaria come “premiali” (infatti la “condotta regolare” non è prevista come requisito) né tantomeno che possano essere “sospese” a seguito di una qualsiasi legittima sanzione disciplinare disposta nei confronti del detenuto. Una volta, quand’era vigente il Regolamento di Esecuzione Penitenziaria del 1976, erano condizionate ad una valutazione premiale dai presupposti piuttosto incerti rimessa al Direttore dell’Istituto ma, con la riforma del 2000, non è più così. Anche durante l’esecuzione della sanzione disciplinare della “esclusione dalle attività in comune”, nel gergo penitenziario definita “isolamento”, una volta era precluso ai detenuti di comunicare con i compagni o di intrattenere corrispondenza telefonica o colloqui. Oggi, invece, resta soltanto la preclusione di comunicare con i compagni, essendo stati eliminati gli ulteriori divieti previsti dall’abrogato Regolamento del 1976.

Questa situazione, probabilmente verificatasi anche in altre circostanze e nei confronti di altrettanti detenuti, verrà da me segnalata al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ed al suo Provveditorato Regionale della Calabria, al Magistrato di Sorveglianza di Cosenza ed al Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti, sia per capire se sia legittimo o meno sospendere le telefonate straordinarie in conseguenza di una sanzione disciplinare e, contestualmente, per evitare il ripetersi di spiacevoli episodi che poi vedono vittima il personale di Polizia Penitenziaria addetto alla notifica ed alla esecuzione di tali provvedimenti, conclude Quintieri, membro del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani.

Castrovillari, visita dei Radicali Italiani al Penitenziario


Nei giorni scorsi, unitamente all’amica Valentina Moretti, ho nuovamente visitato la Casa Circondariale di Castrovillari “Rosetta Sisca”.
Nella circostanza siamo stati accolti e poi accompagnati nel giro ispettivo dal Capo dell’Area Giuridico Pedagogica Dott.ssa Maria Pia Patrizia Barbaro, dal Commissario Capo Dott.ssa Soccorsa Irianni, dal Commissario Capo Dott. Carmine Di Giacomo e dal Sovrintendente Antonio Armentano, rispettivamente Coordinatore del Nucleo Traduzioni e Piantonamenti e Responsabile del Settore Femminile, Vice Comandante di Reparto  e Coordinatore della Sorveglianza Generale della Polizia Penitenziaria di Castrovillari.

Nell Istituto diretto dal Dirigente Dott.ssa Maria Luisa Mendicino, al momento della visita, vi erano 146 detenuti (19 donne), 40 dei quali stranieri (3 donne), a fronte di una capienza regolamentare di 122 posti (24 in esubero), con le seguenti posizioni giuridiche: 37 giudicabili, 11 appellanti, 9 ricorrenti, 81 definitivi di cui 2 ergastolani.

Tutte le persone ristrette appartengono al Circuito Penitenziario della Media Sicurezza.

1 solo detenuto era in permesso premio ex Art. 30 ter O.P. e 3 i semiliberi fruitori di licenza premio ex Art. 52 O.P., benefici concessi dal Sig. Magistrato di Sorveglianza di Cosenza Dott.ssa Silvana Ferriero

Per quanto riguarda il lavoro intramurario, 35 sono i detenuti assunti alle dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria ed altri 2 assunti alle dipendenze dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza.
Altri 18 detenuti lavorano all’esterno dell’Istituto secondo quanto previsto dall’Art. 21 O.P. (da maggio ad agosto vi è stato un incremento di 7 unità) e tra questi 6, previo corso di formazione professionale, sono impegnati come “Sentinelle Antincendio Boschivo” all’interno del Parco Nazionale del Pollino, attività che andrebbe potenziata e replicata in tutti i Penitenziari calabresi.

Grazie alla Cassa delle Ammende è stato finanziato il progetto “Area Verde” che ha permesso di assumere, temporaneamente, altri 5 detenuti che, previo corso di formazione professionale tenuto da Federimpresa, si stanno occupando della realizzazione dell’opera, quasi ultimata e prossima all’apertura.

Sono presenti 22 detenuti tossicodipendenti, 43 con problematiche psichiatriche ed 1 con disabilità motorie.

Nel 2017, sino al momento della visita, si sono verificati i seguenti”eventi critici”: 1 detenuto deceduto per cause naturali, 4 atti di autolesionismo e 2 tentati suicidi.

Tutti i corsi istituiti nell’A.S. 2016/2017 sono stati regolarmente conclusi e la Casa Circondariale di Castrovillari, con il plauso del Ministero della Pubblica Istruzione per essere stata postazione di ricezione dei testi per le prove nazionali d’esame, scritte e online, è stata Sede d’Esami di Stato, ove si sono diplomati 5 detenuti di cui 3 dell’Istituto Alberghiero e 2 dell’Istituto Industriale.

Numerose sono le attività culturali, ricreative e sportive realizzate nel primo semestre del 2017, anche in collaborazione con la Società Esterna come prevede la Legge Penitenziaria.

Tra queste attività anche lo Sportello di Assistenza Fiscale e di Patronato della Confagricoltura di Cosenza per i detenuti e gli Operatori Penitenziari, avviato su proposta dei Radicali Italiani, subito positivamente accolta dall’Amministrazione Penitenziaria centrale e periferica.

Il tutto è stato possibile nonostante la carenza del personale della professionalità giuridico pedagogica. Invero, nell’Istituto, sono presenti solo 2 Funzionari di cui 1 con funzioni di Capo Area e 1 presente solo per due giorni a settimana (18 ore). La terza unità, già da tempo assente, a seguito di nulla osta del Superiore Ufficio Dipartimentale, è stata trasferita ad altra Amministrazione.

I 2 Funzionari Giuridico Pedagogici si avvalgono della collaborazione stabile di un Collaboratore Amministrativo con il ruolo di Responsabile della Segreteria Tecnica.

Si sono svolte, con cadenza regolare, le riunioni del Gruppo di Valutazione Multidisciplinare, che ha contribuito ad una migliore conoscenza dell’utenza, creando rapporti sinergici tra i vari Operatori in un clima di distesa collaborazione.

La Delegazione ha visitato tutti i Reparti detentivi (1, 2 e 3 A e B ed il Femminile) riscontrando che sono ancora in corso i lavori di rifacimento dei locali doccia in comune. 

Rispetto alle direttive sull’Emergenza Caldo varate dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, la Direzione dell’Istituto, si è attivata nei limiti del possibile : sono stati implementati i frigoriferi mediante l’acquisto di un frigo anche nella Sezione Semilibertà, sono stati installati dei ventilatori nelle Sale Colloquio e sono state avviate le procedure per la installazione di punti idrici in tutte le aree passeggio, é stata concessa ai detenuti la possibilità di restare nella Saletta di Reparto invece di recarsi nel cortile passeggio nelle ore più calde della giornata e sono stati aperti i portoni blindati delle camere di pernottamento anche nelle ore notturne.

Nel Femminile, alle detenute, con Ordine di Servizio del Direttore del 27 luglio, in via sperimentale ed in attesa dell’attivazione del modello operativo della “sorveglianza dinamica”, grazie alla proposta dei Radicali Italiani, è stato concesso nelle giornate festive di poter consumare il pranzo collettivamente all’interno della Saletta ricreativa di Reparto.

Inoltre, a tutta la popolazione detenuta, visto che nell’Istituto vi sono problemi di carenza idrica, la Direzione dell’Istituto ha donato gratuitamente 1 cassa d’acqua a settimana (6 bottiglie per ogni persona detenuta), a spese dell’Amministrazione Penitenziaria.

Sono state comunque rilevate delle criticità che saranno approfondite e portate a conoscenza delle Superiori Autorità Penitenziarie, della Magistratura di Sorveglianza e del Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti.

Martedì 29 p.v., nel pomeriggio, visiteremo la Casa di Reclusione di Rossano.

Emilio Enzo Quintieri

Cosenza, 8 Parlamentari interrogano il Governo Gentiloni. L’Asp non garantisce le cure ai detenuti


La Casa Circondariale di Cosenza “Sergio Cosmai” finisce in Parlamento per colpa della condotta omissiva tenuta dai vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza. Era stata una visita dei Radicali Italiani, guidati da Emilio Enzo Quintieri, a riscontrare la grave situazione esistente nell’Istituto Penitenziario, all’esito di una visita effettuata all’interno dello stesso, autorizzata dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia.

Nei giorni scorsi, il Governo Gentiloni, è stato ufficialmente investito della questione, grazie a delle Interrogazioni a risposta scritta presentate alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica da parte degli Onorevoli Serenella Fucksia, Ivana Simeoni, Laura Bignami (Senatori del Gruppo Misto) e Peppe De Cristofaro (Senatore del Gruppo di Sinistra Italiana), Michela Rostan, Carlo Galli, Giovanna Martelli e Davide Zoggia (Deputati del Gruppo Articolo 1, Movimento Democratico e Progressista). Gli atti di sindacato ispettivo sono stati presentati, a Palazzo Madama il 19 aprile durante la 808 seduta (Interrogazione n. 4/07380 a prima firma della Senatrice Fucskia) ed il 20 aprile durante la 811 seduta (Interrogazione n. 4/07403 a prima firma del Senatore De Cristofaro) ed a Palazzo Montecitorio il 20 aprile durante la 782 seduta (Interrogazione n. 4/16369 a prima firma della Deputata Michela Rostan). Tutte le Interrogazioni sono state rivolte ai Ministri della Giustizia e della Salute On. Andrea Orlando e On. Beatrice Lorenzin.

Gli otto Parlamentari, dopo aver illustrato che nella Casa Circondariale di Cosenza, a fronte di una capienza regolamentare di 218 posti, sono ristretti 272 detenuti, 50 dei quali stranieri e 57 con patologie psichiatriche, hanno pesantemente stigmatizzato l’operato dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, per l’inadeguato servizio di assistenza sanitaria specialistica di tipo psichiatrico organizzato nell’Istituto e per la condotta omissiva mantenuta nonostante le reiterate sollecitazioni, tutte rimaste inevase, avanzate dal Direttore dell’Istituto Filiberto Benevento, dal Dirigente del Servizio Sanitario Penitenziario Francesco Strazzulli, dal Provveditore Regionale Reggente dell’Amministrazione Penitenziaria della Calabria Rosario Tortorella, dal Magistrato di Sorveglianza di Cosenza Paola Lucente, dal Segretario Provinciale del Sindacato Unitario dei Medici Ambulatoriali Italiani Francesco Lanzone e dal Responsabile Provinciale dell’ex Medicina Penitenziaria del medesimo Sindacato Francesco De Marco. Ed infatti a causa della cattiva organizzazione del servizio di psichiatria intramurario che ultimamente prevede solo 6 ore alla settimana, affidate anche a 5 specialisti diversi, vi è stato un crollo verticale di qualsiasi forma di prevenzione, l’inattuabilità di una effettiva presa in carico dei pazienti, la mancanza di continuità terapeutica, il mancato funzionamento dello staff multidisciplinare, nel cui ambito lo psichiatra è elemento decisivo, ed il potenziale innalzamento del livello di rischio suicidario e auto/etero aggressivo. Inoltre, tale problematica, oltre a comportare un aggravio dello stato di sofferenza dei detenuti bisognosi di cure, ha acuito maggiormente le loro problematiche tanto da creare uno stato di tensione che ha reso critico il mantenimento dell’ordine e della sicurezza intramuraria. Per questo motivo, il Comandante del Reparto di Polizia Penitenziaria, il Commissario Davide Pietro Romano, aveva finanche proposto lo sfollamento dell’Istituto per i detenuti con problematiche psichiatriche perché non erano gestibili appunto per carenza di psichiatra.

La riduzione del servizio di psichiatria da 30 a 6 ore settimanali e la mancata nomina in pianta stabile di uno o al massimo due specialisti, ha provocato, nei casi più gravi, il ricorso alle strutture sanitarie esterne con tempi di attesa non compatibili con le necessità del disagio psichico nella detenzione, comportando anche gravi ripercussioni per la sicurezza dovute alle traduzioni che devono essere effettuate per l’accompagnamento dei detenuti con enorme dispendio di risorse umane e finanziarie. La Direzione Generale dell’Asp di Cosenza, in numerose occasioni e sistematicamente, è stata invitata a riassegnare all’Istituto 30 ore settimanali per la branca di psichiatria ed a nominare uno o al massimo due professionisti in modo da garantire la gestione dei casi nel rispetto delle esigenze di continuità dell’assistenza sanitaria, attesa la rilevanza che la cura della salute mentale assume negli Istituti Penitenziari, in relazione alla necessità di ridurre il rischio di suicidio e prevenire gesti auto ed etero aggressivi da parte dei detenuti con problematiche psichiatriche. Ma, nonostante gli impegni, anche formalmente assunti, non ha mai provveduto a risolvere la situazione assicurando sia l’integrazione delle ore di psichiatria e sia la nomina degli specialisti, come richiesto.

Pertanto, i Senatori Fucskia, Simeoni, Bignami e De Cristofaro hanno chiesto ai Ministri della Giustizia e della Salute di sapere se siano a conoscenza dei fatti descritti e se questi corrispondano al vero, come ed entro quali tempi intendano adoperarsi, affinché alla popolazione ristretta nella Casa Circondariale di Cosenza venga finalmente reso effettivo il godimento del diritto fondamentale alla tutela della salute, al pari dei cittadini in stato di libertà, come previsto dalla normativa vigente in materia, anche al fine di eliminare tutte quelle situazioni di disagio che determinano gli “eventi critici” e se non ritengano doveroso verificare, con urgenza, anche attraverso un’ispezione ministeriale, le reali condizioni di salute delle persone detenute nella Casa Circondariale di Cosenza e se siano riscontrabili delle omissioni nella condotta tenuta dai dirigenti dell’Azienda Sanitaria Provinciale, ed eventualmente procedere nei confronti dei responsabili per quanto di competenza. Richieste, più o meno, simili quelle avanzate dai Deputati Rostan, Carlo Galli, Martelli e Zoggia che hanno chiesto al Ministro della Giustizia Orlando ed al Ministro della Salute Lorenzin, di conoscere di quali notizie dispongano in ordine ai fatti riferiti, quali iniziative intendano intraprendere affinché ai detenuti venga assicurato il godimento al diritto alla tutela della salute, al pari dei cittadini liberi, come prevede il Decreto Legislativo n. 230/1999 di riordino della Medicina Penitenziaria ed infine, se non ritengano doveroso verificare eventuali omissioni nella condotta tenuta dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza e, in caso affermativo, se non ritengano opportuno procedere nei confronti dei responsabili. La risposta agli otto membri del Parlamento, previa istruttoria da parte delle competenti articolazioni dei Dicasteri della Giustizia e dalla Salute, sarà fornita dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Interrogazione 4-07380 – Senato della Repubblica (clicca per leggere)

Interrogazione 4-16369 – Camera dei Deputati (clicca per leggere)

Interrogazione 4-07403 – Senato della Repubblica (clicca per leggere)

Ispezione dei Radicali nel Carcere di Cosenza: 286 detenuti per 218 posti. Affollamento del 131,19%


Delegazione CC CosenzaNella festività del Santo Natale, una delegazione dei Radicali Italiani, autorizzata dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, si è recata presso la Casa Circondariale di Cosenza “Sergio Cosmai” diretta dal Direttore Filiberto Benevento per accertare le condizioni di detenzione dei detenuti ed anche quelle di lavoro del personale di Polizia Penitenziaria.

La Delegazione visitante, composta da Emilio Enzo Quintieri, Valentina Moretti e Roberto Blasi Nevone, è stata ricevuta ed accompagnata nel giro ispettivo, dal Commissario Davide Pietro Romano, Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria.

Attualmente, nello stabilimento penitenziario cosentino, a fronte di una capienza regolamentare di 218 posti, sono ristrette 286 persone detenute, 58 delle quali straniere. 3 sono i detenuti in semilibertà che, al momento della visita, erano in licenza premio, concessa dal Magistrato di Sorveglianza di Cosenza Paola Lucente. Ci sono 147 Poliziotti Penitenziari, 23 dei quali addetti al Nucleo Traduzioni e Piantonamenti mentre la pianta organica ne prevede 165. Mancano 1 Commissario, 5 Ispettori e 13 Sovrintendenti. Carente anche i Funzionari della professionalità giuridico pedagogica. Dovrebbero esserci 6 Educatori ma ne sono effettivamente in servizio soltanto 4.

Ai detenuti dell’Alta e della Media Sicurezza, la Direzione dell’Istituto, ha concesso di trascorrere gran parte della giornata in “socialità” per pranzare insieme tra di loro in occasione del Natale. Tutto si è svolto secondo quanto stabilito, non ci sono stati problemi di alcun genere. Precedentemente, invece, vi erano stati dei “contrasti” tra la popolazione detenuta ed in particolare tra gli italiani ed i marocchini che hanno costretto il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Calabria ad intervenire, anche col trasferimento immediato di alcuni detenuti in altri stabilimenti calabresi (Paola, Rossano, etc.).

Nella Casa Circondariale di Cosenza, da poco tempo, grazie all’interessamento degli esponenti radicali Quintieri e Moretti, è stato aperto uno Sportello di Assistenza Fiscale e Patronato gestito da Confagricoltura Cosenza a disposizione dei detenuti, dei Poliziotti Penitenziari e delle rispettive famiglie e nei prossimi giorni, nell’ambito del progetto “Officina Mente e Corpo” verrà finalmente aperta e resa fruibile alla popolazione detenuta anche la palestra che sarà gestita dal Centro Sportivo Scorpion Health Club con la supervisione degli Istruttori Roberto Blasi Nevone e Francesco Iacucci. Per il 2017 il Centro Sportivo Scorpion Health Club ha regalato 200 tessere Acsi sport alla Casa Circondariale di Cosenza che prevedono anche la copertura assicurativa per i detenuti durante l’esercizio dell’attività sportiva.

A breve, dovrebbero partire, anche i lavori di rifacimento dell’area verde esterna per i colloqui con i bambini nonché il rifacimento del campo sportivo che sarà sostituito da due campi di calcetto con una pista di atletica leggera, progetti presentati dalla Direzione ed entrambi finanziati con i fondi della Cassa delle Ammende del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia.

La Confagricoltura apre uno Sportello di Assistenza Fiscale e Patronato nel Carcere di Cosenza


Casa CircondarialeBuone notizie per i detenuti, i familiari e tutti gli operatori che prestano servizio presso il Carcere di Cosenza. Nei giorni scorsi, infatti, il Direttore della Casa Circondariale “Sergio Cosmai” di Cosenza Filiberto Benevento insieme al Presidente della Confederazione Generale Agricoltura Italiana, Unione Provinciale Agricoltori di Cosenza Fulvia Michela Caligiuri, hanno sottoscritto un Protocollo di Intesa al fin di consentire anche ai detenuti ed alle loro famiglie ed al personale che presta servizio nello stabilimento penitenziario, di poter fruire dei servizi di informazione, assistenza e tutela che la Legge affida agli Istituti di Patronato.

La Direzione del Carcere si è impegnata a mettere a disposizione uno spazio all’interno dell’Istituto per costituire uno sportello di assistenza fiscale e patronato, gestito a titolo gratuito dalla Confagricoltura, tramite il quale offrire ai ristretti e al personale in servizio nella struttura, i servizi di assistenza fiscale : Isee, Red, Mod. 730, Unico/Pf, Imu, Tasi, Disoccupazione, Pensioni (invalidità civile, accompagnamento, vecchiaia, reversibilità, assegni sociali, invalidità contributiva, anzianità) – Assegni familiari su disoccupazione, assegni familiari su pensione, domande di maternità, domande di allattamento, infortuni, social card, bonus bebè, bonus riduzioni utenze domestiche, gestione pratiche Inps, Inpdap ed Inail. Inoltre la Direzione ha preso l’impegno di segnalare i detenuti che intendono avvalersi dei servizi offerti, individuando un referente del progetto che seguirà adeguatamente lo svolgimento dell’iniziativa e contribuirà efficacemente alla sua buona riuscita. La Confagricoltura, invece, si è impegnata a gestire lo sportello di assistenza all’interno della struttura penitenziaria, prestare assistenza a titolo gratuito ai detenuti ed al personale in servizio presso la Casa Circondariale che ne facciano richiesta nonché prestare assistenza, sempre a titolo gratuito, alle famiglie dei detenuti, presso la propria sede sita in Via Piave n. 3 a Cosenza.

L’iniziativa avrà la durata di 12 mesi, salvo rinnovo, con decorrenza dalla data dell’approvazione del Magistrato di Sorveglianza di Cosenza Dott.ssa Paola Lucente, come prevede l’Art. 17 della Legge Penitenziaria. A tal riguardo, la Confagricoltura, dovrà comunicare in tempo utile alla Direzione Penitenziaria i nominativi delle persone individuate per l’espletamento delle attività che, parimenti, dovranno essere autorizzati dal Magistrato di Sorveglianza.

Soddisfazione per la stipula del Protocollo di Intesa tra l’Amministrazione Penitenziaria e la Confagricoltura è stata espressa dagli esponenti dei Radicali Italiani Emilio Enzo Quintieri e Valentina Anna Moretti che oltre a ringraziare il Direttore Benevento ed il Presidente Caligiuri, hanno inteso rivolgere il proprio apprezzamento per Roberto Blasi Nevone che ha seguito la vicenda e che si sta interessando anche di un altro progetto denominato “Officina Corpo e Mente” che prevede l’apertura della Palestra per i detenuti e lo svolgimento di un corso di formazione come “Istruttore di Body Building”, titolo riconosciuto dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano e che potrà essere speso all’esterno dai detenuti per lavorare nelle strutture sportive una volta espiata la pena, contribuendo alla rieducazione dei condannati ed al loro reinserimento nella società. L’attivazione dello Sportello di Patronato nel Carcere di Cosenza, dichiarano Quintieri e Moretti, è una iniziativa molto importante poiché contribuisce, in maniera concreta, a promuovere e tutelare i diritti dei detenuti. Tante volte, infatti, nell’ambito delle nostre visite ispettive abbiamo riscontrato numerosi casi di detenuti che non sapevano o avevano avuto la possibilità di chiedere l’indennità di disoccupazione, l’assegno o la pensione di invalidità civile, l’accompagnamento o altri benefici, anche perché alcune prestazioni possono essere richieste solo in forma telematica, strumento chiaramente precluso alla popolazione carceraria poiché dietro alle sbarre non ci sono né personal computer né internet.

Castrovillari, 1 milione di euro per la Casa Circondariale. I Radicali attendono ufficialità


delegazione-radicale-visitante-la-cc-di-castrovillariProbabilmente, dopo 17 anni, verranno adeguati i Reparti detentivi della Casa Circondariale di Castrovillari agli obblighi del “nuovo” Regolamento di Esecuzione Penitenziaria del 2000. Attendiamo solo la conferma ufficiale dal Dipartimento. Lo annuncia con soddisfazione Emilio Enzo Quintieri, esponente dei Radicali Italiani e capo della delegazione visitante autorizzata dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia che, lo scorso 22 settembre, ha ispezionato l’Istituto di contrada Petrosa.

La Delegazione Radicale, stante l’assenza del Direttore Maria Luisa Mendicino, è stata ricevuta dal Commissario Leonardo Gagliardi, Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria e dalla Funzionaria Giuridico Pedagogica Maria Pia Barbaro, Responsabile dell’Area Trattamentale, era composta anche da Valentina Moretti, Manuel Pisani, dalla criminologa Maria Ferraro e da Shyama Bokkory, Presidente dell’Associazione Alone Cosenza Onlus. Dopo un breve colloquio con gli Educatori che hanno informato la Delegazione illustrando, nel dettaglio, tutte le attività svolte nell’Istituto, sono stati visitati i locali per le attività trattamentali (aule scolastiche, biblioteca, cappella, cucina, sale colloquio, etc.) nonché tutti gli spazi detentivi maschili e femminili.

Al momento della visita i detenuti presenti erano 124 a fronte di una capienza di 122 posti (80 italiani, 44 stranieri, 18 donne). C’era anche un detenuto sottoposto, all’interno della sua camera detentiva, al regime della sorveglianza particolare previsto dall’Art. 14 bis dell’Ordinamento Penitenziario che impone varie limitazioni e restrizioni alcune delle quali (come quella relativa al divieto di possedere la televisione o il fornello) sono ritenute illegittime dalla Delegazione poiché non strettamente necessarie per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza interna. Inoltre, tra la popolazione detenuta, vi sono da segnalare : 20 tossicodipendenti, seguiti dal Sert dell’Asp di Castrovillari, 20 detenuti con patologie psichiatriche ed 1 con disabilità motoria. Vi sono anche 21 lavoranti alle dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria (manutenzione fabbricati, porta vitto, spesino, scopino, etc.), 2 lavoranti assunti dall’Asp di Castrovillari per la pulizia dei vari Reparti dell’Area Sanitaria (1 nell’Area Sanitaria e negli Ambulatori del Padiglione maschile ed una nel Padiglione femminile), 2 semiliberi che lavorano alle dipendenze di datori di lavoro esterni ed altri 10 lavoranti in Art. 21 (3 dei quali all’interno degli spazi detentivi e 7 all’esterno dell’intercinta).

CC CastrovillariL’attività di vigilanza sull’Istituto che è dedicato alla Vigilatrice penitenziaria calabrese Rosetta Sisca, morta coraggiosamente nel 1989 nella Casa Circondariale “Le Vallette” di Torino nel disperato tentativo di mettere in salvo alcune detenute da un vasto incendio sviluppatosi nella Sezione Femminile, è assicurata dal Magistrato di Sorveglianza di Cosenza Silvana Ferriero.

Nonostante vi siano numerosi detenuti stranieri (44), molti dei quali provenienti dalla Romania, dal Senegal, dal Marocco, dall’Egitto e dall’Albania, nell’Istituto non vi è un Mediatore Culturale. Ma anche tale problematica dovrebbe essere risolta a breve.

Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, come sostenuto dall’esponente radicale Quintieri, avrebbe assegnato alla Direzione Generale del Personale e delle Risorse del Dap 1 milione di euro per l’adeguamento dei Reparti detentivi della Casa Circondariale di Castrovillari ai dettami del Decreto del Presidente della Repubblica n. 230/2000. Con questo finanziamento, proveniente dai Fondi per l’Edilizia Penitenziaria, Programma Annuale 2017, Capitolo di Bilancio 7300, 5 Piano Gestionale, verranno ristrutturate le Sezioni e, più precisamente, le 119 camere detentive sistemandovi all’interno la doccia che, attualmente, si trova in locali comuni fatiscenti ed indecorosi, più volte denunciati dai Radicali nell’ambito delle visite ispettive effettuate negli ultimi tempi.

Nei prossimi giorni, come preventivato, saranno effettuate ulteriori ispezioni nella Casa Circondariale di Locri e nella Casa di Reclusione “Luigi Daga” di Laureana di Borrello, entrambe in Provincia di Reggio Calabria.