Cosenza, I detenuti dell’Alta Sicurezza smentiscono la lettera di un “anonimo detenuto”


La lettera recapitata nei giorni scorsi alla redazione di QuiCosenza pare non sia stata accolta di buon grado né dai detenuti né dagli operatori che lavorano nella casa circondariale di via Popilia. Con una missiva inoltrata alla direzione del carcere di Cosenza firmata dai i detenuti dell’alta sicurezza si chiede che le loro dichiarazioni, riportate di seguito, vengano pubblicate in maniera integrale. “In riferimento all’articolo pubblicato sul quotidiano QuiCosenza.it del 9 Gennaio 2018 riguardo la cena di Natale nel carcere di Cosenza e ‘l’assenza dello Stato e la forza dell’Antistato’, tutta la popolazione detenuti smentisce e prende le distanza categoricamente da quanto dichiarato da qualcuno che si nasconde nell’anonimato inventandosi e raccontando fandonie. Noi detenuti – scrivono gli ospiti dell’alta sicurezza nella lettera – non vogliamo prendere le difese di nessuno, ma far passare un messaggio altamente infangante e disprezzevole, non è da persone civili, non ha nulla a che fare con la verità. Si tratta esclusivamente di un caso isolato. Spiace che chi ha fatto pubblicare questo articolo l’abbia fatto proprio il giorno di Natale, di solito si è più buoni, prima con se stessi, poi con gli altri.

Sicuramente non è il caso di questo signore ‘anonimo’. Offende l’operato della cucina. Chi lavora all’interno dei locali adibiti a cucina, sono detenuti come tutti noi, che cercano in tutti i modi di fare del loro meglio, e sottolineiamo che nessuno si è mai lamentato o sentito male per deficienze della cucina, e nulla da dire sulle condizioni igienico-sanitarie. Ci teniamo a precisare riguardo al signor ‘anonimo’ che sottolinea ‘la settimana dell’Immacolata… la direzione del carcere non ha pensato di consegnarci le forniture ministeriali’. Innanzitutto è stato un problema tecnico nazionale che ha riguardato gli istituti penitenziari d’Italia a causa di un virus che ha colpito tutti i sistemi dei computer e non per colpa dell’amministrazione penitenziaria. Comunque la stessa ha provveduto urgentemente a consegnarci la carta igienica, stracci e detersivi per lavare nel limite delle sue possibilità. Ha fatto in modo di anticiparci dalla spesa che ogni detenuto può fare dal proprio estratto conto acqua, zucchero, caffè e sigarette.

Per quanto riguarda l’abbondanza di cibo che il famigerato anonimo dice al suo amico pakistano di aver visto sulle tavole ha dimenticato ‘di sua volontà’ che ogni detenuto può farsi fare dare dalla buca colloqui un pacco dai propri familiari di venti chili mensili e che la maggior parte di noi detenuti ha rinunciato a farsi portare capi d’abbigliamento, lenzuola, tute, ecc. per far sì che entrassero lecitamente, come da ordinamento penitenziario tutto quello che è consentito nel limite e nel rispetto di tutto e di tutti. L’anonimo dimentica ulteriormente che i detenuti tutti, dell’Alta Sicurezza e della Media Sicurezza, riguardo alla solidarietà tra detenuti hanno provveduto ad offrire e donare parte dei pasti o dei dolci tipici regionali a tutti gli stranieri che si trovano rinchiusi nella casa circondariale di Cosenza e a tutti coloro che non possono fare colloqui.

Ovvio che qualche problema accidentale possa esistere, le problematiche serie che affliggono le case circondariali o di reclusione sono di ordine pubblico e chi di competenza ne è a conoscenza. Pertanto ci auspichiamo che questo nuovo anno sia un punto di partenza per le vere e serie problematiche che affliggono le carceri italiane di cui ci riserviamo di commentarle in questa occasione. Terminiamo questa nostra breve risposta riguardo l’articolo pubblicato sul giornale QuiCosenza.it facendo gli auguri di un buon 2018 al signore non identificato e ricordiamo a tutta la direzione del carcere di Cosenza e all’opinione pubblica che leggerà questo scritto che tutti noi detenuti nulla abbiamo a che fare con le fantasie allucinanti di chi ha fatto pubblicare una lettera così falsa e deprimente”.

 

GLI ACCERTAMENTI EFFETTUATI DOPO LA PUBBLICAZIONE DELLA LETTERA

La pratica delle ‘stimanze’ non sarebbe altro che una forma di solidarietà dei detenuti nei confronti degli stranieri e degli italiani meno abbienti che a Natale è più sentita. A seguito degli accertamenti effettuati dopo la pubblicazione della lettera sul quotidiano QuiCosenza è emerso, come si evince dalle parole dei detenuti, che quest’ultimi hanno preso le distanze dall”anonimo’ dissociandosi dal contenuto dell’articolo. La distribuzione dei pasti, secondo l’esito dell’ispezione, sarebbe avvenuta seguendo le tabelle vittuali ministeriali. Nella lettera infatti l’anonimo autore ha omesso di riferire che esiste un’apposita commissione che effettua controlli sia sulla qualità sia sulle quantità dei generi vittuari distribuiti dalla ditta pugliese Guarnieri a cui la Regione Calabria ha affidato l’appalto. Della commissione cucina detenuti fanno parte sei ospiti sorteggiati tra tutti i ristretti senza distinzione di posizione giuridica con incarico mensile. Per quanto riguarda gli inconvenienti verificatisi nella settimana dell’Immacolata inerenti la mancata distribuzione dei parte del sopravvitto si riscontra che, in effetti, in quei giorni a causa di un problema che ha interessato tutti i carceri italiani non è stato possibile erogare parte del sopravvitto, ma sono stati comunque forniti i generi di prima necessità.

Contrariamente a quanto descritto nell’articolo l’occasione della socialità per le festività natalizie rappresenta una modalità per far vivere il Natale anche alle persone detenute nel rispetto dell’articolo 27 della Costituzione che prevede l’umanizzazione della pena. Durante le ricorrenze la socializzazione consiste nel consumo dei pranzi insieme tra detenuti di due o più stanze nel rispetto dei circuiti. Non vi è tanta ricchezza di portate, semmai il contrario. In più nel carcere di via Popilia risiede solo un pakistano, che non ha figli. Ogni detenuto può ricevere un pacco fino al massimo di 20 chilogrammi e dalle verifiche effettuate nessun detenuto risulta aver superato il limite consentito dalla legge.Per quanto riguarda i prezzi in generale dei generi alimentari acquistabili al sopravvitto è notorio che vi è apposita commissione (composta anche da detenuti) che vigila e verifica i prezzi di mercato all’esterno con l’ausilio dei vigili urbani. Cosa che è avvenuta anche per l’acquisto dei panettoni. Il panettone a cui si fa riferimento 1,99 euro è da 750 grammi esposto in un esercizio con funzione di prezzo civetta, mentre quello da 4 euro è da un chilo con caratteristiche analoghe a quelle praticate nella grande distribuzione tra i supermercati del circondario.

A dicembre è stato istallato un nuovo impianto per il riscaldamento della struttura e la produzione di acqua calda. Costato circa 150mila euro è stato collaudato la scorsa settimana ed i lavori hanno comportato brevi interruzioni del servizio per un massimo di due ore. Infine resta da evidenziare che il carcere di Cosenza è uno degli istituti più avanzati della Calabria sul piano della rieducazione e del trattamento dei detenuti. Numerose le attività svolte al suo interno con: magazzino per la raccolta di indumenti usati dall’esterno e la redistribuzione tra i detenuti bisognosi, due scuole superiori professionalizzanti (Alberghiero e Ragioneria), due scuole medie, una scuola elementare, 40 posti di lavoro all’interno del penitenziario a cui accedono i detenuti a rotazione, patronato per le pratiche burocratiche. biblioteca con corsi di scrittura creativa (pubblicato nel 2017 un libro con i racconti dei detenuti), cineforum con proiezione dei film usciti in sala nella penultima stagione, un incontro informativo al mese con la Lega Tumori, incontri settimanali di catechesi, sportello d’ascolto detenuti Ristorando, sport a cadenza settimanale, esercitazioni di canto, laboratori di artigianato, concerti musicali, corsi di teatro con allestimento spettacoli, incontri con dibattito sul sistema carcerario in particolare sui temi dell’ergastolo e del 41 bis e un progetto sul Folklore, tradizioni popolari usi e costumi della cultura calabrese. In più di recente alcuni agenti penitenziari hanno seguito un corso di arabo e redatto un piccolo frasario per i migranti che ancora non conoscono la lingua italiana.

Maria Teresa Improta

http://www.quicosenza.it – 22 gennaio 2018

Il Consiglio Regionale della Calabria istituisce all’unanimità il Garante dei Diritti dei Detenuti


Oggi pomeriggio, l’Assemblea del Consiglio Regionale della Calabria, con voto unanime, ha discusso ed approvato le Proposte di Legge nr. 34/10 e nr. 221/10 di iniziativa dei Consiglieri Regionali Nicola Irto (Pd) e Franco Sergio (Oliverio Presidente) confluite in un testo unificato recante l’istituzione del Garante dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale.

Dopo la relazione illustrativa fatta dal Consigliere Relatore Franco Sergio, sono intervenuti diversi Consiglieri Regionali di maggioranza ed opposizione, ciascuno dei quali ha espresso soddisfazione per la Proposta di Legge ed annunciato il voto favorevole alla stessa.

Il Consigliere Wanda Ferro (Misto) ha ringraziato il Presidente Sergio per la sensibilità dimostrata nell’affrontare una problematica così scottante. Ritenendo però necessario ampliare il raggio d’azione del Garante anche ai minori ed ai minori extracomunitari accolti nelle strutture non detentive; il consigliere Gianluca Gallo (Casa delle libertà) ha sottolineato l’importanza del testo di legge che istituisce una figura ed un punto di riferimento importante per chi versa in situazioni difficili quali sono quelle dei detenuti presso le case circondariali che risultano essere invivibili, a causa del sovraffollamento, anche per gli operatori; il consigliere Alessandro Nicolò (Forza Italia) ha sottolineato che la proposta in discussione è assolutamente necessaria e l’iniziativa lodevole evidenziando che quanto apparso sulla stampa in ordine alla situazione del Carcere di Reggio Calabria provoca sgomento per la situazione in cui versano i carcerati dal punto di vista igienico/sanitario. Importante essersi preoccupati, ma è altrettanto importante occuparsi dei soggetti sottoposti a detenzione; il consigliere Arturo Bova (Democratici Progressisti) ha inteso testimoniare sullo stato di assoluta emergenza in cui versano le carceri italiane. Ritiene importante l’essere pervenuti all’approvazione del provvedimento in modo unitario e condiviso; il consigliere Francesco Cannizzaro (Casa delle libertà) ha espresso soddisfazione per l’iniziativa. Trattasi, dichiara di una battaglia di civiltà che vede maggioranza ed opposizione uniti. Pone in evidenza il fatto che, nell’odierna seduta, solo grazie alla presenza della minoranza si può pervenire all’approvazione del provvedimento. Chiede celerità nell’espletamento degli atti per l’applicazione della stessa; il consigliere Domenico Bevacqua (Partito Democratico) ha apprezzato lo spirito costruttivo che ha caratterizzato e contribuito alla stesura ed all’imminente approvazione della proposta. Condivide la soddisfazione emersa dagli interventi prevedenti. Annuncia voto a favore. Infine il consigliere Sebastiano Romeo (Partito Democratico) ha ringraziato i proponenti per essere pervenuti alla stesura di una proposta che vede la Calabria in ritardo rispetto alla previsione di una figura quale quella del garante delle persone detenute. Concorda sulla proposta emendativa della consigliera Ferro. Ritiene quello odierno un momento storico per la Calabria e di grande sensibilità ed annuncia voto a favore.

Conclusi gli interventi dei Consiglieri Regionali, il Presidente del Consiglio Irto, ha posto in votazione gli articoli del progetto di legge regionale istitutivo del Garante dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale che, dopo alcuni emendamenti, per come proposti ed illustrati dal Consigliere Sergio, sono stati approvati all’unanimità con autorizzazione al coordinamento formale.

Erano assenti i Consiglieri Regionali Giuseppe Aieta, Domenico Battaglia, Vincenzo Ciconte, Carlo Guccione, Antonio Scalzo (Partito Democratico), Orlandino Greco e Mauro D’Acri (Oliverio Presidente), Giuseppe Gentile (Nuovo Centro Destra), Giuseppe Giudiceandrea (Democratici Progressisti), Fausto Orsomarso (Misto), Giuseppe Morrone (Forza Italia).

Siamo grati al Consiglio Regionale della Calabria di aver approvato la legge, afferma Emilio Enzo Quintieri, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani. Ora però occorre procedere subito ad avviare le procedure per la promulgazione del bando pubblico per la elezione del Garante Regionale da parte dell’Assemblea legislativa regionale.

Calabria, in Consiglio Regionale l’approvazione definitiva del Garante dei Diritti dei Detenuti


Domani pomeriggio l’Assemblea del Consiglio Regionale della Calabria, appositamente convocata dal suo Presidente Nicola Irto discuterà il testo unificato: “Istituzione del Garante Regionale dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale“, scaturito dalle Proposte di Legge n. 34/10 e 221/10 presentate, rispettivamente, dai Consiglieri Regionali Nicola Irto (Pd) e Franco Sergio (Oliverio Presidente). Quest’ultimo, Presidente della I Commissione Consiliare Affari Istituzionali, è stato designato quale Consigliere Relatore.

Il progetto di legge unificato Irto-Sergio è stato già approvato dalle Commissioni di merito cui era stato assegnato, Affari Istituzionali e Bilancio, il 20 settembre ed il 30 novembre e trasmesso in Segreteria Assemblea (con eventuali pareri) il 13 dicembre 2017. La II Commissione presieduta dal Consigliere Regionale Giuseppe Aieta (Pd) ha inteso modificare l’articolo 12 relativo alla norma finanziaria, determinando che gli oneri derivanti per l’attuazione della legge, per gli esercizi finanziari 2018 e 2019, non superino i 35.564,00 euro, autorizzando la Giunta Regionale ad effettuare le necessarie variazioni allo stato di previsione della spesa del bilancio di previsione 2017-2019, annualità 2018 e 2019 mentre per gli anni successivi si provvederà nei limiti consentiti dalle effettive disponibilità di risorse autonome per come stabilite nella legge di approvazione del bilancio di previsione della Regione.

La figura del Garante, modellata alle diverse esperienze regionali, risulta essere quella di un riferimento diretto – senza sovrapposizione e/o supplenza all’autorità giurisdizionale – per tutti coloro che si trovano privati, per ragioni di giustizia, della libertà personale. Quindi, figura di mediazione, dotata di autorevolezza istituzionale, autonoma sia rispetto all’amministrazione penitenziaria, sia rispetto all’amministrazione giudiziaria, indipendente, in grado di intervenire, di propria iniziativa ovvero su richiesta, per migliorare le condizioni detentive e per consentire, all’interno delle stesse strutture, l’esercizio dei diritti essenziali dell’uomo (vita, dignità, salute, religione, famiglia, istruzione, formazione, lavoro, risocializzazione). Un organismo in grado di vigilare ed osservare costantemente, in maniera ravvicinata e diretta, il mondo “oltre le sbarre”, che abbia la possibilità effettiva di segnalare eventuali violazioni di legge alle autorità, amministrative e giurisdizionali, competenti.
Allo stesso tempo, il Garante deve svolgere un ruolo di promozione, di stimolo e di diffusione culturale del rispetto e della tutela dei diritti delle persone che si trovano in stato detentivo e/o comunque limitativo della libertà personale.

Ogni iniziativa in grado di “umanizzare il carcere” è un contributo essenziale alla funzione risocializzante e rieducativa che la nostra Costituzione assegna alla pena, con conseguenti effetti positivi per l’individuo e per la società che anela maggiore sicurezza e coesione sociale. Proprio per rispondere alle esigenze esplicitate ed in virtù del ruolo determinante che caratterizza la Regione nei rapporti con le altre componenti istituzionali e sociali, in ossequio al principio di sussidiarietà, per la programmazione, coordinamento ed attuazione delle politiche sociali, fra tutte quelle socio-lavorative di reinserimento, è stato disegnato il progetto di legge regionale.

Durante i lavori della Commissione Affari Istituzionali, sono stati auditi, oltre a Maria Ciaccio per il Dipartimento Politiche Sociali della Regione Calabria, tanti professionisti addetti del settore (tra gli altri Emilio Enzo Quintieri dei Radicali italiani; Gianpaolo Catanzariti referente dell’Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali italiane;Agostino Siviglia Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Reggio Calabria; Caterina Arrotta direttore della Casa Circondariale di Paola ed Angela Marcello direttore della Casa di Reclusione “Luigi Daga” di Laureana di Borrello). Ognuno degli auditi ha dato il proprio contributo, migliorando notevolmente il progetto di legge regionale che, domani, salvo eventuali rinvii, l’Assemblea del Consiglio Regionale dovrebbe definitivamente approvare.

Consiglio Regionale della Calabria – Ordine del Giorno della seduta del 18/01/2018 ore 15,00 (clicca per leggere)

Calabria, Garante dei Diritti dei Detenuti, oggi ne discute la Commissione Bilancio del Consiglio Regionale


E’ convocata per questa mattina, 30 novembre, alle ore 10,30, la II Commissione Bilancio del Consiglio Regionale della Calabria presieduta dal Consigliere Regionale Giuseppe Aieta (Pd), che al 7° punto all’Ordine del Giorno prevede la discussione in merito alle Proposte di Legge n. 34/10 e 221/10 presentate, rispettivamente, dai Consiglieri Regionali Nicola Irto (Pd) e Franco Sergio (Oliverio Presidente), per la istituzione del Garante Regionale dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale della Calabria, a seguito del Testo Unico approvato dalla I Commissione durante la seduta del 20 Settembre, provvedimento trasmesso il 12 ottobre alla II Commissione per il parere finanziario a norma dell’Art. 72 del Regolamento Interno del Consiglio Regionale.

Già lo scorso 15 novembre la II Commissione era stata convocata per esprimere il parere finanziario sulla Proposta di Legge istitutiva del Garante dei Diritti dei Detenuti della Calabria ma, in apertura di seduta, il Consigliere Aieta, Presidente della II Commissione, riferiva che il Dipartimento Bilancio, con propria nota, aveva richiesto ulteriori integrazioni circa la quantificazione degli oneri. Interveniva il Consigliere Sergio, evidenziando la necessità di approvare la Proposta di Legge in esame nel più breve tempo possibile, apportando quelle modifiche che si renderanno necessarie, considerata la carenza in Calabria di una normativa specifica relativa al Garante dei Diritti delle persone detenute. Alche il Consigliere Aieta precisava che erano emerse problematiche sia nella relazione tecnico – finanziaria che va maggiormente motivata circa l’inesistenza di oneri aggiuntivi, sia su alcuni refusi contenuti nella norma finanziaria. Interveniva anche la Dott.ssa Saveria Cristiano, Dirigente del Dipartimento Bilancio della Regione Calabria che, ricordati i contenuti della Relazione annuale della Corte dei Conti sulla legislazione regionale ed in particolare le osservazioni inerenti la quantificazione degli oneri, sottolineava come la Relazione tecnico – finanziaria che attesta l’assenza di oneri aggiuntivi debba essere esaustiva al fine di non incorrere in ulteriori richiami.

Il Consigliere Sergio replicava che, la Proposta di Legge, era stata già oggetto di diversi pareri in merito alla legittimità, comunicando che avrebbe proceduto al più presto alla sua integrazione, per come richiesto, auspicando che, comunque, la Proposta venisse presentata direttamente all’esame del Consiglio ed integrata in tale sede. Ma il Consigliere Aieta, non essendoci il parere finanziario, reputava improbabile poter procedere ad un esame della Proposta direttamente in Aula di Consiglio ed anticipava che si sarebbe proceduto al più presto alla discussione in Commissione. A questo punto, il Consigliere Sergio, chiedeva la notifica delle precisazioni richieste al fine di procedere in tempi brevi ricevendo come risposta dalla Dott.ssa Cristiano, la massima collaborazione del Dipartimento Bilancio della Regione.

Per la seduta odierna, sono stati convocati il Dipartimento Bilancio, Finanze, Patrimonio e Società Partecipate della Regione Calabria e sono stati invitati il Presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto ed il Consigliere Regionale Franco Sergio, estensori delle Proposte di Legge. Speriamo che, questa volta, venga espresso il parere finanziario sulla Proposta di Legge e che venga subito iscritta all’Ordine del Giorno del prossimo Consiglio Regionale, attesa l’urgente necessità di una Autorità Garante dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale in Calabria.

Radicali e Unical in visita al Carcere di Paola. Chiesta l’istituzione del Garante dei Detenuti


Nella giornata odierna, una Delegazione di Radicali Italiani con quindici Studenti del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria accompagnati dal Prof. Mario Caterini e dal Prof. Sabato Romano, entrambi Docenti di Diritto Penale, hanno fatto ingresso nella Casa Circondariale di Paola, ove sono stati ricevuti dal Direttore dell’Istituto Dott.ssa Caterina Arrotta, dal Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria, Commissario Capo Dott.ssa Maria Molinaro e dall’Ispettore Capo Ercole Vanzillotta, Coordinatore della Sorveglianza Generale dell’Istituto.

Per i Radicali Italiani era presente Emilio Enzo Quintieri, membro del Comitato Nazionale e Valentina Anna Moretti, che unitamente al personale dell’Amministrazione Penitenziaria ha accompagnato la Delegazione visitante in tutto lo stabilimento detentivo.

Nel Carcere di Paola, al momento della visita, a fronte di una capienza di 182 posti, erano ristrette 173 persone, 79 delle quali straniere, con le seguenti posizioni giuridiche: 10 giudicabili, 13 appellanti, 21 ricorrenti e 129 definitivi tra cui 5 ergastolani. Tra i detenuti 82 sono quelli che lavorano alle dirette dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria per lavori intramurari, 1 lavorante secondo quanto previsto dall’Art. 21 dell’Ordinamento Penitenziario, 18 sono i tossicodipendenti seguiti dal Servizio per le Tossicodipendenze dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, 1 sieropositivo, 40 con problematiche psichiatriche, 1 disabile motorio e 6 affetti da epatite C. Non vi sono, invece, detenuti affetti da altre malattie infettive come la scabbia o la tubercolosi. Quanto agli “eventi critici” nel corso del 2017 si sono verificati 13 atti di autolesionismo e 2 tentati suicidi, fortunatamente sventati grazie al tempestivo intervento del personale di Polizia Penitenziaria.

La Delegazione, autorizzata dal Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Dott. Marco Del Gaudio, ha visitato tutti gli ambienti dell’Istituto, dagli Uffici alle Sezioni detentive, non riscontrando alcuna grave criticità, esprimendo un giudizio positivo sia per quanto concerne il trattamento riservato ai detenuti che per quanto attiene la gestione della struttura da parte della Direzione. Gli unici problemi rilevati e che sono stati oggetto di lamentele da parte della popolazione detenuta sono la carenza del personale della professionalità giuridico pedagogica (al momento prestano servizio soltanto 2 Educatori, di cui 1 anche a tempo parziale, a fronte di una pianta organica di 6 unità) ed il mancato riscaldamento degli spazi detentivi a causa di un guasto alle caldaie, per quest’ultimo comunque l’Amministrazione si è attivata e sono in corso i lavori per la sistemazione.

Debbo denunciare per l’ennesima volta – afferma il capo della delegazione Quintieri – che, nonostante le ripetute rassicurazioni fornitemi dai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, non è stato ancora avviato il modello operativo della sorveglianza dinamica, nemmeno nella Prima Sezione detentiva, individuata dai Tecnici del Provveditorato Regionale per la Calabria per divenire a “custodia aperta”. Mi si continua a ripetere che debbono essere realizzati dei lavori di adeguamento e che per l’esecuzione degli stessi non sono state elargite le necessarie risorse economiche da parte degli Uffici Superiori. E’ più di un anno che sto insistendo per far rivedere l’organizzazione custodiale dell’Istituto di Paola e di tanti altri calabresi. Mentre in tutta Italia, già da tempo, anche i detenuti del Circuito dell’Alta Sicurezza sono a “custodia aperta” qui in Calabria si continua a praticare la tradizionale “custodia chiusa”, anche per i detenuti comuni ed a basso indice di pericolosità. Proprio all’esito dell’ultima visita fatta la vigilia di Ferragosto ho inteso sollecitare l’Amministrazione Penitenziaria chiedendo di conoscere entro quali tempi la “custodia aperta” possa trovare concreta attuazione nella Sezione individuata nel Carcere di Paola e, se eventualmente, nel prossimo futuro, tale iniziativa possa essere estesa anche ad altre Sezioni dell’Istituto.

Colgo l’occasione, conclude l’esponente nazionale dei Radicali Italiani, per chiedere al Sindaco, alla Giunta ed al Consiglio Comunale di Paola, di istituire con urgenza il Garante dei Diritti dei Detenuti della Città di Paola così come hanno fatto tantissimi altri Comuni d’Italia sedi di Istituti Penitenziari.

Cosenza, Radicali solidali con la Polizia Penitenziaria. No alle strumentalizzazioni del Sappe


Esprimo tutta la mia solidarietà all’Assistente della Polizia Penitenziaria, che nei giorni scorsi è stato vittima di un’aggressione da parte di alcuni detenuti, mentre era in servizio in una delle Sezioni detentive del Circuito Alta Sicurezza della Casa Circondariale di Cosenza. Lo dice Emilio Enzo Quintieri, già membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e responsabile della delegazione che visita frequentemente tutti gli Istituti Penitenziari della Calabria, autorizzata dall’Ufficio del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia.

Sono venuto a conoscenza del grave evento critico tramite un comunicato diffuso dal Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria che, come al solito, oltre ad esprimere solidarietà al collega aggredito non ha perso l’occasione per strumentalizzare quanto accaduto. Non capisco il perché, nella circostanza, si debba evocare il fatto che la Casa Circondariale di Cosenza sia priva da mesi di un Comandante di Reparto titolare, prosegue l’esponente dei Radicali Italiani. Non sarebbe cambiato nulla se al posto dell’Ispettore Capo Pasquale Picarelli, attualmente Comandante di Reparto Facente Funzioni, vi fosse stato un Commissario. Sono “eventi critici” che, purtroppo, capitano in quasi tutte le realtà penitenziarie e che a Cosenza, per fortuna, da sempre hanno percentuali ridotte ai minimi termini poiché l’Istituto è gestito molto bene da tutto il personale sotto le direttive dell’ottimo Direttore Filiberto Benevento.

E’ una condotta isolata di alcuni detenuti, commessa ai danni di un Poliziotto Penitenziario che nell’ambiente è noto per essere una persona perbene e disponibile con tutti. Tant’è che tutta la popolazione detenuta appartenente ai Circuiti dell’Alta Sicurezza e della Media Sicurezza ha già inteso dissociarsi dalle azioni violente poste in essere, manifestando solidarietà e vicinanza al malcapitato Agente Penitenziario.

Infine, quanto al Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria, conclude Quintieri, è quasi un anno che manca il titolare Commissario Davide Pietro Romano ed i relativi compiti e funzioni sono egregiamente assolti, su disposizione del Direttore, da un sottufficiale di comprovata esperienza e serietà come l’Ispettore Capo Pasquale Picarelli. In ogni caso, a breve, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dovrebbe nominare un nuovo Funzionario alla guida del Reparto di Cosenza, di Rossano e di Crotone.

Cosenza, Consolo (Dap) risponde sulle criticità della Casa Circondariale sollevate dai Radicali


A seguito di una interlocuzione avviata con l’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, è stata risolta la problematica relativa alla carente assistenza psichiatrica presso l’Istituto Penitenziario di Cosenza. Infatti, con la delibera n. 72 del 5 maggio 2017, sono state incrementate le presenze dello specialista psichiatra a 25 ore settimanali, nonché gli specialisti in otorinolaringoiatria. Preciso, altresì, che l’incremento dell’assistenza specialistica ha riguardato anche la Casa Circondariale di Castrovillari e la Casa di Reclusione di Rossano, Istituti Penitenziari del distretto di competenza dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza. Successivamente alla sottoscrizione del Protocollo regionale sulla prevenzione degli atti suicidiari è stato costituito, presso il Provveditorato di Catanzaro, un gruppo di lavoro deputato a compiere tutte le necessarie attività di impulso, verifica e raccordo rivolte agli Istituti, nonché di analisi degli eventi suicidari o autolesivi che si verificano. Rispetto a questa delicata e importante tematica, si è pervenuti alla sottoscrizione di cinque Protocolli in sede locale e si è in attesa che le rimanenti strutture completino le procedure. Lo afferma Santi Consolo, il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, in risposta alla relazione dei Radicali Italiani a seguito della visita compiuta da una delegazione guidata da Emilio Enzo Quintieri e composta da Valentina Anna Moretti e Roberto Blasi Nevone presso la Casa Circondariale di Cosenza “Sergio Cosmai” con la quale erano state rappresentate diverse criticità, tra cui quella afferente al servizio di assistenza psichiatrica per i detenuti.

Quintieri, inoltre, aveva lamentato la mancanza di un Regolamento d’Istituto per la Casa Circondariale di Cosenza, come previsto dall’Ordinamento Penitenziario, invitando l’Amministrazione centrale e periferica ad attivarsi per quanto di competenza. Ed il Capo del Dipartimento, anche su questo, ha voluto rassicurare l’esponente radicale. L’iter per la redazione del Regolamento interno, prosegue Consolo, è stato avviato e si è in attesa dell’approvazione della Commissione relativa alla predisposizione delle modifiche alla bozza di Regolamento, così come formulate dal locale Provveditorato Regionale.

Per quanto concerne, invece, i colloqui a distanza tramite collegamento Skype, servizio già attivo in 17 Istituti del territorio nazionale, l’Amministrazione Penitenziaria ha rappresentato quali siano le ragioni ostative per l’attivazione del servizio anche presso il Carcere di Cosenza, come richiesto dai Radicali Italiani. In modo particolare, vengono indicate: l’assenza di spazi idonei, la mancanza di richieste da parte delle famiglie, la mancanza di personale con adeguate competenze informatiche, l’assenza di una linea di trasmissione adeguata in quanto insufficiente o sovraccarica, l’esigenza di adeguamenti tecnici per il cablaggio dei locali, la mancanza di strumentazioni per le postazioni e la mancanza di fondi per la copertura delle spese di installazione e gestione.

Infine, per quel che concerne le problematiche segnalate in ordine al ritardo nell’avvio dei lavori relativi alla realizzazione di due campi di calcetto e di una pista di atletica leggera, la Direzione dell’Istituto in argomento, conclude il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo, ha assicurato di spendere il massimo impegno per la preparazione degli adempimenti amministrativo-burocratici propedeutici all’avvio dei lavori, riferendo, al tempo stesso, in ordine a obiettive difficoltà legate agli atti di gara; a tal riguardo, allo scopo di evitare ulteriori involontari ritardi e favorire il buon esito della progettualità, la medesima Direzione ha intrapreso mirate interlocuzioni con il locale Provveditorato al fine di approfondire la questione e raggiungere in tempi brevi la risoluzione delle criticità prospettate.

Le risposte fornite dal Capo Dipartimento ci soddisfano parzialmente tiene comunque a precisare il capo della delegazione radicale Emilio Enzo Quintieri, non essendo state evase altre importanti richieste che abbiamo rappresentato, come ad esempio sugli inaccettabili ritardi nei lavori per la sistemazione dell’area verde per i colloqui all’aperto dei detenuti, progetto anche questo da tempo approvato e finanziato dalla Cassa delle Ammende nonché sulla revisione dell’organizzazione custodiale della Casa Circondariale di Cosenza poiché, allo stato, in tutte le Sezioni detentive, contrariamente a quanto avviene nel resto d’Italia, viene mantenuta la “custodia chiusa” nonostante sia realisticamente realizzabile la “custodia aperta” con piccoli interventi, finanziabili con il fondo patrimoniale a disposizione della Cassa delle Ammende. Va assolutamente superato, anche a Cosenza, il criterio di perimetrazione della vita penitenziaria all’interno della camera di pernottamento, obiettivo peraltro auspicato dalla stessa Amministrazione Penitenziaria.