Reggio Calabria, il Gip: no all’archiviazione per la morte del detenuto Jerinò. Pm indaghi


Sono passati già quattro anni ed ancora non si conoscono, con precisione, le cause della morte del sessantenne Roberto Jerinò, all’epoca ristretto presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria Arghillà, avvenuta il 23/12/2014 presso l’Ospedale Riuniti di Reggio Calabria per “insufficienza cardio-respiratoria in soggetto con gravissima ed estesa ischemia celebrale da occlusione delle arterie cerebrali posteriori e vertebrali”.

Nonostante la denuncia presentata dai familiari del detenuto ed una circostanziata Interrogazione Parlamentare a risposta in commissione (n. 5/04649 del 05/02/2014) indirizzata ai Ministri della Giustizia e della Salute Andrea Orlando e Beatrice Lorenzin presentata, nella scorsa legislatura, dall’On. Enza Bruno Bossio, Deputato del Partito Democratico, su sollecitazione di Emilio Enzo Quintieri, già Consigliere Nazionale dei Radicali Italiani.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria in persona del Sostituto Procuratore Giovanni Calamita, a seguito di quanto accaduto, aveva aperto un Procedimento Penale contro ignoti per accertare se, in ordine al decesso del Jerinò, vi fossero state responsabilità del personale dell’Amministrazione Penitenziaria o dei Sanitari Penitenziari ed Ospedalieri.

Tuttavia, solo recentemente, il Pubblico Ministero Nicola De Caria, all’esito delle indagini espletate avvalendosi anche del Medico Anatomopatologo Patrizia Napoli (che aveva eseguito esame autoptico sulla salma), aveva chiesto l’archiviazione del Procedimento, pendente contro ignoti per il reato di omicidio colposo ex Art. 589 c.p., ricevendo l’opposizione dei familiari del detenuto Jerinò, rappresentati e difesi dall’Avvocato Marzia Tassone del Foro di Catanzaro che, nei mesi precedenti, aveva depositato una puntigliosa consulenza medico legale di parte a firma Prof. Peppino Pugliese, Specialista in cardiochirurgia e malattie dell’apparato cardiovascolare e docente presso l’Università degli Studi Alma Mater di Bologna, con la quale erano stati evidenziati comportamenti gravissimi definiti “penalmente rilevanti”, ad opera del personale sanitario operante negli Istituti Penitenziari di Reggio Calabria “Panzera” ed “Arghillà” ed in quello di Paola, consistenti in condotte attive ed omissive, imperite, imprudenti e negligenti, determinanti una catena di eventi che hanno concorso a cagionare la morte di Jerinò.

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Calabria Mariarosaria Savaglio, ritenuta ammissibile l’opposizione proposta dal difensore delle persone offese, a seguito della Camera di Consiglio tenutasi il 18/12/2018, non ha accolto la richiesta di archiviazione sollecitata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria disponendo la restituzione del fascicolo per nuove indagini, fissando in 6 mesi il termine per il compimento delle medesime ex Art. 409 c. 4 c.p.p.

In particolare, secondo il Gip Savaglio, “le indagini esperite al fine di accertare se sussistano eventuali responsabilità del personale medico o del personale del carcere appaiono meritevoli di approfondimento in ordine ad eventuali condotte che si sarebbero potute tenere al fine di evitare/ritardare il decesso di Jerinò Roberto, atteso che la perizia medico legale effettuata dal consulente incaricato dal Pubblico Ministero è basata su documentazione medica solo parziale, per cui le conclusioni a cui è giunta appaiono eccessivamente generiche e non dotate di sufficiente rigore scientifico, anche alla luce di quanto riportato nelle perizie di parte effettuate dai consulenti medici di parte” ed infine “è necessario, alla luce di quanto addotto dalle consulenze tecniche di parte, sottoporre ad una nuova complessiva valutazione le circostanze che hanno portato al decesso del suddetto Jerinò Roberto e di eventuali ritardi o inerzie in relazione alla deospedalizzazione dello stesso in data 4/11/2014, alla mancata somministrazione dei farmaci salvavita necessari per mancanza di un piano terapeutico, al ritardo nell’eseguire esami clinici necessari in maniera tempestiva e in ordine al ricovero dello stesso in data 15/12/2014 nel reparto malattie infettive, piuttosto che nel reparto idoneo a trattare la vasculopatia cerebrale in atto”.

Per questi motivi, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Calabria, ha rigettato la richiesta formulata dall’Ufficio del Pubblico Ministero, poiché “appare necessario il completamento delle indagini” e, nello specifico, “1) accertare, mediante l’espletamento di nuova consulenza tecnica, da effettuare tramite consulente medico specializzato in malattie neurologiche e sulla base di tutti i documenti clinici disponibili, le eventuali responsabilità in cui sono incorsi i soggetti che avevano in cura e custodia il detenuto Jerinò Roberto; 2) effettuare tutte le eventuali indagini che il PM ritenga necessario alla luce delle risultanze di suddetto accertamento; 3) identificare gli eventuali responsabili di condotte attive o omissive.”.

Roberto Jerinò, prima di essere ristretto al Carcere di Reggio Calabria “Arghillà” (07/07/2014 – 23/12/2014), era stato detenuto presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria “Panzera” (15/12/2011 – 21/03/2013) e poi presso la Casa Circondariale di Paola (21/03/2013 – 07/07/2014).

Jerinò non stava espiando nessuna pena, si trovava sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere perché imputato per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di cocaina, aggravata dal metodo mafioso, nell’Operazione “Solare 2 – Crimine 3” della Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. In primo grado, nell’ambito del giudizio abbreviato, il Gup Distrettuale di Reggio Calabria Cinzia Barillà lo condannò a 14 anni 8 mesi di reclusione e 64.000 di multa (26/02/2013). Per lui, il processo, si concluse l’11/02/2015, pochi mesi dopo la sua morte, innanzi alla Corte di Appello di Reggio Calabria, che pronunciò il “non doversi procedere per morte del reo”.

Tra l’altro, i difensori di Roberto Jerinò, chiesero al Giudice procedente la sua scarcerazione essendo divenuto incompatibile col regime carcerario. Tale richiesta, come al solito, per ironia della sorte, venne rigettata dal Giudice proprio il giorno della sua morte. Evidentemente, come accaduto in altre analoghe occasioni, il Magistrato, non era stato ancora informato che l’imputato era deceduto.

Castrovillari, Radicali in visita al Carcere “Rosetta Sisca” per la vigilia di Natale


carcere-castrovillariGiovedì 24 dicembre, Vigilia del Santo Natale, una Delegazione dei Radicali composta da Giuseppe Candido, Rocco Ruffa, Ernesto Biondi, Claudio Scaldaferri, Emilio Enzo Quintieri e Gaetano Massenzo, effettuerà una visita alla Casa Circondariale di Castrovillari “Rosetta Sisca”.

La visita è stata autorizzata dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia guidato dal Dott. Santi Consolo grazie all’interessamento dell’Onorevole Rita Bernardini, già Segretario Nazionale dei Radicali Italiani.

L’Istituto Penitenziario di Castrovillari sito in Località Petrosa, ultimato nel 1984 ed entrato in funzione solo nel 1995, ha una capienza regolamentare di 122 posti. All’interno dello stesso, al momento, vi sono ristretti 102 detenuti (29 stranieri), tutti appartenenti al Circuito della Media Sicurezza. Vi è anche una Sezione Femminile che ospita 15 detenute.

I Radicali calabresi, oltre a far visita al Penitenziario del Pollino, effettueranno altre visite in quasi tutte le Carceri della Calabria nonché all’Istituto Penitenziario Minorile di Catanzaro. Durante le visite ai Penitenziari della Provincia di Reggio Calabria gli esponenti del Partito Radicale saranno affiancati dagli Avvocati Gianpaolo Catanzariti, Giuseppe MazzaCaterina Anna Siclari della Camera Penale di Reggio Calabria e dagli Avvocati Sabrina Mannarino e Carmine Curatolo della Camera Penale di Paola durante la visita alla Casa Circondariale di Paola sul Tirreno Cosentino.

CALENDARIO DELLE VISITE AGLI ISTITUTI PENITENZIARI DELLA CALABRIA

Giovedì 24 Dicembre 2015 ore 9,00 – Casa Circondariale di Castrovillari (Cosenza)

Delegazione visitante : Giuseppe CANDIDO, Rocco RUFFA, Ernesto BIONDI, Claudio SCALDAFERRI, Emilio Enzo QUINTIERI e Gaetano MASSENZO.

Sabato 26 Dicembre 2015 ore 9,00 – Casa Circondariale di Palmi (Reggio Calabria)

Delegazione visitante : Giuseppe CANDIDO, Rocco RUFFA, Gianpaolo CATANZARITI.

Sabato 26 Dicembre 2015 ore 14,30 – Casa Circondariale di Vibo Valentia (Vibo Valentia)

Delegazione visitante : Giuseppe CANDIDO, Rocco RUFFA.

Domenica 27 Dicembre 2015 ore 9,00 – Casa Circondariale di Reggio Calabria (Reggio Calabria)

Delegazione visitante : Giuseppe CANDIDO, Rocco RUFFA, Gianpaolo CATANZARITI, Giuseppe MAZZA, Gernando MARASCO.

Domenica 27 Dicembre 2015 ore 14,00 – Casa Circondariale di Arghillà (Reggio Calabria)

Delegazione visitante : Giuseppe CANDIDO, Rocco RUFFA, Gianpaolo CATANZARITI, Giuseppe MAZZA, Gernando MARASCO.

Martedì 29 Dicembre 2015 ore 9,00 – Casa Circondariale di Catanzaro (Catanzaro)

Delegazione visitante : Giuseppe CANDIDO, Rocco RUFFA, Antonio GIGLIO, Emilio Enzo QUINTIERI.

Martedì 29 Dicembre 2015 ore 14,00 – Istituto Penitenziario Minorile di Catanzaro (Catanzaro)

Delegazione visitante : Giuseppe CANDIDO, Rocco RUFFA, Antonio GIGLIO, Emilio Enzo QUINTIERI.

Mercoledì 30 Dicembre 2015 ore 9,00 – Casa Circondariale di Crotone (Crotone)

Delegazione visitante : Giuseppe CANDIDO, Rocco RUFFA.

Venerdì 01 Gennaio 2016 ore 9,00 – Casa Circondariale di Rossano (Cosenza)

Delegazione visitante : Giuseppe CANDIDO, Rocco RUFFA, Emilio Enzo QUINTIERI e Gaetano MASSENZO.

Sabato 02 Gennaio 2016 ore 9,00 – Casa Circondariale di Locri (Reggio Calabria)

Delegazione visitante : Giuseppe CANDIDO, Rocco RUFFA, Caterina Anna SICLARI, Gianpaolo CATANZARITI.

Domenica 03 Gennaio 2016 ore 9,00 – Casa Circondariale di Paola (Cosenza)

Delegazione visitante : Giuseppe CANDIDO, Rocco RUFFA, Ernesto BIONDI, Claudio SCALDAFERRI, Emilio Enzo QUINTIERI, Sabrina MANNARINO, Carmine CURATOLO.

Domenica 03 Gennaio 2016 ore 14,00 – Casa Circondariale di Cosenza (Cosenza)

Delegazione visitante : Giuseppe CANDIDO, Rocco RUFFA, Ernesto BIONDI, Claudio SCALDAFERRI, Emilio Enzo QUINTIERI, Gaetano MASSENZO e Valentina MORETTI.

Opg, Quintieri (Radicali) : La Calabria, come il Veneto, rischia di essere commissariata dal Governo


OPG Barcellona Pozzo di GottoE’ sempre la solita storia. Ci dobbiamo sempre distinguere in maniera negativa. Nonostante tutto il tempo avuto a disposizione la Regione Calabria non ha attivato nei tempi previsti le strutture alternative per gli internati ed ora rischiamo, come il Veneto, di venir commissariati dal Ministero della Salute. Lo afferma Emilio Quintieri, esponente dei Radicali Italiani. La chiusura ufficiale degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (Opg) sarebbe dovuta avvenire ieri 31 marzo 2015 ma, ad oggi, nessuno di questi luoghi di “estremo orrore”, come ebbe a definirli il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha chiuso i battenti come previsto dalla Legge nr. 81/14.

E la colpa è da ascrivere anche all’inerzia delle Regioni come la Calabria – prosegue Quintieri – che non avendo le Residenze per le Misure di Sicurezza (Rems) non permette la chiusura di questi vergognosi ed indecenti manicomi criminali. In particolare, nel caso specifico, l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto in Provincia di Messina ove sono internati 31 pazienti calabresi, 5 dei quali non sono stati riconosciuti idonei dalla Magistratura di Sorveglianza per essere dimessi perché ritenuti ancora “socialmente pericolosi” sulla base delle relazioni fatte dai Medici Penitenziari. La Regione Calabria aveva individuato due strutture ove ospitare i detenuti psichiatrici, una nel Comune di Santa Sofia d’Epiro in Provincia di Cosenza, la cui attivazione sarebbe prevista per il 1 luglio 2015 e l’altra nel Comune di Girifalco in Provincia di Catanzaro, in un ex Manicomio, della quale al momento si disconosce la data di presunta attivazione ed ognuna in grado di ospitare 20 internati. Per queste strutture lo Stato ha devoluto alla Regione circa 7 milioni di euro (6.572.522,28 euro) e, nello specifico, 682.522,28 euro per quella di Santa Sofia d’Epiro (con un ulteriore spesa del 5% della Regione di 35.922,23 euro) e 5.890.000,00 euro (con un ulteriore spesa del 5% della Regione di 310.000,00 euro) per quella di Girifalco. Per questi motivi, nel frattempo, la Regione Calabria, ha chiesto alle Regioni limitrofe, di poter ospitare gli internati calabresi non dimissibili. In tal modo, aggiunge l’esponente radicale, viene reso vano il principio della riforma che sancisce la territorialità della misura e della cura e quindi il superamento delle vecchie logiche manicomiali. Qualcuno considera gli internati come “pacchi postali” ma ci si dimentica che sono esseri umani ed hanno bisogno anche della vicinanza e dell’affetto dei propri familiari che, nella stragrande maggioranza dei casi, specie per questioni di natura economica, non possono raggiungere gli Istituti posti lontano dalla Calabria.

Cella OPGA confermare le dichiarazioni del radicale calabrese anche il Direttore dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto Dott. Nunziante Rosania, originario di Salerno, specializzato in criminologia clinica e in psichiatria e perfezionatosi in psicoterapia e psicanalisi “Per ora non chiudiamo perché non sapremmo dove mandare gli internati pugliesi, calabresi e lucani che non hanno strutture pronte nelle loro Regioni.” Un ulteriore problema è costituito dal fatto che l’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto non potrà più accogliere quei soggetti provenienti anche dalla Calabria che, nelle more, dovessero essere arrestati dalle Forze dell’Ordine e ritenuti incapaci di intendere e di volere da parte della Magistratura oppure quei soggetti autori di reati riconosciuti affetti da vizio parziale di mente che dopo aver terminato la pena ordinaria debbono essere internati per l’esecuzione della misura di sicurezza. “Di sicuro non potranno rientrare in Opg e io non posso mettermeli in tasca” conclude il Direttore. Ed in Calabria, prosegue Quintieri, non abbiamo nemmeno dei Reparti Penitenziari di Osservazione Psichiatrica eccetto quello, insufficiente, esistente all’interno della Casa Circondariale di Reggio Calabria. Da tempo, ne avrebbe dovuto essere aperto un altro presso la Casa Circondariale di Catanzaro ma né questo Reparto né il Centro Diagnostico Terapeutico è stato aperto e reso funzionante e non se ne comprendono i motivi determinando l’invio dei detenuti per l’osservazione psichiatrica o per la cura di altre patologie negli Istituti Penitenziari attrezzati posti fuori dalla Calabria (Livorno, Napoli Secondigliano, etc.). Ed è provato che gli allontanamenti dei detenuti dal nucleo familiare, specie nei momenti di fragilità psichica, possono risultare del tutto destabilizzanti per gli stessi e comportare atti auto ed eterolevisi anche gravi di tipo suicidiario.

Come Radicali – conclude Emilio Quintieri – chiediamo alla Regione Calabria, di attivarsi per l’apertura immediata delle strutture residenziali di Santa Sofia d’Epiro e Girifalco al fin di evitare ulteriori disagi ai cittadini calabresi pazienti/internati ed ai loro congiunti e per evitare la pessima figuraccia del commissariamento da parte del Governo affinchè provveda in via sostitutiva a dare attuazione a quanto stabilito dal Parlamento.