I Penitenziari della Calabria sono troppo affollati, manca pure il Garante Regionale dei Detenuti


Può definirsi civile un Paese che non riesce a garantire condizioni umane e dignitosi a chi si trova in carcere per scontare una pena? Domanda retorica e anche un po’ banale, ma sempre attuale in riferimento all’Italia. Il sovraffollamento delle carceri è un problema irrisolto, ciclicamente portato alla ribalta, ma mai seriamente affrontato. Un trend negativo, che tocca da vicino anche la Calabria. Secondo gli ultimi dati diffusi dal dipartimento dell’amministrazione penitenziaria – datati 30 giugno 2019 -, nelle carceri calabresi sono ospitate 2.869 persone a fronte di una capienza di 2.734 posti. In buona sostanza, nei penitenziari sono presenti 135 persone in più rispetto agli standard previsti dalle leggi. Sulle dodici case circondariali presenti in Calabria solo due sono frequentate da meno detenuti rispetto alla capienza massima: si tratta del carcere di Palmi e di quello di Vibo Valentia. Tutti gli altri penitenziari presentano numeri superiori agli standard regolamentari. Le situazioni più critiche sono quelle che riguardano le strutture di Castrovillari, Cosenza, Locri, Reggio-Arghillà e Corigliano Rossano.

Quanto alla classificazione dei detenuti, va registrato che le donne presenti nei penitenziari calabresi sono 57, mentre gli stranieri 645 (prevalentemente rumeni, marocchini, ucraini, albanesi, tunisini e nigeriani). I detenuti presentano l’attuale posizioni giuridica: 498 in attesa di primo giudizio, 330 appellanti, 165 ricorrenti, 1 internato e 1.825 condannati definitivi, 23 dei quali ammessi alla semilibertà. Se non siamo davanti a una situazione d’emergenza – con episodi di insubordinazione in costante e preoccupante aumento – , poco ci manca.

Ma chi potrebbe difendere i diritti delle persone costrette a vivere dietro le sbarre? Una figura super partes è rappresentata dal garante dei detenuti. Peccato che in Calabria questa figura non esista. Già, perché nonostante una legge approvata nel gennaio 2018 che ne prevedeva l’istituzione, il Consiglio regionale non ha provveduto alla sua individuazione. Nei mesi scorsi sembrava che qualcosa stesse per sbloccarsi dopo la pubblicazione, da parte dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, dei nomi degli idonei per ricoprire l’incarico. Tuttavia l’Aula di Palazzo Campanella non è ancora arrivata a una designazione. In caso di inadempienze è possibile che il presidente del Consiglio, Nicola Irto, decida di attivare i poteri sostitutivi che la legge gli riconosce e accelerare i tempi. In più di un’occasione lo stesso Irto ha ribadito l’importanza della nomina del garante: «Non una poltrona per la politica, ma una figura di altissimo profilo e particolarmente strategica per il nostro territorio». Ma oltre alle buone intenzioni, nulla. E non ha sortito effetti, almeno fino ad oggi, nemmeno la diffida scritta inviata sempre alla presidenza del Consiglio regionale da Emilio Quintieri, attivista dei Radicali e da anni studioso delle condizioni di chi vive e lavora nelle carceri calabresi. «Senza riscontri positivi – annuncia Quintieri – sarò costretto a portare la vicenda all’attenzione dell’autorità giudiziaria». Chissà che non si riveli decisivo l’appello lanciato nei giorni scorsi dal Garante nazionale dei detenuti, Mauro Palma, che in visita in Calabria, ha sottolineato la necessità di procedere in maniera rapida all’individuazione del responsabile regionale dei diritti dei detenuti.

Antonio Ricchio

Gazzetta del Sud, 15/07/2019

Vibo Valentia: il Carcere apre le porte ai figli dei detenuti. Domani festa nell’area verde


Anche la casa circondariale vibonese, in collaborazione con Libera e Sbv, aderisce alla campagna di sensibilizzazione europea “Non un mio crimine ma una mia condanna”. “Non un mio crimine, ma una mia condanna” è il grido dei 100.000 bambini che ogni giorno entrano nelle 213 carceri italiane per incontrare il proprio papà o la propria mamma detenuti.

Ogni giorno varcano il portone degli Istituti Penitenziari per incontrare il proprio genitore, per mantenere il legame affettivo fondamentale per crescere; sono emarginati a scuola, nel quartiere dove vivono, nel gruppo sociale di appartenenza poiché sono figli di genitori detenuti.

L’associazione Bambinisenzasbarre da 13 anni si occupa di questi bambini, ne accoglie 10.000 nei suoi “Spazi gialli” e difende il diritto di avere l’affetto dei propri genitori durante la detenzione; promuove il mantenimento della relazione figlio-genitore durante la detenzione e tenta di sensibilizzare la società civile perché si faccia carico dei diritti umani, sanciti dalle convenzioni internazionali, in favore dei minori separati dai propri genitori detenuti, affinché il diritto alla genitorialità venga garantito, culturalmente assimilato e reso parte del sistema valoriale.

Quest’anno anche la Casa Circondariale di Vibo Valentia, grazie alla lungimiranza del direttore Angela Marcello, all’impegno di Chiara La Cava (responsabile area educativa) e del comandante Domenico Montauro, ed alla collaborazione del Sistema bibliotecario vibonese e di Libera Vibo Valentia, aderirà alla campagna di sensibilizzazione europea “Non un mio crimine, ma una mia condanna”, riconoscendo la valenza trattamentale dell’iniziativa a sostegno delle relazioni familiari.

Nella mattinata di domani, martedì 25 giugno, presso l'”Area verde” dell’istituto attrezzata per l’occasione, si svolgerà un momento di festa, di incontro tra genitori detenuti ed i loro figli, proprio per rimarcare il diritto dei bambini di frequentare i loro papà e sottolineare il concetto che la carcerazione interrompe molti aspetti della vita, ma non dovrebbe mai interrompere il legame figlio-genitore; ad animare l’evento, alcune volontarie di Libera Vibo Valentia e delle animatrici professioniste, che intratterranno con tanti giochi e sorprese i più piccoli; ci sarà spazio anche per le letture ad alta voce, condotte da Anna Caruso e Katia Rosi del Sistema bibliotecario vibonese.

Inoltre, in occasione dell’iniziativa, il polo culturale vibonese diretto da Gilberto Floriani regalerà ad ogni bambino una copia del libro “Mago Mantello” di Francesco Domenico Giannino; l’autore, tra i fondatori dell’organizzazione di volontariato Compagnia del Mantello, unendo la sua esperienza di maestro alla sua attività di volontario ospedaliero ha deciso di portare il suo simpatico Mago dove c’è più bisogno di sorridere, ossia nei reparti di oncologia, nelle carceri, nelle ludoteche dei reparti pediatrici, dando vita ad un vero e proprio progetto nazionale. Le oltre 100 copie di “Mago Mantello” donate lo scorso maggio dalla Compagnia ai bambini calabresi saranno consegnate dal Sbv, oltre che ai figli di detenuti e a tutti i bambini del comune di Limbadi.

http://www.ilvibonese.it, 24 giugno 2019

Calabria, Elezione del Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti, lunedì la votazione in Consiglio


Mi auguro che, questa volta, non si rinvii ulteriormente l’elezione del Garante Regionale dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale, prevista per lunedì pomeriggio all’ottavo punto all’ordine del giorno del Consiglio Regionale della Calabria. Non è possibile che la Regione Calabria possa essere ancora priva di una Autorità non giurisdizionale preposta alla salvaguardia e promozione dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Tra l’altro, contrariamente a tutte le altre Regioni d’Italia, non esistono neanche Garanti Comunali o Provinciali su tutto il territorio regionale, fatta eccezione per i Garanti nominati dai Comuni di Reggio Calabria e Crotone. Lo sostiene Emilio Enzo Quintieri, già Consigliere Nazionale di Radicali Italiani e candidato a Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti della Calabria il quale, nei prossimi giorni, in occasione delle festività pasquali, farà visita agli Istituti Penitenziari di Vibo Valentia, Paola, Rossano, Cosenza, Castrovillari e Locri, grazie all’autorizzazione concessagli dal Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia Lina Di Domenico

Nella nostra Regione vi sono dodici Istituti per adulti in cui, a fronte di una capienza regolamentare di 2.734 posti, attualmente sono ristrette 2.882 persone (58 donne), dei quali 667 stranieri (prevalentemente rumeni, albanesi, ucraini, marocchini, tunisini e nigeriani) e 24 semiliberi. 600 sono in attesa di primo giudizio, 263 appellanti, 179 ricorrenti, 51 misti e 1.787 condannati definitivi. Per quanto riguarda il sistema penitenziario minorile – prosegue Quintieri – vi è un Istituto Penitenziario per i Minorenni (24 presenti di cui 15 giovani adulti), un Centro di Prima Accoglienza ed una Comunità Ministeriale per Minori a Catanzaro (9 presenti) ed una Comunità Ministeriale per Minori a Reggio Calabria (6 presenti). Vi sono altre 5 Comunità private per Minori in tutta la Regione (14 presenti).

Vi è, altresì, una sola Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (Rems) a Santa Sofia d’Epiro in Provincia di Cosenza, gestita dal Centro di Solidarietà “Il Delfino”, Società Cooperativa Sociale Onlus in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, che ospita 21 persone, 9 dei quali in misura di sicurezza definitiva e 12 in misura di sicurezza provvisoria. Non è stata ancora attivata la Rems di Girifalco in Provincia di Catanzaro, nonostante da tempo, per tale struttura, siano stati elargiti oltre 6 milioni di euro dallo Stato. Per questo motivo, allo stato, 67 persone alle quali l’Autorità Giudiziaria ha applicato una misura di sicurezza personale, sono in “lista di attesa” per essere ricoverate causa l’indisponibilità di posto letto e ciò è gravissimo poiché si tratta di soggetti con gravi problemi psichiatrici, pericolosi per la sicurezza pubblica.

Tutte le strutture carcerarie calabresi sono sovraffollate (affollamento regionale del 109%): a Castrovillari sono ristretti 165 detenuti (22 donne e 49 stranieri) per una capienza di 122 posti (affollamento del 135,2%); a Cosenza 262 detenuti (60 stranieri) per 218 posti (affollamento del 120,2%); a Paola 218 detenuti (100 stranieri) per 182 posti (affollamento del 119,8%); a Rossano 301 detenuti (68 stranieri) per 263 posti (affollamento del 114,4%); a Catanzaro 674 detenuti (177 stranieri) per 683 posti (affollamento del 98,7%); a Crotone 125 detenuti (54 stranieri) per 109 posti (affollamento del 114,7%); a Laureana di Borrello 46 detenuti (14 stranieri) per 35 posti (affollamento del 131,4%); a Locri 99 detenuti (23 stranieri) per 89 posti (affollamento del 111,2%); a Palmi 72 detenuti (3 stranieri) per 138 posti (affollamento del 52,2%); a Reggio Calabria “Arghillà” 378 detenuti (58 stranieri) per 302 posti (affollamento del 125,2%); a Reggio Calabria “Panzera” 227 detenuti (36 donne e 14 stranieri) per 186 posti (affollamento del 122,0%) ed a Vibo Valentia 315 detenuti (47 stranieri) per 407 posti (affollamento del 77,4%).

Gravemente carente anche il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria addetto alla vigilanza, alla osservazione, alla traduzione ed al piantonamento dei detenuti: a fronte di una pianta organica che prevede 1.991 unità, sono presenti in servizio solo 1.470 tra Agenti, Assistenti, Sovrintendenti, Ispettori e Commissari con un deficit di 521 unità. Non va meglio per quanto concerne i Funzionari Giuridico Pedagogici: nella pianta organica sono previsti 66 educatori ed invece ne sono in servizio appena 44.

Mancano pure i Dirigenti Penitenziari per alcuni Istituti – continua il candidato Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti – e qualcuno di loro, ormai da tempo, si occupa “in missione” di altri Istituti con tutto ciò che ne consegue in termini di gestione e conduzione degli stessi: ad esempio manca il Direttore alla Casa di Reclusione a Custodia Attenuata di Laureana di Borrello ed alla Casa di Reclusione di Rossano – che sono le due uniche Case di Reclusione in Calabria – Istituti importanti e complessi che necessitano di un Dirigente a tempo pieno per ottenere risultati concreti e non di una reggenza a singhiozzo ed a scavalco. Anche per cercare di risolvere tutti questi problemi occorre che il Consiglio Regionale della Calabria elegga subito il Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti.

Spero che, per la elezione del Garante Regionale, conclude l’ex Consigliere Nazionale di Radicali Italiani Emilio Enzo Quintieri, non si debba arrivare al terzo scrutinio ove occorre la maggioranza semplice dei Consiglieri Regionali assegnati. Infatti, in prima e seconda votazione, proprio per la importanza che riveste il Garante Regionale, per eleggerlo è necessaria la maggioranza qualificata dei due terzi dei membri del Consiglio.

Visita dei Radicali al Carcere di Vibo Valentia, domani ispezione al “Salsone” di Palmi


Casa Circondariale di Vibo ValentiaProsegue l’attività ispettiva dei Radicali Italiani nelle strutture penitenziarie della Calabria. Nella giornata di ieri una delegazione composta da Emilio Enzo Quintieri e Valentina Moretti, ha fatto visita alla Casa Circondariale di Vibo Valentia ove è stata accolta dal Direttore Mario Antonio Galati e dal Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria Commissario Domenico Montauro. Nel complesso penitenziario vibonese, a fronte di una capienza regolamentare di 407 posti, erano ristrette 355 persone detenute, 59 delle quali di nazionalità straniera.

Dopo un lungo colloquio col Direttore Galati e col Comandante Montauro, gli esponenti del Movimento Radicale, si sono recati all’interno degli spazi detentivi per accertare le condizioni di detenzione, visitando tutti i detenuti appartenenti ai Circuiti dell’Alta e della Media Sicurezza presenti in Istituto. Nel corso della visita sono state diverse le lamentele provenienti dai ristretti, più che altro afferenti problematiche di natura sanitaria come il mancato rilascio, in tempi ragionevoli, del proprio diario clinico oppure la mancata effettuazione di visite specialistiche intra ed extra moenia dai medici dell’Azienda Sanitaria Provinciale.

Altre rimostranze della popolazione detenuta hanno riguardato la gestione e conduzione dell’Istituto da parte del Direttore e del Comandante ritenuta particolarmente “rigida”, rappresentando che, per tale motivo, hanno compiuto una manifestazione di protesta collettiva. Sul punto, la delegazione, dopo aver assunto informazioni ed ascoltato anche le risposte dei vertici dell’Istituto, effettuerà degli approfondimenti e relazionerà al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo, al Provveditore Regionale Reggente per la Calabria Cinzia Calandrino, al Magistrato di Sorveglianza di Catanzaro Giuseppe Neri ed al Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti Mauro Palma.

Per quanto riferito, ci sarebbero ancora problemi per la scarsità d’acqua, calda e fredda, che comporta seri disagi a tutti i detenuti. Prossimamente, grazie ad un finanziamento concesso dal Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, verrà sistemato l’impianto che produce l’acqua calda e le relative condotture. Inoltre, a breve, verrà aperta l’area verde esterna per i colloqui dei detenuti con i bambini o le persone anziane, realizzata grazie ad un finanziamento della Cassa delle Ammende. Alla realizzazione dell’opera hanno contribuito anche i detenuti della Casa di Reclusione “Luigi Daga” di Laureana di Borrello, recentemente convertita ad Istituto a Custodia Attenuata. La Direzione di Vibo Valentia, infine, si sta attivando per individuare uno spazio da destinare a palestra per lo svolgimento di attività sportiva.

Domani, venerdì 23 dicembre alle ore 16, una delegazione composta oltre da Quintieri e Moretti anche dagli Avvocati Nicola Galati del Foro di Palmi e Sebastiano Brancati del Foro di Locri, farà visita alla Casa Circondariale “Filippo Salsone” di Palmi, guidata dal Direttore Romolo Pani e dal Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria Commissario Paolo Cugliari. Sabato 24 e domenica 25 i Radicali Italiani proseguiranno con le visite alle Carceri di Paola e di Cosenza.

Radicali: in Calabria 7 carceri su 12 sono sovraffollate. Ai primi posti Reggio Calabria, Cosenza e Paola


delegazione-radicaleAnche quest’anno, come da tradizione, durante le prossime festività visiteremo con attenzione gran parte degli Istituti Penitenziari della Calabria. Mercoledì 21 inizieremo dalla Casa Circondariale di Vibo Valentia, venerdì 23 saremo a Palmi, sabato 24 a Paola, domenica 25 a Cosenza, martedì 27 a Castrovillari, venerdì 30 a Catanzaro e sabato 31 alla Casa di Reclusione di Rossano. Lo dichiara Emilio Enzo Quintieri, già membro del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani, a capo delle delegazioni visitanti autorizzate dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia.

Attualmente, nei 12 Istituti Penitenziari della Calabria, a fronte di una capienza regolamentare di 2.661 posti, sono ristretti 2.702 detenuti (43 donne), 542 dei quali sono di nazionalità straniera (20.06%). 25 sono i semiliberi, 1 dei quali straniero. Quindi, apparentemente, vi sarebbero soltanto 41 detenuti in esubero. Ma non è proprio così poiché, dalla capienza generale regionale, bisogna togliere altri 223 posti che non sono disponibili ed utilizzabili. Per cui, allo stato, sono 264 i detenuti in eccesso e quelli che sono coinvolti nel sovraffollamento, cioè quelli che sono ristretti in carceri sovraffollate, sono 1.637, quindi il 60,58% del totale dei detenuti presenti. L’indice di affollamento è del 101.54%.

Oltre la metà delle nostre Carceri  e per la precisione 7 su 12 sono sovraffollate. Al primo posto c’è la Casa Circondariale “Giuseppe Panzera” di Reggio Calabria col 140,76% di sovraffollamento (capienza 184, detenuti presenti 259, 75 in esubero); a seguire la Casa Circondariale “Sergio Cosmai” di Cosenza col 131,19% (capienza 218, detenuti presenti 286, 68 in esubero); la Casa Circondariale di Paola col 125,82% (capienza 182, detenuti presenti 229, 47 in esubero); la Casa Circondariale “Filippo Salsone” di Palmi col 123,68% (capienza 152, detenuti presenti 188, 36 in esubero); la Casa Circondariale di Arghillà di Reggio Calabria col 109,06% (capienza 302, detenuti presenti 331, 29 in esubero); la Casa Circondariale di Crotone col 104,17% (capienza 120, detenuti presenti 125, 5 in esubero) e la Casa di Reclusione di Rossano col 101,86% (capienza 215, detenuti presenti 219, 4 in esubero). Negli altri 5 penitenziari calabresi (CC di Locri, Castrovillari, Vibo Valentia, Catanzaro e C.R. di Laureana di Borrello) non vi sono problemi di sovraffollamento.

Ma non è solo il sovraffollamento il problema che affligge il sistema penitenziario regionale perché a questo deve aggiungersi anche la gravissima carenza di personale del Corpo di Polizia Penitenziaria che oltre a limitare fortemente le attività trattamentali intramurali comporta anche rilevanti problemi di gestione degli Istituti. Rispetto ad una pianta organica, divisa per ruoli, che prevede 1.441 unità di Polizia Penitenziaria, sono effettivamente in servizio 1.398 unità. Anche in questo caso, apparentemente, la carenza di organico (43 unità) sarebbe del tutto irrisoria ed invece tale problematica è molto più importante, grave e complessa. Infatti, mancano 11 Commissari, 74 Ispettori e 93 Sovrintendenti. Ci troviamo solo 43 unità mancanti perché vi sono in servizio 135 unità del ruolo Agenti/Assistenti rispetto a quelli previsti dalla pianta organica che distorcono quella che è la statistica “reale”.

Fatto ancora più grave, degno di nota, è che in Calabria, da oltre 6 anni, manca il Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria. Dopo il suicidio di Paolo Quattrone, il Ministro della Giustizia che procede su proposta del Capo dell’Amministrazione Penitenziaria, non ha più nominato un Dirigente Generale in pianta stabile a capo del Provveditorato calabrese. Attualmente, la reggenza del Provveditorato per la Calabria con sede in Catanzaro, è stata assegnata alla Dott.ssa Cinzia Calandrino, che ricopre l’incarico di Provveditore Regionale per il Lazio, l’Abruzzo ed il Molise.

All’esito delle ispezioni, oltre a relazionare in merito al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, alla Magistratura di Sorveglianza competente ed al Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti presso il Ministero della Giustizia, solleciteremo anche la presentazione di una dettagliata Interrogazione Parlamentare sul “Caso Calabria” al Governo Gentiloni affinché vengano presi gli opportuni provvedimenti per risolvere le gravi problematiche che affliggono il sistema penitenziario calabrese.

Le Delegazioni visitanti, autorizzate dal Direttore Generale dei Detenuti e del Trattamento dell’Amministrazione Penitenziaria Roberto Calogero Piscitello, su disposizione del Capo del Dipartimento Santi Consolo, oltre da Quintieri, saranno composte da Valentina Moretti, Maria Ferraro, Ercole Blasi Nevone, Manuel Pisani, Annabianca Iero e dagli Avvocati Sebastiano Brancati del Foro di Locri, Nicola Galati del Foro di Palmi e Carmine Curatolo del Foro di Paola.

Match di calcio per sostegno alla campagna “Bambini senza sbarre” al Carcere di Vibo Valentia


bambinisenzasbarre-partita-san-vittore-milano-500x375Si terrà il prossimo 12 dicembre, in contemporanea con altri 40 istituti di pena, un match di calcio a sostegno della campagna contro la discriminazione dei bambini con genitori in carcere. Un match di calcio per sostenere la campagna sui diritti dei bambini figli di detenuti: la casa circondariale di Vibo Valentia parteciperà il prossimo 12 Dicembre, alle ore 09.30, alla seconda edizione della partita di calcio di “Bambini senza sbarre”.
I detenuti con e senza figli si sfideranno per dare voce e visibilità ai bambini – oltre 100mila ogni anno in Italia – che hanno un genitore recluso, per sensibilizzare istituzioni, sistema carcerario, media e opinione pubblica affinché non vengano emarginati solo perché figli di detenuti. L’adesione è altissima: si gioca a dicembre in tutte le regioni italiane. I calciatori scenderanno in campo con la maglietta di “Bambinisenzasbarre”, azzurra e gialla come i colori dell’associazione e con la scritta “I diritti dei grandi iniziano dai diritti dei bambini”. Le famiglie potranno assistere alle partite, e i bambini tifare per il loro papà in campo. In totale si giocherà in circa 40 istituti penitenziari, a partecipare saranno oltre 400 persone detenute.

La “Partita di calcio Bambinisenzasbarre” fa parte delle iniziative all’interno della Campagna nazionale di sensibilizzazione “Non un mio crimine, ma una mia condanna. I diritti dei grandi iniziano dai diritti dei bambini”, per promuovere dal 20 novembre al 20 dicembre la “Carta dei figli dei detenuti” rinnovata lo scorso settembre dal ministro Orlando, dalla Garante dell’Infanzia Albano e da “Bambinisenzasbarre” e per portare all’attenzione il tema dei 100mila bambini che entrano ogni giorno in carcere per mantenere il legame con i propri genitori, e che oggi vedono riconosciuti i propri bisogni trasformati in diritti.

L’Italia è la prima in Europa ad avere un documento che impegna il sistema istituzionale del nostro Paese e la società civile a confrontarsi con la presenza in visita del bambino in carcere, e con il peso che la detenzione del proprio genitore comporta.
L’esperienza della Carta dei figli dei detenuti ha portato l’Italia a essere capofila a livello internazionale. L’intergruppo del Parlamento europeo per i diritti dell’infanzia ha deciso di proporre formalmente che la Carta dei figli dei detenuti italiana sia adottata da tutti i Paesi dell’Unione Europea. In queste settimane i deputati del Parlamento europeo stanno raccogliendo le firme necessarie alla Dichiarazione scritta n. 84, per avviare l’iter di adozione della Carta italiana.

ilvibonese.it, 9 dicembre 2016

Ispezione dei Radicali al Carcere di Vibo Valentia. Domani visita a Crotone


CC Vibo ValentiaIeri pomeriggio una delegazione dei Radicali, giusta autorizzazione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, ha fatto una visita ispettiva alla Casa Circondariale di Vibo Valentia. La delegazione, guidata da Emilio Enzo Quintieri, già membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, è stata accolta dal Direttore dell’Istituto Mario Antonio Galati e dal Commissario Domenico Montauro, Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria. Della delegazione facevano parte anche Valentina Moretti, esponente dei Radicali Italiani, Shyama Bokkory, Presidente dell’Associazione Alone Cosenza Onlus e Mediatrice Culturale e Sandro D’Agostino, Avvocato, Presidente del Consiglio Comunale e Segretario del Pd di Tropea.

Il Carcere vibonese, che era stato già visitato dal radicale Quintieri, nel mese di ottobre 2014, unitamente al Senatore della Repubblica Enrico Buemi del Partito Socialista Italiano, si compone di due padiglioni detentivi, rispettivamente di due e tre piani, con gli uffici e gli spazi comuni ubicati nella parte centrale del corridoio a piano terra.

Al momento della visita, nella struttura penitenziaria, a fronte di una capienza regolamentare di 396 posti, vi erano ristrette 380 persone aventi le seguenti posizioni giuridiche : 160 condannati, 91 in attesa di primo giudizio, 79 appellanti, 30 ricorrenti e 20 con posizione mista. I detenuti “comuni”, appartenenti al Circuito della Media Sicurezza sono 139 mentre quelli appartenenti all’Alta Sicurezza e, nello specifico, al sottocircuito “AS3” (criminalità organizzata) sono 241. Gli stranieri sono 37, quasi tutti detenuti per reati comuni. Pochi i tossicodipendenti (13) e pochissimi (2) quelli in terapia metadonica. Solo 57 detenuti hanno la possibilità, con rotazione trimestrale, di poter lavorare alle dirette dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria. Potrebbero essere impiegati altri 4 detenuti ai sensi dell’Art. 21 per attività di manutenzione all’esterno degli spazi detentivi ma a Vibo Valentia non ci sono detenuti che possiedano i requisiti previsti. Per tale motivo, sono stati fatti anche degli interpelli agli altri Istituti Penitenziari, per verificare se ci fosse qualche detenuto interessato ad essere trasferito a Vibo Valentia per essere impiegato in tale attività. Ma nessuno ha presentato la domanda. Quindi, stante l’urgenza di effettuare alcuni lavori esterni, saranno impiegati alcuni detenuti assegnati alla Casa di Reclusione di Laureana di Borrello (Reggio Calabria).

Tra la popolazione detenuta la delegazione, tramite le informazioni fornite, ha rilevato la presenza di detenuti sieropositivi (1), affetti da epatite C (3) e da patologie psichiatriche (11). Non sono stati segnalati detenuti affetti da malattie infettive (tubercolosi, scabbia, etc.) e con problematiche di disabilità motoria.

Recentemente, a causa di sfollamenti da altre Istituti, sono aumentati i detenuti che risiedono fuori dalla Regione Calabria, più che altro appartenenti al circuito dell’Alta Sicurezza (sono 123 i detenuti “non calabresi”, 39 appartenenti alla Media Sicurezza e 84 all’Alta Sicurezza). 210 sono i detenuti che fanno regolarmente i colloqui con i propri familiari (70 della Media Sicurezza e 140 dell’Alta Sicurezza). A breve, per alcuni detenuti, sarà possibile effettuare i colloqui all’aperto nell’area verde che è in fase di ristrutturazione grazie ad un progetto approvato e finanziato dalla Cassa delle Ammende.

La Casa Circondariale di Vibo Valentia viene frequentemente visitata anche dal Magistrato di Sorveglianza di Catanzaro che tiene udienze con i detenuti e visita anche le loro celle così come prevede l’Ordinamento Penitenziario. A tal proposito l’ultima visita è stata effettuata il 23/03/2016.

Delegazione CC Vibo ValentiaLa delegazione visitante ha accertato che l’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia non effettua con regolarità le ispezioni igienico – sanitarie all’interno dell’Istituto Penitenziario. Ed infatti, l’ultima ispezione, risulta sia stata effettuata il 16/10/2014 mentre l’Ordinamento Penitenziario prevede che ne venga fatta una ogni semestre.

I detenuti hanno lamentato alcune problematiche alla delegazione che le ha immediatamente girate al Direttore Galati ed al Commissario Montauro, sollecitando interventi risolutori. Tanti detenuti dell’Alta Sicurezza hanno protestato per le recenti disposizioni del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria che prevedono l’aggiunta nei cubicoli della terza branda e nei camerotti della sesta. Numerosi hanno protestato e chiesto di essere sentiti con urgenza dal Magistrato di Sorveglianza.

Nel frattempo, una delle problematiche che era stata segnalata ad altra delegazione radicale, nel corso di una precedente visita ispettiva, è stata risolta. I detenuti avevano segnalato l’eccessivo costo delle telefonate : 90 centesimi al minuto contro gli 11 centesimi pagati in altri Istituti. Il Direttore Galati ha riferito che, all’esito di alcuni accertamenti, le doglianze dei detenuti erano fondate, per cui la spesa per le telefonate è stata adeguata e, probabilmente, si cercherà di restituire i soldi spesi in più dagli stessi.

Per quanto riguarda il personale di Polizia Penitenziaria, 146 sono quelli effettivamente in servizio e 22 quelli impiegati nel Nucleo Traduzioni e Piantonamenti. Altra nota dolente da segnalare è che l’Istituto di Vibo Valentia dovrebbe avere 9 Educatori ed invece ne dispone soltanto 4. Sia la carenza del personale di Polizia Penitenziaria che della professionalità giuridico pedagogica si ripercuote, negativamente, anche sui detenuti.

Domani pomeriggio, alle ore 14,00, la delegazione radicale guidata da Quintieri, si recherà per una visita ispettiva presso la Casa Circondariale di Crotone. Mercoledì pomeriggio, durante i solenni festeggiamenti di San Francesco di Paola, i Radicali visiteranno la Casa Circondariale di Paola ove, nella notte, è deceduto in condizioni “poco chiare” un detenuto calabrese, prossimo alla scarcerazione per fine pena.