Corigliano Rossano, organizzato torneo di calcio a 7 tra detenuti con l’Associazione Italiana Arbitri di Rossano


Nella Casa di Reclusione di Rossano, sita nella Città di Corigliano Rossano, grazie ad un Protocollo di Intesa stipulato tra la Direzione dell’Istituto rappresentata dal Dirigente Penitenziario Dott.ssa Maria Luisa Mendicino e l’Associazione Italiana Arbitri, Sezione di Rossano, rappresentata dal Presidente Dott. Francesco Filomia, sarà realizzato un importante progetto, promosso dall’Amministrazione Penitenziaria, denominato “Un calcio … all’indifferenza”, basato sulla integrazione sportiva, e che darà vita ad un torneo di calcio a 7 tra i detenuti, formato da 6 squadre, tutte appartenenti, per ovvie ragioni, allo stesso circuito detentivo.

Oltre all’organizzazione del torneo di calcio, il progetto, prevede anche delle giornate formative sul Regolamento del Gioco Calcio, finalizzato alla diffusione della cultura del rispetto delle regole dei soggetti che si trovano in espiazione di pena. In tale ambito di attività sono previste una serie di iniziative che coinvolgono i detenuti in un percorso di sensibilizzazione alla cultura del rispetto delle regole, individuando un valido strumento per acquisire consapevolezza del dovere sociale e trasmettere alla comunità un messaggio di legalità e rispetto di norme e regole, imprescindibile e necessario per il percorso di reintegrazione sociale cui la pena deve tendere, in ossequio al dettato costituzionale.

La Sezione di Rossano dell’Associazione Italiana Arbitri, dimostratasi sensibile alla tematica, collaborerà con l’Amministrazione Penitenziaria per l’attuazione del progetto, sia assicurando, a titolo gratuito, la presenza dei propri Arbitri per dirigere tutte le partite di calcio del torneo di calcio a 7 che si disputeranno nel Campo Sportivo della Casa di Reclusione di Rossano, sia coordinando le giornate formative relative al Regolamento del Gioco Calcio.

Sono soddisfatto per questa ennesima iniziativa realizzata nella Casa di Reclusione di Rossano, dichiara Emilio Enzo Quintieri, già Consigliere Nazionale dei Radicali Italiani. Da diversi anni sto sollecitando l’Amministrazione Penitenziaria per il rifacimento del Campo Sportivo dell’Istituto ma, nonostante le rassicurazioni pervenute, non è stato fatto alcunché. Solo recentemente, a seguito della mia insistenza, per quanto mi è stato comunicato, la Direzione dell’Istituto, ha trasmesso alla Cassa delle Ammende del Ministero della Giustizia, per il tramite degli Uffici Superiori, un progetto per il rifacimento del terreno di gioco. Speriamo che tale progetto venga al più presto approvato e si proceda al miglioramento del campo sportivo come già fatto presso gli altri Istituti di Paola, Castrovillari e Cosenza.

Corigliano Rossano, i Radicali ringraziano i Consiglieri per la proposta di istituzione del Garante dei Diritti dei Detenuti


Sono grato ai Consiglieri Comunali Francesco Madeo, Rosellina Madeo, Gino Promenzio e Aldo Zagarese, per essere stati sensibili ed aver ufficialmente presentato la proposta di istituzione del Garante dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale della Città di Corigliano Rossano, nel cui territorio ha sede uno degli Istituti Penitenziari più importanti della Regione Calabria. Nel contempo auspico che il Sindaco Flavio Stasi e l’Assessore Roberta Novellis, a cui mi sono rivolto più volte in questi mesi, sostengano la proposta in modo tale che si giunga, nel più breve tempo possibile, alla istituzione dell’Autorità Garante. Lo dichiara Emilio Enzo Quintieri, già Consigliere Nazionale di Radicali Italiani, esperto di diritto penitenziario e promotore della Legge Regionale che nel 2018 ha istituito anche in Calabria il Garante Regionale dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Nella giornata di ieri, infatti, i Consiglieri Comunali, hanno depositato la proposta ufficiale al Presidente della Commissione Affari Generali Domenico Rotondo, al Presidente del Consiglio Marinella Grillo ed al Sindaco Flavio Stasi.

Attualmente, nella Casa di Reclusione di Rossano, a fronte di una capienza di 263 posti, sono presenti 293 detenuti (indice di affollamento del 111%), 53 dei quali stranieri (prevalentemente albanesi, marocchini, rumeni, tunisini ed ucraini), con le seguenti posizioni giuridiche: 6 giudicabili, 4 appellanti, 15 ricorrenti e 268 definitivi di cui 38 ergastolani. La maggior parte dei detenuti (204 su 293) appartiene al Circuito dell’Alta Sicurezza (tra questi anche 18 detenuti imputati o condannati per terrorismo internazionale di matrice islamica) mentre 89 sono quelli che appartengono al Circuito della Media Sicurezza. All’interno dell’Istituto, diretto dal Direttore Reggente Maria Luisa Mendicino, lavorano 65 detenuti alle dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria mentre altri 5 lavorano alle dipendenze di datori di lavoro esterni (4 con la Ditta Pirri di Bisignano che gestisce il laboratorio di ceramica ed 1 con la Ditta Santoro di Corigliano Rossano che gestisce il laboratorio di falegnameria industriale). Altri detenuti (3) sono stati recentemente assunti ed impegnati nella riattivazione delle Serre presenti nell’Istituto. Quanto ai lavori di pubblica utilità, al momento, vi è solo un detenuto che lavora gratuitamente presso il Canile Municipale ed a breve anche tale attività sarà potenziata. Infatti è in corso una interlocuzione con il Comune, per impegnare altri 6 detenuti sul territorio, 4 da utilizzare per la manutenzione del verde pubblico ed altri 2 nella gestione del Canile Municipale.

E’ stato attivato il Polo Universitario Penitenziario che conta già numerosi iscritti all’Università della Calabria e, per quanto riguarda l’istruzione superiore, sono attivi tre primi periodi didattici, un secondo periodo didattico ed un terzo periodo didattico di cui un primo periodo didattico per l’indirizzo professionale alberghiero (di nuova istituzione) e due primi, un secondo ed un terzo periodo didattico per l’indirizzo tecnico di meccanica e meccatronica. Nell’ultima visita, prosegue l’ex Consigliere Nazionale dei Radicali Italiani, ho accertato che sono state effettivamente soppresse la I, II, III e IV classe dell’Itis per la Media Sicurezza nonostante contavano 55 iscritti e, per tale ragione, ho sollecitato le Autorità competenti ad attivare almeno un secondo periodo per tale indirizzo scolastico.

Ma non è tutto rose e fiori perché vi sono anche delle gravi criticità nell’Istituto. Infatti rispetto ad una pianta organica di 153 unità di Polizia Penitenziaria, il Comandante del Reparto Commissario Coordinatore Elisabetta Ciambriello, può contare solo su 126 unità tra uomini e donne. Tale carenza, oltre a tutti i disagi per il personale costretto ad estenuanti turni lavorativi, si ripercuote negativamente anche sui detenuti perché molte attività senza la vigilanza del personale non si possono svolgere. Ulteriori carenze vi sono nell’organico degli amministrativi e degli educatori. Anche sotto il profilo sanitario la situazione non è delle migliori, soprattutto per la presenza sempre più numerosa di soggetti con problematiche psichiatriche, alcuni dei quali anche con gravi patologie, difficilmente gestibili nella sede penitenziaria di Corigliano Rossano, sia perché non è attrezzata dal punto di vista strutturale e sia perché gli specialisti psichiatri sono insufficienti.

Per queste ed altre ragioni, conclude l’esponente radicale, l’istituzione del Garante dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale nella Città di Corigliano Rossano è assolutamente importante e necessario.

Il Governo: ripristinate le Scuole nelle Carceri della Provincia di Cosenza. Quintieri (Radicali) andrò subito a verificare


“In tutti gli Istituti Penitenziari sono stati attivati percorsi didattici completi, in numero tale da consentire di accogliere tutti gli iscritti, nel rispetto della normativa vigente sul numero minimo d’iscritti per ciascuna classe.” Questo è quel che ha riferito l’On. Giuseppe De Cristofaro, Sottosegretario di Stato all’Istruzione, all’Università ed alla Ricerca del Governo Conte II, in risposta all’Interrogazione Parlamentare n. 5/02198 del 30 maggio 2019 dagli Onorevoli Alessandro Fusacchia (Più Europa) e Gabriele Toccafondi (Italia Viva), sollecitata da Emilio Enzo Quintieri, già Consigliere Nazionale dei Radicali Italiani, all’esito delle visite effettuate insieme all’esponente radicale Valentina Anna Moretti, negli Istituti Penitenziari di Paola, Cosenza, Castrovillari e Rossano, interessati da provvedimenti di soppressione e/o riduzione dell’offerta formativa per i detenuti da parte dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Cosenza.

Il Governo ha risposto alla Camera dei Deputati durante la seduta della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione lo scorso 9 ottobre, sulla base delle notizie fornite dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria. In particolare, ha riferito che con Circolare Ministeriale n. 422 del 28 marzo 2019, è stato disposto che “in ogni caso, l’attivazione nell’ambito delle risorse dell’organico di autonomia, di almeno un primo periodo didattico in ciascun Istituto di Prevenzione” per cui, in coerenza con la stessa, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria ha attivato, per l’anno scolastico 2019/2020, almeno un primo periodo didattico in ciascuno degli Istituti Penitenziari. In più, è stato possibile attivare almeno un secondo periodo didattico e un terzo periodo didattico, quale percorso conclusivo del percorso di studi. Più in dettaglio, il Sottosegretario all’Istruzione De Cristofaro, ha riferito che sono stati autorizzati i seguenti percorsi:

 CASA CIRCONDARIALE DI CASTROVILLARI

 “Nella sezione carceraria di Castrovillari, sono stati autorizzati due primi periodi didattici, due secondi periodi didattici e due terzi periodi didattici, relativamente all’indirizzo professionale alberghiero e all’indirizzo tecnico di meccanica e meccatronica”. E’ stato precisato che “la proposta avanzata dalle istituzioni scolastiche di riferimento, in organico di diritto, risulta non conforme ai parametri minimi prescritti dalla normativa vigente laddove, a fronte di un numero di iscrizioni pari a 91, è stata richiesta l’autorizzazione di 17 classi, con una media di 5 iscritti per classe.”

CASA DI RECLUSIONE DI ROSSANO

“Nella sezione carceraria di Rossano sono stati autorizzati tre primi periodi didattici, un secondo periodo didattico e un terzo periodo didattico, di cui un primo periodo didattico per l’indirizzo professionale alberghiero (di nuova istituzione) e due primi, un secondo e un terzo periodo didattico per l’indirizzo tecnico di meccanica e meccatronica. Anche in questo caso, la proposta avanzata dall’istituzione scolastica di riferimento, in organico di diritto, risulta non conforme ai parametri minimi prescritti dalla normativa vigente laddove, a fronte di un numero complessivo di iscrizioni comunicate pari a 131, è stata richiesta l’autorizzazione di 11 classi con una media di 11 iscritti per classe.”

CASA CIRCONDARIALE DI COSENZA

“Nella sezione carceraria di Cosenza sono stati autorizzati due primi periodi didattici, due secondi periodi didattici e un terzo periodo didattico, di cui un primo, un secondo e un terzo periodo didattico per l’indirizzo professionale alberghiero e un primo e un secondo periodo didattico per l’indirizzo tecnico di amministrazione, finanza e marketing. Similmente, la proposta avanzata dall’istituzione scolastica di riferimento, in organico di diritto, risulta non conforme ai parametri minimi prescritti dalla normativa vigente laddove, a fronte di un numero complessivo di iscrizioni comunicate pari a 79, è stata richiesta l’autorizzazione di 9 classi, con una media di 8 iscritti a classe.”

CASA CIRCONDARIALE DI PAOLA

“Nella sezione carceraria di Paola sono stati autorizzati due primi periodi didattici, un secondo periodo didattico e un terzo periodo didattico per l’indirizzo professionale alberghiero. Stessa circostanza per la proposta avanzata dall’istituzione scolastica di riferimento, in organico di diritto, che risulta non conforme ai parametri minimi prescritti dalla normativa vigente laddove, a fronte di un numero complessivo di iscrizioni comunicate pari a 105, è stata richiesta l’autorizzazione di 9 classi, con una media di 11 iscritti per classe.”

Nei prossimi giorni, autorizzato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, annuncia il radicale Quintieri, andrò subito a verificare di persona se le circostanze riferite al Governo dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria siano veritiere perché alcuni numeri esposti dall’On. De Cristofaro, mi sembrano sbagliati, come ad esempio quelli relativi alla Casa di Reclusione di Rossano ove, per quanto mi risulta, i detenuti iscritti a corsi di istruzione secondaria superiore all’epoca dei fatti – secondo dati ufficiali – erano 165 e non 131 come invece rappresentato (95 detenuti Alta Sicurezza Itis, 55 media sicurezza Itis e 15 media sicurezza Ipseoa). Qualora dovessi riscontrare difformità rispetto a quanto comunicato, relazionerò immediatamente a tutte le Autorità competenti, oltre a sollecitare la presentazione di un nuovo atto di sindacato ispettivo alla Camera dei Deputati. Per il momento ringrazio gli Onorevoli Fusacchia e Toccafondi per l’Interrogazione nonché il Sottosegretario De Cristofaro per la risposta fornita.

I Penitenziari della Calabria sono troppo affollati, manca pure il Garante Regionale dei Detenuti


Può definirsi civile un Paese che non riesce a garantire condizioni umane e dignitosi a chi si trova in carcere per scontare una pena? Domanda retorica e anche un po’ banale, ma sempre attuale in riferimento all’Italia. Il sovraffollamento delle carceri è un problema irrisolto, ciclicamente portato alla ribalta, ma mai seriamente affrontato. Un trend negativo, che tocca da vicino anche la Calabria. Secondo gli ultimi dati diffusi dal dipartimento dell’amministrazione penitenziaria – datati 30 giugno 2019 -, nelle carceri calabresi sono ospitate 2.869 persone a fronte di una capienza di 2.734 posti. In buona sostanza, nei penitenziari sono presenti 135 persone in più rispetto agli standard previsti dalle leggi. Sulle dodici case circondariali presenti in Calabria solo due sono frequentate da meno detenuti rispetto alla capienza massima: si tratta del carcere di Palmi e di quello di Vibo Valentia. Tutti gli altri penitenziari presentano numeri superiori agli standard regolamentari. Le situazioni più critiche sono quelle che riguardano le strutture di Castrovillari, Cosenza, Locri, Reggio-Arghillà e Corigliano Rossano.

Quanto alla classificazione dei detenuti, va registrato che le donne presenti nei penitenziari calabresi sono 57, mentre gli stranieri 645 (prevalentemente rumeni, marocchini, ucraini, albanesi, tunisini e nigeriani). I detenuti presentano l’attuale posizioni giuridica: 498 in attesa di primo giudizio, 330 appellanti, 165 ricorrenti, 1 internato e 1.825 condannati definitivi, 23 dei quali ammessi alla semilibertà. Se non siamo davanti a una situazione d’emergenza – con episodi di insubordinazione in costante e preoccupante aumento – , poco ci manca.

Ma chi potrebbe difendere i diritti delle persone costrette a vivere dietro le sbarre? Una figura super partes è rappresentata dal garante dei detenuti. Peccato che in Calabria questa figura non esista. Già, perché nonostante una legge approvata nel gennaio 2018 che ne prevedeva l’istituzione, il Consiglio regionale non ha provveduto alla sua individuazione. Nei mesi scorsi sembrava che qualcosa stesse per sbloccarsi dopo la pubblicazione, da parte dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, dei nomi degli idonei per ricoprire l’incarico. Tuttavia l’Aula di Palazzo Campanella non è ancora arrivata a una designazione. In caso di inadempienze è possibile che il presidente del Consiglio, Nicola Irto, decida di attivare i poteri sostitutivi che la legge gli riconosce e accelerare i tempi. In più di un’occasione lo stesso Irto ha ribadito l’importanza della nomina del garante: «Non una poltrona per la politica, ma una figura di altissimo profilo e particolarmente strategica per il nostro territorio». Ma oltre alle buone intenzioni, nulla. E non ha sortito effetti, almeno fino ad oggi, nemmeno la diffida scritta inviata sempre alla presidenza del Consiglio regionale da Emilio Quintieri, attivista dei Radicali e da anni studioso delle condizioni di chi vive e lavora nelle carceri calabresi. «Senza riscontri positivi – annuncia Quintieri – sarò costretto a portare la vicenda all’attenzione dell’autorità giudiziaria». Chissà che non si riveli decisivo l’appello lanciato nei giorni scorsi dal Garante nazionale dei detenuti, Mauro Palma, che in visita in Calabria, ha sottolineato la necessità di procedere in maniera rapida all’individuazione del responsabile regionale dei diritti dei detenuti.

Antonio Ricchio

Gazzetta del Sud, 15/07/2019

Operazione della Polizia Penitenziaria: sequestrati 4 microcellulari all’interno del Carcere di Cosenza


Questa mattina una delegazione dei Radicali Italiani, autorizzata dal Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia Lina Di Domenico, ha effettuato una visita alla Casa Circondariale di Cosenza. La delegazione visitante, guidata da Emilio Enzo Quintieri, ex Consigliere Nazionale di Radicali Italiani e candidato Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti della Calabria, è stata ricevuta dal Direttore dell’Istituto Maria Luisa Mendicino, dal Funzionario Responsabile dell’Area Giuridico Pedagogica Brunella Scarcello, dal Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria Ispettore Superiore Francesco Bufano e dal Coordinatore del Nucleo Traduzioni e Piantonamenti Ispettore Superiore Pasquale Picarelli. Quintieri era accompagnato dall’esponente radicale Valentina Anna Moretti e da alcuni Studenti di Giurisprudenza dell’Università della Calabria.

Nell’Istituto Penitenziario di Cosenza, a fronte di una capienza regolamentare di 218 posti, sono ristrette 247 persone detenute, 55 delle quali straniere, con le seguenti posizioni giuridiche : 49 giudicabili, 20 appellanti, 17 ricorrenti, 161 definitivi di cui 5 ergastolani (3 Media Sicurezza e 2 Alta Sicurezza); 151 appartengono al Circuito della Media Sicurezza e 93 a quello dell’Alta Sicurezza ed altri 3 sono sottoposti al regime della semilibertà.

Poiché durante la mattinata era in atto una importante operazione di Polizia Giudiziaria condotta dal personale di Polizia Penitenziaria, la visita non ha interessato tutti gli ambienti e gli spazi della Casa Circondariale. Infatti, gli uomini coordinati dall’Ispettore Superiore Bufano, a seguito di una attività investigativa, hanno sequestrato quattro micro cellulari, perfettamente funzionanti, nella disponibilità di alcuni detenuti del Circuito di Media Sicurezza. Gli Agenti Penitenziari, nel giro di poco tempo, sono riusciti ad intercettare gli apparecchi telefonici introdotti abusivamente nell’Istituto: uno era nascosto nella cavità anale di un detenuto, un’altro nelle parti intime, uno all’interno di una cartellina e l’altro all’interno di una presa della corrente. Tali telefonini, essendo molto piccoli e composti prevalentemente da materiale plastico, sono difficilmente rilevabili dai metal detector. Gli apparecchi rinvenuti sono stati sottoposti a sequestro e verranno messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente per ulteriori indagini.

Complimenti al personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, dice Quintieri, per l’operazione di Polizia Giudiziaria compiuta all’interno dell’Istituto di Cosenza, che ha permesso di rinvenire e sequestrare ben quattro telefonini, utilizzati dai detenuti per comunicare fraudolentemente con l’esterno. Nonostante la cronica carenza di organico e tra mille difficoltà la Polizia Penitenziaria di Cosenza continua ad assicurare un encomiabile servizio per il mantenimento della sicurezza interna ed esterna, contrastando ogni forma di illegalità, conclude l’ex Consigliere Nazionale dei Radicali Italiani.

Al termine della visita la Delegazione Radicale ha partecipato alla conferenza stampa – tenutasi presso i locali della Direzione dell’Istituto – per la sottoscrizione di un Protocollo di Intesa con l’Associazione Lotta contro i Tumori, che sarà attivo nelle Carceri di Cosenza e di Rossano.

Rossano, detenuto 36enne muore suicida. Si è impiccato questa mattina nel bagno della cella


Questa mattina, purtroppo, nella Casa di Reclusione di Rossano si è verificato un grave evento critico: un detenuto, con fine pena 2030, appartenente al Circuito Penitenziario della Media Sicurezza, si è suicidato impiccandosi nel bagno della cella, utilizzando la cintura del suo accappatoio. Si tratta di Arturo Saraceno, 36 anni, originario di Teana (Potenza), in carcere per l’omicidio della ex fidanzata, Debora Fuso, 25 anni, di Lonate Pozzolo (Varese), avvenuto il 17 maggio 2016, all’ora di pranzo, al culmine di una lite nella casa del 36enne, a Magnano (Milano). Lo rivela Emilio Enzo Quintieri, già Consigliere Nazionale dei Radicali Italiani e candidato Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti della Calabria che proprio questa mattina era presso la Casa di Reclusione di Rossano, accompagnato dall’esponente radicale Valentina Anna Moretti, per una riunione con la Direzione dell’Istituto.

Da quel che sono riuscito a sapere, il detenuto che si è tolto la vita, proveniva dalla Casa Circondariale di Busto Arsizio (Varese) e da pochi mesi era stato trasferito temporaneamente alla Casa di Reclusione di Rossano affinché potesse effettuare i colloqui con la sua famiglia. Era molto seguito dallo staff multidisciplinare dell’Istituto ma non aveva mai dato problemi di alcun genere. Questa mattina, intorno alle ore 9,00, ha atteso che il compagno di cella si recasse al cortile passeggio ed utilizzando la cintura del suo accappatoio, si è appeso alle sbarre della finestra del bagno della camera detentiva. Nonostante la scoperta immediata ed i primi soccorsi da parte del personale di Polizia Penitenziaria, quando è arrivata l’ambulanza, non c’è stato niente da fare. I Sanitari del 118 non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del 36enne. Nella Casa di Reclusione di Rossano, conclude il radicale Quintieri, al momento, a fronte di una capienza di 263 posti, sono ristrette 305 persone, molte delle quali appartenenti al Circuito dell’Alta Sicurezza. Quest’anno, nelle Carceri italiane, sono morte 58 persone, 18 delle quali per suicidio mentre dal 2000 ad oggi ci sono stati 1.071 suicidi, per un totale di 2.942 decessi.

La storia di Antonio, giovane detenuto calabrese, da quasi analfabeta a forse ragioniere, anzi a forse diplomato


Mi scrive Antonio, giovane calabrese, di Crotone, detenuto nel Carcere di Rossano (che ho incontrato durante le mie visite), da quasi analfabeta a forse ragioniere, anzi a forse diplomato!
 
<<Egregio Dott. Quintieri, salve!
sono Antonio, le invio questa mia per farle sapere che sono detenuto dal 2008; fino al 2018 sono stato nel Carcere di Catanzaro Siano, nel quale ho conseguito la licenza media. Poi mi sono iscritto all’I.T.C. che ho frequentato per il 1° e il 2° anno di continuo e ho ottenuto la promozione al 3° ma poi mi hanno trasferito nella C.R. di Rossano dalla quale le sto scrivendo.
Vorrei che sapesse che nella C.R. di Rossano non ho la possibilità di continuare il percorso iniziato, I.T.C., perché, come ben sa, non c’è l’I.T.C. ma l’I.T.I.S. e in mancanza di alternative, mi sono iscritto nuovamente. Mi creda non lo faccio con piacere, ma solo per non buttare il tempo a non fare niente, anche perché a me piace sfruttare il tempo in modo istruttivo, ovviamente per quello che si può.
A tale proposito, vorrei che lei intervenisse in mio soccorso. L’aiuto che le chiedo è di essere trasferito in un carcere dove poter continuare a frequentare l’I.T.C., cosicché io possa continuare i miei studi interrotti per via del trasferimento. Vorrei che sapesse che all’I.T.C. studiavo con piacere e motivazione ed era troppo nei miei desideri diplomarmi ragioniere.
Ora concludo ringraziando tutto lo staff dei Radicali per il sostegno ed il coraggio che ci date giorno per giorno con le visite che ci fate in varie occasioni, per come vi battete per fare riconoscere i nostri diritti e per tutta la gentilezza che avete nei nostri confronti e nei confronti di tanta gente disperata e rinchiusa in posti oscuri come questi.
Con entusiasmo e commozione.
Antonio P. – detenuto C.R. Rossano>>
 
[Nei prossimi giorni scriverò al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia – Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento ed al suo Provveditorato Regionale della Calabria – Ufficio Detenuti e Trattamento, sia per conoscere le ragioni del trasferimento di Antonio da Catanzaro a Rossano, in considerazione del fatto che le disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia, prevedono che non possa esserci una regressione incolpevole del trattamento penitenziario e che i detenuti che sono impegnati in attività scolastiche, non debbano essere trasferiti, e sia per chiedere il suo trasferimento in altro Istituto Penitenziario del Distretto, nel rispetto del principio di territorialità della pena, in cui sia attivo l’I.T.C. affinché possa proseguire e completare il percorso di studio, anche perché a breve nella C.R. di Rossano, salvo eventuali cambiamenti, non potrà nemmeno più praticare l’I.T.I.S. perché soppresso. Qualora l’Amministrazione Penitenziaria non dovesse provvedere con sollecitudine al trasferimento, attiveremo reclamo giurisdizionale innanzi al Magistrato di Sorveglianza di Cosenza ex Art. 35 bis e 69 O.P.]