Cosenza, trasferito d’urgenza a Barcellona Pozzo di Gotto il detenuto che aveva aggredito l’Agente Penitenziario


E’ stato trasferito d’urgenza dalla Casa Circondariale di Cosenza il pericolosissimo giovane detenuto calabrese, Francesco OIivieri, originario di Nicotera, recentemente condannato all’ergastolo, responsabile di varie aggressioni verbali e fisiche al personale del Corpo di Polizia Penitenziaria (ed in ultimo ai Magistrati – PM e GUP – del Tribunale di Vibo Valentia che ha ingiuriato e minacciato di morte, danneggiando la gabbia metallica in cui era ospitato e tentando di sfilare la pistola ad un operatore di Polizia Penitenziaria).

Il detenuto dopo tutte le aggressioni che ha posto in essere negli Istituti di Catanzaro, Castrovillari e Cosenza (in quest’ultimo caso, oltre ad aggredire un Assistente Capo Coordinatore della Polizia Penitenziaria, gli ha spento pure una sigaretta accesa sul volto), su disposizione dell’Ufficio Servizi Sanitari della Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, è stato subito trasferito presso la Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) ove è presente una articolazione per la tutela della salute mentale.

Vista la estrema pericolosità dello stesso, per la sua traduzione sono state disposte dall’Amministrazione Penitenziaria, rigorosissime misure di sicurezza ed è stata rinforzata la scorta per evitare che potesse compiere altre aggressioni ai danni del personale penitenziario.

Agli Operatori Penitenziari, come sempre, la mia solidarietà personale per essere stati, senza alcun motivo, ripetutamente oggetto di inaudite violenze verbali e fisiche da parte di un detenuto – probabilmente affetto da gravi disturbi psichiatrici, affidato alla loro custodia.

Emilio Enzo Quintieri

già Consigliere Nazionale Radicali Italiani

candidato Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti Calabria

Chiuse le Scuole nelle Carceri di Paola, Cosenza, Castrovillari e Rossano. Radicali interrogano il Governo Conte


Martedì 28 maggio, una Delegazione di Radicali Italiani composta da Emilio Enzo Quintieri e Valentina Anna Moretti, ha visitato la Casa Circondariale di Castrovillari “Rosetta Sisca” unitamente ad alcuni Studenti di Giurisprudenza dell’Università della Calabria, accompagnati dal Prof. Mario Caterini, Associato di Diritto Penale.

La Delegazione, autorizzata all’ingresso nell’Istituto, dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, è stata accolta dal Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria, Sostituto Commissario Maurizio Petrassi e dal Responsabile dell’Area Trattamentale, Funzionario Giuridico Pedagogico Maria Pia Patrizia Barbaro.

Nell’ambito della visita, la Delegazione è venuta a conoscenza che l’Ufficio Scolastico Provinciale di Cosenza, aveva disposto la chiusura di tutte le Classi Scolastiche degli Istituti di Istruzione Superiore attivi all’interno dell’Istituto, nonostante proprio di recente, con enormi sacrifici, l’Amministrazione Penitenziaria, aveva investito per realizzare ed attrezzare un laboratorio-cucina nel Reparto Femminile per le detenute frequentanti l’Istituto Alberghiero.

Successivamente, al termine della visita, gli esponenti dei Radicali Italiani sono stati telefonicamente informati che la soppressione aveva interessato anche le altre sedi penitenziarie della Provincia di Cosenza (Rossano, Paola e Cosenza) e, per tale ragione, si sono immediatamente attivati per protestare contro tale scellerata decisione e chiederne la revoca immediata con una nota inviata ai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria, centrale e periferica, all’Ufficio di Sorveglianza di Cosenza ed al Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti presso il Ministero della Giustizia.

Inoltre, l’ex Consigliere Nazionale dei Radicali Italiani Quintieri, candidato Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti della Calabria, ha chiesto all’Onorevole Alessandro Fusacchia, Deputato di Più Europa, di presentare subito una Interrogazione Parlamentare al Governo Conte.

Ebbene, qualche giorno dopo, giovedì 30 maggio, durante la 181^ seduta della Camera dei Deputati, l’On. Fusacchia, ha indirizzato una Interrogazione a risposta in Commissione ai Ministri della Giustizia On. Alfonso Bonafede e dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Prof. Marco Bussetti, evidenziando che la la reclusione priva i detenuti della propria libertà ma non dei diritti fondamentali, che sono previsti e garantiti sia dall’ordinamento penitenziario che dalla Costituzione della Repubblica. Infatti, secondo il Deputato di Più Europa, i detenuti, non perdono il loro status di cittadini e rimangono perciò titolari di alcuni diritti, tra cui quello all’istruzione, che, oltre ad essere un diritto costituzionale, rappresenta l’elemento principale del percorso rieducativo dei condannati e, per tale motivo, ha chiesto se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative intendano adottare, per quanto di competenza, affinché sia garantito il diritto allo studio ai detenuti ristretti negli istituti penitenziari di Castrovillari, Rossano di Calabria, Paola e Cosenza. Per la risposta al quesito contenuto nel predetto atto di Sindacato Ispettivo (Interrogazione n. 5/02198 del 30/05/2019) è stato delegato il Ministro della Giustizia On. Alfonso Bonafede.

Interrogazione a risposta in Commissione n. 5_02198 (clicca per leggere)

 

Domani cerimonia di laurea di un detenuto ristretto nella Casa Circondariale di Castrovillari


Domani mattina cerimonia di laurea di un detenuto ristretto presso la Casa Circondariale di Castrovillari. La Commissione del Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione dell’Università della Calabria si recherà nell’Istituto Penitenziario per la discussione della tesi di laurea di Foca Rosario Carchedi, 31 anni, in “Informazione Scientifica del Farmaco e dei Prodotti per la Salute”.

L’Amministrazione Penitenziaria ha agevolato il detenuto non solo nel suo percorso di studio ma anche nello svolgimento del tirocinio obbligatorio, direttamente presso l’Area Sanitaria della locale Casa Circondariale, gestita dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza.
All’evento, che non si potrà svolgere presso l’Università della Calabria, poiché l’Ordinamento Penitenziario non prevede che il “permesso di necessità” venga concesso per casi del genere (più volte, inutilmente, abbiamo cercato di far modificare l’Art. 30 OP), potranno partecipare anche 15 persone tra familiari ed amici del laureando, appositamente autorizzati dal Magistrato di Sorveglianza di Cosenza Dott.ssa Antonietta Dodaro ex Art. 17 OP.

Congratulazioni a Foca Rosario Carchedi per aver raggiunto il suo traguardo ed un ringraziamento a tutti gli Operatori Penitenziari ed in particolare ai Funzionari del Trattamento per averlo aiutato e sostenuto per quanto possibile.

Calabria, Elezione del Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti, lunedì la votazione in Consiglio


Mi auguro che, questa volta, non si rinvii ulteriormente l’elezione del Garante Regionale dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale, prevista per lunedì pomeriggio all’ottavo punto all’ordine del giorno del Consiglio Regionale della Calabria. Non è possibile che la Regione Calabria possa essere ancora priva di una Autorità non giurisdizionale preposta alla salvaguardia e promozione dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Tra l’altro, contrariamente a tutte le altre Regioni d’Italia, non esistono neanche Garanti Comunali o Provinciali su tutto il territorio regionale, fatta eccezione per i Garanti nominati dai Comuni di Reggio Calabria e Crotone. Lo sostiene Emilio Enzo Quintieri, già Consigliere Nazionale di Radicali Italiani e candidato a Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti della Calabria il quale, nei prossimi giorni, in occasione delle festività pasquali, farà visita agli Istituti Penitenziari di Vibo Valentia, Paola, Rossano, Cosenza, Castrovillari e Locri, grazie all’autorizzazione concessagli dal Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia Lina Di Domenico

Nella nostra Regione vi sono dodici Istituti per adulti in cui, a fronte di una capienza regolamentare di 2.734 posti, attualmente sono ristrette 2.882 persone (58 donne), dei quali 667 stranieri (prevalentemente rumeni, albanesi, ucraini, marocchini, tunisini e nigeriani) e 24 semiliberi. 600 sono in attesa di primo giudizio, 263 appellanti, 179 ricorrenti, 51 misti e 1.787 condannati definitivi. Per quanto riguarda il sistema penitenziario minorile – prosegue Quintieri – vi è un Istituto Penitenziario per i Minorenni (24 presenti di cui 15 giovani adulti), un Centro di Prima Accoglienza ed una Comunità Ministeriale per Minori a Catanzaro (9 presenti) ed una Comunità Ministeriale per Minori a Reggio Calabria (6 presenti). Vi sono altre 5 Comunità private per Minori in tutta la Regione (14 presenti).

Vi è, altresì, una sola Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (Rems) a Santa Sofia d’Epiro in Provincia di Cosenza, gestita dal Centro di Solidarietà “Il Delfino”, Società Cooperativa Sociale Onlus in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, che ospita 21 persone, 9 dei quali in misura di sicurezza definitiva e 12 in misura di sicurezza provvisoria. Non è stata ancora attivata la Rems di Girifalco in Provincia di Catanzaro, nonostante da tempo, per tale struttura, siano stati elargiti oltre 6 milioni di euro dallo Stato. Per questo motivo, allo stato, 67 persone alle quali l’Autorità Giudiziaria ha applicato una misura di sicurezza personale, sono in “lista di attesa” per essere ricoverate causa l’indisponibilità di posto letto e ciò è gravissimo poiché si tratta di soggetti con gravi problemi psichiatrici, pericolosi per la sicurezza pubblica.

Tutte le strutture carcerarie calabresi sono sovraffollate (affollamento regionale del 109%): a Castrovillari sono ristretti 165 detenuti (22 donne e 49 stranieri) per una capienza di 122 posti (affollamento del 135,2%); a Cosenza 262 detenuti (60 stranieri) per 218 posti (affollamento del 120,2%); a Paola 218 detenuti (100 stranieri) per 182 posti (affollamento del 119,8%); a Rossano 301 detenuti (68 stranieri) per 263 posti (affollamento del 114,4%); a Catanzaro 674 detenuti (177 stranieri) per 683 posti (affollamento del 98,7%); a Crotone 125 detenuti (54 stranieri) per 109 posti (affollamento del 114,7%); a Laureana di Borrello 46 detenuti (14 stranieri) per 35 posti (affollamento del 131,4%); a Locri 99 detenuti (23 stranieri) per 89 posti (affollamento del 111,2%); a Palmi 72 detenuti (3 stranieri) per 138 posti (affollamento del 52,2%); a Reggio Calabria “Arghillà” 378 detenuti (58 stranieri) per 302 posti (affollamento del 125,2%); a Reggio Calabria “Panzera” 227 detenuti (36 donne e 14 stranieri) per 186 posti (affollamento del 122,0%) ed a Vibo Valentia 315 detenuti (47 stranieri) per 407 posti (affollamento del 77,4%).

Gravemente carente anche il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria addetto alla vigilanza, alla osservazione, alla traduzione ed al piantonamento dei detenuti: a fronte di una pianta organica che prevede 1.991 unità, sono presenti in servizio solo 1.470 tra Agenti, Assistenti, Sovrintendenti, Ispettori e Commissari con un deficit di 521 unità. Non va meglio per quanto concerne i Funzionari Giuridico Pedagogici: nella pianta organica sono previsti 66 educatori ed invece ne sono in servizio appena 44.

Mancano pure i Dirigenti Penitenziari per alcuni Istituti – continua il candidato Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti – e qualcuno di loro, ormai da tempo, si occupa “in missione” di altri Istituti con tutto ciò che ne consegue in termini di gestione e conduzione degli stessi: ad esempio manca il Direttore alla Casa di Reclusione a Custodia Attenuata di Laureana di Borrello ed alla Casa di Reclusione di Rossano – che sono le due uniche Case di Reclusione in Calabria – Istituti importanti e complessi che necessitano di un Dirigente a tempo pieno per ottenere risultati concreti e non di una reggenza a singhiozzo ed a scavalco. Anche per cercare di risolvere tutti questi problemi occorre che il Consiglio Regionale della Calabria elegga subito il Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti.

Spero che, per la elezione del Garante Regionale, conclude l’ex Consigliere Nazionale di Radicali Italiani Emilio Enzo Quintieri, non si debba arrivare al terzo scrutinio ove occorre la maggioranza semplice dei Consiglieri Regionali assegnati. Infatti, in prima e seconda votazione, proprio per la importanza che riveste il Garante Regionale, per eleggerlo è necessaria la maggioranza qualificata dei due terzi dei membri del Consiglio.

Castrovillari, cambio al vertice del Carcere, si è insediato il nuovo Direttore Giuseppe Carrà


Giuseppe Carrà, Dirigente Penitenziario per tanti anni alla guida della Casa di Reclusione di Rossano, è il nuovo Direttore della Casa Circondariale di Castrovillari. Lo rivela Emilio Enzo Quintieri, già Consigliere Nazionale dei Radicali Italiani e candidato Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti della Regione Calabria, che venerdì 15 febbraio, insieme all’esponente radicale Valentina Anna Moretti, ha effettuato una visita all’Istituto Penitenziario di Castrovillari, gestito per alcuni anni dalla bravissima Dirigente Maria Luisa Mendicino, che ha assunto la direzione della Casa Circondariale di Cosenza.

La delegazione di Radicali Italiani, autorizzata dal Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia Lina Di Domenico, è stata ricevuta dal neo Direttore Giuseppe Carrà, dal Commissario Capo Carmine Di Giacomo e dall’Ispettore Superiore Sergio Falcone, Comandante e Vice Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria e dal Funzionario Giuridico Pedagogico Maria Pia Patrizia Barbaro. Dopo un breve colloquio, la delegazione radicale, insieme al Direttore ed ai responsabili dell’area della sicurezza e del trattamento, si è recata a far visita a tutti gli Uffici ed agli spazi detentivi dell’Istituto.

Nella Casa Circondariale di Castrovillari, al momento della visita, a fronte di una capienza regolamentare di 122 posti (1 camera non disponibile per 2 posti detentivi), erano ristretti 153 detenuti (25 donne) di cui 38 stranieri (5 donne), aventi le seguenti posizioni giuridiche : 34 giudicabili, 12 appellanti, 13 ricorrenti e 76 definitivi di cui 1 ergastolano e 2 semiliberi. Altri 16 detenuti hanno una posizione “mista”, 11 dei quali con almeno una condanna definitiva. Tra la popolazione detenuta è stata rilevata la presenza di 20 tossicodipendenti (2 donne) di cui 6 in terapia metadonica (1 donna), 1 sieropositivo, 100 con problemi psichiatrici, 5 con disabilità motorie, 10 affetti dal virus dell’Hiv (2 donne) e 30 da epatite c.

Nell’Istituto, alle dirette dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria, lavorano 37 detenuti, 27 fissi e 10 per assistenza alla persona, che assistono altri detenuti convalescenti o non autosufficienti. Un altro detenuto lavora alle dipendenze dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza e provvede alla pulizia dei locali dell’area sanitaria. Una detenuta lavora in Art. 21 OP quale addetta alla pulizia dei locali della Direzione, della Caserma della Polizia Penitenziaria e degli altri ambienti all’esterno dell’intercinta ed altri 5 detenuti gestiscono la succursale del canile municipale all’interno dell’Istituto.

Relativamente al personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, ultimamente, presso il Reparto di Castrovillari sono in forza 95 unità a fronte di una pianta organica che ne prevede 124 mentre per quanto concerne i Funzionari Giuridico Pedagogici ne sono presenti 2 in pianta stabile oltre al responsabile della Segreteria Tecnica.

Al termine della visita, la delegazione, ha incontrato l’ex Direttore Maria Luisa Mendicino, ringraziandola per il buon lavoro fatto negli ultimi anni, insieme ai suoi collaboratori, che ha permesso alla Casa Circondariale di Castrovillari di fare enormi progressi, soprattutto dal punto di vista del miglioramento della qualità di vita detentiva poiché, tra gli altri, sono stati effettuati numerosi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria (ristrutturazione locali doccia, tinteggiatura di tutte le sezioni detentive, etc.) ed altre progettualità (rifacimento aree verdi esterne e del campo sportivo polivalente) finanziate con i fondi della Cassa delle Ammende. Al nuovo Direttore Giuseppe Carrà i Radicali Italiani hanno formulato gli auguri per il suo nuovo incarico, certi che continuerà a svolgere un ottimo lavoro insieme allo staff, preparato e competente, che ha a sua disposizione.

Rossano, già 20 studenti universitari dietro le sbarre. Radicali ed Unical in visita al Penitenziario


Cresce sempre di più il numero dei detenuti, ristretti nella Casa di Reclusione di Rossano, che decidono di iscriversi all’Università della Calabria ed in modo particolare ai corsi di laurea in Scienze del Servizio Sociale e Scienze Politiche. Al momento, sono 20 i detenuti, quasi tutti appartenenti al circuito penitenziario dell’alta sicurezza, ad essere iscritti presso l’Unical, il più grande ateneo calabrese, situato ad Arcavata di Rende, nell’area urbana di Cosenza, guidato dal Magnifico Rettore Gino Mirocle Crisci. Molti degli studenti, sono detenuti da tantissimi anni, ed alcuni di loro sono condannati alla pena perpetua.

Nei giorni scorsi, una delegazione di studenti del corso di laurea magistrale in “Intelligence ed Analisi del Rischio” del Dipartimento di Lingue e Scienze dell’Educazione dell’Università della Calabria, guidati dal Prof. Mario Caterini, Docente di Diritto Penale, si è recata a visitare l’Istituto Penitenziario di Rossano, accompagnata dall’ex Consigliere Nazionale dei Radicali Italiani e candidato Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti Emilio Enzo Quintieri, previamente autorizzato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia. Nella circostanza, all’interno dell’Istituto, vi era anche la Prof.ssa Franca Garreffa, Docente di Sociologia della Devianza dell’Unical insieme ad altri studenti, per una lezione didattica.

Attualmente, riferisce il radicale Quintieri, nel Carcere di Rossano, il cui reggente è il Direttore della Casa Circondariale di Paola Caterina Arrotta, a fronte di una capienza di 263 posti, sono presenti 282 detenuti, 62 dei quali stranieri (prevalentemente albanesi, tunisini ed iracheni). 81 detenuti appartengono al circuito della media sicurezza e 201 a quello dell’alta sicurezza. Tra questi ultimi, 179 al sottocircuito As3 (criminalità organizzata) e 22 al sottocircuito As2 (terrorismo internazionale di matrice islamica). Essendo una Casa di Reclusione, la maggior parte dei detenuti (262) sono definitivi e vi sono molti ergastolani (33). Per 5 di loro il “fine pena mai” è di tipo condizionale mentre per gli altri 28 è ostativo, a meno che non collaborino con la giustizia o che la loro collaborazione sia dichiarata dall’Autorità Giudiziaria impossibile o inesigibile. Pochissimi sono quelli in attesa di primo giudizio (4) e pochi sono anche gli appellanti (7) ed i ricorrenti (9). Più che altro i detenuti con queste posizioni giuridiche sono gli appartenenti al sottocircuito As2 cioè quelli accusati di terrorismo internazionale di matrice islamica. A Rossano vi sono 20 studenti universitari e non sono pochi considerato che in tutta Italia risultano iscritti all’Università soltanto 590 persone detenute. Vi è anche un detenuto in semilibertà, fruitore anche di licenza premio.

Nell’Istituto, alle dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria, lavorano solo 83 detenuti, abbastanza pochi poiché per i condannati il lavoro è obbligatorio secondo quanto stabilisce l’Art. 20 della Legge Penitenziaria. Pochissimi detenuti sono impegnati in lavori esterni di pubblica utilità (canile municipale) e pochi altri sono dipendenti di una impresa esterna (ditta di ceramica). Ma non è tutto rose e fiori a Rossano perché vi sono anche delle criticità, in parte già denunciate all’esito delle precedenti visite, che debbono essere risolte al più presto. Tra queste la mancanza di un Direttore titolare (è pendente un interpello straordinario per la Direzione dell’Istituto di Rossano poiché il precedente Direttore Giuseppe Carrà è stato trasferito alla Casa Circondariale di Castrovillari), l’assenza di un funzionario della mediazione culturale e la carenza del personale di Polizia Penitenziaria. Il Reparto, guidato dal Commissario Capo Elisabetta Ciambriello, dovrebbe essere composto da 153 unità ma ve ne sono assegnate soltanto 131 che non sono tutte in servizio poiché 3 sono distaccate in altra sede penitenziaria, 2 sono in missione ed altre 6 in missione per partecipare al corso di Vice Ispettore presso le Scuole di Formazione dell’Amministrazione Penitenziaria. In servizio, vi sono, a malapena, 120 unità di Polizia Penitenziaria (di cui 12 addetti al Nucleo Traduzioni e Piantonamenti) che sono assolutamente insufficienti per un Istituto particolare e complesso come Rossano con circuiti di media ed alta sicurezza. Tale carenza, non riguarda esclusivamente il profilo della sicurezza, ma anche quello del trattamento perché senza sorveglianza non possono essere svolte attività trattamentali di nessun genere, ricreative, culturali, sportive.

Recentemente, grazie all’impegno profuso dal Prof. Mario Caterini dell’Università della Calabria ed alla disponibilità dell’Amministrazione Penitenziaria, sia nella Casa di Reclusione di Rossano che nelle Case Circondariali di Castrovillari, Cosenza e Paola, gli studenti di Giurisprudenza che sono al quinto anno, potranno svolgere attività di tirocinio. Il Dipartimento di Scienze Giuridiche ed Aziendali dell’Unical ha già fatto apposito bando e, prossimamente, ad ogni Istituto Penitenziario verranno assegnati 2 tirocinanti per 4 mesi.

Ma non basta il lavoro e l’impegno svolto dall’Amministrazione Penitenziaria, dall’Università o dagli altri Enti ed Associazioni, conclude l’ex Consigliere Nazionale dei Radicali Italiani Emilio Enzo Quintieri. Bisogna che le Istituzioni Pubbliche ed in particolare modo la Regione Calabria facciano la loro parte per sostenere tutte le attività finalizzate alla rieducazione ed al reinserimento sociale. Ad esempio nel Carcere di Rossano, gli studenti-detenuti, hanno solo un computer stravecchio, possibile che la Regione Calabria non provveda a fornire quantomeno dei nuovi personal computer all’Istituto per consentire ai detenuti di poter espletare l’attività di studio e di ricerca?

Rende, Studenti dell’Unical entrano nelle Carceri per tirocinio formativo. Soddisfatti i Radicali


L’Unical “scavalca” la recinzione. Del carcere. Finire in carcere, non è e, soprattutto, non deve essere un punitivo “isolamento” dalla società ma, semmai, un utile “corso” per reinserirsi nel mondo, attraverso percorsi di riabilitazione sociale. E, proprio, nell’ambito di questa attività che i due mondi, quello del sapere da un lato e quello dello “sbaglio” dall’altro, hanno deciso di unirsi.

Il Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche dell’Unical, infatti, ha sottoscritto una convezione con l’amministrazione penitenziaria, per far svolgere attività di tirocinio formativo e di orientamento agli studenti del corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza. La prima convenzione, coinvolge gli istituti penitenziari di Castrovillari e Paola. E’, invece, in fase di completamento la procedura burocratica per il coinvolgimento anche delle case circondariali di Cosenza e Rossano.

Al tirocinio, possono accedere gli studenti iscritti al quinto anno o fuori corso che abbiano superato gli esami di Diritto Costituzionale, Penale 1, Penale 2 e Diritto Amministrativo. Qualora il numero di domande, dovesse superare i posti disponibili, l’Ateneo provvederà a stilare una graduatoria, nella quale verranno privilegiati gli studenti con la media dei voti più alta nei predetti esami e coloro che abbiamo superato l’esame di procedura penale. La sottoscrizione di questo protocollo d’intesa è stata accolta, con ampia soddisfazione, da Emilio Quintieri, l’attivista radicale schierato da sempre in prima linea per la tutela e la salvaguardia dei diritti degli “ospiti” dei penitenziari.

http://www.cosenzainforma.it – 29 settembre 2018