Cosenza, Radicali visitano il Carcere : area verde chiusa e prezzi alle stelle per i detenuti


Sabato scorso 30 giugno, una Delegazione di Radicali Italiani composta da Emilio Enzo Quintieri e Valentina Anna Moretti, previamente autorizzata dal Consigliere Marco Del Gaudio, Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia su richiesta dell’On. Riccardo Magi, Deputato di Più Europa con Emma Bonino e Segretario Nazionale di Radicali Italiani, ha visitato la Casa Circondariale di Cosenza “Sergio Cosmai” ove è stata ricevuta ed accompagnata dal Comandante di Reparto Commissario Capo Davide Pietro Romano ed altro personale di Polizia Penitenziaria.

Preliminarmente, la Delegazione, prima di accedere alle Sezioni detentive, ha chiesto notizie in ordine all’area verde per i colloqui all’aperto, per la quale lo scorso 29 maggio, all’esito della precedente visita del 7 maggio fatta con gli Studenti dell’Università della Calabria, aveva sollecitato, ancora una volta, l’Amministrazione Penitenziaria a voler ultimare i lavori di rifacimento della stessa, al fine di rendere più gradevole e sereno l’incontro dei detenuti con i propri familiari, specie durante i mesi estivi. Ed infatti, una volta fatto ingresso negli spazi detentivi, numerosi detenuti, appartenenti ai Circuiti della Media e dell’Alta Sicurezza, hanno lamentato l’impossibilità di poter effettuare i colloqui all’aperto con le loro famiglie ed in particolare con figli/nipoti in tenera età o adolescenti e/o genitori anziani. Non si comprende come sia possibile che una progettualità finanziata nel lontano 2015 dalla Cassa delle Ammende, alla data odierna, non sia stata ancora completata e ciò nonostante le ripetute sollecitazioni, puntualmente effettuate all’esito di ogni visita. Stando a quanto riferito, allo stato i lavori sarebbero stati ultimati e mancherebbe soltanto il collaudo da parte dell’Ufficio Tecnico del Prap per la Calabria di Catanzaro. Pertanto, l’Amministrazione Penitenziaria ed in modo particolare il Provveditorato Regionale per la Calabria, è stato invitato dalla Delegazione visitante, per quanto di rispettiva competenza, a voler provvedere con la massima sollecitudine e senza ulteriori perdite di tempo, ad inviare il personale dell’Ufficio Tecnico presso l’Istituto di Cosenza al fin di definire la procedura di collaudo in modo tale che l’area verde venga immediatamente aperta e resa fruibile ai detenuti che, ormai da anni, sono privati di poter effettuare colloqui all’aperto.

Altra problematica, degna di nota, emersa durante i colloqui intrattenuti con i detenuti circa le condizioni di vita detentiva nell’Istituto, riguarda il servizio di sopravvitto. Più precisamente, tantissimi detenuti, hanno lamentato che, proprio nei giorni antecedenti alla visita, sono state apportate delle modifiche al c.d. “Modello 72”, con assurdo aumento dei prezzi ed eliminazione di alcuni prodotti in vendita al sopravvitto. Da una veloce visione del “Modello 72” effettuata dal radicale Quintieri, in effetti, è stato riscontrato che: 1) vi è stato un aumento significativo dei prezzi per molti dei prodotti in vendita al sopravvitto; 2) sono stati eliminati alcuni prodotti di frequente consumo, in particolare quelli per la pulizia personale lasciando, unicamente, ai detenuti la possibilità di acquistarne solo uno; 3) in tutte le Sezioni detentive non è stato rinvenuto affisso alle bacheche il tariffario “Modello 72” vistato dall’Autorità comunale.

L’Ordinamento Penitenziario del 1975 ed il Regolamento di Esecuzione del 2000 stabiliscono che: a) i prezzi del sopravvitto non possono essere superiori a quelli comunemente praticati nel luogo in cui è sito l’Istituto; b) che una rappresentanza dei detenuti composta da tre persone, designata mensilmente per sorteggio, integrata da un delegato del Direttore, scelto tra il personale civile, controlli qualità e prezzi dei generi venduti nell’Istituto; c) che la Direzione assumi mensilmente informazioni dall’Autorità comunale sui prezzi correnti all’esterno relativi ai generi corrispondenti a quelli in vendita da parte dello spaccio o assuma informazioni sui prezzi praticati negli esercizi della grande distribuzione più vicini all’Istituto e d) che i prezzi dei generi in vendita nello spaccio, debbano essere comunicati alla rappresentanza dei detenuti ed adeguati a quelli esterni risultanti dalle informazioni. Inoltre numerose Circolari del Dap emanate dal 1979 al 2011 invitano le Direzioni degli Istituti: ad eseguire costanti, puntuali e penetranti controlli in ordine al servizio del sopravvitto, con particolare attenzione ai prezzi praticati che andranno confrontati, con le informazioni sui prezzi correnti all’esterno, richiesti mensilmente all’Autorità comunale; il tariffario modello 72 deve essere, compatibilmente con le esigenze d’ordine e sicurezza, il più ampio possibile e prevedere tre o quattro articoli dello stesso genere; copia del tariffario, vistato dall’Autorità comunale, con cadenza almeno mensile, deve essere esposto nei reparti detentivi.

Alla luce di quanto riferito dai detenuti e riscontrato dalla Delegazione, in ordine al servizio di sopravvitto, pare che nella Casa Circondariale di Cosenza non vengano scrupolosamente rispettate le norme vigenti e le disposizioni impartite al riguardo dalla stessa Amministrazione Penitenziaria. Per tali ragioni, la Delegazione dei Radicali Italiani, ha invitato l’Amministrazione ed in particolare modo la Direzione dell’Istituto ed il Provveditorato Regionale, di volersi attivare con la massima sollecitudine affinché venga rivisto il “modello 72” per verificare, insieme alla rappresentanza dei detenuti, integrata dal delegato del Direttore, se i prezzi di tutti i generi posti in vendita nell’Istituto siano corrispondenti a quelli degli esercizi della grande distribuzione più vicini all’Istituto ove si praticano i prezzi più bassi, assicurando che il predetto “modello 72” sia il più ampio possibile e che vi siano inseriti almeno 3 o 4 articoli dello stesso genere, di diversa qualità e prezzo. Inoltre, è stato chiesto che tale verifica venga effettuata con cadenza mensile e che copia del “modello 72”, vistato dall’Autorità comunale, venga esposto in tutti i reparti detentivi. Ulteriore proposta della Delegazione è stata quella di stilare un elenco, da diffondere nelle Sezioni, degli altri prodotti alimentari e di conforto, acquistabili dal detenuto con fondi personali (peculio), per il tramite dell’impresa di mantenimento, previa autorizzazione della Direzione e di offrire la possibilità ai ristretti di fruire anche di “offerte speciali” e cioè di sconti così come riscontrato durante delle visite in altri Istituti Penitenziari della Repubblica. Infine, è stato chiesto di conoscere se le mercedi e i relativi contributi assicurativi e previdenziali a favore dei detenuti che esercitano attività lavorativa per la gestione del sopravvitto, siano a carico dell’impresa appaltatrice o, invece, dell’Amministrazione Penitenziaria.

Gli esiti della visita, con una relazione del capodelegazione Emilio Enzo Quintieri, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, sono stati trasmessi al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, al Provveditore Regionale Reggente per la Calabria, al Direttore della Casa Circondariale di Cosenza, al Magistrato di Sorveglianza di Cosenza ed al Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti presso il Ministero della Giustizia.

Visita alla Casa Circondariale di Cosenza del 30/06/2018 – Esiti (clicca per leggere)

Calabria, Quintieri (Radicali) tra i papabili alla carica di Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti


Prossimamente, il Consiglio Regionale della Calabria, sarà chiamato ad eleggere il “Garante Regionale dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale”, istituito con Legge Regionale n. 1 del 29/01/2018. Il Garante, che opererà su tutto il territorio regionale in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione, senza essere sottoposto ad alcuna forma di controllo gerarchico o funzionale, dovrà essere eletto con deliberazione adottata a maggioranza dei due terzi dei Consiglieri assegnati. In mancanza di raggiungimento del quorum, dalla terza votazione, l’elezione avverrà a maggioranza semplice dei Consiglieri assegnati.

Tra i papabili alla carica di Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti della Regione Calabria vi è il cetrarese Emilio Enzo Quintieri, laureando in giurisprudenza, membro del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani, da tempo a capo della delegazione visitante gli Istituti Penitenziari della Repubblica con particolare riferimento a quelli delle Regioni Calabria, Puglia, Campania e Lazio, autorizzato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia. Quintieri, inoltre, nel corso degli anni, è stato collaboratore di numerosi membri del Parlamento per la presentazione di atti di sindacato ispettivo e proposte di legge in ambito penitenziario nonché accompagnatore di Deputati e Senatori durante le ispezioni alle Carceri ed agli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Tra l’altro è stato uno dei promotori della Legge Regionale istitutiva del Garante in Calabria, seguendo i lavori presso il Consiglio Regionale e venendo anche audito come esperto a Palazzo Campanella dalla competente Commissione Consiliare. E’ stato più volte candidato alla Camera dei Deputati, nel 2013, con la Lista “Amnistia Giustizia e Libertà” promossa da Marco Pannella ed Emma Bonino ed infine, nel 2018, con la Lista “Più Europa con Emma Bonino”, promossa da Emma Bonino, Benedetto Della Vedova e Bruno Tabacci. Negli ultimi anni, infine, ha portato centinaia di Studenti di Giurisprudenza e Scienze del Servizio Sociale dell’Università della Calabria, accompagnati dai Docenti di Diritto Penale Prof. Mario Caterini e Prof. Sabato Romano, in visita alle Carceri calabresi.

Il Garante, infatti, dovrà essere scelto tra persone di specifica e comprovata formazione, competenza ed esperienza nel campo giuridico – amministrativo e nelle discipline afferenti alla promozione e tutela dei diritti umani o che si siano comunque distinte in attività di impegno sociale, con particolare riguardo ai temi della detenzione, e che offrano garanzie di probità, indipendenza e obiettività.

Intanto, nei prossimi giorni, in attesa che il Consiglio Regionale definisca l’iter per la elezione del Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti, l’esponente dei Radicali Italiani, debitamente autorizzato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia su richiesta dell’On. Riccardo Magi, farà visita alla Casa Circondariale di Paola (sabato 16), alla Casa Circondariale di Palmi (domenica 17), alla Casa di Reclusione di Rossano (sabato 23) ed infine alla Casa Circondariale di Cosenza (sabato 30). Quintieri durante le visite sarà accompagnato dalla radicale Valentina Anna Moretti, giurista e praticante Avvocato del Foro di Paola, candidata alla carica di Garante Regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Autonoma della Sardegna.

Visita di Radicali Italiani all’ex OPG di Aversa. Oggi è una Casa di Reclusione modello


Lo scorso venerdì Santo una delegazione di Radicali Italiani guidata da Emilio Quintieri e Sarah Meraviglia del comitato nazionale si è recata in visita ispettiva presso il carcere di Aversa, nell’ambito di un ciclo di ispezioni che ha toccato anche Pozzuoli e Poggioreale. I dati emersi nel corso della visita nell’istituto diretto da Carlotta Giaquinto (direttrice anche a Santa Maria Capua Vetere) raccontano che il carcere di Aversa è un vero e proprio modello a cui ispirarsi. La stessa direttrice, assieme al Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria, Commissario Capo Antonio Villano, ha accompagnato la delegazione radicale nella visita che si è protratta per cinque ore. Nato come manicomio, poi divenuto Opg e infine casa di reclusione, il carcere di Aversa è composto da sette sezioni per un totale di 90 celle dove sono ospitati 219 detenuti. Di questi, 163 sono in reclusione a custodia aperta e vi sono ancora undici internati. Gli stranieri sono pochi, non più di quattro. In questo istituto la sentenza Torregiani è ampiamente rispettata, infatti ogni detenuto dispone di oltre quattro metri quadri di spazio calpestabile nella propria cella.

Il carcere di Aversa offre inoltre una vasta gamma di attività: venti detenuti lavorano la terra e in una serra, coltivando prodotti agricoli. Altri dodici ristretti stanno usufruendo di un corso di formazione elettromeccanica della durata di quattro mesi, nell’ambito del progetto Garanzia Giovani. È stata inoltre istituita una scuola media. Altri 80 detenuti sono al servizio dell’amministrazione penitenziaria, due dei quali intra moenia ex articolo 21 (possibilità di lavoro esterno). In prevalenza sono detenuti a basso indice di pericolosità, quasi tutti con un residuo di pena pari o inferiore ai cinque anni. Il tutto perché, come ha spiegato la direttrice alla delegazione radicale, il carcere di Aversa è concepito per essere l’ultimo step prima della libertà e dunque il lavoro è considerato fondamentale. La stessa dottoressa Giaquinto sta lavorando affinché possa essere aperta un’officina vera e propria che dia da lavorare ai detenuti, impiegandoli nella produzione di materiali da vendere all’esterno o ad altre carceri.

Nel carcere di Aversa è presente un’ampia zona verde con area gioco per i bambini, vialetti e giardini ben curati dove i detenuti svolgono in primavera e in estate i colloqui con le famiglie. Le sale adibite ai colloqui sono tre. È inoltre in fase di stipula un accordo col comune di Aversa per creare opportunità di lavoro ai detenuti, impiegandoli nella pulizia e nella cura dei parchi pubblici cittadini. Carlotta Giaquinto ha ribadito come il carcere di Aversa, estendendosi in orizzontale, disponga di ampi spazi da poter colmare con diverse attività produttive, confermando la sua determinazione in tal senso. Le celle sono ampie e luminose, ospitano non oltre sei detenuti e a tal proposito si può fare un raffronto con altri istituti come Pozzuoli, dove in una cella vi sono fino a dodici detenute, o Poggioreale con i picchi di nove ristretti in una stanza “tugurio” nel famigerato padiglione Milano. Le sale comuni sono apparse alla delegazione grandi e pulite, munite di fornelli elettrici, frigoriferi, lavabo, e congelatori. Vi è inoltre un campo di calcio in erba naturale, molto ben curato. Il tutto in un ambiente dove nulla sembra lasciato al caso e anzi tutto sembra pensato a misura d’uomo, con l’obiettivo di una convivenza il più possibile umana e civile. In ogni cella vi è il bagno in perfette condizioni con tanto di mattonelle alle pareti e il vano doccia è separato. Il carcere di Aversa, inoltre, dispone di un teatro da 270 posti e perfino di un museo, dove sono custodite parti anatomiche che testimoniano ricerche risalenti al passato “lombrosiano” di una struttura nata come manicomio. Oggi, invece, la casa di reclusione “Filippo Saporito” di Aversa può a pieno titolo essere indicato come un modello da seguire, soprattutto grazie all’impegno della direttrice Carlotta Giaquinto.

Fabrizio Ferrante 

http://www.argacampania.it 01 aprile 2018

“Oltre le sbarre”, Quintieri e Moretti (Radicali) ospiti di “Linea Rovente”


Nei giorni scorsi, insieme alla collega Valentina Moretti, siamo stati ospiti della trasmissione televisiva “Linea Rovente” su Teleuropa Network condotta dalla giornalista Alessandra Carrieri.

Abbiamo parlato delle Carceri della Calabria, del trattamento dei detenuti e delle condizioni lavorative del personale penitenziario.

Qui trovate il link per vedere la puntata “Oltre le sbarre” http://www.tenonline.tv/linea-rovente-22-marzo-2018-oltre-le-sbarre/

Quintieri (+Europa) visita il Carcere di Crotone. Soddisfatto per l’incremento del personale


Finalmente, dopo una battaglia, abbiamo ottenuto il potenziamento del personale di Polizia Penitenziaria presso la Casa Circondariale di Crotone. Lo dichiara soddisfatto Emilio Enzo Quintieri, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e candidato alla Camera dei Deputati nel Collegio Plurinominale Calabria Nord nella Lista Più Europa con Emma Bonino, all’esito della visita effettuata presso l’Istituto Penitenziario di Crotone, autorizzata dal Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia Marco Del Gaudio.

L’aspirante Deputato Quintieri, nella circostanza accompagnato dall’esponente radicale Valentina Moretti, stante l’assenza del Direttore Emilia Boccagna e del Comandante di Reparto, Commissario Capo Giuseppe La Forgia, è stato accolto dall’Ispettore Superiore Francesco Tisci, Vice Comandante del Reparto di Polizia Penitenziaria nonché dal Capo dell’Area Giuridico Pedagogica Concetta Froio, con i quali dopo un breve colloquio a cui ha preso parte anche il Cappellano Don Stefano Cava, si è recato all’interno della struttura per verificare sia le condizioni di vita dei detenuti che di lavoro del personale. La delegazione radicale è stata accompagnata anche dall’Ispettore Superiore Gaetano Megna e dall’Assistente Capo Francesco Caruso.

Ero stato a visitare il Carcere di Crotone il 4 agosto scorso ed il 12 ottobre, in una relazione inoltrata, tra gli altri, al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo ed al Provveditore Regionale Reggente della Calabria Cinzia Calandrino, avevo rappresentato proprio la cronica carenza del personale di Polizia Penitenziaria, ritenendolo inadeguato per far fronte alle numerose esigenze di lavoro. Infatti, a Crotone, negli ultimi tempi, nonostante la presenza media di 120/130 detenuti, il personale del comparto sicurezza risultava essere di 52 unità, con una pianta organica che ne prevedeva sole 33. Per tali ragioni, continua il candidato Deputato, avevo invitato l’Amministrazione a rivedere, con cortese urgenza, l’organico del Corpo di Polizia Penitenziaria addetto al Reparto di Crotone. Successivamente, anche a seguito di alcuni accertamenti, con Decreto del Capo del Dipartimento del 29 novembre si è deciso di incrementare la pianta organica di Crotone da 33 unità (1 Commissario, 3 Ispettori, 2 Sovrintendenti e 27 Agenti/Assistenti) ad 85 unità (2 Commissari, 7 Ispettori, 13 Sovrintendenti e 63 Agenti/Assistenti). Al momento 9 Poliziotti Penitenziari hanno già preso servizio nell’Istituto, altri 11 arriveranno entro il 28 febbraio ed altri 20 entro il 20 marzo, a conclusione delle assegnazioni del 171 e 172 corso. Anche il Commissario Capo La Forgia, prima distaccato al Reparto di Frosinone e poi mandato in missione a quello di Cosenza, rientrerà stabilmente in servizio a Crotone.  Inoltre, conclude Quintieri, nell’Istituto di Località Passovecchio, oltre alle numerose unità di Polizia Penitenziaria, è stato pure assegnato, in pianta stabile, un Funzionario Contabile nonché un altro Funzionario Giuridico Pedagogico.

Al termine della visita alla Casa Circondariale, gli esponenti radicali Quintieri e Moretti, hanno incontrato alcuni Consiglieri ed Assessori del Comune di Crotone, ai quali hanno chiesto l’istituzione del Garante dei Diritti dei Detenuti nonché l’avvio di una collaborazione con la Direzione dell’Istituto per la stipula di una convenzione finalizzata all’assegnazione di alcuni detenuti a prestare la propria attività a titolo volontario e gratuito, tenendo conto anche delle loro specifiche professionalità e attitudini lavorative, nell’esecuzione di progetti di pubblica utilità in favore della collettività da svolgere presso il Comune di Crotone secondo quanto previsto dall’Art. 21 comma 4 ter dell’Ordinamento Penitenziario.

Dopo il Carcere di Crotone, Emilio Enzo Quintieri insieme ad altri colleghi candidati alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica nella Lista Più Europa con Emma Bonino ed esponenti di Radicali Italiani, proseguirà le visite negli Istituti Penitenziari di Catanzaro (22), Castrovillari (23), Paola (24) e Cosenza (28).

Cosenza, I detenuti dell’Alta Sicurezza smentiscono la lettera di un “anonimo detenuto”


La lettera recapitata nei giorni scorsi alla redazione di QuiCosenza pare non sia stata accolta di buon grado né dai detenuti né dagli operatori che lavorano nella casa circondariale di via Popilia. Con una missiva inoltrata alla direzione del carcere di Cosenza firmata dai i detenuti dell’alta sicurezza si chiede che le loro dichiarazioni, riportate di seguito, vengano pubblicate in maniera integrale. “In riferimento all’articolo pubblicato sul quotidiano QuiCosenza.it del 9 Gennaio 2018 riguardo la cena di Natale nel carcere di Cosenza e ‘l’assenza dello Stato e la forza dell’Antistato’, tutta la popolazione detenuti smentisce e prende le distanza categoricamente da quanto dichiarato da qualcuno che si nasconde nell’anonimato inventandosi e raccontando fandonie. Noi detenuti – scrivono gli ospiti dell’alta sicurezza nella lettera – non vogliamo prendere le difese di nessuno, ma far passare un messaggio altamente infangante e disprezzevole, non è da persone civili, non ha nulla a che fare con la verità. Si tratta esclusivamente di un caso isolato. Spiace che chi ha fatto pubblicare questo articolo l’abbia fatto proprio il giorno di Natale, di solito si è più buoni, prima con se stessi, poi con gli altri.

Sicuramente non è il caso di questo signore ‘anonimo’. Offende l’operato della cucina. Chi lavora all’interno dei locali adibiti a cucina, sono detenuti come tutti noi, che cercano in tutti i modi di fare del loro meglio, e sottolineiamo che nessuno si è mai lamentato o sentito male per deficienze della cucina, e nulla da dire sulle condizioni igienico-sanitarie. Ci teniamo a precisare riguardo al signor ‘anonimo’ che sottolinea ‘la settimana dell’Immacolata… la direzione del carcere non ha pensato di consegnarci le forniture ministeriali’. Innanzitutto è stato un problema tecnico nazionale che ha riguardato gli istituti penitenziari d’Italia a causa di un virus che ha colpito tutti i sistemi dei computer e non per colpa dell’amministrazione penitenziaria. Comunque la stessa ha provveduto urgentemente a consegnarci la carta igienica, stracci e detersivi per lavare nel limite delle sue possibilità. Ha fatto in modo di anticiparci dalla spesa che ogni detenuto può fare dal proprio estratto conto acqua, zucchero, caffè e sigarette.

Per quanto riguarda l’abbondanza di cibo che il famigerato anonimo dice al suo amico pakistano di aver visto sulle tavole ha dimenticato ‘di sua volontà’ che ogni detenuto può farsi fare dare dalla buca colloqui un pacco dai propri familiari di venti chili mensili e che la maggior parte di noi detenuti ha rinunciato a farsi portare capi d’abbigliamento, lenzuola, tute, ecc. per far sì che entrassero lecitamente, come da ordinamento penitenziario tutto quello che è consentito nel limite e nel rispetto di tutto e di tutti. L’anonimo dimentica ulteriormente che i detenuti tutti, dell’Alta Sicurezza e della Media Sicurezza, riguardo alla solidarietà tra detenuti hanno provveduto ad offrire e donare parte dei pasti o dei dolci tipici regionali a tutti gli stranieri che si trovano rinchiusi nella casa circondariale di Cosenza e a tutti coloro che non possono fare colloqui.

Ovvio che qualche problema accidentale possa esistere, le problematiche serie che affliggono le case circondariali o di reclusione sono di ordine pubblico e chi di competenza ne è a conoscenza. Pertanto ci auspichiamo che questo nuovo anno sia un punto di partenza per le vere e serie problematiche che affliggono le carceri italiane di cui ci riserviamo di commentarle in questa occasione. Terminiamo questa nostra breve risposta riguardo l’articolo pubblicato sul giornale QuiCosenza.it facendo gli auguri di un buon 2018 al signore non identificato e ricordiamo a tutta la direzione del carcere di Cosenza e all’opinione pubblica che leggerà questo scritto che tutti noi detenuti nulla abbiamo a che fare con le fantasie allucinanti di chi ha fatto pubblicare una lettera così falsa e deprimente”.

 

GLI ACCERTAMENTI EFFETTUATI DOPO LA PUBBLICAZIONE DELLA LETTERA

La pratica delle ‘stimanze’ non sarebbe altro che una forma di solidarietà dei detenuti nei confronti degli stranieri e degli italiani meno abbienti che a Natale è più sentita. A seguito degli accertamenti effettuati dopo la pubblicazione della lettera sul quotidiano QuiCosenza è emerso, come si evince dalle parole dei detenuti, che quest’ultimi hanno preso le distanze dall”anonimo’ dissociandosi dal contenuto dell’articolo. La distribuzione dei pasti, secondo l’esito dell’ispezione, sarebbe avvenuta seguendo le tabelle vittuali ministeriali. Nella lettera infatti l’anonimo autore ha omesso di riferire che esiste un’apposita commissione che effettua controlli sia sulla qualità sia sulle quantità dei generi vittuari distribuiti dalla ditta pugliese Guarnieri a cui la Regione Calabria ha affidato l’appalto. Della commissione cucina detenuti fanno parte sei ospiti sorteggiati tra tutti i ristretti senza distinzione di posizione giuridica con incarico mensile. Per quanto riguarda gli inconvenienti verificatisi nella settimana dell’Immacolata inerenti la mancata distribuzione dei parte del sopravvitto si riscontra che, in effetti, in quei giorni a causa di un problema che ha interessato tutti i carceri italiani non è stato possibile erogare parte del sopravvitto, ma sono stati comunque forniti i generi di prima necessità.

Contrariamente a quanto descritto nell’articolo l’occasione della socialità per le festività natalizie rappresenta una modalità per far vivere il Natale anche alle persone detenute nel rispetto dell’articolo 27 della Costituzione che prevede l’umanizzazione della pena. Durante le ricorrenze la socializzazione consiste nel consumo dei pranzi insieme tra detenuti di due o più stanze nel rispetto dei circuiti. Non vi è tanta ricchezza di portate, semmai il contrario. In più nel carcere di via Popilia risiede solo un pakistano, che non ha figli. Ogni detenuto può ricevere un pacco fino al massimo di 20 chilogrammi e dalle verifiche effettuate nessun detenuto risulta aver superato il limite consentito dalla legge.Per quanto riguarda i prezzi in generale dei generi alimentari acquistabili al sopravvitto è notorio che vi è apposita commissione (composta anche da detenuti) che vigila e verifica i prezzi di mercato all’esterno con l’ausilio dei vigili urbani. Cosa che è avvenuta anche per l’acquisto dei panettoni. Il panettone a cui si fa riferimento 1,99 euro è da 750 grammi esposto in un esercizio con funzione di prezzo civetta, mentre quello da 4 euro è da un chilo con caratteristiche analoghe a quelle praticate nella grande distribuzione tra i supermercati del circondario.

A dicembre è stato istallato un nuovo impianto per il riscaldamento della struttura e la produzione di acqua calda. Costato circa 150mila euro è stato collaudato la scorsa settimana ed i lavori hanno comportato brevi interruzioni del servizio per un massimo di due ore. Infine resta da evidenziare che il carcere di Cosenza è uno degli istituti più avanzati della Calabria sul piano della rieducazione e del trattamento dei detenuti. Numerose le attività svolte al suo interno con: magazzino per la raccolta di indumenti usati dall’esterno e la redistribuzione tra i detenuti bisognosi, due scuole superiori professionalizzanti (Alberghiero e Ragioneria), due scuole medie, una scuola elementare, 40 posti di lavoro all’interno del penitenziario a cui accedono i detenuti a rotazione, patronato per le pratiche burocratiche. biblioteca con corsi di scrittura creativa (pubblicato nel 2017 un libro con i racconti dei detenuti), cineforum con proiezione dei film usciti in sala nella penultima stagione, un incontro informativo al mese con la Lega Tumori, incontri settimanali di catechesi, sportello d’ascolto detenuti Ristorando, sport a cadenza settimanale, esercitazioni di canto, laboratori di artigianato, concerti musicali, corsi di teatro con allestimento spettacoli, incontri con dibattito sul sistema carcerario in particolare sui temi dell’ergastolo e del 41 bis e un progetto sul Folklore, tradizioni popolari usi e costumi della cultura calabrese. In più di recente alcuni agenti penitenziari hanno seguito un corso di arabo e redatto un piccolo frasario per i migranti che ancora non conoscono la lingua italiana.

Maria Teresa Improta

http://www.quicosenza.it – 22 gennaio 2018

Calabria, in Consiglio Regionale l’approvazione definitiva del Garante dei Diritti dei Detenuti


Domani pomeriggio l’Assemblea del Consiglio Regionale della Calabria, appositamente convocata dal suo Presidente Nicola Irto discuterà il testo unificato: “Istituzione del Garante Regionale dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale“, scaturito dalle Proposte di Legge n. 34/10 e 221/10 presentate, rispettivamente, dai Consiglieri Regionali Nicola Irto (Pd) e Franco Sergio (Oliverio Presidente). Quest’ultimo, Presidente della I Commissione Consiliare Affari Istituzionali, è stato designato quale Consigliere Relatore.

Il progetto di legge unificato Irto-Sergio è stato già approvato dalle Commissioni di merito cui era stato assegnato, Affari Istituzionali e Bilancio, il 20 settembre ed il 30 novembre e trasmesso in Segreteria Assemblea (con eventuali pareri) il 13 dicembre 2017. La II Commissione presieduta dal Consigliere Regionale Giuseppe Aieta (Pd) ha inteso modificare l’articolo 12 relativo alla norma finanziaria, determinando che gli oneri derivanti per l’attuazione della legge, per gli esercizi finanziari 2018 e 2019, non superino i 35.564,00 euro, autorizzando la Giunta Regionale ad effettuare le necessarie variazioni allo stato di previsione della spesa del bilancio di previsione 2017-2019, annualità 2018 e 2019 mentre per gli anni successivi si provvederà nei limiti consentiti dalle effettive disponibilità di risorse autonome per come stabilite nella legge di approvazione del bilancio di previsione della Regione.

La figura del Garante, modellata alle diverse esperienze regionali, risulta essere quella di un riferimento diretto – senza sovrapposizione e/o supplenza all’autorità giurisdizionale – per tutti coloro che si trovano privati, per ragioni di giustizia, della libertà personale. Quindi, figura di mediazione, dotata di autorevolezza istituzionale, autonoma sia rispetto all’amministrazione penitenziaria, sia rispetto all’amministrazione giudiziaria, indipendente, in grado di intervenire, di propria iniziativa ovvero su richiesta, per migliorare le condizioni detentive e per consentire, all’interno delle stesse strutture, l’esercizio dei diritti essenziali dell’uomo (vita, dignità, salute, religione, famiglia, istruzione, formazione, lavoro, risocializzazione). Un organismo in grado di vigilare ed osservare costantemente, in maniera ravvicinata e diretta, il mondo “oltre le sbarre”, che abbia la possibilità effettiva di segnalare eventuali violazioni di legge alle autorità, amministrative e giurisdizionali, competenti.
Allo stesso tempo, il Garante deve svolgere un ruolo di promozione, di stimolo e di diffusione culturale del rispetto e della tutela dei diritti delle persone che si trovano in stato detentivo e/o comunque limitativo della libertà personale.

Ogni iniziativa in grado di “umanizzare il carcere” è un contributo essenziale alla funzione risocializzante e rieducativa che la nostra Costituzione assegna alla pena, con conseguenti effetti positivi per l’individuo e per la società che anela maggiore sicurezza e coesione sociale. Proprio per rispondere alle esigenze esplicitate ed in virtù del ruolo determinante che caratterizza la Regione nei rapporti con le altre componenti istituzionali e sociali, in ossequio al principio di sussidiarietà, per la programmazione, coordinamento ed attuazione delle politiche sociali, fra tutte quelle socio-lavorative di reinserimento, è stato disegnato il progetto di legge regionale.

Durante i lavori della Commissione Affari Istituzionali, sono stati auditi, oltre a Maria Ciaccio per il Dipartimento Politiche Sociali della Regione Calabria, tanti professionisti addetti del settore (tra gli altri Emilio Enzo Quintieri dei Radicali italiani; Gianpaolo Catanzariti referente dell’Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali italiane;Agostino Siviglia Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Reggio Calabria; Caterina Arrotta direttore della Casa Circondariale di Paola ed Angela Marcello direttore della Casa di Reclusione “Luigi Daga” di Laureana di Borrello). Ognuno degli auditi ha dato il proprio contributo, migliorando notevolmente il progetto di legge regionale che, domani, salvo eventuali rinvii, l’Assemblea del Consiglio Regionale dovrebbe definitivamente approvare.

Consiglio Regionale della Calabria – Ordine del Giorno della seduta del 18/01/2018 ore 15,00 (clicca per leggere)