Catanzaro, Radicali Italiani soddisfatti per l’attuazione della Sorveglianza Dinamica nel Penitenziario


             Casa Circondariale di Catanzaro “Ugo Caridi”

In Calabria, anche per l’assenza di un Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, in pianta stabile, siamo ancora all’anno zero, rispetto al resto d’Italia. Per tale motivo, da tempo, stiamo sollecitando il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ed il Ministero della Giustizia, a nominare un Dirigente Generale Penitenziario che si occupi, in maniera esclusiva, della Regione Calabria. Per cui tutto va a rilento, salvo la buona volontà dei singoli Dirigenti d’Istituto o dei Comandanti di Reparto. Lo dice Emilio Enzo Quintieri, già membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani che, nei giorni scorsi, accompagnato da Valentina Anna Moretti e da Marco Calabretta, si è recato a visitare la Casa Circondariale di Catanzaro “Ugo Caridi” per verificare le condizioni di detenzione e la gestione dell’Istituto.

Ad accogliere la delegazione radicale, autorizzata dai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, il Direttore della Casa Circondariale Angela Paravati, l’Ispettore Capo Giacinto Longo ed altro personale del Reparto di Polizia Penitenziaria in servizio nell’Istituto.

Preliminarmente, la delegazione, ha visitato la struttura dell’ex Centro Diagnostico Terapeutico, oggi denominata Servizio Multiprofessionale Integrato di Assistenza Intensiva, avviata nelle scorse settimane e destinata all’assistenza sanitaria specialistica delle persone detenute provenienti sia dagli Istituti Penitenziari della Regione Calabria che da altre Regioni d’Italia.

Per tanti anni i Radicali Italiani hanno battagliato in Parlamento per l’apertura del Centro Clinico e lo dimostrano le numerose Interrogazioni rivolte al Governo ed in particolare modo ai Ministri della Giustizia e della Salute in questa e nelle precedenti legislature.

Abbiamo visitato tutta la struttura, nonostante ancora non sia avviata a pieno regime. Per il momento sono attive solo la riabilitazione estensiva a ciclo continuativo con 11 posti letto ed i servizi sanitari generali ed ambulatoriali dell’istituto con 15 branche specialistiche e di un’attività di riabilitazione di tipo fisioterapico con 6 posti letto, anche con una piscina ed attrezzature di ultima generazione. Prossimamente e, comunque entro la fine dell’anno, appena l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro ultimerà la selezione del personale paramedico, saranno attivati anche i servizi psichiatrici (3 e 4 piano) e, più precisamente, la Sezione per la tutela intramuraria della salute mentale composta da 8 posti letto e da una Sezione per l’Osservazione Psichiatrica con altri 5 posti letto. Sulla questione, prosegue il radicale Quintieri, continueremo ad essere vigili affinché le procedure non vadino per le lunghe come spesso avviene in questi casi. Tant’è vero che, nei prossimi mesi, torneremo a far visita all’Istituto Penitenziario di Siano.

      Delegazione visitante (Moretti, Calabretta, Quintieri)

Per il resto, la delegazione, ha visitato anche la Sezione che una volta ospitava i semiliberi, recentemente ristrutturata con manodopera detenuta, ove sono state allestite – ed a breve saranno funzionanti – 5 camere con annessi servizi, dalle quali i detenuti potranno collegarsi in videoconferenza per assistere ai processi che li riguardano, diminuendo le numerosissime traduzioni extramoenia.

Nell’Istituto, al momento della visita, erano presenti 530 detenuti, 83 dei quali stranieri, 285 con condanna definitiva ed altri 245 giudicabili (imputati, appellanti e ricorrenti). Tra di essi 254 (100 definitivi) appartengono al Circuito dell’Alta Sicurezza (236 all’AS3 criminalità organizzata e 18 all’AS1 ex 41 bis, molti dei quali ergastolani ostativi). Inoltre, per quanto riguarda i detenuti “comuni”, vi erano 273 persone appartenenti al Circuito della Media Sicurezza (114 definitivi, 68 dei quali a custodia aperta, c.d. “sorveglianza dinamica”) ed infine 1 semilibero e 2 internati.

Il personale del Reparto di Polizia Penitenziaria presente in Istituto è di 280 unità mentre quello della professionalità giuridico pedagogica è di 5 unità. Entrambi sono decisamente carenti rispetto alle esigenze dell’Istituto ed andrebbero subito potenziati.

Recentemente, grazie alla Cassa delle Ammende, sono stati approvati e finanziati 2 progetti, presentati dalla Direzione dell’Istituto ed i cui lavori inizieranno a breve. Uno riguarda il rifacimento del campo sportivo e l’altro la realizzazione dell’area verde, entrambi per la media sicurezza. Altre proposte sono state avanzate ma si è ancora in attesa del parere del competente Ufficio del Provveditorato Regionale della Calabria. E’ stata ampliata l’area verde con la creazione di un vigneto ed è stato ceduto il laboratorio di ceramica ad una Cooperativa che al termine del corso di formazione previsto per il 23 ottobre, procederà all’assunzione di 2 detenuti appartenenti al Circuito dell’Alta Sicurezza.

Quello che di più positivo abbiamo riscontrato è che il 4 piano del nuovo Padiglione della Media Sicurezza, composto da 68 detenuti, è stato finalmente avviato a “custodia aperta”. Catanzaro (dopo Paola che però ha un Padiglione specifico) è il primo Istituto in Calabria ad attuare il modello operativo della “sorveglianza dinamica”. Mentre in tutta Italia, da tempo, sono aperte anche le Sezioni di Alta Sicurezza, in Calabria, stiamo ancora valutando, sperimentalmente, di aprirne qualcuna di Media Sicurezza. Questo, conclude Emilio Enzo Quintieri, capo della delegazione radicale, è inaccettabile perché costituisce una disparità di trattamento e più volte lo abbiamo già segnalato ai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria chiedendo che le direttive dipartimentali vengano rispettate ed attuate anche in Calabria.

Palmi, Radicali: Carcere in condizioni strutturali critiche. Lunedì visita al Penitenziario di Catanzaro


Le condizioni strutturali del Carcere di Palmi sono critiche ma a breve ci saranno dei miglioramenti. Lo dice Emilio Enzo Quintieri, già membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani che, nei giorni scorsi, unitamente a Valentina Anna Moretti, esponente dei Radicali Italiani, ha fatto visita alla Casa Circondariale di Palmi “Filippo Salsone”, entrambi autorizzati all’accesso in Istituto dai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia.

Ad accogliere la delegazione radicale, stante l’assenza del Direttore dell’Istituto Romolo Pani per motivi di salute, c’era il Commissario Capo Paolo Cugliari, Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria, il Vice Ispettore Maurizio Tardio, Coordinatore della Sorveglianza Generale ed il Sovrintendente Massimo Ranieri che, dopo un breve colloquio, hanno accompagnato i visitatori all’interno della struttura detentiva.

Nell’Istituto di Palmi, al momento della visita, vi erano 163 detenuti, 13 dei quali stranieri, a fronte di una capienza regolamentare di 152 posti, dai quali però vanno sottratti 57 posti (68 detenuti in esubero), a causa della chiusura del primo piano del Reparto dell’Alta Sicurezza per lavori di ristrutturazione finalizzati al rifacimento dell’impianto tecnologico a servizio della centrale termica e propedeutico alla realizzazione delle docce all’interno delle camere di pernottamento ed all’abolizione degli illegali locali doccia in comune. Le persone detenute appartenenti al Circuito dell’Alta Sicurezza sono 109 mentre 54 sono quelli appartenenti al Circuito della Media Sicurezza, c.d. “comuni”. Relativamente alle caratteristiche della popolazione detenuta su 163 detenuti, 93 sono giudicabili, 35 appellanti, 14 ricorrenti e 21 definitivi. Vi sono, altresì, 2 detenuti lavoranti all’esterno ma all’interno dell’intercinta muraria secondo quanto previsto dall’Art. 21 dell’Ordinamento Penitenziario. Altri 30 detenuti, invece, lavorano all’interno dell’Istituto alle dirette dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria.

Fortunatamente, a differenza di altri Istituti Penitenziari della Calabria, nell’Istituto di Palmi, ormai da anni non vi sono “eventi critici” (decessi, suicidi, tentati suicidi, atti autolesionistici, risse, etc.) ed anche le sanzioni disciplinari sono ridotte ai minimi termini. Ciò conferma la professionalità di tutto il personale in servizio nella Casa Circondariale di Palmi, principalmente della Polizia Penitenziaria nonostante la carenza d’organico (96 unità presenti su 122, tante delle quali con oltre 25 anni di servizio effettivo) e dell’Area Giuridico Pedagogica (5 presenti su 5 previsti, di cui 4 a tempo pieno ed 1 in distacco presso la Casa Circondariale di Salerno) ed infine, più in generale, dell’Autorità Dirigente, molto sensibile ai problemi ed ai disagi, individuali e collettivi, delle persone ristrette. Buona anche la presenza della Società esterna: nell’Istituto fanno ingresso 36 volontari ex Art. 17 O.P. ed altri 11 volontari ex Art. 78 O.P.

Il Reparto Isolamento, situato in un corpo di fabbrica separato dagli altri ed inutilizzato da oltre 4 anni, a breve, grazie ad un progetto di 50.000 Euro, finanziato dalla Cassa delle Ammende del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, sarà ristrutturato ed all’interno dello stesso saranno realizzate 5 sale attrezzate per la videoconferenza, al fine di contenere i rischi e gli oneri attualmente sostenuti per le numerose traduzioni dei detenuti innanzi alle competenti Autorità Giudiziarie. Per quanto è dato sapere, al momento, la Casa Circondariale di Palmi dovrebbe essere uno dei pochi Istituti in Calabria in cui sarà possibile seguire i processi a distanza tramite il sistema di videoconferenza. Altre progettualità, presentate dalla Direzione dell’Istituto, sono state finanziate dalla Cassa delle Ammende (realizzazione di un impianto polivalente pallacanestro e pallavolo, adiacente al campo sportivo) ed altre sono in corso di valutazione (rifacimento facciate esterne e sostituzione degli infissi e reti metalliche).

La Delegazione di Radicali Italiani lunedì 25, nel pomeriggio, si recherà in visita alla Casa Circondariale di Catanzaro “Ugo Caridi”, diretta dal Dirigente Penitenziario Angela Paravati, ove nei giorni scorsi, è stato finalmente attivato il Servizio Multiprofessionale Integrato di Assistenza Intensiva (SAI), destinato all’assistenza sanitaria specialistica delle persone detenute provenienti sia dagli Istituti Penitenziari della Calabria che di altre Regioni d’Italia.

Radicali: in Calabria 7 carceri su 12 sono sovraffollate. Ai primi posti Reggio Calabria, Cosenza e Paola


delegazione-radicaleAnche quest’anno, come da tradizione, durante le prossime festività visiteremo con attenzione gran parte degli Istituti Penitenziari della Calabria. Mercoledì 21 inizieremo dalla Casa Circondariale di Vibo Valentia, venerdì 23 saremo a Palmi, sabato 24 a Paola, domenica 25 a Cosenza, martedì 27 a Castrovillari, venerdì 30 a Catanzaro e sabato 31 alla Casa di Reclusione di Rossano. Lo dichiara Emilio Enzo Quintieri, già membro del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani, a capo delle delegazioni visitanti autorizzate dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia.

Attualmente, nei 12 Istituti Penitenziari della Calabria, a fronte di una capienza regolamentare di 2.661 posti, sono ristretti 2.702 detenuti (43 donne), 542 dei quali sono di nazionalità straniera (20.06%). 25 sono i semiliberi, 1 dei quali straniero. Quindi, apparentemente, vi sarebbero soltanto 41 detenuti in esubero. Ma non è proprio così poiché, dalla capienza generale regionale, bisogna togliere altri 223 posti che non sono disponibili ed utilizzabili. Per cui, allo stato, sono 264 i detenuti in eccesso e quelli che sono coinvolti nel sovraffollamento, cioè quelli che sono ristretti in carceri sovraffollate, sono 1.637, quindi il 60,58% del totale dei detenuti presenti. L’indice di affollamento è del 101.54%.

Oltre la metà delle nostre Carceri  e per la precisione 7 su 12 sono sovraffollate. Al primo posto c’è la Casa Circondariale “Giuseppe Panzera” di Reggio Calabria col 140,76% di sovraffollamento (capienza 184, detenuti presenti 259, 75 in esubero); a seguire la Casa Circondariale “Sergio Cosmai” di Cosenza col 131,19% (capienza 218, detenuti presenti 286, 68 in esubero); la Casa Circondariale di Paola col 125,82% (capienza 182, detenuti presenti 229, 47 in esubero); la Casa Circondariale “Filippo Salsone” di Palmi col 123,68% (capienza 152, detenuti presenti 188, 36 in esubero); la Casa Circondariale di Arghillà di Reggio Calabria col 109,06% (capienza 302, detenuti presenti 331, 29 in esubero); la Casa Circondariale di Crotone col 104,17% (capienza 120, detenuti presenti 125, 5 in esubero) e la Casa di Reclusione di Rossano col 101,86% (capienza 215, detenuti presenti 219, 4 in esubero). Negli altri 5 penitenziari calabresi (CC di Locri, Castrovillari, Vibo Valentia, Catanzaro e C.R. di Laureana di Borrello) non vi sono problemi di sovraffollamento.

Ma non è solo il sovraffollamento il problema che affligge il sistema penitenziario regionale perché a questo deve aggiungersi anche la gravissima carenza di personale del Corpo di Polizia Penitenziaria che oltre a limitare fortemente le attività trattamentali intramurali comporta anche rilevanti problemi di gestione degli Istituti. Rispetto ad una pianta organica, divisa per ruoli, che prevede 1.441 unità di Polizia Penitenziaria, sono effettivamente in servizio 1.398 unità. Anche in questo caso, apparentemente, la carenza di organico (43 unità) sarebbe del tutto irrisoria ed invece tale problematica è molto più importante, grave e complessa. Infatti, mancano 11 Commissari, 74 Ispettori e 93 Sovrintendenti. Ci troviamo solo 43 unità mancanti perché vi sono in servizio 135 unità del ruolo Agenti/Assistenti rispetto a quelli previsti dalla pianta organica che distorcono quella che è la statistica “reale”.

Fatto ancora più grave, degno di nota, è che in Calabria, da oltre 6 anni, manca il Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria. Dopo il suicidio di Paolo Quattrone, il Ministro della Giustizia che procede su proposta del Capo dell’Amministrazione Penitenziaria, non ha più nominato un Dirigente Generale in pianta stabile a capo del Provveditorato calabrese. Attualmente, la reggenza del Provveditorato per la Calabria con sede in Catanzaro, è stata assegnata alla Dott.ssa Cinzia Calandrino, che ricopre l’incarico di Provveditore Regionale per il Lazio, l’Abruzzo ed il Molise.

All’esito delle ispezioni, oltre a relazionare in merito al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, alla Magistratura di Sorveglianza competente ed al Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti presso il Ministero della Giustizia, solleciteremo anche la presentazione di una dettagliata Interrogazione Parlamentare sul “Caso Calabria” al Governo Gentiloni affinché vengano presi gli opportuni provvedimenti per risolvere le gravi problematiche che affliggono il sistema penitenziario calabrese.

Le Delegazioni visitanti, autorizzate dal Direttore Generale dei Detenuti e del Trattamento dell’Amministrazione Penitenziaria Roberto Calogero Piscitello, su disposizione del Capo del Dipartimento Santi Consolo, oltre da Quintieri, saranno composte da Valentina Moretti, Maria Ferraro, Ercole Blasi Nevone, Manuel Pisani, Annabianca Iero e dagli Avvocati Sebastiano Brancati del Foro di Locri, Nicola Galati del Foro di Palmi e Carmine Curatolo del Foro di Paola.

Quintieri, Non aderisco a Marcia dei Radicali. Contrario a passerella Regione Calabria


Regione CalabriaNon aderisco e non parteciperò alla IV Marcia per l’Amnistia, la Giustizia e la Libertà, organizzata dal Partito Radicale, che si terrà a Roma il prossimo 6 novembre 2016.
Com’è noto, tra gli altri, ha aderito e partecipa alla Marcia anche la Regione Calabria con una mozione proposta dal Partito Democratico e votata, all’unanimità, da tutti i Consiglieri Regionali.
Più volte, inutilmente, ho sollecitato il Presidente, la Giunta ed i Consiglieri Regionali, ad occuparsi anche del disastrato sistema penitenziario calabrese nell’ambito delle loro competenze.
Il Presidente Mario Oliverio aveva preso degli impegni ben precisi al riguardo, che sono chiaramente riportati nel suo programma elettorale di candidato Governatore. Non ne ha mantenuto nessuno !
Negli Istituti Penitenziari calabresi, ma non è soltanto questo il problema, i detenuti continuano a subire trattamenti inumani e degradanti e tanti di loro, per questi motivi e per la mancanza di sostegno ed assistenza, hanno tentato il suicidio, riuscendoci svariate volte anche grazie alla cronica carenza di personale del Corpo di Polizia Penitenziaria. Tanti altri hanno compiuto gravi atti autolesionistici, soprattutto gli stranieri, per veder riconosciuti i loro più elementari diritti fondamentali. Tanti altri ancora sono morti in carcere per l’inefficienza e l’inoperosità del Servizio Sanitario Penitenziario dipendente dalla Regione Calabria (e non dall’Amministrazione Penitenziaria come invece qualcuno crede). Non è stato istituito nemmeno l’Ufficio del Garante Regionale per i Diritti dei Detenuti ed una delle proposte di Legge d’iniziativa del Consigliere Regionale Nicola Irto è ferma da anni.

Sul punto, come concordato con il Consigliere Regionale Franco Sergio, Presidente della Commissione Affari Istituzionali e Relatore della predetta Proposta di Legge (che ho anche coinvolto facendo una visita ispettiva congiunta alla Casa Circondariale di Castrovillari “Rosetta Sisca”), avevo tramesso osservazioni e proposte al fin di migliorare il provvedimento. Ho perso il conto di quante volte sono stato preso in giro; tutti gli impegni assunti in questi mesi non sono stati rispettati e si continua a rinviare all’infinito, nonostante l’importanza e la prepotente urgenza di deliberare in merito atteso che si tratta di tutelare e garantire quei diritti minimi, naturali ed inalienabili, connessi alla sola qualità di essere umano di tutte le persone detenute o sottoposte ad altre misure restrittive della libertà personale.
Per non parlare della situazione degli internati cioè delle persone sottoposte a misura di sicurezza detentiva. Non c’è stato verso di far rispettare alla Regione Calabria le norme varate dal Parlamento per il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.
Nonostante una formale diffida al Presidente Oliverio da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri della Giustizia e della Salute, nulla è stato effettuato ed infatti, dopo tante nostre sollecitazioni, il Governo Renzi è stato costretto a nominare un Commissario Straordinario per porre fine alla perdurante condotta omissiva della Regione Calabria, più volte duramente denunciata persino dai Magistrati di Sorveglianza competenti.
Niente è stato fatto dalla Regione anche per quanto riguarda l’apertura ed il funzionamento del Centro Diagnostico Terapeutico annesso alla Casa Circondariale di Catanzaro “Ugo Caridi”.
Quindi, l’adesione e la partecipazione alla Marcia della Regione Calabria, oltre ad esser una inutile e vergognosa “passerella” costituisce una offesa per tutti i detenuti, per le loro famiglie e per quelli che realmente si battono per la difesa dei loro diritti, reiteratamente violati col menefreghismo e la complicità degli organi della Regione.

Emilio Enzo Quintieri (Radicali Italiani)

Catanzaro, Ergastolano si laurea in Giurisprudenza con 110 e lode


Casa Circondariale di CatanzaroClaudio Conte, 45 anni e 27 di carcere già fatto, ha lo sguardo mobile. Come cercasse, invano, un punto su cui fermarsi. S’intuisce l’emozione. La giornata è di quelle che segnano una vita. Per incontrarlo, si sono scomodati dieci docenti universitari guidati dal costituzionalista Luigi Ventura, preside della Facoltà di Giurisprudenza della “Magna Grecia”. Lui, il detenuto, quand’è stata l’ora dei ringraziamenti, ha detto: «Oggi è entrato in carcere un pezzo di libertà». Venerdì 22 aprile: tutt’intorno, nel penitenziario “Ugo Caridi” di Siano a Catanzaro che ospita 700 persone perlopiù meridionali, si respira aria di festa. La cerimonia di una laurea in legge dietro le sbarre, però, a guardarla con occhi distaccati, evoca, piuttosto che entusiasmo, le tristi parole di una vecchia canzone di Claudio Lolli: «Vent’anni (più o meno l’età in cui Claudio Conte è finito in carcere a Lecce) tra milioni di persone, che intorno a te inventano l’inferno. Ti scopri a cantare una canzone, cercare nel tuo caos un punto fermo. Vent’anni e solitudine sorella, ti schiude nel suo chiostro silenzioso, il buio religioso di una cella, la malattia senile del riposo. Vent’anni e solitudine nemica, ti vive addosso con il tuo maglione, ti schiaccia come un piede una formica, ti inghiotte come il cielo un aquilone, vent’anni e uscirne fuori è fatica». Eppure, in quel “chiosco silenzioso”, Claudio Conte ha fatto una «scoperta meravigliosa»: la Costituzione. Sicché, venerdì ha potuto depositare sul tavolo della Commissione di laurea un lavoro “poderoso” (l’ha definito così il prof. Ventura) che intercala il suo lungo percorso umano, lastricato di dolori e ravvedimento, con una mole enorme di riferimenti specialistici «sull’irretroattività delle preclusioni ai benefici penitenziari (introdotte nel ’92) ai delitti puniti con la pena dell’ergastolo prima del 2008».

CLAUDIO CONTE E L’ERGASTOLO OSTATIVO Giornata decisiva per Claudio Conte. Come altre nella sua vita, ma le altre, alcune di sicuro, non gli hanno portato bene. Se è in carcere da quando aveva diciotto anni e mezzo ed oggi ha oltrepassato la soglia dei quaranta, è perché in quelle “altre” giornate, altrettanto indelebili, ha giocato pesante, nei borghi di città in cui la guerra dei clan «mischia vittime e carnefici» fagocitando giovani abbandonati a se stessi. E ora sono ventisette anni di galera dura con un ergastolo ostativo da scontare. Anzi no: perché quand’è ostativo il detenuto non sconta un bel niente, visto che (Lolli) «è incastrato senza resistenza» e ha «una coscienza rattrappita che vuole venir fuori e srotolarsi». Srotolarsi, ma non può: perché, nonostante l’articolo 27 della Costituzione, che non predilige pene contrarie al senso d’umanità ma chiede che tendano alla rieducazione del condannato, lo Stato l’imprigiona per la morte; «e ti schiaccia – canta Lolli – come un piede una formica…E uscirne fuori è fatica». La serrata requisitoria di Conte contro l’ergastolo ostativo (il titolo della tesi, disponibile anche in versione digitale, è: “Profili costituzionali in tema di ergastolo ostativo e benefici penitenziari”), ha avuto l’apprezzamento del prof. Ventura che l’ha definita «una lezione». Infatti Conte, per oltre un’ora, con la stessa abilità di uno sherpa del Nepal ad alta quota, ha illustrato norme, leggi, sentenze, decisioni difformi dai principi costituzionali, conducendo un ragionamento conclusosi con la richiesta «di una soluzione al problema dell’ergastolo ostativo nel rispetto del diritto».

CON L’ERGASTOLO PERDI LO STATUS DI CITTADINO Ma se lo Stato non gli dà, a lui che ha già ingollato ventisette anni di reclusione e a quelli come lui (in Italia sono 1.619 i condannati alla pena perpetua e 1.174 gli ergastolani ostativi ai sensi dell’art. 4-bis dell’ordinamento penitenziario) neppure il bacio che nella fiaba si concede al “principe ranocchio”, Conte la speranza non l’ha persa. Asserisce di sentirsi «schiavo», perché «con l’ergastolo non hai più lo status di cittadino ma sei ‘cosa’ di un potere che non ascolta», o «un naufrago alla deriva su un’isola deserta dove è inutile proclamarsi innocenti o colpevoli perché in questi luoghi nessuno ha il potere di liberarvi», ma non ha mai ceduto alla disperazione. E dopo un lungo cercarsi, lavorando di scavo nelle storie tortuose del suo mondo schiacciato da povertà e violenza, sostenuto da funzionari dello Stato come la direttrice del carcere di Siano Angela Paravati per la quale «la pena non può essere la rivalsa della società civile nei confronti del reo o il luogo delle vendette pubbliche e private da esercitare ampliando gli effetti della detenzione mediante sofferenze fisiche e psichiche dei carcerati», ha deciso di reagire. Studiando legge da mattina a sera. Compulsando libri e codici, prendendo appunti, scrivendo dell’angoscia di chi davanti a sé ha una prigione senza uscita. E presentandosi, infine, davanti alla Commissione di laurea della Facoltà di Giurisprudenza di Catanzaro (ha iniziato gli studi a Perugia) con una tesi sulla sua stessa condanna. Quella cioè del “fine pena mai” e senza benefici di sorta. «Un lavoro – asserisce il meridionalista Nicola Siciliani de Cumis che lo segue da tempo e che ha esperienza di ‘elaborazioni’ e di ‘confezioni’ di tesi di laurea – in odore di ‘novità’. Una sorta di ipertesto di straordinario impatto culturale con comparazioni e acquisizioni giurisprudenziali nazionali e internazionali mirate (Corte di Strasburgo!) finalizzate a costruire un originale «stato dell’arte» e a sostenere con rigore logico-giuridico «la tesi della tesi». Ossia il diritto di tutti i cittadini a un lavoro gratificante e il diritto alla libertà, quando si è compreso il valore delle vite spezzate. E si è pagato il prezzo nelle durezze della vita carceraria, «dove – ha scritto Claudio Conte recensendo il libro di Elvio Fassone “Fine pena: ora” – le deroghe alle garanzie processuali lasciano il reo in balia delle tante manchevolezze, le incapacità, l’insensibilità, la cieca e bieca burocrazia che deformano la pena detentiva in tortura, in pena capitale». E poi l’affondo: l’invito della tesi, a settanta anni di distanza dalla nostra Carta costituzionale, a rileggere, con rinnovata freschezza ermeneutica, gli articoli 2, 3, 27, 34.

«NEL CARCERE DI SIANO A CATANZARO PREVALGONO LE LUCI» Infine, le strette di mano. La Commissione, rigorosa nella disamina del laureando si concede eleganti deviazioni dalla routine e (“irritualmente”) fa omaggio a Conte di un volume collettaneo (“Principi costituzionali” di L. Ventura e A. Morelli). Si ritira per la decisione e sentenzia: «110, lode accademica e menzione accademica». Il relatore si sbilancia: «Non abbiamo studenti di questo livello nella nostra facoltà». Applaudono i parenti venuti dalla Puglia. Commozione e qualche lacrima. I detenuti, una decina, offrono i pasticcini. E’ l’ora di uscita, per chi può. La direttrice ringrazia – «il carcere deve garantire la speranza a persone che nel passato hanno commesso errori» – e legge la lettera di auguri dell’arcivescovo Vincenzo Bertolone al detenuto dottore. Al giudice di sorveglianza, Laura Antonini, che «ha voluto esserci», Claudio Conte consegna una copia della sua tesi con una stretta di mano. Prima che Conte rientri nel circuito di massima sicurezza, le ultime battute. Lui non si ritrae: «Ogni istante qui è prezioso, parliamo pure». Sovraffollamento e suicidi in carcere: «Accadono quando la capacità di resistenza è finita». Riflette: «Colpisce l’indifferenza di una società che al carcere affida la soluzione di conflitti sociali irrisolti». Del tempo che scorre: «In carcere si contano i giorni, le ore, i minuti». Dei gesti di autolesionismo di molti detenuti: «Sono la conseguenza dell’abuso della carcerazione preventiva e dell’omessa applicazione delle pene alternative in fase esecutiva». Del carcere di Siano dov’è giunto nel 2008: «Non può essere definito un fiore all’occhiello, come Bollate o Laureana di Borrello, ma neanche un girone infernale. La nuova gestione ha fatto molto e molto si vuole fare, tra mille difficoltà. Conciliare sicurezza con sviluppo e rispetto della persona non è facile. Luci e ombre esistono dappertutto, ma a Catanzaro prevalgono le luci. E io, in quasi trent’anni, ne ho viste di carceri…».

Romano Pitaro

Corriere della Calabria, Sabato, 23 Aprile 2016 

Visita dei Radicali e della Camera Penale al Carcere di Paola la vigilia di Pasqua


Carcere di Paola 1Anche quest’anno, durante la vigilia di Pasqua, una delegazione dei Radicali Italiani e della Camera Penale di Paola aderente all’Unione delle Camere Penali Italiane, si recherà in visita alla Casa Circondariale di Paola, in Provincia di Cosenza, per verificare che le condizioni di vita ed il trattamento dei detenuti nonché la conduzione del suddetto Istituto Penitenziario siano conformi ai principi sanciti dalla Costituzione e dalla Legge Penitenziaria.

La delegazione, autorizzata dal Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia Massimo De Pascalis – su richiesta del Senatore della Repubblica Francesco Molinari – sarà guidata da Emilio Enzo Quintieri, esponente dei Radicali Italiani il quale sarà accompagnato da Valentina Anna Moretti, esponente dei Radicali Italiani e candidata al Consiglio Comunale di Cosenza, dall’avvocato Sabrina Mannarino, Tesoriere della locale Camera Penale e dagli avvocati Carmine Curatolo e Salvatore Carnevale del Foro di Paola.

Nella Casa Circondariale di Paola, secondo gli ultimi dati diffusi nelle scorse settimane dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, vi sarebbero ristretti 178 detenuti, 46 dei quali stranieri, tutti appartenenti al Circuito della Media Sicurezza, a fronte di una capienza regolamentare di 182 posti detentivi. Lo scorso anno, invece, durante la vigilia di Pasqua, durante una ispezione fatta dai Parlamentari Enza Bruno Bossio (Pd) e Francesco Molinari (Misto), accompagnati dal radicale Quintieri e dall’avvocato Mannarino, erano presenti 194 persone detenute (12 in esubero), 34 delle quali straniere.

I Radicali ed i Penalisti faranno ingresso nello stabilimento penitenziario intorno alle ore 15 e visiteranno con attenzione tutti i Reparti detentivi, compreso quello di Isolamento nonchè il Padiglione adibito a custodia attenuata in cui vi sono allocati detenuti a basso indice di pericolosità e con fine pena a breve termine. La delegazione sarà accompagnata dal personale del Reparto di Polizia Penitenziaria diretto dal Comandante, Commissario Maria Molinaro.

Il giorno seguente, domenica di Pasqua, alla stessa ora, gli esponenti radicali Emilio Enzo Quintieri e Valentina Anna Moretti, entreranno nella Casa Circondariale “Sergio Cosmai” di Cosenza, Istituto eccellentemente guidato dal Direttore Filiberto Benevento. Anche in questa circostanza, i rappresentanti radicali, saranno accompagnati dagli uomini del Vice Commissario Davide Pietro Romano, Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria di Cosenza. Nel Carcere di Cosenza, a fronte di una capienza regolamentare di 218 posti, sono ospitate 209 persone, 25 delle quali di nazionalità straniera, appartenenti ai Circuiti Penitenziaria dell’Alta e della Media Sicurezza.

Ulteriori visite saranno effettuate nei giorni successivi ed allo stesso orario negli altri Istituti Penitenziari della Calabria e, più precisamente, martedì 29 nella Casa Circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro, giovedì 31 nella Casa di Reclusione di Rossano e sabato 2 aprile nella Casa Circondariale “Rosetta Sisca” di Castrovillari. Faranno parte della delegazione anche Shyama Soodevi Bokkory, Presidente dell’Associazione Alone Cosenza Onlus e Mediatrice Culturale volontaria alla Casa Circondariale di Paola e Marco Calabretta, Laureando in Giurisprudenza all’Università della Calabria.

Sanità Penitenziaria, il Sen. Molinari ed i Radicali accusano la Regione Calabria


Delegazione visitante il Carcere di CrotoneI detenuti e gli internati ristretti negli Istituti Penitenziari calabresi hanno diritto, al pari dei cittadini in stato di libertà, di avere garantito dalla Regione Calabria, il diritto alla tutela della propria salute fisica e psichica con la erogazione di prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, efficaci ed appropriate. Lo sostiene l’Avvocato Francesco Molinari, Senatore della Repubblica (Gruppo Misto) e Presidente dell’Associazione Calabria Terra Libera che unitamente ad Emilio Quintieri e Valentina Moretti, esponenti dei Radicali Italiani, sta effettuando una serie di visite ispettive negli stabilimenti penitenziari calabresi per rendersi conto anche della grave compressione del diritto alla salute per i detenuti, causata dalle inadempienze della Regione Calabria. A tal proposito, proprio di recente, il Senatore Molinari, dopo una ispezione alla cittadella giudiziaria minorile di Catanzaro, aveva denunciato al Governo Renzi la mancata istituzione di Comunità Psichiatriche Minorili in Calabria.

Nei giorni scorsi, con una nuova Interrogazione a risposta scritta (Atto nr. 4-05333 del 23/02/2016) indirizzata ai Ministri della Giustizia Andrea Orlando, della Salute Beatrice Lorenzin e per gli Affari Regionali e le Autonomie Enrico Costa, firmata dai Senatori Francesco Molinari, Giuseppe Vacciano, Maria Mussini, Ivana Simeoni e Cristina De Pietro (Gruppo Misto) sono state sollevate ulteriori problematiche che, in parte, sono state già risolte come ad esempio la nomina del Commissario ad acta On. Franco Corleone per provvedere in via sostitutiva in luogo della Regione Calabria, alla realizzazione del programma approvato dal Ministro della Salute con Decreto del 09/10/2013 per l’immediata apertura delle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (Rems) di Girifalco in Provincia di Catanzaro e Santa Sofia d’Epiro in Provincia di Cosenza al fine di potervi ricoverare i pazienti aventi residenza in Calabria che, purtroppo e ancora oggi, si trovano illegittimamente internati presso gli ex Ospedali Psichiatrici Giudiziari nonché le persone sottoposte a misura di sicurezza provvisoria dall’Autorità Giudiziaria competente e quelle che, da tempo, si trovano ospitate presso le strutture sanitarie extraospedaliere di altre Regioni d’Italia. Allo stato, infatti, presso l’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto sono ancora internati 14 calabresi (13 uomini e 1 donna) ed altri 7 pazienti calabresi sono ospitati nelle Rems delle Regioni Lazio, Campania, Basilicata e Sicilia. Per quelli “ospitati” presso la Rems di Pisticci in Provincia di Matera (4), la Regione Calabria dal 1 maggio 2015 sino ad oggi ha pagato alla Regione Basilicata circa 500 mila euro ed ogni giorno che passa sono 1.000 euro in più.

Carcere Siano - ingressoAltra problematica oggetto dell’atto di sindacato ispettivo parlamentare è quella relativa alla mancata apertura del Centro Diagnostico Terapeutico presso la Casa Circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro, che tra l’altro prevedeva che fosse ivi creata, al quarto piano, una Sezione destinata alla tutela intramuraria della salute mentale per detenuti per 8 posti ed una Sezione di Osservazione Psichiatrica per l’accertamento delle infermità psichiche per 5 posti dedicata a detenuti appartenenti al Circuito dell’Alta Sicurezza visto che quella dedicata ai detenuti del Circuito della Media Sicurezza è già attiva dal 2006 presso la Casa Circondariale “Giuseppe Panzera” di Reggio Calabria. L’Asp di Catanzaro avrebbe già posto in essere tutti gli adempimenti necessari per la ristrutturazione dei locali, l’implementazione tecnologica delle attrezzature ed il rinnovo degli arredi spendendo centinaia di migliaia di euro ricevuti da specifici fondi ministeriali. Ma, ad oggi, nonostante le sollecitazioni provenienti in particolar modo dal Movimento dei Radicali Italiani, nulla è cambiato : il Centro Diagnostico Terapeutico (Cdt) annesso al Carcere di Catanzaro continua ad esser chiuso e non funzionante, unitamente alle Sezioni anzidette che avrebbero dovuto essere istituite per contribuire alla riforma epocale del superamento degli Opg. e, secondo quanto risulta all’Avv. Molinari ed ai suoi colleghi Senatori, non può essere aperto a causa della mancanza delle figure professionali specifiche (Psichiatri, Psicologi, Neurologi, Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica, Educatori professionali, etc.). che dovrebbero essere reclutate tramite procedura concorsuale pubblica. Tale questione, pur rappresentata dalla Regione Calabria, non avrebbe ricevuto alcuna risposta da parte del Ministero della Salute. Dalle recenti ispezioni effettuate da Molinari e da altre visite effettuate dai Radicali, autorizzati dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, è emerso che negli Istituti Penitenziari della Calabria vi sono ristretti 513 detenuti con patologie psichiatriche.

In conclusione, i Senatori Molinari, Vacciano, Mussini, Simeoni e De Pietro hanno chiesto al Governo Renzi di sapere se i Ministri siano a conoscenza dei fatti e se questi corrispondano al vero; se e quali provvedimenti intendano adottare, sollecitare e/o promuovere, affinché venga aperto al più presto il Centro Diagnostico Terapeutico presso la Casa Circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro, con la Sezione destinata alla tutela intramuraria della salute mentale e quella per l’osservazione psichiatrica per l’accertamento delle infermità psichiche dei detenuti, valutando, altresì, la richiesta di reclutamento di personale qualificato avanzata dalla Regione Calabria e concedendo la relativa autorizzazione per l’assunzione del personale; se l’istituenda Sezione destinata alla tutela intramuraria della salute mentale presso il Centro Diagnostico Terapeutico, sia sufficiente ad accogliere i numerosi detenuti affetti da problematiche di natura psichiatrica presenti in tutti gli Istituti Penitenziari della Regione Calabria e, in caso negativo, se non si ritenga opportuno istituire almeno nella Provincia di Cosenza (totalizzante 4 Istituti Penitenziari : 3 Case Circondariali ed 1 Casa di Reclusione), un analogo reparto a custodia attenuata prevalentemente sanitaria per ospitare detenuti affetti da infermità o minorazioni psichiche che, a causa delle loro condizioni, non possono essere sottoposti al regime degli istituti ordinari, ciò anche per armonizzare il principio di tutela della salute con quello della territorialità della pena così evitando l’allontanamento di tali soggetti dal nucleo familiare che, proprio nei momenti di maggior fragilità psicologica, potrebbe risultare ancor più destabilizzante e, contestualmente, per ridurre il costo e l’impiego di personale di Polizia Penitenziaria per le traduzioni che verrebbero evitate per i continui trasferimenti ristretti negli Istituti della Provincia di Cosenza presso la Casa Circondariale di Catanzaro nella quale, stando al programma della Regione Calabria, dovrebbe essere ubicata l’unica Sezione detentiva per detenuti con disturbi psichiatrici. All’Interrogazione Parlamentare è stato delegato a rispondere il Ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Interrogazione a risposta scritta n. 4-05333 del 23/02/2016 (clicca per leggere)