Castrovillari, “Mi riscatto per l’ambiente”, quattro detenuti cureranno le aree verdi della città


Quando educazione si coniuga con il rispetto della persona, dell’esistente per la crescita e lo sviluppo del patrimonio quanto della dignità. Nello spirito dell’art. 27 della Costituzione, il trattamento rieducativo dei soggetti “ridotti in vinculis” deve tendere al reinserimento sociale degli stessi pertanto il lavoro all’interno ed all’esterno degli Istituti Penitenziari, anche accompagnato da opportune iniziative di formazione e tutoring, rappresenta uno strumento fondamentale di rieducazione, recupero e reinserimento sociale dei soggetti detenuti in espiazione di pena definitiva.

Ed è esattamente con lo stesso spirito che la Casa Circondariale ed il Comune di Castrovillari nei giorni scorsi hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per la promozione del lavoro di pubblica utilità.
Attraverso tale protocollo si è poi sviluppato il progetto dal titolo “Mi riscatto per l’ambiente” che vedrà impegnati sul territorio cittadino quattro detenuti nella cura di alcune aree verdi ubicate in zone centrali della Città. A seguito della stipula della convenzione -spiega l’Amministrazione Lo Polito- sottoscritta ieri presso la Casa Circondariale dal direttore, Giuseppe Carrà,e dall’Assessore all’Ambiente, Pasquale Pace, delegato dal Sindaco, il progetto in questione sarà attivato operativamente dal prossimo 31 Luglio e proseguirà fino al mese di Ottobre anche attraverso il contributo dei club Lions, Rotary e Kiwanis di Castrovillari e dell’associazione ANPANA che avrà il compito di accompagnare i detenuti sul loro posto di lavoro.

Presenti alla firma della convenzione anche l’ingegnere Roberta Mari,responsabile del Settore Pianificazione e Gestione del Territorio del Comune, la dott.ssa Maria Pia Barbaro, funzionario Giuridico Pedagogico e l’avv. Luigi Bloise che ha curato per conto della Casa circondariale il complesso iter burocratico per l’attivazione di tale protocollo d’intesa.
Si è poi proceduto, con una breve lezione dimostrativa, all’utilizzo dei dispositivi di sicurezza e degli strumenti per espletare la manutenzione delle zone verdi da parte di Francesco Alessandria, dipendente municipale.

Il direttore Carrà ha tenuto a sottolineare come “questa buona pratica di reinserimento sociale fa parte di un percorso riabilitativo teso a valorizzare la presa di coscienza degli errori commessi da parte dei detenuti che,così, decidono di restituire alla società, sotto forma di contributo lavorativo ed effettivo, una parte delle loro azioni pregresse”; mentre l’assessore Pace ha evidenziato come “l’amministrazione abbia subito colto questa opportunità per contribuire a dare dei segni tangibili di riscatto sociale utilizzando, appunto, le tematiche ambientali e di decoro urbano, individuando delle aree interne della città piuttosto che quelle periferiche al fine di favorire tale processo di riscatto sociale”. Entrambe le parti infine auspicano che questo sia solo l’inizio di una sempre maggiore collaborazione istituzionale tesa ad accrescere quelle compartecipazioni a più voci fondamentali per inclusioni possibili.

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