Calabria, sono 17 i candidati alla carica di Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti


Consiglio Regionale della Calabria - Palazzo CampanellaFinalmente, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale della Calabria, accogliendo la sollecitazione di Emilio Enzo Quintieri, già Consigliere Nazionale dei Radicali Italiani (e candidato Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti), si è riunito per la presa d’atto delle proposte di candidatura, pervenute dopo il bando pubblico del 5 giugno 2018, alla carica di Garante Regionale dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale, istituito con Legge Regionale n. 1 del 2018.

Sono 20 le candidature, 3 delle quali escluse, perché i candidati non sono stati ritenuti in possesso dei requisiti e dell’esperienza richiesta per lo svolgimento dell’incarico di Garante Regionale.

Tra i 17 candidati che il Consiglio Regionale della Calabria dovrà scegliere ci sono anche io, dice il radicale Quintieri. Gli altri candidati che leggo in elenco, eccetto qualcuno, non li conosco perché mai visti o sentiti nell’ambiente penitenziario. Non mi risulta che siano mai stati impegnati in Calabria od altrove per la promozione e la tutela dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale o dei diritti umani più in generale.

Per il momento non aggiungo ulteriori commenti, conclude l’ex Consigliere Nazionale dei Radicali Italiani, riservandomi di accedere agli atti per valutare le posizioni degli altri candidati perché ritengo che siano in tanti quelli non idonei a ricoprire l’incarico di Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti.

Deliberazione Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale della Calabria

Elenco candidature a Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti

Calabria, A breve in Consiglio Regionale l’elezione del Garante dei Diritti dei Detenuti


A breve il Consiglio Regionale dovrebbe eleggere il Garante Regionale dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale della Calabria. Nei giorni scorsi ho chiesto notizie agli Uffici competenti del Consiglio Regionale della Calabria per conoscere lo stato e la fase del Procedimento e con una nota ufficiale del Settore Relazioni Esterne mi è stato comunicato che “l’istruttoria burocratica è stata completata e gli elenchi dei candidati sono stati inviati all’Ufficio di Presidenza per la relativa presa d’atto dei requisiti” e che “la delibera con i relativi allegati verrà pubblicata sul sito istituzionale del Consiglio Regionale della Calabria e ogni candidato potrà visionare la propria posizione”. Lo afferma Emilio Enzo Quintieri, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e candidato alla carica di Garante dei Diritti dei Detenuti della Calabria, di cui è stato anche promotore.

Non c’è più tempo da perdere perché negli Istituti Penitenziari della Calabria sono in atto gravissime violazioni ai diritti delle persone ristrette che, nella maggior parte dei casi, riguardano problematiche di competenza regionale come il diritto alla tutela della salute. Proprio nelle scorse settimane, prosegue l’esponente radicale Quintieri, nell’ambito delle visite che ho effettuato negli Istituti, autorizzate dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, ho dovuto riscontrare e denunciare alle Autorità competenti la pessima organizzazione del Servizio Sanitario Penitenziario Regionale. Per tale ragione, mi auguro che l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale, a cui invierò un’appello, proceda con la massima sollecitudine alla “presa d’atto” delle candidature pervenute in modo tale da poter procedere alla iscrizione all’ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio Regionale per la elezione del Garante Regionale.

Attualmente, in Calabria, solo nelle dodici strutture penitenziarie per adulti, che hanno una capienza regolamentare di 2.734 posti (non tutti sono disponibili perché vi sono diverse camere inagibili), sono presenti 2.752 detenuti (58 donne di cui 1 straniera madre con 2 figli al seguito), di cui 598 stranieri (prevalentemente rumeni, marocchini, ucraini, albanesi, tunisini e nigeriani) con le seguenti posizioni giuridiche : 668 in attesa di primo giudizio, 253 appellanti, 201 ricorrenti, 1 internato e 1.573 condannati definitivi, 23 dei quali ammessi alla semilibertà. Peraltro, solo di recente, dopo circa 10 anni, il Governo ha inteso nominare un Dirigente Generale dell’Amministrazione Penitenziaria in pianta stabile come Provveditore Regionale della Calabria. L’incarico, con Decreto del Ministro della Giustizia On. Alfonso Bonafede, è stato affidato al Dott. Massimo Parisi, già Direttore della II Casa di Reclusione di Milano Bollate. Su molti aspetti, in Calabria, rispetto ad altre realtà penitenziarie, siamo all’anno zero per cui è estremamente urgente eleggere il Garante che oltre a salvaguardare i diritti dei detenuti (anche di quelli minorenni), si dovrà occupare anche di tanti altri cittadini che sono sottoposti a misure restrittive della libertà personale, come quelli agli arresti domiciliari, in affidamento in prova al servizio sociale o terapeutico o sottoposti ad altre misure alternative o di prevenzione o di sicurezza nonché a trattamento sanitario obbligatorio presso i Reparti Psichiatrici degli Ospedali civili.

La decima legislatura, conclude Emilio Enzo Quintieri, volge al termine. Erano stati presi degli impegni precisi da parte del Presidente della Giunta Regionale Mario Oliverio che, per la gran parte, non sono stati rispettati. Lo stesso Garante dei Detenuti, ancora non è stato eletto e la Calabria resta una delle poche Regioni d’Italia insieme all’Abruzzo, alla Sardegna ed alla Basilicata a non avere questa importantissima Autorità di garanzia, punto di riferimento sul territorio del Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti istituito presso il Ministero della Giustizia.

Prot. n. 42232 del 22.10.2018 Garante dei Detenuti Calabria (clicca per leggere)

Calabria, Quintieri (Radicali): Oliverio non ha mantenuto gli impegni presi per le Carceri


La X legislatura calabrese volge al termine. Il Presidente della Regione Mario Oliverio non ha mantenuto alcun impegno con gli elettori previsti dal suo programma di candidato Presidente e nello specifico quelli riportati nella parte “Per i diritti, oltre la reclusione”, che nel 2014 ho contribuito a scrivere.

Dopo una lunga battaglia, siamo riusciti a far istituire il Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti, ma ad oggi, nonostante il lasso di tempo trascorso (L.R. n. 1 del 29/01/2018), le ripetute sollecitazioni e le rassicurazioni pervenute, il Consiglio Regionale della Calabria non procede alla elezione del Garante Regionale tra coloro i quali hanno presentato la candidatura. Ed anche sull’approvazione della legge istitutiva, c’è da dire che è stata licenziata grazie al grande senso di responsabilità della minoranza consiliare perché su 31 Consiglieri assegnati ne erano presenti solo 19 e tra gli assenti molti erano di maggioranza tra cui lo stesso Oliverio (erano impegnati ad una riunione del Pd a Roma per le candidature alle politiche).

Manca circa un anno per la fine della legislatura e qualcuno già ripropone la sua candidatura alla carica di Presidente o di Consigliere Regionale. Per quanto mi riguarda, a livello personale, non sono disposto più a sostenere chi non ha mantenuto gli accordi scritti presi in campagna elettorale. Credo che anche a livello politico, Radicali Italiani e Più Europa, dovranno ragionare bene sull’eventuale “apparentamento” con chi in questi anni ha fatto poco e niente per non dire nulla, specialmente per quanto concerne le problematiche che ci stanno a cuore.

Emilio Enzo Quintieri

Comitato Nazionale Radicali Italiani

PROGRAMMA DEL CANDIDATO PRESIDENTE DELLA REGIONE CALABRIA

“PER I DIRITTI, OLTRE LA RECLUSIONE”

“Gli istituti penitenziari, anche quelli calabresi, sono i luoghi in cui le contraddizioni sociali sono più visibili e più acute. Luoghi di sofferenza e, in alcuni casi, di degrado e abbandono.

La Regione dovrà impegnarsi per superare le condizioni di emergenza con politiche ed interventi coordinati che promuovano un confronto anche con le direzioni degli istituti di pena e con la Magistratura di Sorveglianza, coinvolgendo i sindacati dei lavoratori penitenziari e le associazioni/organizzazioni del volontariato.

Istituiremo, presso il Consiglio Regionale della Calabria il Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. La figura del Garante, nell’attuale contesto sociale e nella particolare situazione carceraria, rappresenta un elemento di garanzia e tutela per dare piena e concreta attuazione a quanto previsto dai Trattati Internazionali e  dall’Art. 27 della nostra Costituzione,“le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Il Garante, autorità la cui nomina, ad opera del Consiglio Regionale, avrà un ruolo super partes, dovrà assicurare un’analisi obiettiva della situazione carceraria, per migliorare le forme in cui si realizza l’esecuzione penale, assicurando umanità e civiltà nei luoghi deputati a rieducare, al senso e alla cultura della legalità, le persone che hanno infranto le norme, coinvolgendo in tutte le attività anche i movimenti e le associazioni politiche, culturali e cattoliche che operano nel campo della tutela e promozione dei diritti umani. Il Garante, quindi, rappresenta anche uno strumento fondamentale a tutela della sicurezza della società, cui vengono restituiti, grazie all’esercizio della funzione riabilitativa, cittadini in grado di reinserirsi socialmente nel tessuto della comunità di provenienza.

La Regione Calabria, nel rispetto delle competenze stabilite dalla Costituzione e dallo Statuto e dei principi fondamentali posti dalla legislazione statale e regionaleha il dovere di tutelare il diritto alla salute dei detenuti e degli internati, ivi compresi i minori, presenti negli Istituti Penitenziari, negli Istituti Penali Minorili ed in tutte le altre strutture ubicate nel territorio regionale (Artt. 3 e 32 della Costituzione e dell’Art. 1 del D. Lgs.vo nr. 230/1999), garantendo livelli di assistenza sanitaria concernenti le prestazioni preventive, diagnostico – terapeutiche e riabilitative, analoghi o equiparabili a quelli previsti per i cittadini in stato di libertà. I questa direzione la Regione Calabria si attiverà immediatamente per l’apertura del Centro Diagnostico Terapeutico annesso alla Casa Circondariale di Catanzaro.

Al fine di favorire il rapporto tra madre e figlio minore, nel corso del processo penale e durante l’esecuzione della pena, in applicazione della Legge 62/2011 e del Decreto del Ministero della Giustizia, che riguarda le madri detenute con figli da 0 a 6 anni, istituiremo case famiglia protette nel territorio regionale per accogliere le madri condannate.

Per garantire, poi,  la sicurezza sociale, ridurre al minimo il rischio di recidiva e migliorare le condizioni di detenzione a livello regionale, la Regione Calabria, promuoverà interventi volti al reinserimento sociale dei soggetti, adulti o minori, comunque sottoposti a restrizione della libertà personale, privilegiando il lavoro quale strumento principale di risocializzazione. Si farà promotrice di idonee iniziative di sensibilizzazione verso i privati, si impegnerà per far riattivare le strutture interne (falegnamerie, fabbriche per la lavorazione dell’alluminio, etc.) in grado di far lavorare i detenuti di cui sono dotati diversi Istituti Penitenziari della Calabria (Rossano, Vibo Valentia, Catanzaro, Laureana di Borrello, etc.) e , in applicazione dei recenti interventi legislativi (D.L. nr. 78/2013 convertito in Legge nr. 94/2013), incentiverà gli Enti Locali perché si creino condizioni  per far lavorare all’esterno i detenuti, anche sotto forma di lavoro volontario e gratuito.”

Calabria, Quintieri (Radicali) tra i papabili alla carica di Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti


Prossimamente, il Consiglio Regionale della Calabria, sarà chiamato ad eleggere il “Garante Regionale dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale”, istituito con Legge Regionale n. 1 del 29/01/2018. Il Garante, che opererà su tutto il territorio regionale in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione, senza essere sottoposto ad alcuna forma di controllo gerarchico o funzionale, dovrà essere eletto con deliberazione adottata a maggioranza dei due terzi dei Consiglieri assegnati. In mancanza di raggiungimento del quorum, dalla terza votazione, l’elezione avverrà a maggioranza semplice dei Consiglieri assegnati.

Tra i papabili alla carica di Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti della Regione Calabria vi è il cetrarese Emilio Enzo Quintieri, laureando in giurisprudenza, membro del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani, da tempo a capo della delegazione visitante gli Istituti Penitenziari della Repubblica con particolare riferimento a quelli delle Regioni Calabria, Puglia, Campania e Lazio, autorizzato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia. Quintieri, inoltre, nel corso degli anni, è stato collaboratore di numerosi membri del Parlamento per la presentazione di atti di sindacato ispettivo e proposte di legge in ambito penitenziario nonché accompagnatore di Deputati e Senatori durante le ispezioni alle Carceri ed agli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Tra l’altro è stato uno dei promotori della Legge Regionale istitutiva del Garante in Calabria, seguendo i lavori presso il Consiglio Regionale e venendo anche audito come esperto a Palazzo Campanella dalla competente Commissione Consiliare. E’ stato più volte candidato alla Camera dei Deputati, nel 2013, con la Lista “Amnistia Giustizia e Libertà” promossa da Marco Pannella ed Emma Bonino ed infine, nel 2018, con la Lista “Più Europa con Emma Bonino”, promossa da Emma Bonino, Benedetto Della Vedova e Bruno Tabacci. Negli ultimi anni, infine, ha portato centinaia di Studenti di Giurisprudenza e Scienze del Servizio Sociale dell’Università della Calabria, accompagnati dai Docenti di Diritto Penale Prof. Mario Caterini e Prof. Sabato Romano, in visita alle Carceri calabresi.

Il Garante, infatti, dovrà essere scelto tra persone di specifica e comprovata formazione, competenza ed esperienza nel campo giuridico – amministrativo e nelle discipline afferenti alla promozione e tutela dei diritti umani o che si siano comunque distinte in attività di impegno sociale, con particolare riguardo ai temi della detenzione, e che offrano garanzie di probità, indipendenza e obiettività.

Intanto, nei prossimi giorni, in attesa che il Consiglio Regionale definisca l’iter per la elezione del Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti, l’esponente dei Radicali Italiani, debitamente autorizzato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia su richiesta dell’On. Riccardo Magi, farà visita alla Casa Circondariale di Paola (sabato 16), alla Casa Circondariale di Palmi (domenica 17), alla Casa di Reclusione di Rossano (sabato 23) ed infine alla Casa Circondariale di Cosenza (sabato 30). Quintieri durante le visite sarà accompagnato dalla radicale Valentina Anna Moretti, giurista e praticante Avvocato del Foro di Paola, candidata alla carica di Garante Regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Autonoma della Sardegna.

Garante dei Detenuti, il Consiglio Regionale della Calabria esamina due proposte di Legge


La Prima Commissione “Affari istituzionali, Affari Generali e normativa elettorale”, presieduta dal Consigliere Regionale Franco Sergio venerdì scorso 28 aprile ha esaminato le due Proposte di Legge: la prima (n. 34/10^) a firma del Presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto e la seconda (221/10^) d’iniziativa del Presidente della stessa Commissione, Franco Sergio, finalizzate all’istituzione del Garante Regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale e dell’Osservatorio Regionale per le Politiche Penitenziarie.

«La figura del Garante – ha spiegato Sergio – risulta essere un riferimento diretto per tutti coloro che si trovano, per ragioni di giustizia, limitati nella libertà personale. Quindi, figura di mediazione dotata di autorevolezza istituzionale, autonoma sia rispetto all’amministrazione penitenziaria che a quella giudiziaria, indipendente, in grado d’intervenire, di propria iniziativa, ovvero su richiesta, per migliorare le condizioni detentive e per consentire all’interno delle stesse strutture, l’esercizio dei diritti essenziali dell’uomo (vita, dignità, salute, religione, famiglia, istruzione, formazione, lavoro e risocializzazione). Allo stesso tempo – ha sottolineato il presidente della Commissione – il Garante deve svolgere un ruolo di promozione, di stimolo, e di diffusione culturale del rispetto e della tutela dei diritti. Tale figura assume ancor più valore in considerazione sia del sovraffollamento certificato in molti degli istituti penitenziari calabresi, che in virtù dell’alta percentuale di immigrati che renderebbe necessaria l’introduzione della figura del mediatore culturale, capace di interagire sia all’interno delle carceri che all’esterno nelle relazioni interistituzionali».

In relazione alle due proposte normative sono stati acquisiti i contributi, corredati da specifica documentazione, dell’Avvocato Gianpaolo Catanzariti, Referente territoriale dell’Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali Italiane e del dott. Emilio Enzo Quintieri, attivista per i diritti dei detenuti del Movimento Nazionale Radicali Italiani. Nel fornire alcune indicazioni integrative, entrambi hanno espresso «apprezzamento per l’intervento normativo, auspicando tempi celeri di trattazione ed approvazione di un testo unificato». Quintieri, a nome dei Radicali Italiani, ha proposto di adottare come “testo base” la proposta di legge d’iniziativa del Consigliere Sergio con alcune piccole modifiche migliorative che la Commissione Consiliare terrà in debita considerazione.

E’ intervenuta la dott.ssa Federica Roccisano, Assessore Regionale alla Scuola, Lavoro, Welfare e Politiche Giovanili che ha ringraziato il Presidente Sergio per l’invito. Ritengo assolutamente condivisibile e necessaria l’iniziativa legislativa che andrebbe, dichiara, a colmare un grande vuoto. Il ruolo del Garante è fondamentale per consentire l’inclusione sociale di parte della società che viene erroneamente considerata scollata dal contesto sociale. La Regione Calabria, che risulta essere tra le ultime a legiferare in tale ambito, ha la possibilità, a questo punto, di fare tesoro delle esperienze delle altre Regioni e pervenire all’approvazione di una legge efficace.

Dopo l’Assessore Roccisano, è intervenuto il Consigliere Regionale Mario Magno (Misto) il quale ha posto l’accento sulla situazione emergenziale del sovraffollamento delle carceri e dei disagi correlati anche per gli operatori penitenziari. Le proposte di legge in discussione vanno nella stessa direzione e sarebbe auspicabile – ha dichiarato Magno – la loro unificazione, tenendo anche conto delle risultanze dell’odierna audizione. Andrebbero individuati anche gli strumenti per consentire al Garante l’espletamento del proprio ruolo ed azioni mirate all’interno della programmazione. Importante riservare la giusta attenzione agli immigrati ed agli immigrati nelle Carceri in particolare. L’iniziativa legislativa in discussione è una dimostrazione di grande maturità del Consiglio Regionale. Esprimo apprezzamento – ha concluso il Consigliere Regionale Mario Magno – per le proposte di legge n. 34/10^ e 221/10^ con le quali si avvia un iter importante per consentire anche alla Regione Calabria di dotarsi di tale figura nel contesto di problematiche rilevanti delle carceri calabresi sia dal punto di vista strutturale che delle condizioni umane dei detenuti nonché delle difficoltà che incontra quotidianamente il personale di custodia. Importanti sono stati i contributi forniti, nel corso dei lavori della Prima Commissione, dall’Avvocato Catanzariti e dal dott. Quintieri dei quali ho apprezzato i contenuti”.

Successivamente ha preso la parola il Consigliere Regionale Arturo Bova (Democratici Progressisti) il quale concorda sulla necessità di pervenire al più presto all’approvazione di una norma che garantisca il diritto ai detenuti ad una civile permanenza all’interno delle Carceri. Ricorda che l’Italia è stata richiamata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per la violazione dei diritti umani proprio a causa del sovraffollamento delle Carceri e sottolinea che la condizione di questi ultimi è il vero biglietto da visita del livello di civiltà di un Paese. Il Consigliere Bova ha auspicato che, prima dell’estate, la Calabria possa avere il Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti, invitando il Presidente Sergio, ad accelerare i lavori della Commissione per portare il testo all’approvazione dell’Assemblea.

Ha concluso i lavori il Presidente Franco Sergio che ha ringraziato gli intervenuti, rassicurando sulla celerità con cui si procederà al coordinamento dei due articolati normativi nonché alla stesura di un testo unificato con l’obiettivo di sottoporlo al più presto al vaglio del Consiglio Regionale per la definitiva approvazione.

I Commissione del Consiglio Regionale della Calabria – seduta del 28/04/2017 (clicca per leggere)

Dossier – Esame abbinato Pdl 221 e 34 (clicca per leggere)

Audizione Quintieri Emilio – Radicali Italiani (clicca per leggere)

Garante dei Diritti dei Detenuti, il Consiglio Regionale della Calabria audisce il Radicale Quintieri


E’ prevista per domani mattina, alle ore 11,30, presso l’Aula delle Commissioni del Consiglio Regionale della Calabria, l’audizione di Emilio Enzo Quintieri, attivista per i diritti dei detenuti del Movimento Nazionale dei Radicali Italiani. L’esponente radicale calabrese, capo della Delegazione visitante gli Istituti Penitenziari autorizzata dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, sarà audito dalla Prima Commissione Consiliare “Affari Istituzionali, Affari Generali e normativa elettorale” presieduta dal Consigliere Regionale Franco Sergio (Oliverio Presidente) e composta dai Consiglieri Regionali Michelangelo Mirabello (Partito Democratico), Arturo Bova (Democratici Progressisti), Sinibaldo Esposito (Nuovo Centro Destra), Mario Magno (Misto) e Flora Sculco (Calabria in rete). Alla seduta della Commissione è stato invitato l’Assessore alla Scuola, Lavoro, Welfare e Politiche Giovanili della Regione Calabria Federica Roccisano ed il Dipartimento Sviluppo Economico, Lavoro, Formazione e Politiche Sociali dell’Ente Regionale.

L’audizione verterà sull’esame abbinato della Proposta di Legge n. 34/10^ di iniziativa del Consigliere Nicola Irto recante: “Istituzione del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale”, presentata il 13 maggio 2015, e della Proposta di Legge n. 221/10^ di iniziativa del Consigliere Franco Sergio recante: “Istituzione del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale e dell’Osservatorio Regionale per le Politiche Penitenziarie”, presentata il 21 marzo 2017.

Oltre a Quintieri, già membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, la Prima Commissione del Consiglio Regionale della Calabria, procederà all’audizione dell’Avvocato Gianpaolo Catanzariti del Foro di Reggio Calabria, Referente dell’Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali Italiane.

La Regione Calabria insieme alla Liguria ed alla Basilicata – afferma l’esponente radicale Quintieri – è una delle pochissime Regioni d’Italia a non aver istituito il Garante dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Occorre, dunque, che al più presto venga istituito questo organo di garanzia, indipendente, non giurisdizionale, che ha la funzione di vigilare su tutte le forme di privazione della libertà, dagli Istituti Penitenziari, alla custodia nei luoghi di Polizia, alla permanenza nei Centri di Identificazione ed Espulsione, alle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza, ai Trattamenti Sanitari Obbligatori. Anche perché, conclude Quintieri, sul territorio della Regione Calabria, contrariamente a quel che avviene nel resto del Paese, non vi sono nemmeno Garanti Provinciali, Comunali o Metropolitani, fatta eccezione per il Comune di Reggio Calabria ove è stato istituito nel 2006, che possano visitare, senza autorizzazione, gli Istituti Penitenziari per adulti e per minori, le strutture sanitarie destinate ad accogliere le persone sottoposte a misure di sicurezza detentive, le comunità terapeutiche e di accoglienza e le strutture pubbliche e private dove si trovano le persone sottoposte a misure alternative o alla misura cautelare degli arresti domiciliari nonché le camere di sicurezza delle Forze di Polizia ed ogni altro locale adibito o comunque funzionale alle esigenze restrittive e, quindi, vigilare affinché l’esecuzione della custodia delle persone detenute o private della libertà sia conforme ai principi ed alle norme nazionali ed internazionali.

Dossier – Esame abbinato Pdl 221 e 34 (clicca per leggere)

Le Carceri italiane costano quasi 2,6 miliardi di euro, record di spesa nell’Unione Europea


Casa CircondarialeQuasi 2,6 mld di euro. Sono questi i soldi che ogni anno la collettività spende per i detenuti nelle carceri italiane. Un totale che deriva dal costo medio giornaliero di ognuno degli oltre 50mila detenuti nei penitenziari nazionali, secondo i dati del 2016. È quanto emerge elaborando i numeri resi noti da Openpolis nel minidossier “Dentro o fuori – Il sistema penitenziario italiano tra vita in carcere e reinserimento sociale”.

Un costo che potrebbe vedere una netta diminuzione in caso si arrivasse a provvedimenti di indulto o amnistia, come quelli nei cassetti della Commissione Giustizia del Senato, dove sono quattro i disegni di legge all’esame.
Per gli “ospiti” dei penitenziari italiani si spendono poco più di 140 euro al giorno (141,80 nel 2014): di questi, meno di 10 euro servono per mantenere i detenuti, mentre oltre 100 euro servono a coprire le spese per il personale. Le spese per beni e servizi comprendono le utenze, la manutenzione ordinaria degli immobili, la formazione del personale, i rimborsi per le trasferte, l’uso dei mezzi di trasporto.

Un costo che, dopo essere salito fino a 190 euro nel 2007, risulta compresso di molto tra 2009 e 2011, sia per i tagli al bilancio sia per l’aumento dei carcerati e nel 2013 si attestava attorno ai 124 euro. Dai dati del 2014, l’Italia risulta il paese dove il costo giornaliero per detenuto è più alto (141,80 euro). Tra i paesi europei, seguono il sistema penitenziario inglese (109,72 euro), quello francese (100,47 euro) e quello spagnolo (52,59 euro per carcerato al giorno).
In Italia, inoltre, c’è il maggior numero di dipendenti dell’amministrazione penitenziaria in rapporto ai detenuti (40.176). Per ogni dipendente dell’amministrazione penitenziaria ci sono 1,4 detenuti, mentre sono 1,5 i carcerati per ogni agente di custodia. Altra caratteristica del sistema penitenziario italiano è che i suoi dipendenti sono in massima parte agenti di custodia (90,1%). In Inghilterra e Spagna il personale ha una formazione più eterogenea, con maggiore presenza di insegnanti, formatori professionali, mediatori culturali, psicologi.

Dopo anni di immobilismo, la politica è intervenuta sulle carceri, evitando gli effetti di condanne internazionali. La situazione è migliorata, ma molto resta ancora da fare. Uno sguardo al sistema penitenziario italiano, dentro e fuori gli istituti, nel nuovo minidossier openpolis.

Le riforme degli ultimi anni. L’obiettivo dei provvedimenti che si sono succeduti dal 2010, sotto governi di diverso colore politico, è sempre stato quello di contenere il sovraffollamento, attraverso una duplice strategia: 1) la costruzione di nuove carceri e l’allargamento di quelle esistenti; 2) l’ampliamento delle misure alternative al carcere. Il primo obiettivo è largamente fallito: appena l’11% del budget previsto dal piano carceri è stato speso, e solo il 37% dei posti aggiuntivi è stato realizzato nei tempi previsti. Gli interventi normativi, invece, hanno prodotto alcuni risultati di rilievo. Le statistiche che ci mettevano agli ultimi posti in Europa per condizioni dei detenuti sono migliorate. Ma restano ancora molti i punti critici da affrontare.

Il sovraffollamento. In passato il sovraffollamento è stato contenuto con provvedimenti di clemenza e altri atti simili, quasi mai risolutivi. Con le riforme degli ultimi anni, è sceso dal 151% del 2010 all’attuale 108%. Nonostante i miglioramenti, però, restiamo il sesto sistema penitenziario più affollato in Europa. E se si guardano i dati dei singoli istituti, 2/3 delle carceri italiane risultano ancora sovraffollate. In alcuni casi i detenuti sono quasi il doppio dei posti letto disponibili.

I suicidi. Pochi dati mettono il luce il disagio delle carceri come quello dei suicidi, un dramma che coinvolge sia i detenuti che gli agenti di custodia. Negli anni di massimo sovraffollamento, tra 2009 e 2011, si sono suicidati quasi 60 detenuti ogni anno, nel 2015 sono scesi a 39. Dal 2009, gli istituti con più suicidi sono stati Poggioreale, Sollicciano e Rebibbia. Il metodo di uccisione più frequente è l’impiccamento, registrato nel 77% dei casi.

Carcerazioni preventive. Agli inizi degli anni ‘90, oltre la metà di coloro che stavano in carcere erano imputati, cioè privi di una condanna definitiva (56%). Oggi questa quota è scesa al 34%; di questi, circa la metà (17%) sono persone in attesa del primo giudizio e non hanno ricevuto alcuna condanna. Sono saliti a 2/3 i detenuti che si trovano in carcere con una condanna definitiva.

Le misure alternative. Il tasso di recidiva, ovvero la quota di detenuti che, una volta liberati, tornano a commettere nuovi reati, mostra un calo significativo se il condannato sconta l’ultima parte della pena con misure alternative al carcere. Queste ultime sono state molto potenziate, ma tra i grandi paesi europei il nostro resta l’ultimo per ricorso alle misure alternative: in Italia sono il 45% dei condannati contro oltre il 70% di Germania e Francia e il 64% in Inghilterra e Galles.

Rieducazione in carcere. La quota di detenuti che lavorano rimane molto bassa, inferiore al 30%, e le mansioni offerte difficilmente daranno la possibilità di un reinserimento una volta usciti dal carcere. La partecipazione ai corsi professionali si è dimezzata rispetto ai primi anni ‘90: era all’8% mentre oggi è al 4%. In compenso è aumentato il numero di promossi tra i partecipanti, dal 36% del 1992 a oltre l’80% attuale.

I costi del sistema. Il nostro sistema penitenziario ha un costo giornaliero per detenuto superiore a quello degli altri stati: 141,80 euro contro 100,47 della Francia, 109,72 di Inghilterra e Galles e 52,59 della Spagna. Nel 2013, solo il 7,5% del budget dell’amministrazione penitenziaria è servito al mantenimento dei detenuti, mentre l’82% ha coperto le spese per il personale. In Italia ci sono 1,4 detenuti per ogni dipendente, mentre negli altri paesi considerati il rapporto è di 2,6 a 1. Oltre il 90% del personale nelle carceri italiane è un agente di custodia.

Dentro o Fuori – Dossier di Openpolis sulle Carceri italiane