Ispezione al Carcere di Rossano: il drammatico racconto dell’On. Bruno Bossio


Casa CircondarialeLa frase clou si è sentita al termine dell’ispezione del carcere di Rossano (un diritto dovere di ogni parlamentare, del quale non molti si avvalgono):

“Onorevole lei non si doveva permettere di venire al Carcere senza preavviso. Quando si va a casa degli altri si chiede il permesso.”

Questo è quanto è stato detto alla parlamentare del Partito Democratico Enza Bruno Bossio dal Comandante della Polizia Penitenziaria di Rossano, il Vice Commissario Elisabetta Ciambriello, al termine dell’ispezione della deputata presso il carcere cosentino. Bossio si era recata nel tardo pomeriggio di sabato 9 agosto ai cancelli del carcere calabrese dopo che, da tempo, intrattiene una conversazione epistolare con un detenuto in isolamento.

Tra i diritti-doveri dei parlamentari infatti c’è quello delle visite ispettive nelle carceri italiane, cosa che gli onorevoli deputati e senatori possono fare in qualunque momento e in qualunque carcere dello Stivale: memorabili le visite ispettive dei deputati e dei senatori Radicali durante la loro permanenza in Parlamento, grazie alle quali è stato possibile far uscire dalle mura delle carceri le violenze, il disagio e sopratutto il regime di illegalità dilagante che imperversa un po’ in tutte le case circondariali italiane. Un diritto dovere codificato all’art. 67 dell’Ordinamento Penitenziario, che consente proprio ai membri del Parlamento ed ai loro accompagnatori diispezionare in qualunque momento gli Istituti Penitenziari senza la necessità di essere autorizzati per accertare se le condizioni di detenzione siano conformi al dettato costituzionale e cioè che non siano contrarie al senso di umanità e che rispettino la dignità della persona.

Al suo arrivo al carcere di Rossano la deputata Bossio è stata in ogni modo ostacolata nella sua visita: inizialmente gli agenti di Polizia Penitenziaria si rifiutavano addirittura di farla entrare, cosa avvenuta solo al termine di molte insistenze della parlamentare e l’accettazione di rinunciare ai propri accompagnatori (di fatto, un diritto negato alla stessa parlamentare).

A convincere Enza Bruno Bossio a visitare il carcere di Rossano è stata, dicevamo, una conversazione epistolare e telegrafica con un detenuto che lamentava, nei suoi scritti, di essereristretto in un regime di isolamento inumano nel quale gli erano negate anche lettere e telegrammi. Inizialmente gli agenti si erano offerti di portare il detenuto dalla Parlamentare in parlatorio, ma anche qui, dopo lunghe insistenze, la deputata democratica è riuscita a farsi condurre nel Reparto di Isolamento del carcere:

“Gli Agenti stavano provvedendo a chiudere le porte blindate delle celle di tutti i detenuti allocati in Isolamento, lasciando aperta solo quella del detenuto che volevo visitare. Ad un certo momento gli altri ristretti si sono messi ad urlare chiedendo che vedessi in che condizioni erano costretti a vivere. Ho chiesto di aprire le celle ma gli Agenti mi hanno detto che non avevano le chiavi per cui non sono potuta entrare. In ogni caso ho visto le condizioni illegali che, sinceramente, non pensavo esistessero in un carcere d’Italia. Ho trovatodetenuti sostanzialmente nudi, soltanto con gli slip, in delle celle in cui non c’era neanche il letto, quindi seduti per terra, in mezzo ai loro escrementi, al vomito ed ai piatti sporchi. Mi riferisco, in particolare, alle celle 1, 2 e 7. Uno di loro, italiano, era stato messo lì per aver tentato il suicidio e quindi, assolutamente, doveva essere tenuto in Isolamento. L’esperienza ha dimostrato gli effetti deleteri che l’isolamento produce sulla psiche e sul fisico delle persone costrette a subirlo. Gli altri due, a quanto pare, avevano tentato una evasione. Questi ultimi hanno sostenuto di essere stati pestati dalla Polizia Penitenziaria ed infatti si vedeva che avevano ricevuto delle percosse. Ad uno di loro avrebbero rotto anche un orecchio e non avrebbero ricevuto alcuna assistenza sanitaria”

Il carcere di Rossano registra anch’esso un grave stato di sovraffollamento: a fronte di una capienza regolamentare di 215 posti ospita infatti ben 258 detenuti, tra cui molti ristretti in regime di Alta Sicurezza.

L’atteggiamento ostracista della Polizia Penitenziaria è già stato segnalato dalla parlamentare del PD a chi si occupa di carceri da una vita, il segretario di Radicali Italiani Rita Bernardini, ma anche al responsabile carceri del PD ed alla segreteria del Ministro Andrea Orlando; nei prossimi giorni la parlamentare procederà anche ad una formale denuncia indirizzata alla Procura della Repubblica di Castrovillari ed ad una Interrogazione a risposta scritta rivolta al Governo.

Va detto che quanto riferito dal vice Commissario Ciambriello all’onorevole Bossio è, in sostanza, fondamentalmente sbagliato: i parlamentari, ed in particolare quelli del Sindacato Ispettivo Parlamentare, hanno una sorta di diritto/dovere in tal senso: le condizioni del carcere di Rossano raccontate dall’onorevole Bossio dimostrano l’importanza di tali visite.

Andrea Spinelli

Crimeblog.it – 10 Agosto 2014

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