Droghe: il 29 la Cassazione decide su ricadute di bocciatura della legge Fini-Giovanardi


palazzo-di-giustizia cassazioneSaranno le sezioni unite penali della Cassazione a chiarire, giovedì prossimo, se le conseguenze della bocciatura, da parte della Consulta, della legge Fini-Giovanardi sulle droghe, riguarderanno anche le condanne già passate in giudicato. La Suprema Corte, infatti, è chiamata a sciogliere il nodo giurisprudenziale – più generale rispetto ai reati in materia di stupefacenti – “se la dichiarazione di illegittimità di una norma penale sostanziale diversa dalla norma incriminatrice comporti una rideterminazione della pena in executivis vincendo la preclusione del giudicato”.

La Suprema Corte, con diverse pronunce depositate dopo la sentenza della Corte Costituzionale sulla Fini-Giovanardi, ha già stabilito che, con il ritorno alla legge Jervolino-Vassalli in cui erano previste pene più miti per i reati legati alle droghe leggere, si applica il principio del favor rei nei casi di processi ancora in corso.

L’unico nodo rimasto in sospeso, dunque, è al momento quello relativo alle condanne già definitive. Se la Cassazione sancirà che le pronunce di incostituzionalità travolgono il giudicato, dovranno essere riviste le pene anche per chi è già stato condannato in via definitiva con le norme della Fini-Giovanardi. Un esito del genere potrebbe avere ripercussioni anche sul numero dei detenuti nelle carceri italiane.

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