Carceri, Stefano Anastasia è il Garante dei Diritti dei Detenuti dell’Umbria


Stefano AnastasiaIl Presidente della Società della Ragione, Stefano Anastasia, è stato nominato ieri dall’Assemblea Legislativa Umbra nuovo Garante regionale delle persone private della libertà personale in sostituzione del prof. Carlo Fiorio.
Laureato in Scienze politiche nell’Università degli studi di Bari, ha conseguito il dottorato di ricerca in “Diritto europeo su baste storico-comparatistica” nell’Università di Roma Tre. I suoi interessi scientifici vertono principalmente sulla teoria e la storia dei diritti umani, sul rapporto tra potere e legittimità e sull’esecuzione penale e la privazione della libertà. È attualmente ricercatore di Filosofia e Sociologia del diritto presso l’Università di Perugia, Anastasia insegna Filosofia del diritto nell’ambito dei Corsi di laurea in Scienze dei servizi giuridici e per funzionario giudiziario e amministrativo attivati presso la Facoltà di Giurisprudenza.

Iscritto all’albo dei docenti dell’Istituto superiore di studi penitenziari (Issp) del Ministero della giustizia, è condirettore di Antigone. Quadrimestrale di critica del sistema penale e penitenziario e fa parte della direzione di Democrazia e diritto, della redazione di Studi sulla questione criminale, del Comitato scientifico internazionale della rivista Critica penal y poder (Barcellona, ES).
Esperto del Consiglio d’Europa a supporto del Comitato per la prevenzione della tortura e delle pene inumani o degradanti, è è Presidente de La Società della Ragione Onlus e Presidente onorario dell’associazione Antigone, per i diritti e le garanzie nel sistema penale, e componente del Comitato scientifico internazionale dell’Osservatorio sul sistema penale e i diritti umani istituito presso l’Università di Barcellona (Spagna). È stato presidente della Conferenza nazionale del volontariato della giustizia, organismo rappresentativo del volontariato penitenziario. Dal 2001 al 2006 è stato Direttore del Centro di studi e iniziative per la riforma dello Stato in Roma, di cui attualmente è responsabile delle attività editoriali.

Autore di articoli, saggi e interventi in materia di politica del diritto e della giustizia per giornali, riviste e volumi collettanei, ha pubblicato L’appello ai diritti. Diritti e ordinamenti nella modernità e dopo (Torino, 2008), Patrie galere. Viaggio nelle carceri italiane (con P. Gonnella, Roma 2005) e Il caso Venezia. Una estradizione a rischio capitale (Roma, 1996). Ha curato, con F. Corleone, Contro l’ergastolo. Il carcere a vita, la rieducazione, la dignità della persona (Roma, 2009), con P. Gonnella, Inchiesta sulle carceri italiane (Roma, 2002) e, con M. Palma, La bilancia e la misura. Giustizia, sicurezza, riforme (Milano, 2002). La sua ultima monografia è Metamorfosi penitenziarie. Carcere, pena e mutamento sociale (Ediesse 2012). Insieme a Luigi Manconi, Valentina Calderone e Federica Resta ha pubblicato nel 2015 per Chiarelettere il volume Abolire il carcere. Una ragionevole proposta per la sicurezza dei cittadini. A Stefano Anastasia, collaboratore fisso di sito e rubrica di Fuoriluogo vanno i complimenti della redazione di Fuoriluogo e dell’Associazione Forum Droghe.

http://www.fuoriluogo.it, 9 aprile 2016

Una risposta a "Carceri, Stefano Anastasia è il Garante dei Diritti dei Detenuti dell’Umbria"

  1. no perche sono arresti dom tra non molto finisco ma vorrei dire qualcosa sulle carceri ,sapete benissimo i modello della carceri i norvegia non si tratta di copiare ,,.ma di capire perche non si possono attuare quelle regole di vita che stanno producendo ottimi risultati su 100 detenuti 4 5 persone non danno esito positivo el restante riesce a reinserirsi e rifarsi una nuova vita lo ,so sono tante le cose che non funzionano,e assistente educatori guardie carceri non idonei stanze sopraffollate medici un grado di essere medici ,lavoro allinterno ufficio di sorveglianza colloqui con bambini ma posso stare a raccontarne molti altri ancora perche se solo dovrei andare a specificare ogni singolo di cio che o citato dovrei scrivere un giornale per chiarire le motivazioni io la vedo un impresa assai grande da poter guardere aquel modello di cui citavo sopra ripuliamo dapprima le carceri x ireati da poco conto amministia x quelli rimpatrio sei detenuti stranieri come fanno altri paesi europei e ripartire con un piano preciso lavoro lavoro lavoro x i detenuti avrete molti risultati ve lo assicuro

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