Operazione Antidroga della Polizia Penitenziaria a Taranto. Arrestato un Infermiere per spaccio di Marijuana


00022TARANTO

Era solito introdurre droga all’interno del penitenziario pugliese approfittando della sua professione di infermiere ma è incappato nella trappola tesagli dagli uomini del Reparto di Polizia Penitenziaria di Trani, al comando del Commissario Giovanni La Marca e del Direttore dell’Istituto Stefania Baldassari, con l’ausilio del distaccamento Cinofili Antidroga dei “baschi azzurri”.

L’uomo, C. F., 52 anni, di Manduria (TA), al momento dell’ingresso nei reparti detentivi è stato segnalato dal poliziotto a quattro zampe “Vera” mediante la classica “raspata” e al controllo gli Agenti della Penitenziaria hanno scoperto che aveva nascosto la droga all’interno di un flacone di bagno doccia.

La droga, abilmente preparata e suddivisa in 11 dosi di marijuana, per un peso complessivo di 28 grammi, era occultata e confezionata in involucri di cellophane insieme al liquido.

L’infermiere in questione è stato immediatamente arrestato e posto alle dipendenze della Procura della Repubblica di Taranto per i reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante di aver commesso il reato all’interno di un penitenziario.

Polizia Penitenziaria, 07 Luglio 2014

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Taranto: detenuto di 22 anni tenta il suicidio, salvato in extremis da agenti e sanitari


Carcere di TarantoUn detenuto di 22 anni della provincia di Taranto, in attesa di giudizio per reati contro il patrimonio, ha tentato il suicidio all’interno della Casa circondariale di via Magli ed è stato salvato dagli agenti di Polizia penitenziaria e dagli operatori sanitari.

Lo rende noto Federico Pilagatti, segretario nazionale del Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria). Il detenuto, riferisce Pilagatti, aveva cercato di impiccarsi dopo aver legato una corda rudimentale, ricavata dalle lenzuola, ad una grata della finestra del bagno. “Ormai – commenta Pilagatti – nel carcere di Taranto si vive come in una roulette, alla giornata, considerato che sono saltati, per colpa dell’amministrazione regionale e centrale, tutti gli schemi che rendono un carcere sicuro e governabile”.

Il segretario del Sappe definisce “scellerata” l’idea di “aprire una nuova sezione detentiva senza inviare nemmeno una unità di polizia penitenziaria”. Questa ulteriore circostanza “ha di fatto azzerato la sicurezza – conclude Pilagatti – e se a tutt’oggi non si registrano fatti cruenti o clamorosi, lo si deve solo al coraggio e professionalità dei vertici dell’istituto, ma soprattutto dei poliziotti penitenziari che sono costretti a turni di lavoro massacranti e che nelle ore serali sono ridotti in maniera molto preoccupante”.

Ansa, 24 maggio 2014