Visita di Radicali ed Unical al Carcere di Rossano, aperta nuova Sezione di Alta Sicurezza


Nei giorni scorsi una delegazione di Studenti di Giurisprudenza dell’Università della Calabria, accompagnati dal Prof. Mario Caterini, Aggregato di Diritto Penale, e da Emilio Enzo Quintieri e Valentina Anna Moretti, esponenti dei Radicali Italiani, si sono recati a visitare la Casa di Reclusione di Rossano, dopo aver visitato gli Istituti Penitenziari di Cosenza, Castrovillari e Paola.

A ricevere la delegazione visitante, autorizzata dal Consigliere Marco Del Gaudio, Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, il Direttore dell’Istituto Giuseppe Carrà ed il Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria, Commissario Capo Elisabetta Ciambriello.

Dopo un breve colloquio nei locali della Direzione, la delegazione è stata affidata al Sovrintendente di Polizia Penitenziaria Damiano Cadicamo, che l’ha accompagnata nella struttura detentiva ove, oltre ad incontrare il personale, i detenuti, visitare i reparti e le camere detentive, i locali comuni e gli Uffici, ha incontrato anche il Magistrato di Sorveglianza di Cosenza Silvana Ferriero, Giudice che ha giurisdizione sugli Istituti di Castrovillari e Rossano.

Nell’Istituto, al momento della visita, a fronte di una capienza regolamentare di 263 posti, vi erano ristretti 231 detenuti (42 stranieri) con le seguenti posizioni giuridiche 7 imputati, 6 appellanti, 4 ricorrenti e 214 definitivi, dei quali 161 appartenenti al Circuito dell’Alta Sicurezza (141 As3 criminalità organizzata e 20 As2 terrorismo internazionale di matrice islamica) e 70 al Circuito della Media Sicurezza. Tra i definitivi anche 1 condannato ammesso al regime della semilibertà. C’è da segnalare la presenza di 11 Studenti Universitari, tanti dei quali con “fine pena mai”, particolarmente presenti nell’Istituto (28).

La delegazione ha potuto constatare, ancora una volta, la buona gestione della struttura, rilevando alcune criticità comuni a tutti gli Istituti Penitenziari dovute, principalmente, alla mancanza di risorse umane, strumentali e finanziarie che impediscono una migliore qualità della vita detentiva, del trattamento rieducativo e delle condizioni di lavoro del personale che vi opera con particolare riferimento al Corpo di Polizia Penitenziaria – di cui in questi giorni si festeggia il 201^ anniversario di fondazione (1817-2018) – che avrebbe bisogno di essere incrementato. Le camere di pernottamento hanno una metratura che va dai 12 ai 26 mq e sono garantiti i 3 mq calpestabili per detenuto. Le prime ospitano al massimo 2 detenuti, le seconde massimo 6. Rari sono i letti a castello, massimo di due piani. Le camere sono riscaldate dai termosifoni e hanno tutte la docce, il cui utilizzo è possibile solo in alcune ore del giorno. In ciascuna sezione, esistono delle camere destinate ai detenuti non fumatori ed è presente una sala per la socialità.

Proprio nei giorni precedenti alla nostra visita, dice Emilio Enzo Quintieri, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, nell’Istituto di Rossano è stata aperta una nuova Sezione detentiva di Alta Sicurezza (As3), da tempo ristrutturata, ove l’Amministrazione Penitenziaria ha già assegnato 37 detenuti, prevalentemente provenienti dagli Istituti della Campania. Altri detenuti, per quanto ci è stato riferito, dovrebbero essere assegnati ed allocati in questa Sezione nei prossimi giorni.

Circa quanto accaduto nelle scorse settimane (aggressione da parte di 3 detenuti per terrorismo internazionale a 7 Poliziotti Penitenziari), nel condannare la violenza posta in essere dai detenuti e nell’esprimere solidarietà al personale aggredito, mi preme evidenziare che, contrariamente a quanto diffuso da altri soggetti tra cui alcuni Sindacati della Polizia Penitenziaria, che i fatti occorsi non sono stati causati in reazione a provvedimenti disciplinari ma a seguito della discutibile sospensione, da parte della Direzione, evidentemente ritenuta ingiusta, delle telefonate straordinarie concessegli perché non aventi la possibilità di fare colloqui visivi con i propri familiari.

Non mi pare, continua l’esponente radicale, che le telefonate straordinarie siano configurate dalla Legge Penitenziaria come “premiali” (infatti la “condotta regolare” non è prevista come requisito) né tantomeno che possano essere “sospese” a seguito di una qualsiasi legittima sanzione disciplinare disposta nei confronti del detenuto. Una volta, quand’era vigente il Regolamento di Esecuzione Penitenziaria del 1976, erano condizionate ad una valutazione premiale dai presupposti piuttosto incerti rimessa al Direttore dell’Istituto ma, con la riforma del 2000, non è più così. Anche durante l’esecuzione della sanzione disciplinare della “esclusione dalle attività in comune”, nel gergo penitenziario definita “isolamento”, una volta era precluso ai detenuti di comunicare con i compagni o di intrattenere corrispondenza telefonica o colloqui. Oggi, invece, resta soltanto la preclusione di comunicare con i compagni, essendo stati eliminati gli ulteriori divieti previsti dall’abrogato Regolamento del 1976.

Questa situazione, probabilmente verificatasi anche in altre circostanze e nei confronti di altrettanti detenuti, verrà da me segnalata al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ed al suo Provveditorato Regionale della Calabria, al Magistrato di Sorveglianza di Cosenza ed al Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti, sia per capire se sia legittimo o meno sospendere le telefonate straordinarie in conseguenza di una sanzione disciplinare e, contestualmente, per evitare il ripetersi di spiacevoli episodi che poi vedono vittima il personale di Polizia Penitenziaria addetto alla notifica ed alla esecuzione di tali provvedimenti, conclude Quintieri, membro del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani.

Visita di Radicali e Unical al Carcere di Rossano: presenti 212 detenuti, 13 per terrorismo internazionale


Nei giorni scorsi si sono concluse le visite programmate dai Radicali Italiani agli Istituti Penitenziari della Provincia di Cosenza, alle quali hanno preso parte gli Studenti di Giurisprudenza dell’Università della Calabria che seguono il corso di Diritto Penale tenuto dal Prof. Mario Caterini, anch’esso presente all’iniziativa.

Dopo aver visitato le Case Circondariali di Castrovillari, Cosenza e Paola, la Delegazione visitante, guidata dagli esponenti radicali Emilio Enzo Quintieri e Valentina Anna Moretti, autorizzata dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, ha fatto visita alla Casa di Reclusione di Rossano, diretta dal Dirigente Giuseppe Carrà, ove è stata accolta dal Comandante di Reparto F.F. della Polizia Penitenziaria, Ispettore Capo Pierangelo Bennardo, dal Responsabile dell’Ufficio Matricola Sovrintendente Damiano Cadicamo e dal Capo dell’Area Giuridico Pedagogica Rita Giglio.

Nell’Istituto di Rossano, al momento della visita, erano presenti 212 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 206 posti (6 in esubero). La maggior parte dei detenuti (121) appartiene al Circuito Penitenziario dell’Alta Sicurezza (118 As3 Criminalità Organizzata e 13 As2 Terrorismo Internazionale di matrice islamica) mentre gli altri (80) appartengono al Circuito della Media Sicurezza. Gli stranieri presenti sono 53 dei quali 19 Alta Sicurezza (6 As3 e 13 As2) e 34 Media Sicurezza. Per quanto concerne le posizioni giuridiche della popolazione detenuta, essendo Rossano una Casa di Reclusione, ospita prevalentemente condannati a pene superiori ai 5 anni: 6 sono i giudicabili, tutti As2; 2 gli appellanti, 1 As2 e 1 Media Sicurezza; 4 i ricorrenti, 3 As2 e 1 Media Sicurezza e 199 i definitivi, 118 As3, 3 As2 e 78 Media Sicurezza. Tra i definitivi vi sono 27 ergastolani, 24 dei quali ostativi. Vi è anche un detenuto ammesso alla semilibertà e altri 4 sono quelli che lavorano all’esterno secondo quanto previsto dall’Art. 21 della Legge Penitenziaria. 84 sono i detenuti che lavorano nell’Istituto alle dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria.

Per quanto concerne le ulteriori “caratteristiche” delle persone detenute, è stata rilevata la presenza di 25 tossicodipendenti, 12 Alta Sicurezza e 13 Media Sicurezza, 1 dei quali in terapia metadonica, di 1 sieropositivo ed 80 con patologie psichiatriche. Non vi sono, invece, detenuti con disabilità motorie.

Relativamente agli “eventi critici” sino ad ora non si registrano suicidi, decessi per cause naturali, atti di autolesionismo o tentati suicidi, eccetto 3 aggressioni al personale dipendente dell’Amministrazione Penitenziaria, per futili motivi, verificatisi di recente ad opera di S.C., 35 anni, originario di Taranto, detenuto con problemi di tossicodipendenza, giunto nell’Istituto nei giorni precedenti e con fine pena fissato al 12 agosto prossimo. Per questi motivi, al momento della visita, il detenuto si trovava in isolamento, in via cautelare, in attesa della decisione del Consiglio di Disciplina.

La Delegazione, accompagnata dal personale dell’Amministrazione Penitenziaria, ha visitato tutto l’Istituto non rilevando particolari problematiche, se non quelle già note quali la carenza di personale del Corpo di Polizia Penitenziaria e l’assenza da un po’ di tempo del Funzionario Comandante di Reparto, la difficile ricezione dei canali televisivi nelle camere dei detenuti, l’inadeguatezza del campo sportivo ed il mancato inizio dei lavori di rifacimento dello stesso e la mancata attuazione della custodia aperta, c.d. “sorveglianza dinamica”, per entrambi i Circuiti Penitenziari. Le criticità rilevate saranno segnalate dai Radicali Italiani ai vertici apicali del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, alla Magistratura di Sorveglianza competente ed al Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti presso il Ministero della Giustizia.

Rossano, Quintieri (Radicali): Il Corpo di Polizia Penitenziaria va subito rafforzato


Carcere di RossanoNei giorni scorsi, una delegazione dei Radicali guidata da Emilio Enzo Quintieri, già membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, ha effettuato una visita ispettiva alla Casa di Reclusione di Rossano, grazie all’autorizzazione concessa dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia.

La delegazione, della quale facevano parte anche Valentina Anna Moretti ed Ercole Blasi Nevone, stante l’assenza del Direttore Giuseppe Carrà e del Comandante di Reparto, Commissario Elisabetta Ciambriello, è stata ricevuta ed accompagnata dal Sovrintendente Damiano Cadicamo, sottufficiale della Polizia Penitenziaria, nella circostanza addetto al coordinamento della Sorveglianza Generale dell’Istituto.

La delegazione, che ha visitato tutti i Padiglioni detentivi di Alta e Media Sicurezza nonché il Reparto di Isolamento, ha accertato che nella struttura erano presenti 216 detenuti (157 italiani e 59 stranieri) a fronte di una capienza regolamentare di 215 posti (1 in esubero) con le seguenti posizioni giuridiche : 204 condannati definitivi e 12 giudicabili (7 imputati, 3 appellanti e 2 ricorrenti). 129 sono i ristretti appartenenti al Circuito dell’Alta Sicurezza (120 al Sottocircuito As3 criminalità organizzata e 9 al Sottocircuito As2 terrorismo internazionale di matrice islamica) e 75 quelli appartenenti al Circuito della Media Sicurezza. Tra di essi vi sono 26 condannati all’ergastolo dei quali 23 appartengono all’Alta Sicurezza e quindi “ostativi” e 3 alla Media Sicurezza.

Per quanto riguarda le ulteriori “posizioni” della popolazione detenuta, i Radicali, hanno riscontrato la presenza di 18 tossicodipendenti e di 4 “lavoranti” in Art. 21 o.p. all’interno dell’Istituto. Nell’occasione 1 detenuto si trovava in permesso premio fuori dall’Istituto, beneficio accordatogli dal Magistrato di Sorveglianza di Cosenza Silvana Ferriero. 2 detenuti, invece, provenienti da altri Istituti Penitenziari del Nord Italia, si trovano nel Reparto di Isolamento, poiché sottoposti al regime di sorveglianza particolare previsto dall’Art. 14 bis o.p. Con riferimento a questi 2 detenuti, entrambi di nazionalità straniera, la Delegazione ha preso atto che, tra le altre cose, è stato loro proibito di vedere persino la televisione e quindi di tenersi informati, rimuovendo il televisore dalle rispettive camere di pernottamento. Secondo i Radicali, esperti di questioni carcerarie, l’Ordinamento (Art. 14 quater o.p.) prevede che le restrizioni previste dal regime di sorveglianza particolare debbono essere “strettamente necessarie per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza”. Non si comprende quali siano i motivi che giustifichino la rimozione dalle camere detentive del televisore, afferma il capodelegazione Quintieri, posto che tale apparecchio non può assolutamente ritenersi, nel caso specifico, funzionale al mantenimento dell’ordine e della sicurezza intramoenia per cui la sua rimozione è ingiustificata, inutilmente afflittiva ed illegittima non essendo “strettamente necessaria” allo scopo previsto dalla legge. Con la rimozione del televisore viene anche impedito ai detenuti di potersi avvalere dei mezzi di informazione, negandogli un diritto umano fondamentale costituzionalmente protetto dall’Art. 21 della Costituzione oltre che dall’Art. 18 comma 6 della Legge Penitenziaria.

Per tali motivi, la Delegazione, con una nota inviata anche all’Amministrazione Penitenziaria ed al Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti, ha sollecitato l’intervento “d’ufficio” del Magistrato di Sorveglianza di Cosenza (poiché i detenuti non hanno presentato alcun reclamo) per valutare la legittimità del decreto disposto dall’Amministrazione Penitenziaria ed in particolare modo della restrizione segnalata, adottando i provvedimenti conseguenti qualora condivida che la rimozione del televisore sia “contra legem”. Nell’Istituto, da qualche mese, proprio grazie ai Radicali, opera un Mediatore Culturale dell’Associazione Alone Cosenza Onlus che si occupa gratuitamente dell’integrazione interculturale e linguistica dei detenuti stranieri. Infine, la delegazione Radicale, ha lamentato la grave carenza del personale del Corpo di Polizia Penitenziaria nel Carcere di Rossano; nell’ambito della visita, infatti, erano presenti solo 11 unità di Polizia Penitenziaria fino alle 20 (2 delle quali in servizio dalle 8 del mattino ed 1 richiamato nonostante fosse in congedo per fare il Preposto) e che, successivamente, si sarebbero ulteriormente ridotte a 8 unità (dalle 20 alle 24) e poi ancora, nel turno notturno, a 7 unità dalle 24 alle 8 del mattino seguente.

Il personale di Polizia Penitenziaria di Rossano, la maggior parte del quale ha una età superiore ai 50 anni, non può continuare a svolgere servizio in queste condizioni, anche perché la carenza di organico (mancherebbero oltre 30 unità), limiterà notevolmente la realizzazione delle molteplici attività trattamentali programmate dall’Istituto, con tutte le gravi conseguenze che ne deriveranno nella gestione e nel trattamento della popolazione ivi reclusa.

Pertanto, la delegazione dei Radicali, ha sollecitato l’Amministrazione Penitenziaria, centrale e periferica, di voler intervenire tempestivamente per potenziare l’organico del personale di Polizia Penitenziaria presso la Casa di Reclusione di Rossano, ricorrendo anche ad eventuali distacchi da altri Istituti, al fine di eliminare disagi e stress per il personale operante e, contestualmente, al fine di consentire l’effettivo e concreto svolgimento di tutte le attività trattamentali programmate dall’Istituto di Rossano.

Dell’esito della visita ispettiva condotta dai Radicali, con una dettagliata relazione, sono stati informati il Capo ed il Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo e Massimo De Pascalis, il Provveditore Regionale della Calabria Salvatore Acerra, il Direttore della Casa di Reclusione di Rossano Giuseppe Carrà, il Magistrato di Sorveglianza di Cosenza Silvana Ferriero ed il Garante Nazionale per i Diritti dei Detenuti Mauro Palma.