Carceri, Visita Ispettiva a Terni del Sen. Compagna e Mazzotta dei Radicali


Carcere di TerniSoddisfazione del parlamentare di Ncd: “La gestione della struttura la allontana dall’area del malessere. Necessario differenziare tra custodia cautelare e detenuti con sentenze”. Una visita da parte di un parlamentare presso una casa circondariale è un diritto, ma anche un dovere: per queste ragioni, nella mattinata di lunedì 27 aprile il senatore di Nuovo Centro Destra Luigi Compagna, insieme a Luigi Mazzotta, presidente dell’associazione Per La Grande Napoli (Radicali italiani), hanno effettuato una visita ispettiva presso le carceri di Vocabolo Sabbione.

Detenuti da diverse realtà Terni è vicina a Roma e il carcere umbro è “interessante e articolato per la composizione dei suoi ospiti”.

Così ha esordito il senatore Compagna parlando dei risultati, molto positivi, della visita effettuata. “La provenienza dei detenuti -ha spiegato il parlamentare- non è quella del malessere sociale e della delinquenza umbri, ma questi arrivano da altre realtà, anche lontane: in particolare, sono stato colpito dal fatto che Nicola Cosentino fosse stato trasferito a Terni e ho reputato giusto effettuare un incontro con la direttrice della struttura, Chiara Pellegrini, e il comandante della Polizia penitenziaria, Fabio Gallo”.

Condizioni soddisfacenti Come ha spiegato Compagna, le condizioni della struttura sono molto soddisfacenti, perché “si allontanano dall’area del malessere”. Fra i detenuti, nonostante la presenza di un 10% di stranieri, non si creano condizioni di insofferenza razziale. La logistica è buona, così come lo sono le condizioni in cui gli stessi detenuti vivono in cella: tra di essi, molti alloggiano da soli, mentre altri arrivano a un massimo di tre individui. Lo stesso è stato rilevato per la situazione sanitaria interna al carcere, che grazie “all’impegno e alla solerzia degli operatori funziona in modo pronto ed efficiente”.

“Forno solidale” e personale Due sono state le sottolineature del senatore Campagna: in primis, un appello alla Regione per l’investimento di maggiori risorse per portare a termine il progetto della panetteria solidale, facendo così “veri passi in avanti in tema di diritto al lavoro”, quindi un auspicio, quello di poter vedere in futuro aumentate le unità di personale, al fine di garantire un funzionamento ancor più organizzato del carcere, specialmente con una migliore distribuzione fra gli addetti alle custodie cautelari e a chi è detenuto dopo l’emanazione di una sentenza.

Noemi Matteucci

http://www.umbria24.it, 28 aprile 2015

Intervista di Radio Radicale al Sen. Compagna ed al Radicale Mazzotta

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Campania: Radicali e Socialisti ispezioneranno il Carcere di Napoli Poggioreale


Luigi Mazzotta e Corrado GabrieleNei prossimi giorni saranno effettuate due visite ispettive in altrettanti penitenziari della Campania. La mattina del 6 ottobre il consigliere regionale Corrado Gabriele e il radicale Luigi Mazzotta, condurranno un’ispezione a Poggioreale. Focus delle visite sarà il monitoraggio e la denuncia di nuovi casi di malati gravi non curati in carcere.

Per il tandem Gabriele-Mazzotta si tratta di un ritorno nella struttura, dopo l’ispezione condotta assieme il 21 maggio 2013 nei padiglioni Salerno e San Paolo. Continua dunque in Campania il dialogo fra due forze politiche (radicali e socialisti) che sul tema della giustizia e dei diritti civili ha già prodotto iniziative analoghe a Salerno (coi consiglieri Gennaro Mucciolo e Gennaro Oliviero assieme al radicale Donato Salzano) sfociate anche in testi normativi presentati unitariamente, come in occasione della proposta di legge per la cannabis terapeutica nella nostra regione.

Prevista, ma non ancora calendarizzata, un’altra visita ispettiva che sarà condotta nel carcere salernitano di Bellizzi. In questo caso, assieme ai radicali dell’associazione Per la grande Napoli (promotori di entrambe le iniziative) per condurre la visita è annunciata la presenza di un altro politico da tempo impegnato in questo ambito come il senatore del Nuovo Centro Destra, Luigi Compagna.

Quest’ultimo, raggiunto oggi al telefono dal Velino: “Mi recherò in visita al carcere di Bellizzi quanto prima – ha dichiarato – il tempo di completare alcune cose dato che sto partendo per Ginevra. Non posso ancora dire nulla su questo carcere, visto che non lo conosco ma conto di andarci entro un mesetto. Posso però dire che la situazione sanitaria nelle carceri campane è disastrosa un po’ in tutti gli istituti”.

Il Velino, 1 ottobre 2014

Per Fabio Ferrara (i tanti Fabio Ferrara) nessuna slide, presidente Renzi, ministro Orlando ?


Centro Penitenziario SecondiglianoCi sono storie emblematiche, che fanno pensare e dicono più di cento discorsi, di mille twitter, di “farò” e “prometto di fare” in uno, dieci, cento, mille giorni. Storie come quella di un detenuto nel carcere di Napoli Secondigliano. Questo detenuto è doppiamente prigioniero: in cella, e su una sedia a rotelle. Ha uno spazio vitale ridotto, per muoversi si affida ad altri detenuti, a causa delle numerose barriere architettoniche che ci sono in carcere; in ogni carcere. Da sei mesi questo detenuto chiede di essere operato, è in sciopero della fame da dieci giorni.

 

Questo detenuto che rivendica in questo modo nonviolento un suo sacrosanto diritto, quello della salute, che lo stato ha il dovere di tutelare proprio perché lo ha privato della libertà, si chiama Fabio Ferrara.

Ferrara è sulla sedia a rotelle da diversi anni; è rimasto ferito gravemente al momento dell’arresto per concorso in tentata rapina; sei giorni di coma, poi si è risvegliato, ma da quel momento è rimasto immobilizzato. Si trova in una stanza dell’infermeria del carcere. Una stanza adatta per una sola persona, sono in due: lui in carrozzina e l’altro detenuto che lo aiuta a lavarsi, a muoversi, le funzioni più elementari. E’ difficilissima ogni azione quotidiana, anche essere lavato è un’impresa: bisogna salire e scendere le scale, non è in grado di uscire dalla cella autonomamente: deve essere trasportato in braccio poiché ci sono molte scale: anche per accedere ai colloqui o andare in bagno. Lo aiutano altri detenuti, racconta la moglie Anna Belladonna, se non fosse così, “non potrebbe fare nulla, resterebbe imprigionato in uno spazio che è di tre metri quadri scarso.

“Una condizione disumana”, la definisce Luigi Mazzotta, dell’associazione Radicali Per La Grande Napoli, che ha visitato il carcere di Secondigliano insieme al senatore Luigi Compagna. “Ferrara deve essere operato alla vescica, e attende questo ricovero da oltre sei mesi”. Sono state presentate due istanze per il differimento della pena. Il magistrato di sorveglianza, però, ha rigettato l’istanza in quanto non sussisterebbe “un serio pericolo per la vita o la probabilità di altre rilevanti conseguenze dannose”. Il detenuto, insomma, può essere curato in carcere.

Intanto, il ricovero non arriva, la fisioterapia di cui avrebbe bisogno neanche. Nessuna slide, su vicende come questo né da parte di Renzi, né da parte del ministro Orlando. Buona giornata; e buona fortuna.

Valter Vecellio

Notizie Radicali 03 Settembre 2014

 

Napoli, Detenuto sulla sedia a rotelle attende da 6 mesi di essere operato


Carcere Secondigliano NapoliDetenuto nel carcere di Secondigliano (Napoli) è sulla sedia a rotelle, ha uno spazio vitale ridotto e per muoversi si affida ad altri detenuti, a causa delle numerose barriere architettoniche. Da 6 mesi chiede di essere operato, è in sciopero della fame da 10 giorni.

Fabio Ferrara è in sciopero della fame da oltre dieci giorni.

Reclama il suo diritto a essere curato e operato. È sulla sedia a rotelle da diversi anni: è rimasto ferito gravemente al momento dell’arresto per concorso in tentata rapina, e dopo sei giorni di coma si è risvegliato, ma è rimasto immobilizzato. Al momento è detenuto nel carcere di Secondigliano, in infermeria: nella sua stanza, adatta a una sola persona, ci sono lui in carrozzina e un altro detenuto, che gli fa da piantone, lo aiuta a lavarsi, a muoversi.

Ma non è il piantone, nonostante Fabio, 35 anni, abbia il pannolone e non sia autonomo: “È una condizione disumana – denuncia Luigi Mazzotta, dell’associazione Radicali Per La Grande Napoli – che gli ha riservato lo Stato italiano, condizioni disumane per le quali l’Europa ci ha condannato e che continuano. Questo detenuto deve essere operato alla vescica, ma si trova in una cella piccolissima dove a malapena entra la carrozzella e attende questo ricovero da oltre sei mesi”. L’esponente dell’associazione radicale “Per La Grande Napoli” ha visitato il carcere di Secondigliano qualche giorno fa, insieme al senatore Ncd Luigi Compagna.

Per Fabio Ferrara è difficilissima ogni azione quotidiana, anche essere lavato è un’impresa, poiché bisogna salire e scendere le scale, e perché non è in grado di uscire dalla cella autonomamente: deve essere continuamente trasportato in braccio poiché ci sono molte scale: anche per accedere ai colloqui e andare in bagno. Lo aiutano altri detenuti, racconta la moglie Anna Belladonna ai microfoni di Fanpage.it: se non fosse così, “non potrebbe fare nulla, ma resterebbe imprigionato in uno spazio che è quanto la metà di un tavolo da pranzo”. A stento 3 metri quadri.

Sono state presentate due istanze per il differimento della pena: “Il motivo è che vorremmo che fosse operato presto e potesse fare un po’ di fisioterapia, visto che a nostro avviso lì non viene curato né assistito”. Il magistrato di sorveglianza, però, ha rigettato l’istanza in quanto non sussisterebbe “un serio pericolo per la vita o la probabilità di altre rilevanti conseguenze dannose”, ma si riserva di verificare la necessità di altre terapie adeguate.

Il detenuto, insomma, può essere curato in carcere. Intanto, però, il ricovero non arriva, la fisioterapia di cui avrebbe bisogno neanche: “Mio marito piange sempre, ormai ai colloqui non parliamo più – si sfoga la moglie – Non si contano più le infezioni e le sofferenze che sta patendo. Dice che questo trattamento è disumano, vuole essere operato, solo questo, ed è per questo che è in sciopero della fame da oltre dieci giorni. Hanno rigettato le nostre istanze, allora provvedano alla salute di mio marito, ma non a chiacchiere. Nei fatti”.

Video Intervista di Gaia Bozza alla moglie del detenuto Fabio Ferrara

Gaia Bozza

http://www.fanpage.it, 30 agosto 2014

Visita Ispettiva al Carcere di Secondigliano. L’Intervista del Radicale Luigi Mazzotta a Liberi.Tv


Luigi Mazzotta, Dirigente RadicaleVisita Ispettiva Carcere di Secondigliano. L’Intervista del Radicale Luigi Mazzotta a Liberi.Tv

Conversazione con Luigi Mazzotta dell’Associazione Radicale “Per la Grande Napoli” , conduce Gianni Colacione.

Temi trattati: visita ispettiva condotta insieme al Senatore Luigi Compagna (Ncd) agli ammalati nel carcere di Secondigliano, il caso di Sebastiano Pelle e Fabio Ferrara.
Le ultime dal carcere Poggioreale, l’urgenza dell’amnistia e lo “svuotanulla”.

Voci Radicali 21 agosto 2014

Quintieri (Radicali) : “Pelle rischia di morire. Venga subito trasferito in Ospedale”


Centro Penitenziario SecondiglianoSebastiano Pelle è gravemente ammalato ed ha bisogno, con la massima urgenza, di essere trasferito dal Carcere presso una struttura sanitaria specializzata per essere sottoposto ad un intervento chirurgico poiché, in difetto, vi è il concreto rischio che possa morire da un momento all’altro. Lo afferma Emilio Quintieri, esponente dei Radicali Italiani, all’esito della visita ispettiva effettuata domenica mattina nella Casa Circondariale di Napoli Secondigliano, dal Senatore della Repubblica Luigi Compagna (Ncd) accompagnato dal Dirigente Nazionale dei Radicali Luigi Mazzotta.

Nell’ambito dell’ispezione, la delegazione visitante, su sollecitazione di Quintieri, ha incontrato il detenuto calabrese Sebastiano Pelle, all’interno della sua cella, nel Reparto Infermeria del sovraffollato Penitenziario napoletano (capienza regolamentare 898 posti dei quali 12 non disponibili, detenuti presenti 1.278, detenuti in esubero 380).

Il Pelle, sentito dal Senatore Compagna e dal Radicale Mazzotta, ha riferito che ha necessità di essere operato con urgenza poiché rischia di morire da un momento all’altro lamentando, altresì, il suo mancato trasferimento presso una struttura sanitaria esterna che attende da diversi mesi. Il detenuto ha tenuto a precisare che la necessità dell’intervento chirurgico (ha bisogno della sostituzione della valvola aortica) è stata riconosciuta sia dal Servizio Sanitario Penitenziario di Rebibbia e di Secondigliano che da quello dell’Azienda Ospedaliera “Vincenzo Monaldi” di Napoli. 

Sebastiano PelleIl Senatore Compagna ha promesso al detenuto Pelle, difeso dall’Avvocato Angela Giampaolo, di impegnarsi per far sì che venga al più presto trasferito presso l’Ospedale Monaldi di Napoli, specializzato nella cura delle patologie pneumo-cardiovascolari o in altra struttura sanitaria esterna pubblica della Campania ove le sue gravi problematiche di salute potranno essere adeguatamente trattate.

Ci risulta – prosegue il radicale Quintieri – che siano state effettuate delle perizie medico legali che abbiano riconosciuto l’incompatibilità del Pelle con lo stato di detenzione inframuraria. Se ciò corrisponde al vero per quale motivo ancora si trova ristretto in carcere ? E comunque, per quale ragione, nonostante la gravità della situazione, attende da diversi mesi di essere trasferito in un luogo esterno di cura non essendo praticabile all’interno dell’Istituto Penitenziario l’intervento chirurgico di cui abbisogna ?

Chiediamo all’Autorità Giudiziaria competente, conclude l’esponente dei Radicali Italiani Emilio Quintieri, di disporre immediatamente il ricovero del detenuto in un luogo esterno di cura anche solo per il tempo strettamente necessario per praticare l’intervento chirurgico prima che alla lunga lista di “morti di carcere” (91 decessi nel 2014, 25 dei quali per suicidio) si aggiunga anche quello di Sebastiano Pelle.

Napoli, Ispezione al Carcere di Secondigliano del Sen. Luigi Compagna (Ncd) organizzata dai Radicali


Luigi Compagna e Luigi MazzottaContinuano senza sosta su tutto il territorio nazionale le ispezioni dei Radicali negli Istituti Penitenziari italiani. Nonostante i Radicali non siano più in Parlamento grazie alla disponibilità di Deputati e Senatori di altre Forze Politiche riescono ad accedere all’interno delle Carceri per accertare le condizioni di detenzione e, più in generale, le problematiche di tutta la comunità penitenziaria. Questa mattina è toccato alla Casa Circondariale di Napoli Secondigliano, situata nel “caldo” quartiere di Scampia, una delle strutture detentive più grandi d’Italia costruita nel 1982 ed inaugurata nel 1991 dotata, tra l’altro, di un Centro Diagnostico Terapeutico che ospita tantissimi detenuti ammalati cronici provenienti non solo dalla Regione Campania ed altrettanti con problemi di tossicodipendenza. La visita ispettiva è stata effettuata, con preavviso, dal Senatore della Repubblica Luigi Compagna (Nuovo Centro Destra) unitamente al Dirigente dei Radicali Italiani Luigi Mazzotta ed ha riguardato, principalmente, il Reparto di Infermeria dove sono ristretti alcuni detenuti gravemente ammalati e bisognosi di continua assistenza sanitaria.

Nel corso della visita il Senatore Compagna ed il radicale Mazzotta, su segnalazione dell’esponente radicale calabrese Emilio Quintieri, hanno incontrato anche il detenuto Sebastiano Pelle, classe 1961, originario della Provincia di Reggio Calabria, trasferito nel Penitenziario napoletano dalla Casa Circondariale di Roma Rebibbia. Come si ricorderà, nelle scorse settimane, il suo difensore di fiducia Angela Giampaolo, aveva presentato l’ennesima istanza al Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma per le sue gravi condizioni di salute. Nello specifico, l’avvocato sollecitava il trasferimento dello stesso in un Centro Clinico Specializzato per essere sottoposto ad un delicato intervento chirurgico finalizzato alla sostituzione della valvola aortica poiché, altrimenti, rischiava e rischia di morire in carcere.

Già precedentemente, negli scorsi mesi, il Gip di Roma aveva invitato la Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ad attivarsi con la massima sollecitudine per reperire un’altra idonea sistemazione per il detenuto calabrese, viste le gravi patologie riscontrate sia dal Medico Legale incaricato dall’Autorità Giudiziaria sia dal Consulente di parte. Dalle perizie che vennero effettuate emerse che le condizioni di salute del Pelle, in custodia cautelare per traffico di sostanze stupefacenti, erano assolutamente incompatibili con l’ordinario regime di detenzione inframuraria.

Il Pelle ha riferito alla delegazione che ha bisogno di essere operato con la massima urgenza poiché rischia di morire da un momento all’altro lamentando, altresì, il suo mancato trasferimento presso una struttura sanitaria esterna che attende da diversi mesi. Il detenuto ha tenuto a precisare che la necessità dell’intervento chirurgico è stata riconosciuta sia dal Servizio Sanitario Penitenziario di Rebibbia e di Secondigliano che da quello dell’Azienda Ospedaliera “Vincenzo Monaldi” di Napoli.  

Il Senatore Luigi Compagna ha promesso al detenuto calabrese il suo impegno impegnandosi a sollecitare il suo trasferimento presso l’Ospedale Monaldi di Napoli, specializzato nella cura delle patologie pneumo-cardiovascolari, o in altra struttura sanitaria pubblica della Campania presso la quale potrà, finalmente, essere operato e curato in maniera appropriata.

Nel Penitenziario di Secondigliano, secondo quanto racconta il radicale Luigi Mazzotta, sono stati incontrati anche altri detenuti gravemente che, sicuramente, per le loro problematiche di salute non dovrebbero restare in carcere. Tra questi il napoletano Fabio Ferrara, 27 anni, condannato definivo per tentata rapina in concorso, il cui fine pena è previsto tra 2 anni e 7 mesi. Questo ragazzo – dice Mazzotta – venne ferito all’addome in uno scontro a fuoco con la Polizia di Stato e, dopo tale circostanza, finì sulla sedia a rotelle con tutta una serie di problematiche. Oggi si trova rinchiuso a Secondigliano, in una cella piccolissima dove a malapena entra la carrozzella, assistito da un altro detenuto piantone che lo aiuta a compiere anche i più elementari gesti della vita quotidiana. Porta anche il pannolone, non riuscendo ad andare in bagno. Precedentemente – continua l’esponente radicale – era detenuto nel Padiglione San Paolo della Casa Circondariale di Napoli Poggioreale dove, tutto sommato, stava meglio rispetto a Secondigliano. Da qualche giorno Fabio ha intrapreso lo sciopero della fame per protestare contro il trattamento disumano riservatogli dallo Stato.

Il Carcere di Secondigliano, ad oggi, a fronte di una capienza regolamentare di 898 posti (dei quali 12 non disponibili), ospita 1.278 persone detenute, molte delle quali appartenenti al circuito differenziato dell’Alta Sicurezza. Le celle sono piccolissime essendo state progettate per una sola persona ed invece sono occupate sistematicamente da 2 detenuti, attraverso l’utilizzo dei letto a castello. I bagni sono piccoli, privi della doccia interna e dell’acqua calda.

Non c’è dubbio che le condizioni di detenzione stabilite dalla costante giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo non vengano rispettate e, quindi, si sia in presenza di una flagrante violazione dell’Art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti Umani che proibisce in termini assoluti la tortura ed i trattamenti inumani e degradanti.

Servizio di Radio Radicale sulla Visita Ispettiva effettuata alla Casa Circondariale di Napoli Secondigliano :

Visita al Penitenziario di Secondigliano – Radio Radicale