Calabria, In cella centinaia di malati psichiatrici, aspettando le Rems


Carcere di RossanoMolti sono ospitati illegalmente negli Opg. Ha tentato di aggredire un agente dopo aver sfondato, con la sua branda, l’ingresso della cella. Il detenuto, rinchiuso nel carcere calabrese di Rossano, è stato immobilizzato da altri agenti intervenuti in soccorso del collega. Durante la colluttazione il detenuto, però, è riuscito a ferire in modo non grave due assistenti, uno a uno zigomo e l’altro ad una gamba. Sottoposto a visita psichiatrica dallo specialista convenzionato con l’istituto, il detenuto è risultato affetto da uno scompenso psichiatrico tale da richiedere il trattamento sanitario obbligatorio.
C’è un grave problema ancora non risolto nelle carceri italiane. Oltre ai detenuti rinchiusi illegalmente negli ex ospedali psichiatrici giudiziari, perché ancora non sono state ultimate le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), ci sono centinaia di detenuti con problemi psichiatrici sparsi nelle galere italiane.

Solamente nella regione Calabria risultano ristrette 600 persone con problemi psichiatrici, senza un trattamento adeguato alle loro condizioni fisiche e psichiche. E a farne le spese – oltre ai detenuti stessi che non vengono seguiti dai medici e operatori sanitari – sono i poliziotti penitenziari che fanno servizio nei reparti detentivi.
A denunciare questi fatti, lo scorso mese – su sollecitazione degli esponenti radicali calabresi Emilio Quintieri e Valentina Moretti – è stato il senatore Francesco Molinari (Gruppo Misto) e altri quattro parlamentari con una dettagliata interrogazione ai ministri della Giustizia, della Salute e per gli Affari regionali e le autonomie. Ma finora nessuna risposta nel merito. Eppure l’interrogazione parlamentare è andata molto nel dettaglio. Si denuncia la mancata apertura del centro diagnostico terapeutico presso la casa circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro.

Nella struttura si prevedeva la creazione, al quarto piano, di una sezione destinata alla tutela intramuraria della salute mentale per detenuti per otto posti e una sezione di osservazione psichiatrica per l’accertamento delle infermità psichiche per cinque posti dedicata a detenuti appartenenti al circuito dell’alta sicurezza. Ma il problema maggiore ? evidenziato sempre dall’interrogazione ? è che attraverso le recenti ispezioni di Molinari e da altre visite dei Radicali, è emerso che negli istituti penitenziari della Calabria sono ristretti almeno 513 detenuti con patologie psichiatriche.
L’emergenza psichiatrica nelle carceri potrebbe esplodere da un momento all’altro se non si intraprendono provvedimenti. Nelle carceri “normali” permangono molti detenuti con problemi psichici e non avranno mai nessuna struttura alternativa. Ma non solo.
La legge per la chiusura degli Opg contiene una norma che prevede che alcuni finiscano la pena detentiva in carcere. Quindi ne sono stati aggiunti altri a partire dell’entrata in vigore della legge approvata l’anno scorso. Tramite uno studio recente condotto dall’ agenzia regionale di Sanità della Toscana, si è scoperto un dato che desta preoccupazione: sui circa 16 mila reclusi delle carceri di Toscana Veneto, Lazio, Liguria, Umbria, ben oltre il 40% è risultato affetto da almeno una patologia psichiatrica. Questi detenuti costituiscono una miscela esplosiva in un contesto di detenzione degradante. Esiste un forte disagio perché si realizza una tortura ambientale; il carcere continua ad essere la frontiera ultima della disperazione e dei drammi umani.

Attualmente le carceri sono dei serbatoi dove la società senza eccessive remore continua a rinchiudere una marea di tossicodipendenti, di extracomunitari e di disturbati mentali. Prevalgono le persone appartenenti agli strati sociali più poveri, allevati sui marciapiedi e nei sobborghi delle città. In definitiva la carcerazione costituisce un’esperienza vitale altamente traumatizzante e può dar luogo a molteplici forme di patologia mentale prima ancora in fase di compenso. Favorisce, in sostanza, la messa in atto del meccanismo della psicosi a causa dello scompenso di un io, già prima fragile, che non riesce a mantenere più il suo precario equilibrio a causa dell’isolamento, a causa delle preoccupazioni legate all’inchiesta giudiziaria, a causa della paura. Ciò che la medicina penitenziarista riscontra con maggiore incidenza è Il disturbo post-traumatico da stress, l’attacco di panico, la sindrome da separazione con riferimento particolare ai detenuti extracomunitari, le reazioni depressive, le crisi ansiose, il disturbo bipolare, il disturbo ossessivo-compulsivo, le crisi isteriche, i disturbi di personalità (borderline e antisociale), il discontrollo degli impulsi e le reazioni auto ed eteroaggressive.

Con la chiusura dei manicomi, non sempre sono state create delle strutture alternative in grado di ospitare gli ammalati, sicché molti soggetti con disturbi psichiatrici sono rimasti senza alcun controllo o rete di protezione, con la conseguenza di finire con estrema facilità nelle maglie strette della giustizia. Talora, invece, è il carcere stesso con i suoi ritmi ossessivi e con le sue abitudini a creare vere e proprie turbe psicopatologiche che in cella acquisiscono una strutturazione solida e difficilmente curabile. Il suicidio in carcere è il gesto finale.
Il malato di mente in galera è detenuto due volte: dal carcere e dalla malattia. Nella struttura carceraria soffre le pene dell’inferno, mentre il detenuto normale dopo un certo periodo riesce in qualche modo ad adattarsi alla vita carceraria, quello malato di mente non ha questa capacità, perché la malattia di fatto rappresenta un grave ostacolo all’adattamento. Le guardie penitenziarie non hanno i titoli per poter vigilare e aiutare un detenuto psichiatrico. Ma soprattutto è difficile anche la convivenza con gli altri detenuti non affetti da quei disturbi. Gli Opg, forse, stanno chiudendo, ma ci sono tantissimi detenuti con disabilità mentale che permangono nelle carceri. Chi si occuperà di loro?

Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 22 aprile 2016

Castrovillari, Radicali col Consigliere Regionale Sergio visitano il Carcere


Delegazione CC CastrovillariNei giorni scorsi, la Casa Circondariale “Rosetta Sisca” di Castrovillari, è stata oggetto di visita ispettiva da parte di Emilio Quintieri e Valentina Moretti dei Radicali e di Shyama Bokkory dell’Associazione Alone Cosenza Onlus, autorizzata da Massimo De Pascalis, Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia su richiesta del Senatore della Repubblica Francesco Molinari. All’ispezione si è aggregato anche il Consigliere Regionale Franco Sergio, eletto nella circoscrizione Nord per la lista “Oliverio Presidente”, Presidente della I Commissione Consiliare “Affari Istituzionali, Affari Generali, Riforme e Decentramento” nonché Segretario della Commissione Regionale Antimafia.

Nell’Istituto Penitenziario del Pollino, gestito dal Direttore Maria Luisa Mendicino, a fronte di una capienza regolamentare di 122 posti, vi erano ristretti 110 detenuti (15 donne e 28 stranieri) aventi le seguenti posizioni giuridiche : 26 in attesa di primo giudizio, 5 appellanti, 10 ricorrenti, 60 definitivi, 5 con posizione mista con definitivo. Tra di essi 10 sono i tossicodipendenti che sono seguiti dal Servizio per le Tossicodipendenze dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza. A 4 condannati (3 uomini e 1 donna) il Magistrato di Sorveglianza di Cosenza Silvana Ferriero, ha concesso 10 giorni di permesso premio ex Art. 30 ter O.P. per trascorrere le festività pasquali all’esterno dell’Istituto. La delegazione visitante unitamente al Consigliere Regionale Sergio, è stata ricevuta dal Commissario Leonardo Gagliardi, Comandante del Reparto di Polizia Penitenziaria, col quale ci si è intrattenuti a discutere delle problematiche dello stabilimento penitenziario, prima di effettuare l’ispezione nei reparti detentivi. Tra le criticità riscontrate la chiusura del Reparto di Isolamento dovuto all’inagibilità dello stesso e la inadeguatezza di tutti i reparti detentivi alle prescrizioni del Regolamento di Esecuzione Penitenziaria poiché tutte le camere di pernottamento sono prive della doccia che, invece, è presente in locali comuni attigui ai reparti, fatiscenti ed indecorosi.

Nel Carcere di Castrovillari, nonostante vi siano 28 detenuti stranieri, molti dei quali non parlano nemmeno italiano, non vi è un Mediatore Culturale che sarebbe indispensabile al fine di garantire un livello minimo di comprensione e interazione tra l’Amministrazione Penitenziaria ed i detenuti di lingua e cultura differente dalla nostra. Il Regolamento di Esecuzione dell’Ordinamento Penitenziario, infatti, prevede che “nell’esecuzione delle misure privative della libertà nei confronti dei cittadini stranieri, si deve tener conto delle difficoltà linguistiche e delle differenze culturali”, incoraggiando, altresì, i contatti con le autorità consolari del loro Paese e favorendo “l’intervento di operatori di mediazione culturale, anche attraverso convenzioni con gli enti locali o con organizzazioni di volontariato”.

Il ruolo del Mediatore Culturale all’interno del carcere dovrebbe essere, in generale, quello di sopperire alle carenze del nostro sistema che nonostante garantisca l’uguaglianza formale tra detenuti italiani e detenuti stranieri nelle norme concernenti il trattamento, non è in grado di garantire l’uguaglianza sostanziale costituzionalmente intesa. E’ importante, quindi, attuare degli interventi che possano rimuovere quegli ostacoli che impediscano, di fatto, la parità tra italiani e stranieri per quanto concerne le opportunità trattamentali. Per questi motivi, la delegazione, solleciterà il Ministero della Giustizia a finanziare i lavori per la ristrutturazione del Reparto di Isolamento nonché quelli per l’adeguamento delle camere di pernottamento alle prescrizioni del Regolamento di Esecuzione Penitenziaria. Relativamente alla mediazione culturale, l’Associazione Alone Cosenza Onlus, nei prossimi giorni, invierà una proposta di collaborazione alla Direzione della Casa Circondariale per l’impiego volontario di un Mediatore Culturale.

Il Consigliere Regionale Franco Sergio ha dichiarato che si impegnerà, per quanto di sua competenza, a sollecitare l’istituzione del Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti e dell’Osservatorio Regionale per le Politiche Penitenziarie anche tramite la presentazione di una proposta di legge in Consiglio Regionale. Nel frattempo, congiuntamente alla delegazione, continuerà ad effettuare ulteriori visite ispettive negli Istituti Penitenziari della Calabria.

 

Ispezione dei Radicali e della Camera Penale alla Casa Circondariale di Paola


Delegazione CC PaolaQuesto pomeriggio, come annunciato, una Delegazione dei Radicali Italiani e della Camera Penale di Paola aderente all’Unione delle Camere Penali Italiane, composta dai radicali Emilio Enzo Quintieri e Valentina Moretti e dagli Avvocati Carmine Curatolo e Salvatore Carnevale del Foro di Paola, ha effettuato una visita ispettiva presso la Casa Circondariale di Paola in Provincia di Cosenza, giusta autorizzazione rilasciata dal Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia Massimo De Pascalis su richiesta del Senatore della Repubblica Francesco Molinari.

La delegazione visitante è stata ricevuta dagli Ispettori Ercole Vanzillotta e Attilio Lo Bianco, sottufficiali del Reparto di Polizia Penitenziaria comandato dal Commissario Maria Molinaro, che l’hanno accompagnata durante la visita in tutti i padiglioni detentivi dell’Istituto in cui, a fronte di una capienza regolamentare di 182 posti, vi erano ristretti 171 detenuti, 42 dei quali stranieri aventi le seguenti posizioni giuridiche : 117 condannati, 11 imputati, 18 appellanti e 26 ricorrenti. Tutti uomini ed appartenenti al Circuito Penitenziario della Media Sicurezza. A 15 condannati il Magistrato di Sorveglianza di Cosenza Paola Lucente ha concesso un permesso premio previsto dall’Art. 30 ter dell’Ordinamento Penitenziario per trascorrere le festività pasquali all’esterno del Carcere unitamente ad i propri familiari.

E’ stato riscontrato che, ancora oggi, nonostante da circa un anno siano stati effettuati i lavori prescritti dall’Autorità Giudiziaria, non è stata dissequestrata la lavanderia e non se ne comprendono i motivi. Su tale circostanza, nei prossimi giorni, il Senatore Molinari, rivolgerà una precisa Interrogazione al Ministro della Giustizia On. Andrea Orlando per conoscere quali siano le ragioni che impongano il mantenimento del vincolo giudiziario sulla lavanderia dell’Istituto e, se non si ritenga doveroso, procedere con sollecitudine al dissequestro ed alla restituzione della stessa all’Amministrazione Penitenziaria.

Nell’ambito della visita ispettiva Radicali e Penalisti hanno, altresì, accertato che sono in corso i lavori di rifacimento dei cortili esterni adibiti al “passeggio” dei detenuti che erano abbastanza malridotti, anche a causa della vicinanza con il mare e che il Reparto di Isolamento allo stato è chiuso e non funzionante poiché sono iniziati i lavori di ristrutturazione dello stesso al fin di adeguarlo ai dettami del “nuovo” Regolamento di Esecuzione Penitenziaria (D.P.R. nr. 230/2000) che prevede la sistemazione della doccia direttamente all’interno della camera di pernottamento e non in locali comuni. Fino alla riapertura del Reparto, l’isolamento dei detenuti per motivi giudiziari, disciplinari e sanitari avverrà nelle camere site all’interno dell’aletta esistente nella Prima Sezione a piano terra che sono state separate dal resto delle altre. Una delle “criticità” constatate dalla delegazione riguarda le cattive condizioni delle scale di accesso ai piani detentivi riservate al personale di Polizia Penitenziaria ed agli stessi detenuti. Pertanto è necessario che, in breve tempo, si provveda alla sostituzione di tutti i rivestimenti delle rampe e dei pianerottoli delle scale al fin di tutelare l’incolumità dei soggetti che le utilizzano.

Tanti detenuti hanno lamentato, quasi esclusivamente, l’inefficienza del Servizio Sanitario Penitenziario di competenza della Regione Calabria il quale non riesce a garantire prestazioni efficaci ed appropriate agli stessi. In particolare è stato accertato il caso di un detenuto di Diamante che, al fin di vedersi riconosciuti i propri diritti, ha dovuto rivolgersi al Magistrato di Sorveglianza di Cosenza il quale, secondo quanto riferito dal personale di Polizia Penitenziaria, avrebbe recentemente dato precise disposizioni in merito ai Sanitari che operano nell’Istituto. Questa situazione verrà comunque rappresentata nell’Interrogazione che verrà effettuata al Ministro della Giustizia Orlando. Nell’atto ispettivo verrà sollecitata anche l’attenuazione del regime custodiale tramite l’apertura delle celle affinchè tutti i detenuti trascorrano un numero sufficiente di ore al giorno fuori dalla cella anche perché è noto che una maggiore quantità di tempo trascorsa fuori dalle celle ha comprovati effetti positivi per la prevenzione della recidività e per la risocializzazione.

I Radicali Italiani e la Camera Penale di Paola, all’esito della visita, hanno rinnovato un giudizio positivo sullo stabilimento penitenziario gestito dal Direttore Caterina Arrotta. Nel pomeriggio di domani, gli esponenti radicali Quintieri e Moretti, faranno visita alla Casa Circondariale “Sergio Cosmai” di Cosenza.

Visita dei Radicali e della Camera Penale al Carcere di Paola la vigilia di Pasqua


Carcere di Paola 1Anche quest’anno, durante la vigilia di Pasqua, una delegazione dei Radicali Italiani e della Camera Penale di Paola aderente all’Unione delle Camere Penali Italiane, si recherà in visita alla Casa Circondariale di Paola, in Provincia di Cosenza, per verificare che le condizioni di vita ed il trattamento dei detenuti nonché la conduzione del suddetto Istituto Penitenziario siano conformi ai principi sanciti dalla Costituzione e dalla Legge Penitenziaria.

La delegazione, autorizzata dal Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia Massimo De Pascalis – su richiesta del Senatore della Repubblica Francesco Molinari – sarà guidata da Emilio Enzo Quintieri, esponente dei Radicali Italiani il quale sarà accompagnato da Valentina Anna Moretti, esponente dei Radicali Italiani e candidata al Consiglio Comunale di Cosenza, dall’avvocato Sabrina Mannarino, Tesoriere della locale Camera Penale e dagli avvocati Carmine Curatolo e Salvatore Carnevale del Foro di Paola.

Nella Casa Circondariale di Paola, secondo gli ultimi dati diffusi nelle scorse settimane dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, vi sarebbero ristretti 178 detenuti, 46 dei quali stranieri, tutti appartenenti al Circuito della Media Sicurezza, a fronte di una capienza regolamentare di 182 posti detentivi. Lo scorso anno, invece, durante la vigilia di Pasqua, durante una ispezione fatta dai Parlamentari Enza Bruno Bossio (Pd) e Francesco Molinari (Misto), accompagnati dal radicale Quintieri e dall’avvocato Mannarino, erano presenti 194 persone detenute (12 in esubero), 34 delle quali straniere.

I Radicali ed i Penalisti faranno ingresso nello stabilimento penitenziario intorno alle ore 15 e visiteranno con attenzione tutti i Reparti detentivi, compreso quello di Isolamento nonchè il Padiglione adibito a custodia attenuata in cui vi sono allocati detenuti a basso indice di pericolosità e con fine pena a breve termine. La delegazione sarà accompagnata dal personale del Reparto di Polizia Penitenziaria diretto dal Comandante, Commissario Maria Molinaro.

Il giorno seguente, domenica di Pasqua, alla stessa ora, gli esponenti radicali Emilio Enzo Quintieri e Valentina Anna Moretti, entreranno nella Casa Circondariale “Sergio Cosmai” di Cosenza, Istituto eccellentemente guidato dal Direttore Filiberto Benevento. Anche in questa circostanza, i rappresentanti radicali, saranno accompagnati dagli uomini del Vice Commissario Davide Pietro Romano, Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria di Cosenza. Nel Carcere di Cosenza, a fronte di una capienza regolamentare di 218 posti, sono ospitate 209 persone, 25 delle quali di nazionalità straniera, appartenenti ai Circuiti Penitenziaria dell’Alta e della Media Sicurezza.

Ulteriori visite saranno effettuate nei giorni successivi ed allo stesso orario negli altri Istituti Penitenziari della Calabria e, più precisamente, martedì 29 nella Casa Circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro, giovedì 31 nella Casa di Reclusione di Rossano e sabato 2 aprile nella Casa Circondariale “Rosetta Sisca” di Castrovillari. Faranno parte della delegazione anche Shyama Soodevi Bokkory, Presidente dell’Associazione Alone Cosenza Onlus e Mediatrice Culturale volontaria alla Casa Circondariale di Paola e Marco Calabretta, Laureando in Giurisprudenza all’Università della Calabria.

Sanità Penitenziaria, il Sen. Molinari ed i Radicali accusano la Regione Calabria


Delegazione visitante il Carcere di CrotoneI detenuti e gli internati ristretti negli Istituti Penitenziari calabresi hanno diritto, al pari dei cittadini in stato di libertà, di avere garantito dalla Regione Calabria, il diritto alla tutela della propria salute fisica e psichica con la erogazione di prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, efficaci ed appropriate. Lo sostiene l’Avvocato Francesco Molinari, Senatore della Repubblica (Gruppo Misto) e Presidente dell’Associazione Calabria Terra Libera che unitamente ad Emilio Quintieri e Valentina Moretti, esponenti dei Radicali Italiani, sta effettuando una serie di visite ispettive negli stabilimenti penitenziari calabresi per rendersi conto anche della grave compressione del diritto alla salute per i detenuti, causata dalle inadempienze della Regione Calabria. A tal proposito, proprio di recente, il Senatore Molinari, dopo una ispezione alla cittadella giudiziaria minorile di Catanzaro, aveva denunciato al Governo Renzi la mancata istituzione di Comunità Psichiatriche Minorili in Calabria.

Nei giorni scorsi, con una nuova Interrogazione a risposta scritta (Atto nr. 4-05333 del 23/02/2016) indirizzata ai Ministri della Giustizia Andrea Orlando, della Salute Beatrice Lorenzin e per gli Affari Regionali e le Autonomie Enrico Costa, firmata dai Senatori Francesco Molinari, Giuseppe Vacciano, Maria Mussini, Ivana Simeoni e Cristina De Pietro (Gruppo Misto) sono state sollevate ulteriori problematiche che, in parte, sono state già risolte come ad esempio la nomina del Commissario ad acta On. Franco Corleone per provvedere in via sostitutiva in luogo della Regione Calabria, alla realizzazione del programma approvato dal Ministro della Salute con Decreto del 09/10/2013 per l’immediata apertura delle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (Rems) di Girifalco in Provincia di Catanzaro e Santa Sofia d’Epiro in Provincia di Cosenza al fine di potervi ricoverare i pazienti aventi residenza in Calabria che, purtroppo e ancora oggi, si trovano illegittimamente internati presso gli ex Ospedali Psichiatrici Giudiziari nonché le persone sottoposte a misura di sicurezza provvisoria dall’Autorità Giudiziaria competente e quelle che, da tempo, si trovano ospitate presso le strutture sanitarie extraospedaliere di altre Regioni d’Italia. Allo stato, infatti, presso l’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto sono ancora internati 14 calabresi (13 uomini e 1 donna) ed altri 7 pazienti calabresi sono ospitati nelle Rems delle Regioni Lazio, Campania, Basilicata e Sicilia. Per quelli “ospitati” presso la Rems di Pisticci in Provincia di Matera (4), la Regione Calabria dal 1 maggio 2015 sino ad oggi ha pagato alla Regione Basilicata circa 500 mila euro ed ogni giorno che passa sono 1.000 euro in più.

Carcere Siano - ingressoAltra problematica oggetto dell’atto di sindacato ispettivo parlamentare è quella relativa alla mancata apertura del Centro Diagnostico Terapeutico presso la Casa Circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro, che tra l’altro prevedeva che fosse ivi creata, al quarto piano, una Sezione destinata alla tutela intramuraria della salute mentale per detenuti per 8 posti ed una Sezione di Osservazione Psichiatrica per l’accertamento delle infermità psichiche per 5 posti dedicata a detenuti appartenenti al Circuito dell’Alta Sicurezza visto che quella dedicata ai detenuti del Circuito della Media Sicurezza è già attiva dal 2006 presso la Casa Circondariale “Giuseppe Panzera” di Reggio Calabria. L’Asp di Catanzaro avrebbe già posto in essere tutti gli adempimenti necessari per la ristrutturazione dei locali, l’implementazione tecnologica delle attrezzature ed il rinnovo degli arredi spendendo centinaia di migliaia di euro ricevuti da specifici fondi ministeriali. Ma, ad oggi, nonostante le sollecitazioni provenienti in particolar modo dal Movimento dei Radicali Italiani, nulla è cambiato : il Centro Diagnostico Terapeutico (Cdt) annesso al Carcere di Catanzaro continua ad esser chiuso e non funzionante, unitamente alle Sezioni anzidette che avrebbero dovuto essere istituite per contribuire alla riforma epocale del superamento degli Opg. e, secondo quanto risulta all’Avv. Molinari ed ai suoi colleghi Senatori, non può essere aperto a causa della mancanza delle figure professionali specifiche (Psichiatri, Psicologi, Neurologi, Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica, Educatori professionali, etc.). che dovrebbero essere reclutate tramite procedura concorsuale pubblica. Tale questione, pur rappresentata dalla Regione Calabria, non avrebbe ricevuto alcuna risposta da parte del Ministero della Salute. Dalle recenti ispezioni effettuate da Molinari e da altre visite effettuate dai Radicali, autorizzati dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, è emerso che negli Istituti Penitenziari della Calabria vi sono ristretti 513 detenuti con patologie psichiatriche.

In conclusione, i Senatori Molinari, Vacciano, Mussini, Simeoni e De Pietro hanno chiesto al Governo Renzi di sapere se i Ministri siano a conoscenza dei fatti e se questi corrispondano al vero; se e quali provvedimenti intendano adottare, sollecitare e/o promuovere, affinché venga aperto al più presto il Centro Diagnostico Terapeutico presso la Casa Circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro, con la Sezione destinata alla tutela intramuraria della salute mentale e quella per l’osservazione psichiatrica per l’accertamento delle infermità psichiche dei detenuti, valutando, altresì, la richiesta di reclutamento di personale qualificato avanzata dalla Regione Calabria e concedendo la relativa autorizzazione per l’assunzione del personale; se l’istituenda Sezione destinata alla tutela intramuraria della salute mentale presso il Centro Diagnostico Terapeutico, sia sufficiente ad accogliere i numerosi detenuti affetti da problematiche di natura psichiatrica presenti in tutti gli Istituti Penitenziari della Regione Calabria e, in caso negativo, se non si ritenga opportuno istituire almeno nella Provincia di Cosenza (totalizzante 4 Istituti Penitenziari : 3 Case Circondariali ed 1 Casa di Reclusione), un analogo reparto a custodia attenuata prevalentemente sanitaria per ospitare detenuti affetti da infermità o minorazioni psichiche che, a causa delle loro condizioni, non possono essere sottoposti al regime degli istituti ordinari, ciò anche per armonizzare il principio di tutela della salute con quello della territorialità della pena così evitando l’allontanamento di tali soggetti dal nucleo familiare che, proprio nei momenti di maggior fragilità psicologica, potrebbe risultare ancor più destabilizzante e, contestualmente, per ridurre il costo e l’impiego di personale di Polizia Penitenziaria per le traduzioni che verrebbero evitate per i continui trasferimenti ristretti negli Istituti della Provincia di Cosenza presso la Casa Circondariale di Catanzaro nella quale, stando al programma della Regione Calabria, dovrebbe essere ubicata l’unica Sezione detentiva per detenuti con disturbi psichiatrici. All’Interrogazione Parlamentare è stato delegato a rispondere il Ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Interrogazione a risposta scritta n. 4-05333 del 23/02/2016 (clicca per leggere)

Opg, il Consiglio dei Ministri ha nominato Commissario unico l’ex radicale Corleone


On. Franco CorleoneIl Consiglio dei Ministri riunitosi oggi 19 febbraio 2016, alle ore 9,15, a Palazzo Chigi, dietro apposita convocazione, sotto la presidenza del Ministro dell’Economia e delle Finanze Pietro Carlo Padoan e Segretario il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Claudio De Vincenti, su proposta dei Ministri della Salute Beatrice Lorenzin e della Giustizia Andrea Orlando, ha nominato l’On. Francesco Corleone, Commissario unico del Governo per le procedure necessarie al definitivo superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (Opg) con il completamento delle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (Rems) nelle Regioni Abruzzo, Calabria, Piemonte, Puglia, Toscana e Veneto, in esercizio del potere sostitutivo a norma dell’Art. 8 della Legge n. 131/2003.

“E’ l’ultimo passaggio per la soluzione storica di un problema che ha fatto dibattere animatamente in questi anni le istituzioni, le associazioni e le organizzazioni sindacali – spiega il Sottosegretario al Ministero della Salute Vito De Filippo – Siamo molto soddisfatti che le decisioni del Governo siano state quelle di commissariare le sei regioni che ancora non sono riuscite a chiudere il doloroso capitolo degli Opg”. “Non si tratta – specifica De Filippo – di una sanzione, ma di una fase di accompagnamento e affiancamento per quei territori che non sono ancora riusciti a superare il vecchio, desueto, incivile impianto degli ex manicomi criminali e che, con il lavoro del commissario, porteranno sicuramente a compimento”. Infine, quanto al nome prescelto, conclude, “l’esperienza di Franco Corleone è garanzia che il lavoro sarà confronto fruttuoso e definitivo”.

Corleone ha definito la nomina “un incarico di grande responsabilità, in cui intendo gettarmi a capofitto, con l’intenzione di fare il prima possibile”. Secondo il nuovo commissario “bisogna fare i salti mortali perché le persone ancora internate negli Opg sono in una situazione di illegalità, tanto che molti hanno fatto ricorso al Tribunale di Sorveglianza ottenendo ragione”. Corleone, Garante dei Diritti dei Detenuti della Regione Toscana, già Deputato e Senatore per il Partito Radicale e i Verdi e Sottosegretario al Ministero della Giustizia con la delega al Carcere ed alla Giustizia Minorile nonché Deputato al Parlamento Europeo, avrà a disposizione sei mesi. “Si tratta – commenta – di un tempo un ragionevolmente breve, ma d’altronde il mio compito deve essere quello di recuperare il ritardo accumulato, visto che è passato quasi un anno dal termine ultimo per la chiusura degli Opg”.

Siamo soddisfatti per la nomina dell’Onorevole Corleone a Commissario unico del Governo per il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, afferma Emilio Enzo Quintieri, esponente calabrese dei Radicali Italiani. In questi giorni con il Senatore della Repubblica Francesco Molinari (Gruppo Misto), Presidente dell’Associazione Calabria Terra Libera, abbiamo preparato una Interrogazione a risposta scritta indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi ed ai Ministri della Giustizia e della Salute Andrea Orlando e Beatrice Lorenzin per sollecitare – tra le altre cose – la nomina immediata del Commissario per la Regione Calabria che, fortunatamente, è sopraggiunta unitamente a quella delle altre Regioni d’Italia rimaste inadempienti. L’atto di sindacato ispettivo a prima firma dell’On. Molinari, sottoscritto anche da altri Senatori, verrà ufficialmente annunziato durante la prossima seduta di Palazzo Madama.

Casa Circondariale Catanzaro SianoLa Regione Calabria – prosegue il radicale Quintieri – non è soltanto inadempiente per quanto concerne la mancata attivazione delle Rems e la presa in carico degli internati calabresi ristretti ancora negli Opg o in altre strutture extraospedaliere del Paese ma anche per tanto altro. Nelle scorse settimane, abbiamo già denunciato al Governo con una Interrogazione del Sen. Molinari, la mancata istituzione di Comunità Psichiatriche per i Minori sottoposti a provvedimenti penali da parte dell’Autorità Giudiziaria competente nonostante gli accordi presi dalla Regione Calabria con il Centro per la Giustizia Minorile della Calabria e della Basilicata di Catanzaro.

Inoltre, ancora oggi, non è stato aperto il Centro Diagnostico Terapeutico (Cdt) presso la Casa Circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro con le relative Sezioni di Osservazione Psichiatrica e di tutela della salute mentale per i detenuti affetti da patologie psichiatriche che, per le loro condizioni, non possono essere ristretti negli Istituti Penitenziari ordinari. Con l’Interrogazione a prima firma del Senatore Molinari, verranno denunciate – conclude Emilio Enzo Quintieri – tutta una serie di inadempienze da parte della Regione Calabria e proposte anche alcune soluzioni pratiche come quella di istituire, almeno nella Provincia di Cosenza, territorio che ospita ben 4 Istituti Penitenziari, una Reparto a custodia attenuata prevalentemente sanitaria proprio per ospitare i numerosi detenuti affetti da infermità o minorazioni psichiche.

Cosenza, Uepe in crisi : dopo Quintieri e Molinari protestano gli Assistenti Sociali


Uepe CosenzaNon è solo il radicale Emilio Quintieri ed il Senatore Francesco Molinari a lamentare la disastrosa situazione in cui versa, ormai da tempo, l’Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna di Cosenza. Nei giorni scorsi, dopo le ripetute segnalazioni rimaste senza esito e dopo aver letto la recente Interrogazione Parlamentare presentata al Ministro della Giustizia On. Andrea Orlando, i tre Funzionari di Servizio Sociale in servizio all’Uepe di Cosenza, Adriana De Linna, Silvana Puleo e Maria Cristina Di Forti, hanno lamentato nuovamente la grave situazione in cui sono costretti a lavorare.

“Preso atto che, allo stato, non sono state ipotizzate azioni per risanare lo stato di carenza di personale di Servizio Sociale che, in questa sede, contro un organico previsto in 22 unità, vede operativi 3 Funzionari, di cui uno in regime lavorativo part time e destinatario di Legge 104/92, per un carico di lavoro di oltre 900 casi” – scrivono gli Assistenti Sociali – e “rilevato che il perdurare, ormai ultradecennale, del costante ed elevatissimo stress derivante dal carico di lavoro, umanamente e professionalmente improponibile, e dalle responsabilità connesse, sta determinando inevitabili ricadute sugli utenti del Servizio, sugli Operatori Sociali e sulle Autorità Giudiziarie” ed infine “rilevato che l’eccessiva richiesta da parte dell’utenza, che non può oggettivamente essere evasa, potrebbe determinare anche delle azioni imprevedibili da parte della stessa”, hanno ritenuto opportuno di dichiarare “di non essere più in grado di garantire lo svolgimento dei compiti istituzionali in modo professionalmente adeguato, essendo gravati da un eccessivo carico di lavoro, con il rischio di pregiudizio nei confronti dell’utente, dell’ente stesso, nonché della propria salute psico-fisica. Declinano, pertanto, ogni responsabilità, di qualsiasi natura, in relazione ad eventuali conseguenze imputabili all’agire di professionisti che continuano a lavorare in una situazione di emergenza, che incide anche sulle capacità cognitive, non potendo più far fronte a tale situazione”.

Tali dichiarazioni sono state formalizzate per iscritto ed inviate a numerose Autorità dello Stato nazionali, territoriali e locali, al Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro ed al Magistrato di Sorveglianza di Cosenza, ai Tribunali di Cosenza, Paola e Castrovillari, alle Direzioni degli Istituti Penitenziari di Cosenza, Castrovillari, Paola e Rossano, al Presidente Nazionale dell’Ordine Professionale degli Assistenti Sociali, al Presidente dell’Ordine Professionale degli Assistenti Sociali della Calabria ed alle Organizzazioni Sindacali. Immediatamente, anche la Rappresentanza Sindacale Unitaria (Rsu) dell’Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna di Cosenza si è associata alla nota sottoscritta dai Funzionari di Servizio Sociale “relativa alla gravissima situazione di sottorganico e di sovraccarico di lavoro, sottolineando la necessità che venga risolta con urgenza stanti le grosse difficoltà ormai non più sostenibili dal personale interessato”.

Delegazione visita Carcere ed Uepe CosenzaQualche giorno fa, con il Senatore Molinari abbiamo effettuato una visita ispettiva all’Uepe di Cosenza, riferisce l’ex membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani Emilio Quintieri, ed abbiamo constatato che negli Uffici, a parte il personale amministrativo ed il Direttore, non c’era nessuno oltre alle centinaia di fascicoli collocati in ogni posto. Al momento della visita vi erano solo le 3 Assistenti Sociali, due delle quali prossime alla pensione, con un carico di lavoro giornaliero di 802 casi : 274 assegnati alla Delinna, 216 alla Di Forti e 304 alla Puleo. Altri 6 casi risultavano affidati ad altri Funzionari. Nell’anno 2015 l’Ufficio ha gestito 2081 casi e 914 solo nello scorso mese di gennaio. E’ da tre anni, invece, che gli Assistenti Sociali non riescono a metter piede in un Istituto Penitenziario della Provincia di Cosenza ed a farne le spese sono i detenuti i quali, pur avendone diritto, non riescono ad ottenere i benefici premiali e le misure alternative alla detenzione. Ed infatti, puntualmente, in ogni ispezione che facciamo, sono tanti quelli che si lamentano di tale incredibile situazione. Il Senatore Molinari, tramite il Sindacato Ispettivo Parlamentare, ha chiesto al Governo Renzi di assicurare, in tempi brevi, la copertura dei posti di Assistente Sociale previsti dalla pianta organica attualmente vacanti e ci auguriamo – conclude il radicale Quintieri – che tutto ciò avvenga con la massima urgenza.