Calabria, A breve in Consiglio Regionale l’elezione del Garante dei Diritti dei Detenuti


A breve il Consiglio Regionale dovrebbe eleggere il Garante Regionale dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale della Calabria. Nei giorni scorsi ho chiesto notizie agli Uffici competenti del Consiglio Regionale della Calabria per conoscere lo stato e la fase del Procedimento e con una nota ufficiale del Settore Relazioni Esterne mi è stato comunicato che “l’istruttoria burocratica è stata completata e gli elenchi dei candidati sono stati inviati all’Ufficio di Presidenza per la relativa presa d’atto dei requisiti” e che “la delibera con i relativi allegati verrà pubblicata sul sito istituzionale del Consiglio Regionale della Calabria e ogni candidato potrà visionare la propria posizione”. Lo afferma Emilio Enzo Quintieri, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e candidato alla carica di Garante dei Diritti dei Detenuti della Calabria, di cui è stato anche promotore.

Non c’è più tempo da perdere perché negli Istituti Penitenziari della Calabria sono in atto gravissime violazioni ai diritti delle persone ristrette che, nella maggior parte dei casi, riguardano problematiche di competenza regionale come il diritto alla tutela della salute. Proprio nelle scorse settimane, prosegue l’esponente radicale Quintieri, nell’ambito delle visite che ho effettuato negli Istituti, autorizzate dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, ho dovuto riscontrare e denunciare alle Autorità competenti la pessima organizzazione del Servizio Sanitario Penitenziario Regionale. Per tale ragione, mi auguro che l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale, a cui invierò un’appello, proceda con la massima sollecitudine alla “presa d’atto” delle candidature pervenute in modo tale da poter procedere alla iscrizione all’ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio Regionale per la elezione del Garante Regionale.

Attualmente, in Calabria, solo nelle dodici strutture penitenziarie per adulti, che hanno una capienza regolamentare di 2.734 posti (non tutti sono disponibili perché vi sono diverse camere inagibili), sono presenti 2.752 detenuti (58 donne di cui 1 straniera madre con 2 figli al seguito), di cui 598 stranieri (prevalentemente rumeni, marocchini, ucraini, albanesi, tunisini e nigeriani) con le seguenti posizioni giuridiche : 668 in attesa di primo giudizio, 253 appellanti, 201 ricorrenti, 1 internato e 1.573 condannati definitivi, 23 dei quali ammessi alla semilibertà. Peraltro, solo di recente, dopo circa 10 anni, il Governo ha inteso nominare un Dirigente Generale dell’Amministrazione Penitenziaria in pianta stabile come Provveditore Regionale della Calabria. L’incarico, con Decreto del Ministro della Giustizia On. Alfonso Bonafede, è stato affidato al Dott. Massimo Parisi, già Direttore della II Casa di Reclusione di Milano Bollate. Su molti aspetti, in Calabria, rispetto ad altre realtà penitenziarie, siamo all’anno zero per cui è estremamente urgente eleggere il Garante che oltre a salvaguardare i diritti dei detenuti (anche di quelli minorenni), si dovrà occupare anche di tanti altri cittadini che sono sottoposti a misure restrittive della libertà personale, come quelli agli arresti domiciliari, in affidamento in prova al servizio sociale o terapeutico o sottoposti ad altre misure alternative o di prevenzione o di sicurezza nonché a trattamento sanitario obbligatorio presso i Reparti Psichiatrici degli Ospedali civili.

La decima legislatura, conclude Emilio Enzo Quintieri, volge al termine. Erano stati presi degli impegni precisi da parte del Presidente della Giunta Regionale Mario Oliverio che, per la gran parte, non sono stati rispettati. Lo stesso Garante dei Detenuti, ancora non è stato eletto e la Calabria resta una delle poche Regioni d’Italia insieme all’Abruzzo, alla Sardegna ed alla Basilicata a non avere questa importantissima Autorità di garanzia, punto di riferimento sul territorio del Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti istituito presso il Ministero della Giustizia.

Prot. n. 42232 del 22.10.2018 Garante dei Detenuti Calabria (clicca per leggere)

Calabria, Quintieri (Radicali): Oliverio non ha mantenuto gli impegni presi per le Carceri


La X legislatura calabrese volge al termine. Il Presidente della Regione Mario Oliverio non ha mantenuto alcun impegno con gli elettori previsti dal suo programma di candidato Presidente e nello specifico quelli riportati nella parte “Per i diritti, oltre la reclusione”, che nel 2014 ho contribuito a scrivere.

Dopo una lunga battaglia, siamo riusciti a far istituire il Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti, ma ad oggi, nonostante il lasso di tempo trascorso (L.R. n. 1 del 29/01/2018), le ripetute sollecitazioni e le rassicurazioni pervenute, il Consiglio Regionale della Calabria non procede alla elezione del Garante Regionale tra coloro i quali hanno presentato la candidatura. Ed anche sull’approvazione della legge istitutiva, c’è da dire che è stata licenziata grazie al grande senso di responsabilità della minoranza consiliare perché su 31 Consiglieri assegnati ne erano presenti solo 19 e tra gli assenti molti erano di maggioranza tra cui lo stesso Oliverio (erano impegnati ad una riunione del Pd a Roma per le candidature alle politiche).

Manca circa un anno per la fine della legislatura e qualcuno già ripropone la sua candidatura alla carica di Presidente o di Consigliere Regionale. Per quanto mi riguarda, a livello personale, non sono disposto più a sostenere chi non ha mantenuto gli accordi scritti presi in campagna elettorale. Credo che anche a livello politico, Radicali Italiani e Più Europa, dovranno ragionare bene sull’eventuale “apparentamento” con chi in questi anni ha fatto poco e niente per non dire nulla, specialmente per quanto concerne le problematiche che ci stanno a cuore.

Emilio Enzo Quintieri

Comitato Nazionale Radicali Italiani

PROGRAMMA DEL CANDIDATO PRESIDENTE DELLA REGIONE CALABRIA

“PER I DIRITTI, OLTRE LA RECLUSIONE”

“Gli istituti penitenziari, anche quelli calabresi, sono i luoghi in cui le contraddizioni sociali sono più visibili e più acute. Luoghi di sofferenza e, in alcuni casi, di degrado e abbandono.

La Regione dovrà impegnarsi per superare le condizioni di emergenza con politiche ed interventi coordinati che promuovano un confronto anche con le direzioni degli istituti di pena e con la Magistratura di Sorveglianza, coinvolgendo i sindacati dei lavoratori penitenziari e le associazioni/organizzazioni del volontariato.

Istituiremo, presso il Consiglio Regionale della Calabria il Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. La figura del Garante, nell’attuale contesto sociale e nella particolare situazione carceraria, rappresenta un elemento di garanzia e tutela per dare piena e concreta attuazione a quanto previsto dai Trattati Internazionali e  dall’Art. 27 della nostra Costituzione,“le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Il Garante, autorità la cui nomina, ad opera del Consiglio Regionale, avrà un ruolo super partes, dovrà assicurare un’analisi obiettiva della situazione carceraria, per migliorare le forme in cui si realizza l’esecuzione penale, assicurando umanità e civiltà nei luoghi deputati a rieducare, al senso e alla cultura della legalità, le persone che hanno infranto le norme, coinvolgendo in tutte le attività anche i movimenti e le associazioni politiche, culturali e cattoliche che operano nel campo della tutela e promozione dei diritti umani. Il Garante, quindi, rappresenta anche uno strumento fondamentale a tutela della sicurezza della società, cui vengono restituiti, grazie all’esercizio della funzione riabilitativa, cittadini in grado di reinserirsi socialmente nel tessuto della comunità di provenienza.

La Regione Calabria, nel rispetto delle competenze stabilite dalla Costituzione e dallo Statuto e dei principi fondamentali posti dalla legislazione statale e regionaleha il dovere di tutelare il diritto alla salute dei detenuti e degli internati, ivi compresi i minori, presenti negli Istituti Penitenziari, negli Istituti Penali Minorili ed in tutte le altre strutture ubicate nel territorio regionale (Artt. 3 e 32 della Costituzione e dell’Art. 1 del D. Lgs.vo nr. 230/1999), garantendo livelli di assistenza sanitaria concernenti le prestazioni preventive, diagnostico – terapeutiche e riabilitative, analoghi o equiparabili a quelli previsti per i cittadini in stato di libertà. I questa direzione la Regione Calabria si attiverà immediatamente per l’apertura del Centro Diagnostico Terapeutico annesso alla Casa Circondariale di Catanzaro.

Al fine di favorire il rapporto tra madre e figlio minore, nel corso del processo penale e durante l’esecuzione della pena, in applicazione della Legge 62/2011 e del Decreto del Ministero della Giustizia, che riguarda le madri detenute con figli da 0 a 6 anni, istituiremo case famiglia protette nel territorio regionale per accogliere le madri condannate.

Per garantire, poi,  la sicurezza sociale, ridurre al minimo il rischio di recidiva e migliorare le condizioni di detenzione a livello regionale, la Regione Calabria, promuoverà interventi volti al reinserimento sociale dei soggetti, adulti o minori, comunque sottoposti a restrizione della libertà personale, privilegiando il lavoro quale strumento principale di risocializzazione. Si farà promotrice di idonee iniziative di sensibilizzazione verso i privati, si impegnerà per far riattivare le strutture interne (falegnamerie, fabbriche per la lavorazione dell’alluminio, etc.) in grado di far lavorare i detenuti di cui sono dotati diversi Istituti Penitenziari della Calabria (Rossano, Vibo Valentia, Catanzaro, Laureana di Borrello, etc.) e , in applicazione dei recenti interventi legislativi (D.L. nr. 78/2013 convertito in Legge nr. 94/2013), incentiverà gli Enti Locali perché si creino condizioni  per far lavorare all’esterno i detenuti, anche sotto forma di lavoro volontario e gratuito.”

Quintieri, Non aderisco a Marcia dei Radicali. Contrario a passerella Regione Calabria


Regione CalabriaNon aderisco e non parteciperò alla IV Marcia per l’Amnistia, la Giustizia e la Libertà, organizzata dal Partito Radicale, che si terrà a Roma il prossimo 6 novembre 2016.
Com’è noto, tra gli altri, ha aderito e partecipa alla Marcia anche la Regione Calabria con una mozione proposta dal Partito Democratico e votata, all’unanimità, da tutti i Consiglieri Regionali.
Più volte, inutilmente, ho sollecitato il Presidente, la Giunta ed i Consiglieri Regionali, ad occuparsi anche del disastrato sistema penitenziario calabrese nell’ambito delle loro competenze.
Il Presidente Mario Oliverio aveva preso degli impegni ben precisi al riguardo, che sono chiaramente riportati nel suo programma elettorale di candidato Governatore. Non ne ha mantenuto nessuno !
Negli Istituti Penitenziari calabresi, ma non è soltanto questo il problema, i detenuti continuano a subire trattamenti inumani e degradanti e tanti di loro, per questi motivi e per la mancanza di sostegno ed assistenza, hanno tentato il suicidio, riuscendoci svariate volte anche grazie alla cronica carenza di personale del Corpo di Polizia Penitenziaria. Tanti altri hanno compiuto gravi atti autolesionistici, soprattutto gli stranieri, per veder riconosciuti i loro più elementari diritti fondamentali. Tanti altri ancora sono morti in carcere per l’inefficienza e l’inoperosità del Servizio Sanitario Penitenziario dipendente dalla Regione Calabria (e non dall’Amministrazione Penitenziaria come invece qualcuno crede). Non è stato istituito nemmeno l’Ufficio del Garante Regionale per i Diritti dei Detenuti ed una delle proposte di Legge d’iniziativa del Consigliere Regionale Nicola Irto è ferma da anni.

Sul punto, come concordato con il Consigliere Regionale Franco Sergio, Presidente della Commissione Affari Istituzionali e Relatore della predetta Proposta di Legge (che ho anche coinvolto facendo una visita ispettiva congiunta alla Casa Circondariale di Castrovillari “Rosetta Sisca”), avevo tramesso osservazioni e proposte al fin di migliorare il provvedimento. Ho perso il conto di quante volte sono stato preso in giro; tutti gli impegni assunti in questi mesi non sono stati rispettati e si continua a rinviare all’infinito, nonostante l’importanza e la prepotente urgenza di deliberare in merito atteso che si tratta di tutelare e garantire quei diritti minimi, naturali ed inalienabili, connessi alla sola qualità di essere umano di tutte le persone detenute o sottoposte ad altre misure restrittive della libertà personale.
Per non parlare della situazione degli internati cioè delle persone sottoposte a misura di sicurezza detentiva. Non c’è stato verso di far rispettare alla Regione Calabria le norme varate dal Parlamento per il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.
Nonostante una formale diffida al Presidente Oliverio da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri della Giustizia e della Salute, nulla è stato effettuato ed infatti, dopo tante nostre sollecitazioni, il Governo Renzi è stato costretto a nominare un Commissario Straordinario per porre fine alla perdurante condotta omissiva della Regione Calabria, più volte duramente denunciata persino dai Magistrati di Sorveglianza competenti.
Niente è stato fatto dalla Regione anche per quanto riguarda l’apertura ed il funzionamento del Centro Diagnostico Terapeutico annesso alla Casa Circondariale di Catanzaro “Ugo Caridi”.
Quindi, l’adesione e la partecipazione alla Marcia della Regione Calabria, oltre ad esser una inutile e vergognosa “passerella” costituisce una offesa per tutti i detenuti, per le loro famiglie e per quelli che realmente si battono per la difesa dei loro diritti, reiteratamente violati col menefreghismo e la complicità degli organi della Regione.

Emilio Enzo Quintieri (Radicali Italiani)

Calabria, Opg/Rems, Quintieri (Radicali): Regione inadempiente, pronta la nomina del Commissario


Opg di AversaLa Regione Calabria, nei prossimi giorni, sarà una delle 6 Regioni d’Italia che sarà commissariata dal Governo Renzi per garantire il completamento del processo di superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Lo sostiene l’esponente radicale Emilio Quintieri, già membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, che da circa un anno sollecitava, inutilmente, la Regione Calabria a fare la sua parte per contribuire alla chiusura definitiva degli Opg mediante l’attivazione delle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (Rems).

Nei mesi scorsi, il Presidente della Regione Calabria On. Mario Oliverio, era stato formalmente diffidato dal Consiglio dei Ministri, a garantire la presa in carico dei propri residenti internati negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e di quelli raggiunti da misure di sicurezza provvisorie. In quella occasione, sostiene il radicale Quintieri, avevo detto che sarebbe stata una ulteriore perdita di tempo perché la diffida sarebbe rimasta “lettera morta” e che, invece, il Governo doveva nominare subito un Commissario ad acta per interrompere l’inadempienza della Regione Calabria che, in tutti questi mesi, ha continuato a sperperare una enorme quantità di denaro pubblico sottoscrivendo una convenzione con la Regione Basilicata per ospitare nella Rems di Pisticci 5 internati provenienti dall’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto con un costo di circa 250 euro al giorno per ciascun ospite in base alle giornate di presenza registrate nonché un rimborso spese minimo, indipendentemente dalle presenze registrate, che da maggio a dicembre 2015, è stato quantificato in 152 mila euro. Tale convenzione, secondo quanto pattuito, si sarebbe rinnovata automaticamente e la Calabria per il 2016 oltre alle 250 euro al giorno per ciascun paziente avrebbe dovuto riconoscere alla Basilicata il rimborso spese di 228 mila euro.

Allo stato, presso la Rems di Pisticci, sono ospitati 4 internati calabresi a spese della Regione mentre altri 3 sono ospitati nelle Rems di altre Regioni (1 a Palombara Sabina nel Lazio, 1 a Roccaromana in Campania e 1 a Naso in Sicilia). Presso l’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto, invece, sono ancora illegalmente internati, per la inadempienza della Regione Calabria, 14 cittadini calabresi (13 uomini ed 1 donna).

Oltre a noi Radicali, prosegue Quintieri che nei giorni scorsi ha effettuato anche una visita ispettiva presso l’Opg di Aversa unitamente ad alcuni Giuristi, l’inadempienza della Regione Calabria, è stata pesantemente stigmatizzata anche dalla Magistratura di Sorveglianza ed in particolare modo dal Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro Dott.ssa Maria Antonietta Onorati. Il Giudice Onorati, infatti, in una nota inviata a varie Autorità dello Stato e della Regione, tra l’altro, ha denunciato che “la Regione Calabria continua a mantenere un silenzio assordante, sulla problematica dell’inserimento di soggetti giudiziari in strutture residenziali psichiatriche.” sottolineando che “la risposta della Regione Calabria è stata, sinora, del tutto deludente. Non si è, infatti, ancora proceduto ad aprire le Rems di Girifalco (la cui apertura non è neppure in programma in tempi brevi) e Santa Sofia d’Epiro (la cui apertura viene rimandata di mese in mese), né si è provveduto, nonostante la riunione citata, a formulare quegli accordi con gli Uffici Esecuzione Penale Esterna e la Magistratura di Sorveglianza per la gestione della riforma, previsti dall’Art. 7 dell’Accordo tra il Governo, le Province Autonome di Trento e Bolzano e le Regioni del febbraio 2015”.

Il Governo, preso atto che la diffidata Regione Calabria non ha fornito (così come le Regioni Abruzzo, Piemonte, Toscana, Puglia e Veneto) attraverso le dichiarazioni rese e la documentazione presentata, garanzie sufficienti ad assicurare piena e immediata esecuzione ai programmi finalizzati a dare attuazione a livello nazionale alla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari ed in particolare al programma presentato dalla Regione Calabria ed approvato dal Ministro della Salute con Decreto del 09/10/2013, ha già predisposto un decreto che con molta probabilità – conclude il radicale Emilio Quintieri – sarà approvato dal prossimo Consiglio dei Ministri, col quale delibererà la nomina dell’On. Franco Corleone, già Sottosegretario di Stato alla Giustizia ed attuale Garante dei Diritti dei Detenuti della Regione Toscana, Commissario unico del Governo per provvedere in via sostitutiva in luogo della Calabria (e delle altre Regioni inadempienti), alla realizzazione dei programmi, al fin di garantire la chiusura degli ex Ospedali Psichiatrici Giudiziari e il tempestivo ricovero presso le competenti Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza delle persone ancora ivi internate e di quelle sottoposte a misura di sicurezza provvisoria.

Il Governo diffida la Regione Calabria per i ritardi sulle Rems. Quintieri (Radicali) sollecita la nomina del Commissario


Aula Consiliare della Regione CalabriaSono soddisfatto che il Governo abbia finalmente diffidato la Regione Calabria per la mancata attuazione degli obblighi previsti dalla Legge n. 81 del 2014 in merito alla definitiva chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (Opg). Purtroppo credo che, come al solito, la diffida resti “lettera morta” e che quindi occorra subito nominare un Commissario. Lo afferma il radicale calabrese Emilio Quintieri, già membro del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani.

Nei giorni scorsi, infatti, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri è stata inviata anche al Presidente della Regione Calabria On. Mario Oliverio, una lettera con la quale è stato diffidato ad ottemperare, entro e non oltre 45 giorni, agli obblighi di legge e, più precisamente, ad attivare le Residenze per le Misure di Sicurezza (Rems) e prendersi in carico gli internati psichiatrici residenti sul proprio territorio. La proposta di diffidare la Regione Calabria, unitamente al Veneto, al Piemonte, alla Toscana, all’Abruzzo, al Lazio, alla Campania ed alla Puglia, era stata sollecitata con una nota congiunta dai Ministri della Salute e della Giustizia On. Beatrice Lorenzin e On. Andrea Orlando. Già lo scorso aprile – continua il radicale Quintieri – avevo denunciato sulla stampa locale e nazionale, l’inadempienza continua della Regione Calabria chiedendo alla medesima di attivarsi per l’apertura immediata delle strutture residenziali di Santa Sofia d’Epiro e Girifalco al fin di evitare ulteriori disagi ai cittadini calabresi pazienti/internati ed ai loro congiunti e per evitare la pessima figuraccia del commissariamento da parte del Governo affinchè provvedesse – in via sostitutiva – a dare attuazione a quanto stabilito dal Parlamento. Ad oggi, nonostante siano trascorsi circa 7 mesi, non è stato fatto nulla. Anzi, il Commissario del Governo per la Sanità Ing. Massimo Scura, con Decreto n. 27 del 28/04/2015 ha approvato un Protocollo d’Intesa tra la Regione Basilicata e la Regione Calabria per l’accoglienza dei pazienti residenti in Calabria presso la Residenza per la Esecuzione della Misura di Sicurezza (Rems) di Tinchi, una ex Casa Mandamentale (mai utilizzata) sita nel Comune di Pisticci in Provincia di Matera, completamente ristrutturata in soli 101 giorni.

Era stato il Presidente Oliverio con una lettera inviata il 03/03/2015 a chiedere (anche) alla Regione Basilicata di ospitare una quota dei 30 pazienti calabresi internati non dimissibili dall’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto e dei residui pazienti dimissibili sino all’effettivo trasferimento in struttura territoriale della Regione Calabria. Il Governatore della Basilicata On. Marcello Pittella e poi la Giunta Regionale, con Deliberazione n. 391 del 27/03/2015, esprimeva la propria disponibilità ad ospitare presso la propria Rems di Pisticci solo n. 5 pazienti con le modalità temporali ed economiche stabilite nel “Protocollo d’Intesa” entrato in vigore il 01/05/2015 e valevole fino al 31/12/2015 e rinnovabile automaticamente salvo disdetta formale di una delle parti.

Rems di PisticciLa Regione Calabria si è impegnata a riconoscere alla Regione Basilicata un rimborso spese su base giornaliera pro-capite che sarà pari alla tariffa massima complessiva pro-capite sostenuta attualmente dalla Regione Basilicata per singoli casi complessi, e comunque non inferiore a 250 euro giornaliere pro-capite, che saranno pagati dalla Regione Calabria direttamente alla Regione Basilicata in base alle giornate di presenza registrate. Restano a carico della Regione Calabria gli eventuali costi straordinari non riferibili alle prestazioni ordinariamente erogate nella Rems ospitante. La Regione Calabria – prosegue l’esponente radicale – riconoscerà in ogni caso un rimborso spese minimo su base annua, indipendentemente dalle presenze registrate, corrispondente al 50% del rimborso spese complessivo per la saturazione dei posti (equivalente a 228.125,00 Euro). E per il periodo dall’1/5/2015 al 31/12/2015 la suddetta somma è stata ridefinita in dodicesimi in 152.083,00 Euro. Attualmente, sulla base delle informazioni fornite dall’Ufficio VI – Misure di Sicurezza del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria risultano n. 4 pazienti calabresi nella Rems di Pisticci (Mt) in Basilicata nonché n. 1 paziente calabrese nella Rems di Roccaromana (Ce) in Campania, n. 2 pazienti calabresi nella Rems di Naso (Me) in Sicilia e n. 1 paziente calabrese nella Rems di Capoterra (Ca) in Sardegna. Non c’è più altro tempo da perdere, conclude il radicale Emilio Quintieri, occorre che il Governo nomini immediatamente il Commissario nelle Regioni inadempienti affinchè venga rispettato quanto stabilito dalle Camere.

Rossano, l’On. Bruno Bossio (Pd) con i Radicali ritorna ad ispezionare il Carcere


Carcere di RossanoIl giorno di Natale una delegazione del circolo GD Cosenza F. Aldrovandi, composta da Gaspare Galli e Francesco Adamo, si è recata, accompagnando l’On. Enza Bruno Bossio assieme ad Emilio Quintieri dei Radicali, ad una visita ispettiva presso il carcere di Rossano. La visita coincideva col ‪‎Satyagraha‬ di Natale radicale: i detenuti, in protesta verso le condizioni di detenzione, hanno aderito allo sciopero della fame promosso da Marco Pannella, rifiutando e devolvendo il cibo del carcere in beneficenza.

Quella di Rossano è una casa di reclusione, perciò al suo interno ospita molti detenuti in regime di massima sicurezza: ergastolani, ergastolani ostativi,

persone, anche da oltre trent’anni in stato di detenzione e che però non riescono ad ottenere benefici previsti per legge quali l’anticipo di fine pena – anche quando trattasi di poche settimane. Nonostante sia evidente che un detenuto condannato in via definitiva stia scontando il prezzo di un reato commesso, evidente appare pure quanto drammatica e disumana sia la condizione in cui tali detenuti giacciono, condizione rimproverataci dalla stessa Unione Europea. La legge italiana sul risarcimento per le condizioni di sovraffollamento carcerario -qui i detenuti vivono anche in cinque o sei in celle minuscole- e’ evidentemente lettera morta. Per non parlare delle condizioni sanitarie che, sebbene meno precarie dell’ultima volta nella quale avevo avuto modo di prenderne atto, certamente permangono discutibili.

Noi ci sentiamo di dichiarare con forza la nostra convinzione che un detenuto non debba scontare doppiamente la pena: l’impossibilità di lavorare, l’impossibilità di scrivere, l’impossibilità di usare computer, la privazione di una adeguata socializzazione, le condizioni disumane non fanno che abbrutire ed allontanano dal fine ultimo che è quello che la nostra democrazia demanda agli istituti di pena: la rieducazione tesa al reinserimento del reo in società. Tale reinserimento e’ concepibile una volta che la società si è pacificata con chi la sua pace ha turbato. Ma come può dirsi appagata o, di più, democratica, una società che vessa chi già sta scontando la sua pena? È come può sperare di dirsi rieducato un detenuto che trascorre anche più di trent’anni in tali disumane condizioni?

Cercheremo di farci portatori di informazioni su queste condizioni perché crediamo fermamente che lo stato di salute di una società democratica si veda dal modo in cui essa tratta gli ultimi ed i più deboli. A tal proposito non mancherà il nostro supporto al prossimo responsabile provinciale giustizia, legalità e carceri, come annunciato dal nostro segretario Michele Rizzuti. Supporto che si rende ancor più necessario nella prossima istituzione di un Garante dei detenuti, che è uno dei primi punti nel programma di Mario Oliverio.

http://www.lagente.info – 04 Gennaio 2014