Cagliari, detenuto minore tenta il suicidio in cella. Salvato dal compagno e dalla Penitenziaria


cella-minori-ipmTempestivo l’intervento del compagno di detenzione e degli agenti penitenziari. Nella tarda serata di ieri, all’interno di una cella dell’Istituto Penitenziario per Minori di Quartucciu, un giovane detenuto algerino ha tentato di togliersi la vita impiccandosi rimanendo appeso per il collo fino a perdere i sensi. Il giovane è stato prima soccorso dal compagno, che è riuscito ad allentare le lenzuola ed a tenerlo sospeso, e poi dagli Agenti del Corpo di Polizia Penitenziaria, intervenuti tempestivamente. Il detenuto poi è stato trasportato all’ospedale cittadino per tutti gli accertamenti del caso e successivamente riaccompagnato in carcere e sottoposto a grande sorveglianza custodiale per impedire che possa reiterare l’insano gesto.

“Ieri è stata salvata una vita umana. Gli interventi sono stati tempestivi, sia quello del compagno di cella che quello della polizia penitenziaria – ha detto il Segretario Generale aggiunto della Fns-Cisl Giovanni Villa. Il detenuto che ha provato a togliersi la vita pare abbia ricevuto in questi giorni delle notizie riguardanti la perdita di un familiare, forse è questo motivo che lo ha portato a compiere il gesto estremo. Il personale di Polizia Penitenziaria operante sta garantendo il servizio in modo professionale. Certo è che – spiega Villa – con detenuti a grande sorveglianza bisogna aumentare i poliziotti in servizio e quindi rinforzare l’organico. L’amministrazione ora, giustamente, provveda a premiare chi è intervenuto”.

Catanzaro, niente Comunità Psichiatriche per Minori. Molinari interroga il Governo


Delegazione al Tribunale dei Minori di CatanzaroNei giorni scorsi il Senatore della Repubblica Francesco Molinari (Gruppo Misto), Presidente dell’Associazione Calabria Terra Libera, ha presentato una circostanziata interrogazione al Governo Renzi a cui è stato delegato a rispondere il Ministro della Giustizia On. Andrea Orlando sulle problematiche emerse all’esito della visita ispettiva effettuata lo scorso 7 gennaio unitamente ad Emilio Quintieri e Valentina Moretti, esponenti dei Radicali Italiani ed a Shyama Bokkory, Presidente dell’Associazione Alone Cosenza Onlus ed Assistente Volontario Penitenziario.

In particolare, il Senatore Molinari, nell’Interrogazione a risposta scritta n. 4-05197 rivolta ai Ministri della Giustizia, della Salute, del Lavoro e delle Politiche Sociali, dopo aver raccontato la situazione riscontrata nelle strutture giudiziarie minorili di Catanzaro, ha sollevato alcune questioni importanti chiedendo di avere delucidazioni dal Governo. L’atto di Sindacato Ispettivo è stato sottoscritto anche dai colleghi Senatori Giuseppe Vacciano, Alessandra Bencini, Ivana Simeoni, Cristina De Pietro, Maria Mussini, Maurizio Romani, Laura Bignami e Fabrizio Bocchino.

Per quanto riguarda l’Istituto Penale per Minori “Silvio Paternostro” di Catanzaro, è stato evidenziata la mancata risposta all’istanza di trasferimento definitivo o di proroga del distacco della Educatrice Arianna Mazza, Funzionario della professionalità giuridico pedagogica in forza alla Casa Circondariale “Ugo Caridi” di Siano. A tal proposito è stato chiesto ai Ministri di conoscere quale sia lo stato del relativo procedimento amministrativo e nell’eventualità che questo si sia concluso in maniera negativa quali siano le ragioni che non hanno consentito l’accoglimento dell’istanza. Infine, sempre relativamente al carcere minorile, è stata sollecitata la concessione della possibilità data ai detenuti ristretti negli Istituti Penitenziari per adulti, di far utilizzare il computer ed internet ai detenuti per motivi di formazione e/o di studio nonché l’uso di skype per facilitare i rapporti degli stessi con i propri familiari.

Istituto Penale per Minori di CatanzaroUna delle criticità venute fuori dall’ispezione e denunciata dal Senatore Molinari è costituita dall’assenza in tutta la Regione Calabria di Comunità Psichiatriche Minorili, cioè di strutture residenziali terapeutico – riabilitative ed educative per minori, con gravi disturbi del comportamento correlati a patologie psichiatriche dell’età evolutiva o con problemi di dipendenze patologiche, necessarie per garantire al minore/adolescente accolto, un trattamento terapeutico riabilitativo personalizzato e definito all’interno di un progetto individuale.

La Regione Calabria, qualche tempo fa, prese accordi ben precisi con il Centro per la Giustizia Minorile della Calabria e della Basilicata di Catanzaro per istituire una delle predette Comunità ma, poi, come spesso accade, tali accordi non sono stati rispettati, violando la normativa vigente, che impone alle Regioni di attivarsi per garantire, nel rispetto delle esigenze di sicurezza, la tutela della salute dei detenuti, anche di quelli minorenni. Sarebbe indispensabile ed urgente – scrivono i Senatori della Repubblica – che venga istituita in Calabria una Comunità Psichiatrica Minorile visto che, attualmente, ogni ragazzo deve essere mandato fuori Regione con un costo di circa 200 euro al giorno per l’Azienda Sanitaria Provinciale competente per il luogo di residenza del soggetto. In merito il Governo dovrà chiarire se e quali iniziative ed eventualmente entro quali tempi, intenda intraprendere per favorire l’istituzione delle Comunità Psichiatriche Minorili in Calabria al fin di tutelare la salute dei minori sottoposti a provvedimenti penali, visto anche il ruolo giocato dal Governo sul commissariamento del comparto sanitario della Regione Calabria.

Interrogazione a risposta scritta n. 4-05197 del Sen. Molinari ed altri (clicca per leggere)

Giustizia, Bruno Bossio (Pd) : Tribunali dei Minori si occupino dei figli dei detenuti


On. Enza Bruno BossioUna proposta di legge che preveda l’obbligo di avviso ai Tribunali per i minori in caso di arresto, fermo, custodia cautelare o esecuzione di pena per condanna definitiva disposti nei confronti di soggetti che abbiano figli di età inferiore ai diciotto anni, per evitare altre tragedie come quella del piccolo Cocò, il bimbo di 3 anni ucciso e bruciato in Calabria insieme al nonno e alla sua compagna. È quanto ha annunciato nei giorni scorsi, nel corso del convegno “Indottrinamento mafioso e responsabilità genitoriale” al Senato della Repubblica, la deputata Enza Bruno Bossio del Partito Democratico, membro della Commissione Bicamerale Antimafia.

“Questa proposta di legge – ha detto nel suo intervento l’Onorevole Bruno Bossio – è il frutto delle audizioni svoltesi durante la visita della Commissione antimafia in Calabria lo scorso 26 e 27 ottobre. In quella occasione, riflettendo sulla tragedia del piccolo Cocò, assassinato a Cassano Ionio insieme al nonno in un agguato di mafia, è stato denunciato un grave vuoto normativo. Allo stato attuale, infatti, qualora uno dei due genitori di figli minori d’età sia detenuto, nessun obbligo di informazione è previsto all’autorità giudiziaria minorile e ciò impedisce alla stessa di poter intervenire tempestivamente a tutela di minori i quali si trovano a correre un duplice rischio: o essere allontanati dal contesto familiare in via d’urgenza dagli operatori dei servizi senza il vaglio della magistratura, oppure essere lasciati senza alcun intervento utile in contesti potenzialmente pregiudizievoli per la loro incolumità psico-fisica. Nello stesso tempo nessun obbligo è fissato ai servizi sociali dei comuni che sono chiamati a gestire i minori che si trovino in queste condizioni”.

“Quanto è accaduto al piccolo Cocò – ha concluso la deputata Enza Bruno Bossio – affidato al nonno affiliato ad una organizzazione criminale e che lo ha esposto al rischio che ne ha causato la morte, costituisce un caso emblematico. Quella morte probabilmente si sarebbe potuta evitare se il Tribunale dei minori fosse stato messo in condizione di intervenire”.

Il Governo vuole smantellare il Dipartimento della Giustizia Minorile. Contrari i Radicali Italiani


Minori - Polizia PenitenziariaIl Ministero della Giustizia sta per smantellare – è questione di ore – uno dei pochi settori funzionanti, quello della giustizia minorile, da sempre impegnata con successo nel recupero dei ragazzi che entrano a far parte del circuito penale. Ciò accade mentre gli si affidano nuovi compiti, come quello di accogliere anche i giovani detenuti da 21 ai 25 anni.

Il Dipartimento della Giustizia Minorile (DGM), infatti, è quello sul quale sembra voler abbattersi con maggiore violenza la mannaia dei tagli in quanto il Governo ha previsto sia la scomparsa dell’attuale specifica Direzione Generale per l’attuazione dei provvedimenti giudiziari, sia la drastica riduzione dei dirigenti di seconda fascia, cuore del DGM. Come se ciò non bastasse, la scure si abbatterà anche su assistenti sociali, educatori e amministrativi peraltro già notevolmente ridimensionati dalle cesure precedenti.

Insomma, il Governo italiano si appresta ad annientare l’unico settore della Giustizia italiano non raggiunto dalle condanne sistematiche della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Al Satyagraha che sto portando avanti nella forma dello sciopero della fame da 16 giorni, con Marco Pannella e altri 190 cittadini, aggiungo anche questo obiettivo, questa volta non per ripristinare la legalità perduta, ma per mantenere quella c’è in un comparto che finora l’Italia ha potuto mostrare in Europa come un fiore all’occhiello.

On. Rita Bernardini

Segretario Nazionale Radicali Italiani