Napoli, Quintieri (Radicali): Solidarietà a Direttore e Polizia Penitenziaria. Pessimo servizio delle Iene


Ieri sera non avevo visto il servizio delle Iene sulla Casa Circondariale di Napoli Poggioreale. Oggi sono andato a rivederlo visto che sono stato sollecitato in tal senso e dopo aver letto su Facebook migliaia di insulti ed offese contro il Direttore dell’Istituto ed il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, ritenuti responsabili di abusi e violenze di ogni genere ai danni dei detenuti.

Conosco da anni Maria Luisa Palma, da qualche mese Direttore della Casa Circondariale di Napoli Poggioreale e posso tranquillamente affermare che é una delle migliori Dirigenti dell’Amministrazione Penitenziaria in Campania che svolge il suo lavoro con tanta professionalità, disponibilità ed umanità. Sfido chiunque a dimostrare il contrario !

L’Amministrazione Penitenziaria, come ho già avuto modo di dire nel corso di una mia recente visita al Carcere di Poggioreale, non poteva fare scelta migliore per continuare la rivoluzionaria e meritoria attività dell’ex Direttore Antonio Fullone, trasferito ad altro superiore incarico dopo la promozione a Dirigente Generale da parte del Governo.

Stesso discorso dicasi per il Reparto di Polizia Penitenziaria guidato dal Comandante, Commissario Coordinatore Gaetano Diglio e dal Vice Comandante, Commissario Capo Antonio Sgambati, due Ufficiali che nulla hanno a che vedere con le precedenti gestioni (quando c’era come Direttore Teresa Abate e Comandante di Reparto il Commissario Salvatore D’Avanzo).

Oggi nel Carcere di Poggioreale la famigerata “cella zero” in cui, negli anni passati, avvenivano i maltrattamenti nei confronti dei detenuti ad opera di alcuni Poliziotti Penitenziari, non esiste più. “Non c’è” come ha detto la Palma durante l’intervista con la iena Giulio Golia. E’ non ci sono più nemmeno i Poliziotti Penitenziari che sono imputati perché sono stati allontanati dalle Sezioni detentive ed addetti agli Uffici amministrativi per non essere a contatto con la popolazione detenuta.

Quanto ai “maltrattamenti” o ai “pestaggi”, da anni non si avevano più notizie di tali azioni; infatti i detenuti durante tutte le visite che abbiamo effettuato hanno sempre smentito qualsiasi abuso da parte del personale penitenziario. Personalmente non credo e non mi risulta che ancora oggi continuino tali attività illegali, pur non potendo escluderlo completamente.

Vanno bene gli accertamenti in ordine agli abusi denunciati ma occorre cautela perché spesso i fatti accaduti non corrispondono al vero e cioè come vengono narrati dai detenuti e dai loro familiari.

Per tali ragioni, esprimo la mia convinta solidarietà al Direttore della Casa Circondariale di Napoli Poggioreale Maria Luisa Palma, al Comandante Gaetano Diglio, al Vice Comandante Antonio Sgambati ed a tutto il personale di Polizia Penitenziaria per le accuse, gli insulti e le offese ingiuste sino ad ora ricevute.

Emilio Enzo Quintieri

Comitato Nazionale di Radicali Italiani

Napoli, Quintieri (Radicali): Basta accuse infondate alla Polizia Penitenziaria di Poggioreale


delegazione-cc-poggiorealeBasta con accuse infondate al personale di Polizia Penitenziaria del Reparto di Napoli Poggioreale. Lo sostiene Emilio Enzo Quintieri, già membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani che, nei giorni scorsi, ha guidato una delegazione in visita ispettiva proprio presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale “Giuseppe Salvia” nell’ambito del progetto “Tre metri dietro alle sbarre” promosso dall’Associazione Giovani Giuristi Vesuviani presieduta dall’Avvocato Salvatore Del Giudice.

La Delegazione visitante, che è stata autorizzata dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, oltre da Quintieri e Del Giudice, era composta anche dall’Avv. Michele Coppola, Vice Presidente dei Giovani Giuristi Vesuviani, dall’Avv. Francesco Urraro, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola, dall’Avv. Gian Vittorio Sepe, membro della Giunta Nazionale dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati e dagli Avvocati Rosanna Russo, Olga Izzo e Sabina Sirico, membri dell’Associazione Giovani Giuristi Vesuviani. Inoltre, faceva parte della delegazione, Pietro Ioia, Presidente dell’Associazione Ex Detenuti Organizzati di Napoli.

Ad accogliere gli ospiti autorizzati alla visita c’era il Direttore Antonio Fullone, il Vice Direttore Chiara Masi, il Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria Commissario Capo Gaetano Diglio ed altro personale di Polizia Penitenziaria in servizio nell’Istituto.

Nello stabilimento detentivo, al momento della visita, vi erano 1.971 persone detenute, a fronte di una capienza di 1.500 posti disponibili per lavori di ristrutturazione in corso (471 detenuti in eccesso), 293 dei quali stranieri con le seguenti posizioni giuridiche: 673 in attesa di giudizio, 410 appellanti e 230 ricorrenti. Solo 655 sono i condannati definitivi. 201 sono i detenuti appartenenti al Circuito dell’Alta Sicurezza (As3 criminalità organizzata).

Dopo un lungo colloquio con lo staff dirigente dell’Istituto, abbiamo fatto un’accurata visita all’interno degli spazi detentivi. Tra gli altri, sono stati visitati, il Padiglione “San Paolo” adibito a Centro Clinico, il Padiglione Roma, Livorno ed Avellino. In quest’ultimo sono allocati i 201 detenuti appartenenti al Circuito dell’Alta Sicurezza (As3 criminalità organizzata). Nell’ambito della visita sono stati sentiti anche numerosi detenuti i quali, diversamente dagli anni passati, non hanno riferito problemi degni di nota. Anzi, ad onor del vero, hanno manifestato la loro soddisfazione per i continui miglioramenti della vita detentiva e del rapporto con il personale penitenziario avvenuti in questi ultimi anni.

Ho ascoltato su Radio Carcere, la rubrica di Radio Radicale curata dall’Avv. Riccardo Arena, la testimonianza di Marco, un 47enne napoletano, alla prima esperienza detentiva, che è stato recluso per sei mesi nella Casa Circondariale di Napoli Poggioreale. Questi, durante l’intervista, riferiva di essere stato allocato, per due mesi, nel Padiglione Firenze ove era allocato in camera con altre 5 persone e poi per gli altri quattro mesi nel Padiglione Livorno ove era ristretto con altri 6 detenuti.

Marco, appena scarcerato, raccontava che il Carcere di Poggioreale “era un inferno”, che i detenuti erano costretti “a stare sempre sugli attenti, camminando rasenti al muro con la testa bassa e le mani dietro la schiena” perché altrimenti venivano richiamati e/o puniti “dalle Guardie Penitenziarie” anche con “schiaffi e calci”. Praticamente, secondo Marco, “sembrava di fare il servizio militare se non addirittura peggio”. Inoltre, riferiva, che la “socialità” veniva effettuata al chiuso nelle camere dei detenuti e che non vi era alcuna attività. Lamentava, altresì, la presenza di topi nella cucina dell’Istituto ed altre problematiche che rendevano il vitto immangiabile.

Ritengo doveroso intervenire perché quanto raccontato dall’ex detenuto non corrisponde assolutamente al vero. Posso affermare con tranquillizzante certezza che nella Casa Circondariale di Napoli Poggioreale oggi non ci sono più i trattamenti e le condizioni che ha descritto nella sua intervista a “Radio Carcere”. Sono stati proprio i detenuti a chiarire, più volte, che le condizioni sono migliorate, che non ci sono più casi di violenza, che non c’è più quel sistema rigoroso che una volta veniva utilizzato dal personale di custodia. Non è quindi corretto descrivere una situazione che nella realtà dei fatti è completamente diversa. Viene offeso e mortificato il lavoro di chi, ogni giorno, si prodiga per migliorare, nei limiti del possibile, la qualità della vita detentiva. Con questo, non voglio dire che a Poggioreale non ci sono più “problemi” ma del vecchio Carcere di Poggioreale non è rimasto quasi nulla. Vi è stata ed è in atto una radicale trasformazione dell’Istituto.

In passato, ad esempio, i detenuti stavano rinchiusi nelle loro camere per 22 ore al giorno. Durante la visita fatta l’anno scorso trovammo circa 500 detenuti a “custodia aperta” con possibilità di uscire fuori dalle camere durante la giornata. Oggi, invece, sono la stragrande maggioranza ad essere “aperti”: circa 1.600 su 1.971. E non è vero che la “socialità” si fa “uscendo da una cella ed entrando in un’altra cella” perché si può sostare e passeggiare nei corridoi del reparto oppure praticare attività sportiva nella palestra, arredata con le attrezzature concesse dalla Chiesa Valdese di Napoli. Infatti, recentemente, a causa dell’assenza di spazi in comune, sono state soppresse delle camere detentive, trasformandole in “sala palestra” con il nulla osta del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria che, precedentemente, era stato sempre contrario poiché venivano diminuiti i posti disponibili. Ed i primi reparti ad avere la palestra sono stati proprio il Firenze ed il Livorno ove è stato ristretto l’ex detenuto napoletano. Poggioreale non aveva mai avuto palestre così come non era possibile svolgere attività sportiva con regolarità nell’attiguo campo di calcio. Prossimamente anche quest’ultimo sarà migliorato poiché verrà completamente rifatto il terreno di gioco in erba sintetica grazie alla donazione della Chiesa Valdese. Tanti altri lavori di ristrutturazione sono stati effettuati e tanti altri sono in corso. Nel Padiglione Roma, ad esempio, è in fase di ultimazione la sistemazione delle docce in ciascuna camera come prevede la legge. Saranno realizzati ulteriori spazi per l’attività in comune in ogni singolo reparto, riconvertendo altre camere detentive. E’ prevista, a breve, la realizzazione di una ludoteca per i colloqui dei detenuti con i bambini che sarà arredata con suppellettili donati dall’Arcivescovo Metropolita di Napoli, Cardinale Crescenzio Sepe ed è in programma una sistemazione di tutti i cortili passeggio, grazie alla collaborazione avviata con l’Associazione “Il Carcere Possibile Onlus” della Camera Penale di Napoli e con la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

Inoltre, non risponde al vero, il fatto che non ci siano “offerte trattamentali” all’interno dell’Istituto poiché, oltre all’attività lavorativa alle dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria (sono impiegati 254 detenuti con rotazione ogni 2/8 mesi a seconda della mansione svolta), sono attivi 8 corsi finanziati dalla Regione Campania (falegnameria, operaio edile, installatore di impianti tecnici, idrici e sanitari, aiuto cuoco, imbianchino, muratore, addetto elettrauto ed idraulico) che coinvolgono circa 100 detenuti. Altra “novità” positiva è che, finalmente, anche a Poggioreale è stato concesso ai detenuti, pure a quelli del Padiglione Avellino ad Alta Sicurezza, di fare “socialità” durante i giorni festivi. Sembrano “cose da niente” ma in tantissimi altri Penitenziari, anche meno problematici di Poggioreale, non è possibile fare alcuna “socialità” e l’organizzazione custodiale è ancora quella tradizionale di tipo “chiuso”.  Chiaramente, resta ancora tanto da fare, come ammette lo stesso Direttore Antonio Fullone. Non è pensabile – conclude l’esponente dei Radicali Italiani Emilio Enzo Quintieri – che si possa cambiare il Carcere di Poggioreale in pochi anni. E’ un processo faticoso, che richiede tempo, che va incoraggiato e sostenuto e per il quale occorre la collaborazione di tutti. Raccontare balle e parlare sempre male come ha fatto Marco, non aiuta certo il cambiamento !

Resoconto della visita ispettiva alla Casa Circondariale di Napoli Poggioreale


Delegazione visitante il Carcere di PoggiorealeNei giorni scorsi e, più precisamente, lunedì 8 febbraio, una delegazione dei Radicali Italiani e dell’Associazione Giovani Giuristi Vesuviani composta da Emilio Enzo Quintieri, esponente radicale calabrese ed ex membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e dagli Avvocati Penalisti Salvatore Del Giudice, Alessandro Maresca, Michele Coppola e Domenico La Gatta, grazie all’autorizzazione concessa dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia nella persona del Vice Capo Dott. Massimo De Pascalis, su richiesta dell’Onorevole Rita Bernardini, già Deputata e Segretaria Nazionale del Movimento dei Radicali Italiani, ha effettuato per tutta la mattinata una visita ispettiva alla “famigerata” Casa Circondariale di Napoli Poggioreale “Giuseppe Salvia”.

Lo scopo della visita era quello di accertare “de visu” le condizioni di vita dei detenuti, la conformità del trattamento penitenziario ad umanità ed al rispetto della dignità della persona così come prevede la Costituzione Repubblicana, la Legge Penitenziaria e le altre norme europee ed internazionali vigenti in materia penitenziaria e di salvaguardia dei diritti umani fondamentali.

Secondo i più recenti dati diramati dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, alla data del 31/01/2016, nel Carcere di Poggioreale, a fronte di una capienza regolamentare di 1.640 posti, vi erano ristretti 1.928 detenuti, 289 dei quali di nazionalità straniera.

Dopo i controlli di rito all’ingresso della struttura, una delle più grandi d’Europa, la delegazione è stata accompagnata dal personale di Polizia Penitenziaria presso gli Uffici della Direzione ove, stante l’assenza del Direttore dell’Istituto Dott. Antonio Fullone, è stata accolta dai due Vice Direttori presenti e da un Funzionario della Polizia Penitenziaria, poiché il Comandante di Reparto, il Commissario Capo Gaetano Diglio, non era in Ufficio. Subito dopo una lunga chiacchierata la delegazione unitamente al personale dell’Amministrazione Penitenziaria, ha iniziato la visita agli spazi detentivi.

Sono stati accuratamente ispezionati quasi tutti i Padiglioni detentivi che prendono il nome da Città italiane (Firenze, Roma, Avellino, Livorno, Milano, Salerno, Italia e Napoli) nonché il Padiglione “San Paolo” che ospita il Centro Diagnostico Terapeutico, i locali destinati all’area trattamentale (Scuole, Laboratori), i cortili passeggio e le altre aree di pertinenza dell’Istituto. E nell’ambito del giro ispettivo, in ogni reparto, ci si è intrattenuti a dialogare con numerosi detenuti, entrando anche direttamente nelle celle e negli attigui servizi igienici per verificare le condizioni delle stesse. In alcuni Padiglioni la doccia è in un vano attiguo alla cella mentre in altri ancora si trova in locali comuni posti fuori dalle celle in violazione di quanto prevede il Regolamento di Esecuzione Penitenziaria. Alcuni locali doccia sono stati trovati in condizioni inappropriate ed indecorose a causa dell’umidità e della muffa presente.

Non ci sono state particolari lamentele o problematiche che sono state segnalate dai detenuti e, nei pochi casi rilevati, si è avuto l’immediato intervento risolutore o l’impegno della Direzione a risolvere le criticità evidenziate, in alcuni casi nemmeno di stretta competenza dell’Amministrazione Penitenziaria ma del Servizio Sanitario Regionale poiché la Medicina Penitenziaria non è più di competenza dello Stato ma delle Regioni e, nel caso in esame, della Regione Campania. In particolare, un detenuto recentemente operato di tumore, aveva segnalato di attendere da circa due mesi una visita in una struttura sanitaria esterna ed una volta recatici nella Direzione Sanitaria la delegazione ha potuto verificare che erano state esperite tutte le procedure previste e che, per la fine del mese, quel detenuto sarebbe stato tradotto presso un Ospedale di Napoli per essere sottoposto ad un accertamento diagnostico che non era possibile effettuare intramoenia. Nell’Istituto vi sono due servizi di Pronto Soccorso : uno solo per il Padiglione “San Paolo” e l’altro  per tutta la restante popolazione detenuta.

Tutti gli spazi detentivi sono apparsi puliti ed in buone condizioni (naturalmente vi sono celle e locali che avrebbero bisogno di manutenzione straordinaria) eccetto qualche Padiglione come il “Napoli” che è uno dei più vecchi della Casa Circondariale e che, a breve, sarà ristrutturato. Attualmente, è in fase di completamento, il rifacimento del Padiglione “Genova”.

Uno dei Padiglioni “attenzionati” è stato l'”Avellino” (lato destro) poiché erano giunte segnalazioni circa la presenza di detenuti, sofferenti psichici, in regime di isolamento ed in “celle lisce” cioè prive dell’arredo ministeriale. Al momento della visita non è stata accertata alcuna violazione delle norme penitenziarie afferenti la collocazione e la durata temporale dei detenuti in isolamento così come non è stata constatata la presenza di “celle lisce”. Vi erano pochi detenuti per motivi giudiziari, disciplinari ed uno solo per motivi sanitari poiché affetto dalla scabbia ed in cura farmacologica. A Poggioreale non esiste un Reparto di Osservazione Psichiatrica o per detenuti affetti da disturbi mentali ma, comunque, nell’Istituto vi erano 5 detenuti con patologie psichiatriche.

Pietro Ioia ed Emilio Quintieri davanti al Carcere di PoggiorealeDalla visita, è emerso che l’Istituto Penitenziario napoletano, costruito agli inizi del novecento, attualmente, tolte le celle inagibili, ha una capienza regolamentare di 1.500 posti ed i detenuti presenti erano 1.915, 268 dei quali stranieri. Negli anni passati, invece, i detenuti “ospitati” erano circa 3.000 (con la capienza regolamentare ancora inferiore a quella odierna). Nonostante il numero dei detenuti sia notevolmente diminuito, ancora oggi il problema del sovraffollamento non è stato risolto completamente (anche a causa dei Padiglioni chiusi e non utilizzati) poiché vi sono 415 detenuti oltre la capienza regolamentare. La delegazione visitante ha constatato che in ogni cella, al massimo, vi sono allocate 4 ed in alcuni casi 5 persone (in passato, diversamente, c’erano celle occupate dalle 8 alle 12 persone).

Dei 1.915 detenuti presenti : 1.755 sono “comuni” cioè appartenenti al Circuito Penitenziario della Media Sicurezza mentre 161 appartengono al Circuito Penitenziario dell’Alta Sicurezza e, più precisamente, al Sottocircuito dell’AS3 cioè per reati di criminalità organizzata. Questi ultimi, sono allocati soltanto nel Padiglione “Avellino”.

Relativamente alle posizioni giuridiche dei detenuti presenti, 547 di questi erano “definitivi” mentre 1.369 erano “giudicabili” e, nel dettaglio, 741 in attesa di primo giudizio, 391 appellanti e 237 ricorrenti. Per quanto riguarda, invece, le ulteriori “caratteristiche” della popolazione detenuta, è stato verificato che nella struttura penitenziaria vi erano ristretti 557 tossicodipendenti, 86 dei quali in terapia metadonica, 32 sieropositivi e 246 affetti da epatite C. Sia i tossicodipendenti, quelli in trattamento metadonico ed i sieropositivi, sono leggermente diminuiti rispetto al passato mentre i soggetti affetti da epatite C, sono notevolmente aumentati. Ed ancora : 66 sono i detenuti che risiedono fuori dalla Regione Campania : 57 appartenenti al circuito della Media Sicurezza e 9 a quello dell’Alta Sicurezza.

Contrariamente a quanto avveniva in passato che i detenuti stavano rinchiusi per 22 ore al giorno su 24 in cella (avevano diritto a due ore d’aria al giorno, una al mattino e una al pomeriggio, nei cortili adibiti al passeggio), oggi il trattamento penitenziario è molto più “attenuato” ed infatti 500 detenuti godono del “regime aperto” con le celle aperte per 8 ore al giorno con possibilità di permanere nel corridoio del reparto e di fare socialità. A breve, inoltre, grazie all’impegno della Direzione che, in ogni singolo Reparto, tramite la conversione di alcune celle, ha creato una sala comune, saranno attive delle Palestre attrezzate con il materiale (panche, cyclette, etc.) donato gratuitamente dalla Chiesa Valdese di Napoli. Entro fine mese, saranno già funzionanti quelle dei Padiglioni Firenze e Livorno. All’esterno, invece, i detenuti possono usufruire del campo di calcetto mentre la permanenza all’aria aperta è assicurata nei 12 cortili passeggio, utilizzati anche per attività sportiva.

Per quanto riguarda il lavoro, i detenuti lavoranti alle dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria sono 254 (negli ultimi anni c’è stato un leggero incremento delle unità lavorative) con rotazione trimestrale. Vi sono dei laboratori di falegnameria, tipografia, sartoria ed un officina fabbri dove vengono impiegati i detenuti con rotazione mensile.

Relativamente agli “eventi critici” nel 2015 c’è stato 1 suicidio di un detenuto (nel 2014 c’è ne furono invece 3), 4 i decessi per cause naturali (anche 4 nel 2014) e 205 atti di autolesionismo (207 nel 2014). Nessuna aggressione da parte dei detenuti sia nel 2014 che nel 2015 in danno degli Agenti di Polizia Penitenziaria e nessun caso di suicidio – in entrambi gli anni – da parte di questi ultimi.

Nell’istituto vi sono 12 sale colloquio, recentemente ristrutturate e tutte a norma del Regolamento di Esecuzione Penitenziaria oltre ad un area verde per i colloqui. A tal proposito i detenuti che effettuano colloqui regolari con i familiari sono 1.600 : 1.470 detenuti sono “comuni” (Media Sicurezza) e 130 quelli del Circuito Alta Sicurezza.

Per quanto riguarda il Reparto di Polizia Penitenziaria, a fronte di una pianta organica di 946 unità, 847 sono gli Agenti assegnati e 764 quelli realmente in servizio (155 sono quelli distaccati da Poggioreale in altre sedi e 78 sono quelli distaccati da altri Istituti Penitenziari a Poggioreale).

Una delle criticità è costituita dalla scarsa presenza dei Funzionari della professionalità giuridico – pedagogica : infatti, sono presenti solo 19 Educatori mentre ve ne dovrebbero essere 28. Ogni Educatore, facendo riferimento alla pianta organica ed al numero dei detenuti presenti, dovrebbe seguire circa 70 detenuti ed invece ne deve seguire oltre 100. Ed infatti, per esempio, il numero dei detenuti “permessanti” cioè quelli che usufruiscono di permessi premio fuori dall’Istituto sono soltanto 33.

Luigi Mazzotta, Radicali NapoliL’Ufficio di Sorveglianza di Napoli tramite i propri Magistrati di Sorveglianza, secondo le informazioni riferite alla delegazione dalla Direzione dell’Istituto Penitenziario, si recherebbe frequentemente in Carcere anche per effettuare l’ispezione dei locali ove sono ristretti i detenuti : l’ultima visita effettuata dal Magistrato di Sorveglianza risalirebbe al 29/01/2016 e la frequenza delle visite sarebbe di 6 volte al mese. A tal riguardo, c’è da segnalare, che diversi detenuti hanno lamentato di non riuscire ad effettuare colloqui con i Magistrati di Sorveglianza e che questi ultimi spesso non rispondono alle loro istanze in tempo oppure non rispondono proprio.

Anche l’Azienda Sanitaria Locale, stando a quanto riferito alla delegazione, svolgerebbe l’attività ispettiva (semestrale) prevista dall’Ordinamento Penitenziario; l’ultima ispezione igienico – sanitaria è stata effettuata il 13/12/2015.

All’esito della visita ispettiva il giudizio espresso dall’esponente radicale Emilio Enzo Quintieri e condiviso da tutti i membri della Delegazione, per una serie di considerazioni, in parte richiamate nel resoconto, è stato abbastanza positivo, fermo restando che nella Casa Circondariale di Napoli Poggioreale, permangono criticità e problematiche di varia natura, molte delle quali – come quelle di tipo sanitario – non dipendono dalla Direzione Penitenziaria ma di altre Amministrazioni.

Le condizioni di detenzione, stante la notevole diminuzione dei detenuti e la possibilità per gli stessi di intrattenersi per più ore ai passeggi all’aria aperta, ad attività ricreative, sportive e trattamentali in luoghi esterni alla cella, alla libera circolazione nel reparto per gran parte della giornata ed il fatto che le celle da “camere di detenzione” siano finalmente divenute (come prevede l’Ordinamento Penitenziario) “camere di pernottamento” destinate al riposo notturno, sono sensibilmente migliorate rispetto agli anni passati, tempi in cui nel Carcere di Poggioreale venivano sistematicamente violati i diritti umani fondamentali proprio per le condizioni detentive crudeli e degradanti, contrarie al principio di umanità della pena sancito dall’Art. 27 della Costituzione Repubblicana.

Per completezza di informazione, si segnala che il giudizio positivo sul miglioramento delle condizioni della struttura penitenziaria, viene riconosciuto anche dallo storico radicale napoletano Luigi Mazzotta, Presidente dell’Associazione Radicale “Per La Grande Napoli” e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani nonché da Pietro Ioia, Presidente dell’Associazione degli Ex Detenuti Organizzati di Napoli da anni impegnato concretamente per la tutela dei diritti dei cittadini detenuti.

Chiaramente resta ancora molto da fare a Poggioreale e, nel frattempo, non si deve abbassare in alcun modo la guardia sia su questo stabilimento penitenziario che su tanti altri in Campania ed in altre Regioni d’Italia !

Questionario visita ispettiva Casa Circondariale di Napoli Poggioreale (clicca per leggere)