Rossano, l’On. Bruno Bossio (Pd) interroga il Ministro della Giustizia Andrea Orlando


On. Enza Bruno BossioNei giorni scorsi, il Carcere di Rossano (Cosenza), è nuovamente ritornato in Parlamento. Come al solito, ad occuparsi delle reiterate violazioni dell’Ordinamento Penitenziario commesse dallo Stato in danno dei cittadini privati della libertà personale, è l’Onorevole Enza Bruno Bossio, Deputato del Partito Democratico e membro della Commissione Bicamerale Antimafia che, da circa un anno, unitamente ai Radicali, sta effettuando numerose ispezioni nelle Carceri della Calabria. Questa volta, gli atti di Sindacato Ispettivo, non riguardano però pestaggi o maltrattamenti come nelle precedenti occasioni ma, viceversa, il mancato rispetto – da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – del principio della territorialità della pena e cioè della possibilità per i detenuti condannati di espiare la propria pena o, per gli imputati di trascorrere la misura cautelare inframuraria, in Istituti Penitenziari prossimi alla residenza delle famiglie. Ma non è tutto perché l’attenzione della Parlamentare Democratica è stata rivolta anche all’operato della Magistratura di Sorveglianza di Cosenza, del Direttore dell’Istituto Penitenziario di Rossano e del Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Calabria. Al Guardasigilli Andrea Orlando, il Deputato Bruno Bossio, con due distinte Interrogazioni (le nr. 5/04399 e 5/04400 del 08/01/2015), la cui risposta sarà fornita nella Commissione Giustizia di Montecitorio presieduta dall’On. Donatella Ferranti, ha chiesto di conoscere esaustive informazioni in merito ai fatti riscontrati durante l’ultima visita ispettiva svolta nel giorno di Natale al Carcere di Rossano insieme ad Emilio Quintieri dei Radicali e Gaspare Galli e Francesco Adamo dei Giovani Democratici di Cosenza. In parte, sia le lamentele afferenti il mancato rispetto del principio della territorialità della pena che le problematiche con la Magistratura di Sorveglianza, erano state già oggetto di altra Interrogazione Parlamentare al Governo Renzi (la nr. 5/03559 del 16/09/2014), allo stato rimasta inevasa e per la quale l’On. Bruno Bossio ha sollecitato risposta essendo ampiamente decorsi i termini previsti dal Regolamento della Camera dei Deputati.

La popolazione ristretta nel Penitenziario rossanese ha denunciato alla delegazione in visita la scarsa presenza del Magistrato di Sorveglianza nell’Istituto e, nello specifico, la mancata attività ispettiva da parte dello stesso all’interno dei locali di detenzione; altre lamentele hanno riguardato l’impossibilità di avere colloqui con il Direttore dell’Istituto e con il Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria come prevede la normativa vigente in materia. Per questi motivi è stato chiesto di conoscere se e quali informazioni disponga il Ministro della Giustizia, se non ritenga opportuno disporre degli accertamenti e se e quali iniziative di competenza intenda assumere anche con riferimento alla possibilità di incrementare l’organico dell’Ufficio di Sorveglianza di Cosenza (composto soltanto da 2 magistrati) avente giurisdizione su ben 4 Istituti Penitenziari (Rossano, Cosenza, Paola e Castrovillari).

Per quanto riguarda, invece, la territorialità della pena, il Deputato ha chiesto al Ministro della Giustizia di conoscere se e quali informazioni disponga in merito e quale sia il suo orientamento al riguardo, quante siano le istanze di trasferimento – definitivo o temporaneo – formulate nell’anno appena trascorso ed indirizzate ai competenti Uffici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria o, in alternativa, con reclamo giurisdizionale, all’Ufficio di Sorveglianza di Cosenza, quante tra queste siano state accolte e quante ne siano state rigettate nonché quante siano, allo stato, quelle rimaste inevase e quali siano i motivi di tale ritardo; quante siano le istanze di trasferimento pendenti innanzi detti Uffici ed entro quali tempi si prevede che le stesse possano essere definite. In conclusione, l’On. Enza Bruno Bossio, ha chiesto “cosa si intenda fare per garantire ai detenuti che l’espiazione della pena o, l’esecuzione della custodia per gli imputati, avvenga in Istituti prossimi alla residenza delle famiglie e, qualora esistano valide ragioni che non consentano di poter rispettare il principio di territorialità dell’esecuzione penale, se non si ritenga doveroso consentire agli stessi di ottenere dei trasferimenti temporanei – a giudizio dell’interrogante non inferiori ai 6 mesi – per poter fruire dei colloqui riconosciutigli dalla Legge Penitenziaria al fine di mantenere e migliorare i contatti ed i legami con i propri familiari e le altre persone autorizzate e, comunque, aventi diritto.”

Interrogazione n. 5_04399 (clicca per leggere l’atto)

Interrogazione n. 5_04400 (clicca per leggere l’atto)

Ferranti (Pd) “Nessuna paghetta ai delinquenti nè tantomeno uno svuotacarceri”


On. Donatella Ferranti Pd“Nessuna paghetta ai delinquenti né tantomeno uno svuota carceri, semplicemente un provvedimento che risponde a un obbligo assunto dall’Italia al comitato dei ministri del Consiglio d’Europa al fine di evitare migliaia di condanne e multe salatissime”.

È il commento dell’Onorevole Donatella Ferranti (Pd), Presidente della Commissione Giustizia di Montecitorio, al via libera della Camera al decreto sui rimedi risarcitori per i detenuti.

“Il risibile allarmismo apocalittico agitato da Lega e 5 stelle lascia il tempo che trova, la verità è che questo decreto – ha sottolineato l’esponente del Pd – non contiene alcun cedimento sul fronte della legalità. Ma piuttosto completa il pacchetto di riforme strutturali, attraverso indennizzi e risarcimenti, in risposta a quanto stabilito dalla Corte europea dei diritti dell’uomo che ha condannato l’Italia per trattamenti inumani e degradanti a causa del sovraffollamento carcerario”.

Non solo: il decreto “riporta la carcerazione preventiva – ha rimarcato Ferranti – a un uso corretto ed equilibrato, non intaccando minimamente le esigenze di sicurezza dei cittadini, grazie anche alle modifiche introdotte in commissione che escludono tutti i delitti gravi e ad alto allarme sociale, tra cui stalking e maltrattamenti in famiglia, dal divieto di custodia cautelare in carcere per reati per i quali il giudice può fare una prognosi di pena inflitta sotto i 3 anni”.

“Oggi abbiamo approvato un provvedimento di civiltà, grazie al quale l’Italia eviterà sanzioni di centinai di milioni di euro decise dalla Corte europea dei diritti per la condizione inumana e degradante delle nostre carceri”.

Lo ha detto l’On. Walter Verini, Capogruppo del Pd in commissione Giustizia, intervenuto in Aula alla Camera per la dichiarazione di voto sul dl carceri.

“Le norme sono equilibrate – ha aggiunto – e non consentiranno sconti a chi è responsabile di reati ad elevata pericolosità sociale, di corruzione, concussione e peculato, e nega anche la possibilità di pene domiciliari a chi non ha una residenza adeguata”.

“Abbiamo sentito molti comiziacci – ha rimarcato Verini – e molte bugie da parte di chi vuole presentare queste norme come un modo per svuotare le carceri: altro che svuota carceri, questo ed altri provvedimenti ai quali governo e Parlamento stanno lavorando insieme, soprattutto quello sulla riforma della custodia cautelare, vanno incontro all’esigenza di dare all’Italia un sistema avanzato di norme per coniugare sicurezza e reinserimento sociale di chi commette reati”.

Pizzolante (Ncd): abuso custodia cautelare parlamentari altera democrazia

“Se l’uso eccessivo della custodia cautelare è una aberrazione per tutti i cittadini, e il 40% dei detenuti in attesa di giudizio è un dato che segna profondamente il grado di inciviltà del nostro Paese, l’abuso della custodia dei parlamentari altera la democrazia”.

A dirlo è Sergio Pizzolante, vice presidente dei deputati del Nuovo centrodestra. Per Pizzolante, “nelle richieste di autorizzazione all’arresto la motivazione, più o meno esplicita, è che avendo il parlamentare capacità di influenza e relazioni può reiterare il reato.

Quindi, se egli ha ricevuto un avviso di garanzia per fatti risalenti a dieci anni fa, tutti da dimostrare, e per i quali deve essere celebrato un processo, il giudice ne chiede l’arresto perché, in teoria, potrebbe commettere gli stessi reati. Solo in questo modo si annulla ogni sua capacità di relazioni e influenza, che potrebbero portarlo a reiterare un reato passato seppur mai dimostrato. La funzione stessa del parlamentare come motivazione dell’esigenza di restrizione della libertà”.

“Così, per via logica e fattuale, ogni parlamentare è, momentaneamente, a piede libero. È una condizione paradossale e drammatica del nostro sistema istituzionale, ormai flebilmente democratico. Lo è perché ci sono magistrati, ormai è evidente, che fanno un uso estensivo delle norme attuali. Lo è, ancor di più, perché il Parlamento, potere ormai debolissimo e sotto scacco rispetto a quello giudiziario, non è in grado di rimettere in equilibrio i poteri e la democrazia. Credo che il Capo dello Stato, l’unica istituzione democratica politicamente autorevole e consapevole rimasta, debba valutare un suo intervento politico ed etico nelle forme che egli riterrà più opportune”, conclude Pizzolante.

Bernardini: ha ragione l’on. Verini, l’Italia risparmia centinaia di milioni di euro

Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani: “Do atto all’on. Valter Verini del Pd di avere avuto almeno il coraggio di dire la verità: i risarcimenti previsti dal decreto, fanno risparmiare allo Stato italiano centinaia di milioni di euro per i trattamenti inumani e degradanti che il nostro Paese ha fatto subire e continua in molti casi a far sopportare ai detenuti ristretti nelle nostre infami carceri.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con la sentenza Torreggiani, aveva condannato l’Italia ordinandole di prevedere risarcimenti “effettivi e idonei ad offrire una riparazione adeguata”. Il Governo, invece, ingannando la Cedu e il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa (che deve vigilare sull’esecuzione della sentenza) ha previsto 8 euro per ogni giorno di trattamenti indegni in un Paese che voglia essere democratico e civile, oppure, uno sconto di pena di 1 giorno ogni 10 giorni vissuti in quello stato. Ma non basta: la procedura è così complicata e farraginosa – visto anche il pessimo servizio offerto dalla Magistratura di Sorveglianza che non riesce nemmeno a stare dietro all’ordinaria amministrazione – che saranno pochissimi – e sicuramente non i poveri – i detenuti che avranno accesso a questo ignobile mercimonio.

Ieri, intanto, un altro detenuto poco più che trentenne si è suicidato nel carcere di Trento e noi radicali, con Marco Pannella e altri 306 cittadini, proseguiamo il Satyagraha affinché si interrompa questa mattanza e si garantiscano le cure a migliaia di detenuti oggi privati di ogni diritto. Abbiamo uno Stato che si comporta peggio del peggior criminale violando Costituzione e Convenzioni europee e Carte sui Diritti Fondamentali dell’individuo.

Cirielli (FdI): no a svuotamento delle carceri, serve commissione d’inchiesta

“No a questo decreto svuota carceri, il quinto e il peggiore. Anziché costruire gli istituti penitenziari o ristrutturarli, spedire gli stranieri e clandestini a espiare la pena nei paesi di origine, riformare la vergogna della carcerazione preventiva, Renzi decide che chi è delinquente con condanne in tre gradi di giudizio non va in carcere”.

È quanto ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Edmondo Cirielli intervenendo in dichiarazione di voto sul dl misure risarcitorie per i detenuti e internati. “Una responsabilità pesantissima del Pd – ha aggiunto Cirielli – ma soprattutto di Forza Italia e Nuovo Centrodestra che votano a favore di questo scempio. Nessun provvedimento a favore della polizia penitenziaria e per assumere gli idonei. Fratelli d’Italia-An vuole l’istituzione di una commissione d’inchiesta affinché vengano individuate le responsabilità giuridiche dei commissari per il Piano carceri, ministri e sottosegretari che hanno consentito questa bancarotta fraudolenta”. “Oggi esistono numerosi istituti alternativi alla detenzione in carcere: affidamento in prova dei servizi sociali, arresti domiciliari, sospensione della pena, sospensione della condanna, semilibertà, libertà condizionale”. “In questo contesto di sconti e di pene alternative – ha concluso Cirielli – s’inserisce il quinto svuota carceri con cui si regalano 8 euro al giorno ai delinquenti. Renzi vada a spiegarlo ai milioni di disoccupati”.

Deputati Lega lanciano in aula camera false banconote da 8 euro

La Lega Nord, nel corso della sua dichiarazione di voto al decreto Detenuti, ha lanciato

nell’aula della Camera delle false banconote da 8 euro, la cifra che il provvedimento stabilisce come risarcimento per ogni giorni di detenzione in condizioni “disumane o degradanti”, nel caso in cui non si possa applicare lo sconto di pena o nel caso in cui il periodo di pregiudizio sia inferiore ai 15 giorni. Nel corso del dibattito in aula la Lega ha cercato di fare ostruzionismo, presentando 89 emendamenti su circa 120 e provando ad allungare i tempi della discussione. Il relatore di minoranza, Nicola Molteni, ha più volte definito il testo come uno “svuota carceri”. “Abbiamo lanciato delle banconote da otto euro – ha spiegato a Public Policy il deputato Emanuele Prataviera – per denunciare che lo Stato ha i soldi per tutti, tranne che per chi è onesto”. Dopo il primo lancio di banconote false la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha subito richiamato i deputati all’ordine.

Decreto detenuti. Intervista alla Presidente della Commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti (Pd)


On. Donatella Ferranti PdLa Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati On. Donatella Ferranti (Pd) illustra le misure contenute nel decreto-detenuti, tra cui un sistema risarcitorio in favore di quei detenuti sottoposti a trattamenti in violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, nel rispetto della sentenza-pilota della Corte europea sul sovraffollamento carcerario in Italia.

Intervista di Federico Punzi – Radio Radicale

http://www.radioradicale.it/scheda/415737/decreto-detenuti-intervista-alla-presidente-della-commissione-giustizia-della-camera-donatella-ferranti-pd