Quintieri, Non aderisco a Marcia dei Radicali. Contrario a passerella Regione Calabria


Regione CalabriaNon aderisco e non parteciperò alla IV Marcia per l’Amnistia, la Giustizia e la Libertà, organizzata dal Partito Radicale, che si terrà a Roma il prossimo 6 novembre 2016.
Com’è noto, tra gli altri, ha aderito e partecipa alla Marcia anche la Regione Calabria con una mozione proposta dal Partito Democratico e votata, all’unanimità, da tutti i Consiglieri Regionali.
Più volte, inutilmente, ho sollecitato il Presidente, la Giunta ed i Consiglieri Regionali, ad occuparsi anche del disastrato sistema penitenziario calabrese nell’ambito delle loro competenze.
Il Presidente Mario Oliverio aveva preso degli impegni ben precisi al riguardo, che sono chiaramente riportati nel suo programma elettorale di candidato Governatore. Non ne ha mantenuto nessuno !
Negli Istituti Penitenziari calabresi, ma non è soltanto questo il problema, i detenuti continuano a subire trattamenti inumani e degradanti e tanti di loro, per questi motivi e per la mancanza di sostegno ed assistenza, hanno tentato il suicidio, riuscendoci svariate volte anche grazie alla cronica carenza di personale del Corpo di Polizia Penitenziaria. Tanti altri hanno compiuto gravi atti autolesionistici, soprattutto gli stranieri, per veder riconosciuti i loro più elementari diritti fondamentali. Tanti altri ancora sono morti in carcere per l’inefficienza e l’inoperosità del Servizio Sanitario Penitenziario dipendente dalla Regione Calabria (e non dall’Amministrazione Penitenziaria come invece qualcuno crede). Non è stato istituito nemmeno l’Ufficio del Garante Regionale per i Diritti dei Detenuti ed una delle proposte di Legge d’iniziativa del Consigliere Regionale Nicola Irto è ferma da anni.

Sul punto, come concordato con il Consigliere Regionale Franco Sergio, Presidente della Commissione Affari Istituzionali e Relatore della predetta Proposta di Legge (che ho anche coinvolto facendo una visita ispettiva congiunta alla Casa Circondariale di Castrovillari “Rosetta Sisca”), avevo tramesso osservazioni e proposte al fin di migliorare il provvedimento. Ho perso il conto di quante volte sono stato preso in giro; tutti gli impegni assunti in questi mesi non sono stati rispettati e si continua a rinviare all’infinito, nonostante l’importanza e la prepotente urgenza di deliberare in merito atteso che si tratta di tutelare e garantire quei diritti minimi, naturali ed inalienabili, connessi alla sola qualità di essere umano di tutte le persone detenute o sottoposte ad altre misure restrittive della libertà personale.
Per non parlare della situazione degli internati cioè delle persone sottoposte a misura di sicurezza detentiva. Non c’è stato verso di far rispettare alla Regione Calabria le norme varate dal Parlamento per il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.
Nonostante una formale diffida al Presidente Oliverio da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri della Giustizia e della Salute, nulla è stato effettuato ed infatti, dopo tante nostre sollecitazioni, il Governo Renzi è stato costretto a nominare un Commissario Straordinario per porre fine alla perdurante condotta omissiva della Regione Calabria, più volte duramente denunciata persino dai Magistrati di Sorveglianza competenti.
Niente è stato fatto dalla Regione anche per quanto riguarda l’apertura ed il funzionamento del Centro Diagnostico Terapeutico annesso alla Casa Circondariale di Catanzaro “Ugo Caridi”.
Quindi, l’adesione e la partecipazione alla Marcia della Regione Calabria, oltre ad esser una inutile e vergognosa “passerella” costituisce una offesa per tutti i detenuti, per le loro famiglie e per quelli che realmente si battono per la difesa dei loro diritti, reiteratamente violati col menefreghismo e la complicità degli organi della Regione.

Emilio Enzo Quintieri (Radicali Italiani)

Castrovillari, Radicali col Consigliere Regionale Sergio visitano il Carcere


Delegazione CC CastrovillariNei giorni scorsi, la Casa Circondariale “Rosetta Sisca” di Castrovillari, è stata oggetto di visita ispettiva da parte di Emilio Quintieri e Valentina Moretti dei Radicali e di Shyama Bokkory dell’Associazione Alone Cosenza Onlus, autorizzata da Massimo De Pascalis, Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia su richiesta del Senatore della Repubblica Francesco Molinari. All’ispezione si è aggregato anche il Consigliere Regionale Franco Sergio, eletto nella circoscrizione Nord per la lista “Oliverio Presidente”, Presidente della I Commissione Consiliare “Affari Istituzionali, Affari Generali, Riforme e Decentramento” nonché Segretario della Commissione Regionale Antimafia.

Nell’Istituto Penitenziario del Pollino, gestito dal Direttore Maria Luisa Mendicino, a fronte di una capienza regolamentare di 122 posti, vi erano ristretti 110 detenuti (15 donne e 28 stranieri) aventi le seguenti posizioni giuridiche : 26 in attesa di primo giudizio, 5 appellanti, 10 ricorrenti, 60 definitivi, 5 con posizione mista con definitivo. Tra di essi 10 sono i tossicodipendenti che sono seguiti dal Servizio per le Tossicodipendenze dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza. A 4 condannati (3 uomini e 1 donna) il Magistrato di Sorveglianza di Cosenza Silvana Ferriero, ha concesso 10 giorni di permesso premio ex Art. 30 ter O.P. per trascorrere le festività pasquali all’esterno dell’Istituto. La delegazione visitante unitamente al Consigliere Regionale Sergio, è stata ricevuta dal Commissario Leonardo Gagliardi, Comandante del Reparto di Polizia Penitenziaria, col quale ci si è intrattenuti a discutere delle problematiche dello stabilimento penitenziario, prima di effettuare l’ispezione nei reparti detentivi. Tra le criticità riscontrate la chiusura del Reparto di Isolamento dovuto all’inagibilità dello stesso e la inadeguatezza di tutti i reparti detentivi alle prescrizioni del Regolamento di Esecuzione Penitenziaria poiché tutte le camere di pernottamento sono prive della doccia che, invece, è presente in locali comuni attigui ai reparti, fatiscenti ed indecorosi.

Nel Carcere di Castrovillari, nonostante vi siano 28 detenuti stranieri, molti dei quali non parlano nemmeno italiano, non vi è un Mediatore Culturale che sarebbe indispensabile al fine di garantire un livello minimo di comprensione e interazione tra l’Amministrazione Penitenziaria ed i detenuti di lingua e cultura differente dalla nostra. Il Regolamento di Esecuzione dell’Ordinamento Penitenziario, infatti, prevede che “nell’esecuzione delle misure privative della libertà nei confronti dei cittadini stranieri, si deve tener conto delle difficoltà linguistiche e delle differenze culturali”, incoraggiando, altresì, i contatti con le autorità consolari del loro Paese e favorendo “l’intervento di operatori di mediazione culturale, anche attraverso convenzioni con gli enti locali o con organizzazioni di volontariato”.

Il ruolo del Mediatore Culturale all’interno del carcere dovrebbe essere, in generale, quello di sopperire alle carenze del nostro sistema che nonostante garantisca l’uguaglianza formale tra detenuti italiani e detenuti stranieri nelle norme concernenti il trattamento, non è in grado di garantire l’uguaglianza sostanziale costituzionalmente intesa. E’ importante, quindi, attuare degli interventi che possano rimuovere quegli ostacoli che impediscano, di fatto, la parità tra italiani e stranieri per quanto concerne le opportunità trattamentali. Per questi motivi, la delegazione, solleciterà il Ministero della Giustizia a finanziare i lavori per la ristrutturazione del Reparto di Isolamento nonché quelli per l’adeguamento delle camere di pernottamento alle prescrizioni del Regolamento di Esecuzione Penitenziaria. Relativamente alla mediazione culturale, l’Associazione Alone Cosenza Onlus, nei prossimi giorni, invierà una proposta di collaborazione alla Direzione della Casa Circondariale per l’impiego volontario di un Mediatore Culturale.

Il Consigliere Regionale Franco Sergio ha dichiarato che si impegnerà, per quanto di sua competenza, a sollecitare l’istituzione del Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti e dell’Osservatorio Regionale per le Politiche Penitenziarie anche tramite la presentazione di una proposta di legge in Consiglio Regionale. Nel frattempo, congiuntamente alla delegazione, continuerà ad effettuare ulteriori visite ispettive negli Istituti Penitenziari della Calabria.