Quintieri candidato alla Camera dei Deputati per +Europa con Emma Bonino nel Collegio Cosenza – Crotone


Per affrontare le grandi questioni del nostro tempo occorrono risposte più ampie che può dare solo un’Italia più europea in un’Europa unita e democratica. Un’Europa per il benessere e contro la povertà, per le libertà fondamentali e contro ogni forma di discriminazione, per l’accoglienza e l’integrazione con regole certe e contro l’indifferenza, per la sicurezza e contro il terrorismo. Un’Europa votata all’innovazione tecnologica e alla ricerca scientifica, alla valorizzazione del patrimonio storico e ambientale, alla tutela della concorrenza in un mercato aperto e alla creazione di opportunità e lavoro.

Vogliamo farlo a partire dall’Italia, abbattendo i muri reali e immaginari eretti dai nazionalismi, dall’odio e dal populismo e dobbiamo farlo perché la Storia ha dimostrato dove questi portano: indietro, mai avanti. È tempo di dire che per guardare al futuro dell’Italia non serve meno Europa, anzi.

Per avere – anche in Italia – più crescita, più diritti, più democrazia, più libertà, più opportunità, più sicurezza, più rispetto dell’ambiente, serve più Europa.

Per queste ragioni Radicali italiani, Forza Europa e Centro Democratico alle prossime elezioni hanno deciso di promuovere +EUROPA con Emma Bonino.

Nella Circoscrizione Elettorale della Calabria, per la Camera dei Deputati, nel Collegio Plurinominale denominato “Calabria 1” che comprende i Collegi Uninominali “Calabria 1” (Castrovillari), “Calabria 2” (Corigliano Calabro), “Calabria 3” (Cosenza) e “Calabria 5” (Crotone), la lista + Europa con Emma Bonino ha candidato Emilio Enzo Quintieri, dopo la capolista Caterina Forelli.

Quintieri, 31 anni, cetrarese abitante a Cosenza, laureando in Giurisprudenza, è membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e capo della delegazione visitante gli Istituti Penitenziari, autorizzato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia.

C’è tanto lavoro da fare per rendere il nostro Paese più libero e democratico. Questi sono gli otto “più” per i quali tutti noi di +Europa ci impegniamo a lottare con fiducia, determinazione e concretezza. Per voi e per il futuro dell’Italia.

Programma + Europa con Emma Bonino (clicca per leggere)

COLLEGIO PLURINOMINALE CALABRIA 1

Collegio Uninominale Calabria 1 (Castrovillari) ne fanno parte gli elettori di: Acquaformosa, Acquappesa, Aieta, Altomonte, Amantea,  Belmonte Calabro, Belvedere Maritittimo, Bisignano, Bonifati, Buonvicino, Castrovillari, Cerzeto, Cervicati, Cetraro, Civita, Cleto, Diamante, Fagnano Castello, Falconara Albanese, Firmo, Fiumefreddo Bruzio, Frascineto, Fuscaldo, Grisolia, Guardia Piemontese, Laino Borgo, Laino Castello, Lattarico, Longobardi, Lungro, Malvito, Maierà, Mongrassano, Morano Calabro, Mormanno, Mottafollone, Orsomarso, Paola, Papasidero, Praia a Mare, Roggiano Gravina, Rota Greca, San Basile, San Benedetto Ullano, San Donato di Ninea, San Lucido, San Marco Argentano, San Martino di Finita, San Nicola Arcella, San Pietro in Amantea, San Sosti, Sangineto, Santa Caterina Albanese, Santa Domenica Talao, Santa Maria del Cedro, Sant’Agata di Esaro, Saracena, Scalea, Serra d’Aiello, Tarsia, Torano Castello, Tortora, Verbicaro.

Collegio Uninominale Calabria 2 (Corigliano) ne fanno parte gli elettori di: Acri, Albidona, Alessandria del Carretto, Amendolara, Bocchigliero, Calopezzati, Caloveto, Campana, Canna, Cariati, Cassano allo Ionio, Castroregio, Cerchiara di Calabria, Corigliano Calabro, Cropalati, Crosia, Francavilla Marittima, Mandatoriccio, Longobucco, Montegiordano, Nocara, Oriolo, Paludi, Pietrapaola, Plataci, Rocca UImperiale, Roseto Capo Spulico, Rossano, San Cosmo Albanese, San Demetrio Corone, San Giorgio Albanese, San Giovanni in Fiore, San Lorenzo Bellizzi, San Lorenzo del Vallo, Santa Sofia d’Epiro, Scala Coeli, Spezzano Albanese, Terranova da Sibari, Terravecchia, Trebisacce, Vaccarizzo Albanese, Villapiana.

Collegio Uninominale Calabria 3 (Cosenza) ne fanno parte gli elettori di: Aiello Calabro, Altilia, Aprigliano, Belsito, Bianchi, Carolei, Carpanzano, Casali del Manco, Castiglione Cosentino, Castrolibero, Celico, Cellara, Cerisano, Colosimi, Cosenza, Dipignano, Domanico, Figline Vegliaturo, Grimaldi, Lago, Lappano, Luzzi, Malito, Mangone, Marano Marchesato, Marano Principato, Marzi, Mendicino, Montalto Uffugo, Panettieri, Parenti, Paterno Calabro, Pedivigliano, Piane Crati, Pietrafitta, Rende, Rogliano, Rose, Rovito, San Fili, San Pietro in Guarano, San Vincenzo La Costa, Santo Stefano di Rogliano, Scigliano, Spezzano della Sila, Zumpano.

Collegio Uninominale Calabria 5 (Crotone) ne fanno parte gli elettori di: Albi, Andali, Belcastro, Belvedere di Spinello, Botricello, Caccuri, Carfizzi, Carlopoli, Casabona, Castelsilano, Cerenzia, Cerva, Cicala, Cirò, Cirò Marina, Cotronei, Cropani, Crotone, Crucoli, Cutro, Fossato, Serralta, Isola di Capo Rizzuto, Magisano, Marcedusa, Melissa, Pentone, Pallagorio, Petilia Policastro, Petronà, Rocca di Neto, Roccabernarda, San Mauro Marchesato, San Nicola dell’Alto, San Pietro Apostolo, Santa Severina, Savelli, Scandale, Sellia, Sellia Marina, Serrastretta, Sersale, Settingiano, Sorbo San Basile, Strongoli, Taverna, Tiriolo, Umbriatico, Verzino, Zagarise.

Le Elezioni Politiche per il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica si terranno Domenica 4 marzo 2018 dalle ore 07,00 alle ore 20,00. La scheda elettorale che verrà consegnata al cittadino sarà la medesima per la Camera e per il Senato. L’elettore dispone di un’unica scheda, sulla quale potrà esprimere un unico voto. La scheda recherà il nome del candidato nel Collegio Uninominale e, per il Collegio Proporzionale, il contrassegno di ciascuna lista o coalizione di liste ad esso collegate. I contrassegni delle liste hanno riportati a fianco i nominativi dei candidati nel Collegio Plurinominale. Il voto può essere espresso tracciando un segno sul rettangolo contenente il contrassegno della lista e i nominativi dei candidati nel Collegio Plurinominale. Il voto così espresso sarà valido ai fini dell’elezione del candidato nel Collegio Uninominale ed a favore della lista nel Collegio Plurinominale. Basta, dunque, tracciare un segno sul simbolo di + Europa con Emma Bonino, lista apparentata col Partito Democratico.

Castrovillari : Non sorvegliarono la loro collega detenuta. Condannate due Agenti di Polizia Penitenziaria


carcere-castrovillariSi è concluso, nei giorni scorsi, presso il Tribunale di Castrovillari (Cosenza), il processo di primo grado scaturito dal suicidio del Vice Sovrintendente della Polizia Penitenziaria Fabrizia Germanese, 44 anni, calabrese, avvenuto nel maggio 2008 nella locale Casa Circondariale ove si trovava detenuta da due giorni, in custodia cautelare, perchè trovata in possesso di 9 kilogrammi di eroina, provenienti dall’Albania.

Per la sua morte, su richiesta del Pubblico Ministero Baldo Pisani, vennero tratti a giudizio tre Agenti di Polizia Penitenziaria con l’accusa di concorso in omicidio colposo per violazione dell’obbligo di sorveglianza a vista. Gli imputati erano : Rosa Ruberto, 52 anni, Nadia Bartolotta, 26 anni e Mimma Lauria, 41 anni, tutte e tre di Castrovillari. Entrambe, inizialmente, erano state indagate anche per istigazione ed aiuto al suicidio.

Gli veniva contestato di non aver adeguatamente sorvegliato la loro collega detenuta così come espressamente ordinato dal Comandante di Reparto ma anche di non aver provveduto al ritiro dei lacci delle scarpe con i quali, poi, si è impiccata all’interno del bagno della cella. Gli Agenti della Polizia Penitenziaria sono stati difesi dagli Avvocati Roberto Laghi, Gennaro La Vitola, Michele Donadio ed Antonio Bonifati.

Ad incastrare le colleghe della Germanese, appartenente al Gruppo Operativo Mobile (G.O.M.) della Polizia Penitenziaria, è stata senza ombra di dubbio, l’attività peritale svolta dai Medici Legali Roberto De Stefano e Raffaele Mauro nominati dalla Procura della Repubblica di Castrovillari. Infatti, nell’ambito degli accertamenti, contrariamente a quanto sostenuto dagli imputati che asserivano di aver tenuto sempre sotto controllo la detenuta, è emerso che, la stessa, era passata a miglior vita almeno da due ore (e non da pochi minuti) dal momento in cui venne dato l’allarme.

Per questo motivo, due delle tre colleghe della Vice Sovrintendente Fabrizia Germanese, finite a giudizio, sono state ritenute colpevoli dei reati contestati e condannate alla pena di 4 mesi di reclusione dal Giudice Monocratico Loredana De Franco.

 

Papa Francesco visita il Carcere di Castrovillari in Calabria. I Detenuti siano trattati con umanità


carcere-castrovillariIl Santo Padre in visita al carcere di Castrovillari, paese del piccolo Cocò ucciso dalla ‘ndrangheta. “Nelle riflessioni che riguardano i detenuti, si sottolinea spesso il tema del rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e l’esigenza di corrispondenti condizioni di espiazione della pena.

Questo aspetto della politica penitenziaria è certamente essenziale e l’attenzione in proposito deve rimanere sempre alta. Ma tale prospettiva non è ancora sufficiente, se non è accompagnata e completata da un impegno concreto delle istituzioni in vista di un effettivo reinserimento nella società”. È questo il messaggio che Papa Francesco ha rivolto ai detenuti, in occasione della sua visita al carcere di Castrovillari, in provincia di Cosenza.

“Quando questa finalità viene trascurata – ha proseguito il Pontefice, l’esecuzione della pena degrada a uno strumento di sola punizione e ritorsione sociale, a sua volta dannoso per l’individuo e per la società”.

Quindi Papa Francesco ha sottolineato come “un vero e pieno reinserimento della persona non avviene come termine di un percorso solamente umano. In questo cammino entra anche l’incontro con Dio, la capacità di lasciarci guardare da Dio che ci ama, che è capace di comprenderci e di perdonare i nostri errori. Il Signore è un maestro di reinserimento: ci prende per mano e ci riporta nella comunità sociale”. Tra i detenuti del carcere di Castrovillari, c’è anche Nicola Campolongo, il padre di Cocò, il bimbo di 3 anni ucciso e bruciato a Cassano all’Ionio insieme al nonno e alla sua compagna.

Sebbene non siano previsti incontri privati tra il Santo Padre e i familiari del piccolo, non è escluso che possano incontrarsi per un saluto. Oltre a Campolongo, in carcere a Castrovillari è detenuto il rumeno che alcuni mesi fa uccise don Lazzaro, un parroco di Cassano all’Ionio.

La pena non può essere pura ritorsione sociale, così è un danno

Papa FrancescoLe istituzioni devono impegnarsi “all’effettivo reinserimento” nella società di chi sta espiando la pena perché “quando questa finalità viene trascurata, l’esecuzione della pena degrada a uno strumento di sola punizione e ritorsione sociale, a sua volta dannoso per l’individuo e per la società”. È il monito di papa Francesco nel corso della visita ai detenuti nel carcere di Castrovillari, prima tappa del breve ma intenso viaggio a Cassano all’Jonio. “Il primo gesto della mia visita pastorale è l’incontro con voi detenuti e voi operatori della Casa circondariale di Castrovillari. In questo modo – dice Bergoglio – vorrei esprimere la vicinanza del Papa e della Chiesa ad ogni uomo e ogni donna che si trova in carcere, in ogni parte del mondo. Gesù ha detto: “ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.

Il Papa ricorda che “nelle riflessioni che riguardano i detenuti, si sottolinea spesso il tema del rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e l’esigenza di corrispondenti condizioni di espiazione della pena. Questo aspetto della politica penitenziaria è certamente essenziale e l’attenzione in proposito deve rimanere sempre alta. Ma tale prospettiva non è ancora sufficiente, se non è accompagnata e completata da un impegno concreto delle istituzioni in vista di un effettivo reinserimento nella società”.

Tm News, 21 giugno 2014

Castrovillari : detenuti-volontari per la prevenzione incendi nel Parco del Pollino


carcere-castrovillariSiglato un protocollo tra il Parco del Pollino e la direzione del carcere di Castrovillari per l’utilizzo di venti detenuti nelle postazioni di avvistamento per la prevenzione degli incendi boschivi. I detenuti utilizzati come volontari nella prevenzione degli incendi boschivi.

È stato firmato ieri nella sala conferenze della Comunità del Parco nazionale del Pollino a Castrovillari, il protocollo d’intesa tra Ente Parco Nazionale del Pollino, la direzione della casa circondariale di Castrovillari e l’associazione di volontariato Anas, Associazione Nazionale di Azione Sociale.

“Il protocollo – spiega l’Ente Parco – prevede l’utilizzo di detenuti dell’Istituto Penitenziario di Castrovillari per l’attività di avvistamento degli incendi boschivi. Presenti il presidente del Parco, Domenico Pappaterra, il direttore del penitenziario, Fedele Rizzo e la criminologa Tullia Lio e il presidente di Anas, Giuseppe Lufrano. I detenuti che saranno impegnati nella campagna di avvistamento degli incendi boschivi saranno 5, ma sulla base di una turnazione ne saranno impiegati circa venti. L’attività di avvistamento sarà svolta in località “Petrosa”, nel comune di Castrovillari, nei pressi, quindi, della casa circondariale stessa e avverrà nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 7 alle ore 11″.

Oltre a contrastare il fenomeno degli incendi boschivi, l’iniziativa, unica in Italia è – prosegue la nota – frutto di un accordo stipulato tra ministero della Giustizia e dell’Ambiente che si impegnano a promuovere l’utilizzo della popolazione in esecuzione di pena al fine di favorire la reintegrazione sociale dei condannati e diminuire il rischio di recidiva e promuove, appunto, l’inserimento e la conseguente inclusione sociale di persone svantaggiate.

Gazzetta del Sud, 13 giugno 2014

Carceri, Morì suicida nel Carcere di Castrovillari. Domani la requisitoria del Pm contro i colleghi della Poliziotta Penitenziaria Fabrizia Germanese


carcere-castrovillariE’ quasi giunto alla fine il processo di primo grado sulla misteriosa morte di Fabrizia Germanese, 44 anni, originaria di Malito (Cosenza), nubile, Vice Sovrintendente della Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Cosenza, avvenuta presso il Carcere di Castrovillari ove era detenuta da due giorni, in attesa di giudizio, essendo stata tratta in arresto dagli Agenti della Squadra Mobile della Questura di Cosenza per traffico di sostanze stupefacenti (nel bagagliaio della sua auto trovarono un borsone con nove chili di eroina, provenienti dall’Albania).

Per la sua morte, sono state rinviate a giudizio dinanzi al Tribunale di Castrovillari tre sue colleghe con l’accusa di concorso in omicidio colposo per violazione dell’obbligo di sorveglianza a vista. Si tratta di Rosa Ruberto, 52 anni, Nadia Bortolotta, 26 anni e Mimma Lauria, 41 anni, tutte e tre di Castrovillari. Entrambe, inizialmente, erano state indagate dal Pm di turno della locale Procura della Repubblica Dott. Baldo Pisani anche per istigazione ed aiuto al suicidio.

Avrebbero violato non solo di sorvegliare a vista la loro collega come ordinato dal Comandante di Reparto ma anche di ritirargli i lacci delle scarpe con i quali, poi, si è impiccata all’interno del bagno della cella. Gli Agenti della Polizia Penitenziaria sono difesi dagli Avvocati Roberto Laghi, Gennaro La Vitola, Michele Donadio ed Antonio Bonifati.

Secondo gli imputati, ascoltati subito dopo la scoperta del cadavere, la Germanese si era impiccata da pochi minuti poiché l’avevano tenuta costantemente sotto controllo mentre dall’esame autoptico eseguito dai Medici legali nominati dal Pm Dottori Roberto De Stefano e Raffaele Mauro, è emerso che la detenuta era deceduta almeno due ore prima che gli addetti alla sorveglianza se ne accorgessero.

Il procedimento penale si basa soprattutto sugli orari, le intercettazioni telefoniche, l’organico e l’organizzazione dei servizi, poiché risultarono vani tutti i tentativi di strappare la Germanese alla morte. Anche secondo il Direttore del Carcere Filiberto Benevento, in quei giorni in missione presso la Casa Circondariale di Castrovillari per sostituire il suo collega pari grado Fedele Rizzo, ascoltato in aula come persona informata sui fatti, le possibili concause del suicidio della Vice Sovrintendente Germanese che aveva uno stato di servizio “immacolato” erano dovute, probabilmente, al personale ridotto in servizio ed al troppo lavoro.

Domani dovrebbe tenersi la requisitoria del Pubblico Ministero Dott.ssa Maria Sofia Cozza nonché della parte civile costituita rappresentata dall’Avvocato Ornella Nucci del Foro di Cosenza. Poi toccherà al Giudice Monocratico Dott.ssa Loredana De Franco emettere il verdetto finale.

CC CastrovillariLa poliziotta penitenziaria suicidatasi era una tipa “tosta”. Faceva parte, infatti, del G.O.M., il Gruppo Operativo Mobile della Polizia Penitenziaria che si occupa, tra l’altro, della gestione dei detenuti sottoposti al regime del 41 bis e dei Collaboratori di Giustizia. Circa 6 mesi prima del tragico evento, la Germanese, aveva prestato servizio “in missione” proprio presso la Casa Circondariale di Castrovillari. Prima di togliersi la vita, raccontò al Gip di Cosenza, Dott. Livio Cristofano, assistita dal suo legale, l’avv. Francesco Cribari, tutta la verità su quell’illecito tesoro che custodiva nella sua auto.

«Non sapevo nulla di quella droga, almeno fino a poche ore dall’arrivo della Mobile. Quel borsone l’ho portato dall’Albania. È stato un amico del mio uomo ad affidarmelo. Avrei dovuto consegnarlo a suo fratello, ad Altamura. Ma io il destinatario non l’ho trovato e così, dopo un’attesa vana, ho pensato di portarmelo dietro, rinviando la consegna. Tanto a Tirana vado spesso in vacanza. Da due anni sono fidanzata con questa persona. L’ultima volta sono andata con la mia auto. Ma lui non volle farmi notare in giro alla guida d’una macchina: mi disse solo che andava contro la loro religione. E così, la vettura è rimasta chiusa in garage. Tornando al borsone, appena giunta a casa a Malito, l’ho tirato fuori dall’auto e l’ho salito in casa. Finalmente, il destinatario si è fatto vivo ed ha cominciato a telefonarmi. Voleva che glielo portassi subito. Io ho provato a spiegargli che sarei dovuta risalire molto presto per tornare a lavoro, ma lui insisteva. Una tenacia che mi ha insospettito. Così ho deciso di dare un’occhiata al contenuto ed ho scoperto la droga. Mi sono spaventata, non ho avuto la lucidità necessaria per riflettere sul da farsi».

Sulla vicenda, nella scorsa legislatura, venne presentata una Interrogazione Parlamentare (la nr. 5/06729 – ex 4/14504) al Governo da parte dei Deputati Radicali Rita Bernardini, Marco Beltrandi, Maria Antonietta Farina Coscioni, Maurizio Turco, Matteo Mecacci ed Elisabetta Zamparutti, alla quale rispose in Commissione Giustizia a Palazzo Montecitorio il Sottosegretario di Stato Salvatore Mazzamuto.

 

Detenuto morto a Castrovillari, Quintieri (Radicali): “Bisogna fare chiarezza”


carcere-castrovillariCome a Stefano Cucchi ed altri, anche ad Aldo Tavola, 60enne di Cetraro (Cosenza), la reclusione è stata fatale. E come nella triste vicenda del giovane geometra romano – sebbene con le dovute differenze e le diverse storie – anche in questo caso rischiano di pagare i sanitari. In sei, tra appartenenti al Servizio Sanitario Penitenziario di Castrovillari ed all’Azienda Ospedaliera di Cosenza, sono stati rinviati a giudizio dal Gup del Tribunale di Cosenza Livio Cristofano. Gli imputati che dovranno affrontare il processo sono Francesco Montilli, 44 anni di Francavilla Marittima; Furio Stancati, 58 di Cosenza; Angela Gallo, 54 di Cosenza; Domenico Scornaienchi, 65 di Cosenza; Carmen Gaudiano, 43 di Cosenza ed Antonio Grossi, 59 di Paola. Per uno, Ermanno Pisani, 51 di Cosenza, è stato invece disposto il non luogo a procedere. Gli indagati sono accusati dal Pubblico Ministero della Procura di Cosenza, Salvatore Di Maio, di omicidio colposo “perché in cooperazione tra loro, nelle rispettive qualità di Medici in servizio presso l’Area Sanitaria del Carcere di Castrovillari e l’Azienda Ospedaliera di Cosenza, cagionarono la morte del paziente intervenuta per shock emorragico da anemizzazione acuta conseguente a sanguinamento massivo di ulcera perforata. Un ulcera sviluppatasi in un soggetto portatore di ulcere gastriche antrali da stress, gastrite acuta ad impronta emorragica, stenosi pilorica, neuropatia degli arti inferiori, iperplasia prostatica benigna, cistite da catetere e stasi acusa pluriviscerale.” Montilli era il Direttore Sanitario dell’Istituto Penitenziario del Pollino che seguiva il detenuto Tavola mentre, tutti gli altri, sono medici che all’epoca dei fatti prestavano servizio nel Reparto di Neurologia dell’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza. Il processo è fissato dinanzi al Tribunale di Cosenza, Sezione Penale in composizione Monocratica per il prossimo 6 febbraio 2014.

AGLI ATTI, oltre alla denuncia dei congiunti del detenuto, un esposto sottoscritto dal radicale Emilio Quintieri ed una Interrogazione Parlamentare ai Ministri della Giustizia e della Salute presentata dalla Delegazione Radicale alla Camera dei Deputati (prima firmataria Rita Bernardini) in cui vi sono gli esiti degli accertamenti necroscopici disposti dalla Procura della Repubblica di Cosenza ed eseguiti dai Medici Legali Berardo Cavalcanti e Vannio Vercillo ai quali ha partecipato anche il Medico Legale Francesca Pepe, nominato dalla famiglia Tavola che è rappresentata e difesa dagli avvocati Marco Bianco ed Alessandro Gaeta del Foro di Paola.

Il cetrarese, arrestato il 21 gennaio 2012 per spaccio di sostanze stupefacenti, è spirato il 26 giugno 2012 nel primo pomeriggio in una camera di sicurezza dell’Ospedale Annunziata di Cosenza dopo essere stato ristretto dapprima presso la Casa Circondariale di Paola e poi presso quella di Castrovillari dove le sue condizioni si sono aggravate “tanto che – ricorda Quintieri – non riusciva nemmeno più a deambulare finendo sulla sedia a rotelle”. “Nonostante un quadro sanitario allarmante e le diverse richieste fatte sia dal detenuto che dai suoi familiari – prosegue Quintieri – non gli venne data la possibilità di essere sottoposto a visite specialistiche al fine di intervenire adeguatamente con le cure appropriate. Ci volle lo svenimento e la perdita dei sensi in cella del Tavola per farlo trasportare in Ospedale ove i Sanitari rilevarono non meglio definiti problemi neurologici, escludendo categoricamente che lo stesso fosse in pericolo di vita. Difatti, quando spirò, non erano chiare le cause della morte che, solo in seguito, vennero a galla con l’ispezione cadaverica esterna ed interna disposta dall’Autorità Giudiziaria sulla salma che venne subito sottoposta a sequestro”.

“Aldo Tavola – continua il Radicale – fu l’ottantunesima persona detenuta delle 154 passate a miglior vita nel 2012 all’interno delle disumane e sovraffollate carceri italiane, 60 delle quali per suicidio. Avevamo posto al Governo delle specifiche domande sulla morte di Aldo Tavola con gli atti di Sindacato Ispettivo Parlamentare indirizzati ai Ministri della Giustizia e della Salute Paola Severino e Renato Balduzzi – continua Quintieri – ma, a seguito della conclusione anticipata della legislatura, non avemmo alcuna risposta. Più precisamente, i Deputati Radicali Rita Bernardini, Matteo Mecacci, Elisabetta Zamparutti, Maria Antonietta Farina Coscioni, Marco Beltrandi e Maurizio Turco, chiedevano quali iniziative intendevano intraprendere i Ministri, negli ambiti di rispettiva competenza, per fare piena luce su questo decesso, in particolare, chiarendo: ‘quale sia stata l’esatta dinamica del decesso e le cause del decesso di Aldo Tavola; se e come sia stata prestata l’assistenza medica al detenuto durante la sua permanenza in carcere anche con riferimento all’opportunità e alla tempestività del ricovero; quali siano le condizioni umane e sociali della Casa Circondariale di Castrovillari e se, all’interno della stessa, sia garantita l’assistenza sanitaria ai detenuti; in particolare se non si ritenga di assumere sollecite, mirate ed efficaci iniziative, per quanto di competenza, anche a seguito di immediate verifiche ispettive in loco, volte a garantire il rispetto della Costituzione, della Legge e dei Regolamenti.”

“Pertanto – annuncia Quintieri – solleciterò nuovamente la presentazione di una Interrogazione ai Ministri della Giustizia e della Salute Anna Maria Cancellieri e Beatrice Lorenzin perché rispondano in Parlamento in merito alle precise domande già formulate ai loro predecessori sulla misteriosa morte di Aldo Tavola tenendo anche conto dell’esito della vicenda dal punto di vista giudiziario. Bisogna fare chiarezza – conclude – perché sono tanti quelli che entrano sani in Carcere per uscirne cadaveri o comunque più morti che vivi. E coloro che sbagliano debbono pagare ed essere rimossi dai loro incarichi per evitare che altri debbano cessare di vivere in condizioni orribili così come è morto il povero Tavola. Chiederò infine a Patrizio Gonnella, Presidente Nazionale di Antigone Onlus, Associazione per i Diritti e le Garanzie nel Sistema Penale, di costituirsi parte civile con i propri legali e di affiancare i difensori della famiglia Tavola nel processo”.

http://www.cn24tv.it – 30 Ottobre 2013

http://www.cn24tv.it/news/77588/detenuto-morto-a-castrovillari-quintieri-radicali-bisogna-fare-chiarezza.html