Cosenza, I detenuti dell’Alta Sicurezza smentiscono la lettera di un “anonimo detenuto”


La lettera recapitata nei giorni scorsi alla redazione di QuiCosenza pare non sia stata accolta di buon grado né dai detenuti né dagli operatori che lavorano nella casa circondariale di via Popilia. Con una missiva inoltrata alla direzione del carcere di Cosenza firmata dai i detenuti dell’alta sicurezza si chiede che le loro dichiarazioni, riportate di seguito, vengano pubblicate in maniera integrale. “In riferimento all’articolo pubblicato sul quotidiano QuiCosenza.it del 9 Gennaio 2018 riguardo la cena di Natale nel carcere di Cosenza e ‘l’assenza dello Stato e la forza dell’Antistato’, tutta la popolazione detenuti smentisce e prende le distanza categoricamente da quanto dichiarato da qualcuno che si nasconde nell’anonimato inventandosi e raccontando fandonie. Noi detenuti – scrivono gli ospiti dell’alta sicurezza nella lettera – non vogliamo prendere le difese di nessuno, ma far passare un messaggio altamente infangante e disprezzevole, non è da persone civili, non ha nulla a che fare con la verità. Si tratta esclusivamente di un caso isolato. Spiace che chi ha fatto pubblicare questo articolo l’abbia fatto proprio il giorno di Natale, di solito si è più buoni, prima con se stessi, poi con gli altri.

Sicuramente non è il caso di questo signore ‘anonimo’. Offende l’operato della cucina. Chi lavora all’interno dei locali adibiti a cucina, sono detenuti come tutti noi, che cercano in tutti i modi di fare del loro meglio, e sottolineiamo che nessuno si è mai lamentato o sentito male per deficienze della cucina, e nulla da dire sulle condizioni igienico-sanitarie. Ci teniamo a precisare riguardo al signor ‘anonimo’ che sottolinea ‘la settimana dell’Immacolata… la direzione del carcere non ha pensato di consegnarci le forniture ministeriali’. Innanzitutto è stato un problema tecnico nazionale che ha riguardato gli istituti penitenziari d’Italia a causa di un virus che ha colpito tutti i sistemi dei computer e non per colpa dell’amministrazione penitenziaria. Comunque la stessa ha provveduto urgentemente a consegnarci la carta igienica, stracci e detersivi per lavare nel limite delle sue possibilità. Ha fatto in modo di anticiparci dalla spesa che ogni detenuto può fare dal proprio estratto conto acqua, zucchero, caffè e sigarette.

Per quanto riguarda l’abbondanza di cibo che il famigerato anonimo dice al suo amico pakistano di aver visto sulle tavole ha dimenticato ‘di sua volontà’ che ogni detenuto può farsi fare dare dalla buca colloqui un pacco dai propri familiari di venti chili mensili e che la maggior parte di noi detenuti ha rinunciato a farsi portare capi d’abbigliamento, lenzuola, tute, ecc. per far sì che entrassero lecitamente, come da ordinamento penitenziario tutto quello che è consentito nel limite e nel rispetto di tutto e di tutti. L’anonimo dimentica ulteriormente che i detenuti tutti, dell’Alta Sicurezza e della Media Sicurezza, riguardo alla solidarietà tra detenuti hanno provveduto ad offrire e donare parte dei pasti o dei dolci tipici regionali a tutti gli stranieri che si trovano rinchiusi nella casa circondariale di Cosenza e a tutti coloro che non possono fare colloqui.

Ovvio che qualche problema accidentale possa esistere, le problematiche serie che affliggono le case circondariali o di reclusione sono di ordine pubblico e chi di competenza ne è a conoscenza. Pertanto ci auspichiamo che questo nuovo anno sia un punto di partenza per le vere e serie problematiche che affliggono le carceri italiane di cui ci riserviamo di commentarle in questa occasione. Terminiamo questa nostra breve risposta riguardo l’articolo pubblicato sul giornale QuiCosenza.it facendo gli auguri di un buon 2018 al signore non identificato e ricordiamo a tutta la direzione del carcere di Cosenza e all’opinione pubblica che leggerà questo scritto che tutti noi detenuti nulla abbiamo a che fare con le fantasie allucinanti di chi ha fatto pubblicare una lettera così falsa e deprimente”.

 

GLI ACCERTAMENTI EFFETTUATI DOPO LA PUBBLICAZIONE DELLA LETTERA

La pratica delle ‘stimanze’ non sarebbe altro che una forma di solidarietà dei detenuti nei confronti degli stranieri e degli italiani meno abbienti che a Natale è più sentita. A seguito degli accertamenti effettuati dopo la pubblicazione della lettera sul quotidiano QuiCosenza è emerso, come si evince dalle parole dei detenuti, che quest’ultimi hanno preso le distanze dall”anonimo’ dissociandosi dal contenuto dell’articolo. La distribuzione dei pasti, secondo l’esito dell’ispezione, sarebbe avvenuta seguendo le tabelle vittuali ministeriali. Nella lettera infatti l’anonimo autore ha omesso di riferire che esiste un’apposita commissione che effettua controlli sia sulla qualità sia sulle quantità dei generi vittuari distribuiti dalla ditta pugliese Guarnieri a cui la Regione Calabria ha affidato l’appalto. Della commissione cucina detenuti fanno parte sei ospiti sorteggiati tra tutti i ristretti senza distinzione di posizione giuridica con incarico mensile. Per quanto riguarda gli inconvenienti verificatisi nella settimana dell’Immacolata inerenti la mancata distribuzione dei parte del sopravvitto si riscontra che, in effetti, in quei giorni a causa di un problema che ha interessato tutti i carceri italiani non è stato possibile erogare parte del sopravvitto, ma sono stati comunque forniti i generi di prima necessità.

Contrariamente a quanto descritto nell’articolo l’occasione della socialità per le festività natalizie rappresenta una modalità per far vivere il Natale anche alle persone detenute nel rispetto dell’articolo 27 della Costituzione che prevede l’umanizzazione della pena. Durante le ricorrenze la socializzazione consiste nel consumo dei pranzi insieme tra detenuti di due o più stanze nel rispetto dei circuiti. Non vi è tanta ricchezza di portate, semmai il contrario. In più nel carcere di via Popilia risiede solo un pakistano, che non ha figli. Ogni detenuto può ricevere un pacco fino al massimo di 20 chilogrammi e dalle verifiche effettuate nessun detenuto risulta aver superato il limite consentito dalla legge.Per quanto riguarda i prezzi in generale dei generi alimentari acquistabili al sopravvitto è notorio che vi è apposita commissione (composta anche da detenuti) che vigila e verifica i prezzi di mercato all’esterno con l’ausilio dei vigili urbani. Cosa che è avvenuta anche per l’acquisto dei panettoni. Il panettone a cui si fa riferimento 1,99 euro è da 750 grammi esposto in un esercizio con funzione di prezzo civetta, mentre quello da 4 euro è da un chilo con caratteristiche analoghe a quelle praticate nella grande distribuzione tra i supermercati del circondario.

A dicembre è stato istallato un nuovo impianto per il riscaldamento della struttura e la produzione di acqua calda. Costato circa 150mila euro è stato collaudato la scorsa settimana ed i lavori hanno comportato brevi interruzioni del servizio per un massimo di due ore. Infine resta da evidenziare che il carcere di Cosenza è uno degli istituti più avanzati della Calabria sul piano della rieducazione e del trattamento dei detenuti. Numerose le attività svolte al suo interno con: magazzino per la raccolta di indumenti usati dall’esterno e la redistribuzione tra i detenuti bisognosi, due scuole superiori professionalizzanti (Alberghiero e Ragioneria), due scuole medie, una scuola elementare, 40 posti di lavoro all’interno del penitenziario a cui accedono i detenuti a rotazione, patronato per le pratiche burocratiche. biblioteca con corsi di scrittura creativa (pubblicato nel 2017 un libro con i racconti dei detenuti), cineforum con proiezione dei film usciti in sala nella penultima stagione, un incontro informativo al mese con la Lega Tumori, incontri settimanali di catechesi, sportello d’ascolto detenuti Ristorando, sport a cadenza settimanale, esercitazioni di canto, laboratori di artigianato, concerti musicali, corsi di teatro con allestimento spettacoli, incontri con dibattito sul sistema carcerario in particolare sui temi dell’ergastolo e del 41 bis e un progetto sul Folklore, tradizioni popolari usi e costumi della cultura calabrese. In più di recente alcuni agenti penitenziari hanno seguito un corso di arabo e redatto un piccolo frasario per i migranti che ancora non conoscono la lingua italiana.

Maria Teresa Improta

http://www.quicosenza.it – 22 gennaio 2018

Ispezione dei Radicali nel Carcere di Cosenza: 286 detenuti per 218 posti. Affollamento del 131,19%


Delegazione CC CosenzaNella festività del Santo Natale, una delegazione dei Radicali Italiani, autorizzata dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, si è recata presso la Casa Circondariale di Cosenza “Sergio Cosmai” diretta dal Direttore Filiberto Benevento per accertare le condizioni di detenzione dei detenuti ed anche quelle di lavoro del personale di Polizia Penitenziaria.

La Delegazione visitante, composta da Emilio Enzo Quintieri, Valentina Moretti e Roberto Blasi Nevone, è stata ricevuta ed accompagnata nel giro ispettivo, dal Commissario Davide Pietro Romano, Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria.

Attualmente, nello stabilimento penitenziario cosentino, a fronte di una capienza regolamentare di 218 posti, sono ristrette 286 persone detenute, 58 delle quali straniere. 3 sono i detenuti in semilibertà che, al momento della visita, erano in licenza premio, concessa dal Magistrato di Sorveglianza di Cosenza Paola Lucente. Ci sono 147 Poliziotti Penitenziari, 23 dei quali addetti al Nucleo Traduzioni e Piantonamenti mentre la pianta organica ne prevede 165. Mancano 1 Commissario, 5 Ispettori e 13 Sovrintendenti. Carente anche i Funzionari della professionalità giuridico pedagogica. Dovrebbero esserci 6 Educatori ma ne sono effettivamente in servizio soltanto 4.

Ai detenuti dell’Alta e della Media Sicurezza, la Direzione dell’Istituto, ha concesso di trascorrere gran parte della giornata in “socialità” per pranzare insieme tra di loro in occasione del Natale. Tutto si è svolto secondo quanto stabilito, non ci sono stati problemi di alcun genere. Precedentemente, invece, vi erano stati dei “contrasti” tra la popolazione detenuta ed in particolare tra gli italiani ed i marocchini che hanno costretto il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Calabria ad intervenire, anche col trasferimento immediato di alcuni detenuti in altri stabilimenti calabresi (Paola, Rossano, etc.).

Nella Casa Circondariale di Cosenza, da poco tempo, grazie all’interessamento degli esponenti radicali Quintieri e Moretti, è stato aperto uno Sportello di Assistenza Fiscale e Patronato gestito da Confagricoltura Cosenza a disposizione dei detenuti, dei Poliziotti Penitenziari e delle rispettive famiglie e nei prossimi giorni, nell’ambito del progetto “Officina Mente e Corpo” verrà finalmente aperta e resa fruibile alla popolazione detenuta anche la palestra che sarà gestita dal Centro Sportivo Scorpion Health Club con la supervisione degli Istruttori Roberto Blasi Nevone e Francesco Iacucci. Per il 2017 il Centro Sportivo Scorpion Health Club ha regalato 200 tessere Acsi sport alla Casa Circondariale di Cosenza che prevedono anche la copertura assicurativa per i detenuti durante l’esercizio dell’attività sportiva.

A breve, dovrebbero partire, anche i lavori di rifacimento dell’area verde esterna per i colloqui con i bambini nonché il rifacimento del campo sportivo che sarà sostituito da due campi di calcetto con una pista di atletica leggera, progetti presentati dalla Direzione ed entrambi finanziati con i fondi della Cassa delle Ammende del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia.

Visita dei Radicali al Carcere di Vibo Valentia, domani ispezione al “Salsone” di Palmi


Casa Circondariale di Vibo ValentiaProsegue l’attività ispettiva dei Radicali Italiani nelle strutture penitenziarie della Calabria. Nella giornata di ieri una delegazione composta da Emilio Enzo Quintieri e Valentina Moretti, ha fatto visita alla Casa Circondariale di Vibo Valentia ove è stata accolta dal Direttore Mario Antonio Galati e dal Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria Commissario Domenico Montauro. Nel complesso penitenziario vibonese, a fronte di una capienza regolamentare di 407 posti, erano ristrette 355 persone detenute, 59 delle quali di nazionalità straniera.

Dopo un lungo colloquio col Direttore Galati e col Comandante Montauro, gli esponenti del Movimento Radicale, si sono recati all’interno degli spazi detentivi per accertare le condizioni di detenzione, visitando tutti i detenuti appartenenti ai Circuiti dell’Alta e della Media Sicurezza presenti in Istituto. Nel corso della visita sono state diverse le lamentele provenienti dai ristretti, più che altro afferenti problematiche di natura sanitaria come il mancato rilascio, in tempi ragionevoli, del proprio diario clinico oppure la mancata effettuazione di visite specialistiche intra ed extra moenia dai medici dell’Azienda Sanitaria Provinciale.

Altre rimostranze della popolazione detenuta hanno riguardato la gestione e conduzione dell’Istituto da parte del Direttore e del Comandante ritenuta particolarmente “rigida”, rappresentando che, per tale motivo, hanno compiuto una manifestazione di protesta collettiva. Sul punto, la delegazione, dopo aver assunto informazioni ed ascoltato anche le risposte dei vertici dell’Istituto, effettuerà degli approfondimenti e relazionerà al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo, al Provveditore Regionale Reggente per la Calabria Cinzia Calandrino, al Magistrato di Sorveglianza di Catanzaro Giuseppe Neri ed al Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti Mauro Palma.

Per quanto riferito, ci sarebbero ancora problemi per la scarsità d’acqua, calda e fredda, che comporta seri disagi a tutti i detenuti. Prossimamente, grazie ad un finanziamento concesso dal Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, verrà sistemato l’impianto che produce l’acqua calda e le relative condotture. Inoltre, a breve, verrà aperta l’area verde esterna per i colloqui dei detenuti con i bambini o le persone anziane, realizzata grazie ad un finanziamento della Cassa delle Ammende. Alla realizzazione dell’opera hanno contribuito anche i detenuti della Casa di Reclusione “Luigi Daga” di Laureana di Borrello, recentemente convertita ad Istituto a Custodia Attenuata. La Direzione di Vibo Valentia, infine, si sta attivando per individuare uno spazio da destinare a palestra per lo svolgimento di attività sportiva.

Domani, venerdì 23 dicembre alle ore 16, una delegazione composta oltre da Quintieri e Moretti anche dagli Avvocati Nicola Galati del Foro di Palmi e Sebastiano Brancati del Foro di Locri, farà visita alla Casa Circondariale “Filippo Salsone” di Palmi, guidata dal Direttore Romolo Pani e dal Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria Commissario Paolo Cugliari. Sabato 24 e domenica 25 i Radicali Italiani proseguiranno con le visite alle Carceri di Paola e di Cosenza.

Radicali: in Calabria 7 carceri su 12 sono sovraffollate. Ai primi posti Reggio Calabria, Cosenza e Paola


delegazione-radicaleAnche quest’anno, come da tradizione, durante le prossime festività visiteremo con attenzione gran parte degli Istituti Penitenziari della Calabria. Mercoledì 21 inizieremo dalla Casa Circondariale di Vibo Valentia, venerdì 23 saremo a Palmi, sabato 24 a Paola, domenica 25 a Cosenza, martedì 27 a Castrovillari, venerdì 30 a Catanzaro e sabato 31 alla Casa di Reclusione di Rossano. Lo dichiara Emilio Enzo Quintieri, già membro del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani, a capo delle delegazioni visitanti autorizzate dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia.

Attualmente, nei 12 Istituti Penitenziari della Calabria, a fronte di una capienza regolamentare di 2.661 posti, sono ristretti 2.702 detenuti (43 donne), 542 dei quali sono di nazionalità straniera (20.06%). 25 sono i semiliberi, 1 dei quali straniero. Quindi, apparentemente, vi sarebbero soltanto 41 detenuti in esubero. Ma non è proprio così poiché, dalla capienza generale regionale, bisogna togliere altri 223 posti che non sono disponibili ed utilizzabili. Per cui, allo stato, sono 264 i detenuti in eccesso e quelli che sono coinvolti nel sovraffollamento, cioè quelli che sono ristretti in carceri sovraffollate, sono 1.637, quindi il 60,58% del totale dei detenuti presenti. L’indice di affollamento è del 101.54%.

Oltre la metà delle nostre Carceri  e per la precisione 7 su 12 sono sovraffollate. Al primo posto c’è la Casa Circondariale “Giuseppe Panzera” di Reggio Calabria col 140,76% di sovraffollamento (capienza 184, detenuti presenti 259, 75 in esubero); a seguire la Casa Circondariale “Sergio Cosmai” di Cosenza col 131,19% (capienza 218, detenuti presenti 286, 68 in esubero); la Casa Circondariale di Paola col 125,82% (capienza 182, detenuti presenti 229, 47 in esubero); la Casa Circondariale “Filippo Salsone” di Palmi col 123,68% (capienza 152, detenuti presenti 188, 36 in esubero); la Casa Circondariale di Arghillà di Reggio Calabria col 109,06% (capienza 302, detenuti presenti 331, 29 in esubero); la Casa Circondariale di Crotone col 104,17% (capienza 120, detenuti presenti 125, 5 in esubero) e la Casa di Reclusione di Rossano col 101,86% (capienza 215, detenuti presenti 219, 4 in esubero). Negli altri 5 penitenziari calabresi (CC di Locri, Castrovillari, Vibo Valentia, Catanzaro e C.R. di Laureana di Borrello) non vi sono problemi di sovraffollamento.

Ma non è solo il sovraffollamento il problema che affligge il sistema penitenziario regionale perché a questo deve aggiungersi anche la gravissima carenza di personale del Corpo di Polizia Penitenziaria che oltre a limitare fortemente le attività trattamentali intramurali comporta anche rilevanti problemi di gestione degli Istituti. Rispetto ad una pianta organica, divisa per ruoli, che prevede 1.441 unità di Polizia Penitenziaria, sono effettivamente in servizio 1.398 unità. Anche in questo caso, apparentemente, la carenza di organico (43 unità) sarebbe del tutto irrisoria ed invece tale problematica è molto più importante, grave e complessa. Infatti, mancano 11 Commissari, 74 Ispettori e 93 Sovrintendenti. Ci troviamo solo 43 unità mancanti perché vi sono in servizio 135 unità del ruolo Agenti/Assistenti rispetto a quelli previsti dalla pianta organica che distorcono quella che è la statistica “reale”.

Fatto ancora più grave, degno di nota, è che in Calabria, da oltre 6 anni, manca il Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria. Dopo il suicidio di Paolo Quattrone, il Ministro della Giustizia che procede su proposta del Capo dell’Amministrazione Penitenziaria, non ha più nominato un Dirigente Generale in pianta stabile a capo del Provveditorato calabrese. Attualmente, la reggenza del Provveditorato per la Calabria con sede in Catanzaro, è stata assegnata alla Dott.ssa Cinzia Calandrino, che ricopre l’incarico di Provveditore Regionale per il Lazio, l’Abruzzo ed il Molise.

All’esito delle ispezioni, oltre a relazionare in merito al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, alla Magistratura di Sorveglianza competente ed al Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti presso il Ministero della Giustizia, solleciteremo anche la presentazione di una dettagliata Interrogazione Parlamentare sul “Caso Calabria” al Governo Gentiloni affinché vengano presi gli opportuni provvedimenti per risolvere le gravi problematiche che affliggono il sistema penitenziario calabrese.

Le Delegazioni visitanti, autorizzate dal Direttore Generale dei Detenuti e del Trattamento dell’Amministrazione Penitenziaria Roberto Calogero Piscitello, su disposizione del Capo del Dipartimento Santi Consolo, oltre da Quintieri, saranno composte da Valentina Moretti, Maria Ferraro, Ercole Blasi Nevone, Manuel Pisani, Annabianca Iero e dagli Avvocati Sebastiano Brancati del Foro di Locri, Nicola Galati del Foro di Palmi e Carmine Curatolo del Foro di Paola.

La Confagricoltura apre uno Sportello di Assistenza Fiscale e Patronato nel Carcere di Cosenza


Casa CircondarialeBuone notizie per i detenuti, i familiari e tutti gli operatori che prestano servizio presso il Carcere di Cosenza. Nei giorni scorsi, infatti, il Direttore della Casa Circondariale “Sergio Cosmai” di Cosenza Filiberto Benevento insieme al Presidente della Confederazione Generale Agricoltura Italiana, Unione Provinciale Agricoltori di Cosenza Fulvia Michela Caligiuri, hanno sottoscritto un Protocollo di Intesa al fin di consentire anche ai detenuti ed alle loro famiglie ed al personale che presta servizio nello stabilimento penitenziario, di poter fruire dei servizi di informazione, assistenza e tutela che la Legge affida agli Istituti di Patronato.

La Direzione del Carcere si è impegnata a mettere a disposizione uno spazio all’interno dell’Istituto per costituire uno sportello di assistenza fiscale e patronato, gestito a titolo gratuito dalla Confagricoltura, tramite il quale offrire ai ristretti e al personale in servizio nella struttura, i servizi di assistenza fiscale : Isee, Red, Mod. 730, Unico/Pf, Imu, Tasi, Disoccupazione, Pensioni (invalidità civile, accompagnamento, vecchiaia, reversibilità, assegni sociali, invalidità contributiva, anzianità) – Assegni familiari su disoccupazione, assegni familiari su pensione, domande di maternità, domande di allattamento, infortuni, social card, bonus bebè, bonus riduzioni utenze domestiche, gestione pratiche Inps, Inpdap ed Inail. Inoltre la Direzione ha preso l’impegno di segnalare i detenuti che intendono avvalersi dei servizi offerti, individuando un referente del progetto che seguirà adeguatamente lo svolgimento dell’iniziativa e contribuirà efficacemente alla sua buona riuscita. La Confagricoltura, invece, si è impegnata a gestire lo sportello di assistenza all’interno della struttura penitenziaria, prestare assistenza a titolo gratuito ai detenuti ed al personale in servizio presso la Casa Circondariale che ne facciano richiesta nonché prestare assistenza, sempre a titolo gratuito, alle famiglie dei detenuti, presso la propria sede sita in Via Piave n. 3 a Cosenza.

L’iniziativa avrà la durata di 12 mesi, salvo rinnovo, con decorrenza dalla data dell’approvazione del Magistrato di Sorveglianza di Cosenza Dott.ssa Paola Lucente, come prevede l’Art. 17 della Legge Penitenziaria. A tal riguardo, la Confagricoltura, dovrà comunicare in tempo utile alla Direzione Penitenziaria i nominativi delle persone individuate per l’espletamento delle attività che, parimenti, dovranno essere autorizzati dal Magistrato di Sorveglianza.

Soddisfazione per la stipula del Protocollo di Intesa tra l’Amministrazione Penitenziaria e la Confagricoltura è stata espressa dagli esponenti dei Radicali Italiani Emilio Enzo Quintieri e Valentina Anna Moretti che oltre a ringraziare il Direttore Benevento ed il Presidente Caligiuri, hanno inteso rivolgere il proprio apprezzamento per Roberto Blasi Nevone che ha seguito la vicenda e che si sta interessando anche di un altro progetto denominato “Officina Corpo e Mente” che prevede l’apertura della Palestra per i detenuti e lo svolgimento di un corso di formazione come “Istruttore di Body Building”, titolo riconosciuto dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano e che potrà essere speso all’esterno dai detenuti per lavorare nelle strutture sportive una volta espiata la pena, contribuendo alla rieducazione dei condannati ed al loro reinserimento nella società. L’attivazione dello Sportello di Patronato nel Carcere di Cosenza, dichiarano Quintieri e Moretti, è una iniziativa molto importante poiché contribuisce, in maniera concreta, a promuovere e tutelare i diritti dei detenuti. Tante volte, infatti, nell’ambito delle nostre visite ispettive abbiamo riscontrato numerosi casi di detenuti che non sapevano o avevano avuto la possibilità di chiedere l’indennità di disoccupazione, l’assegno o la pensione di invalidità civile, l’accompagnamento o altri benefici, anche perché alcune prestazioni possono essere richieste solo in forma telematica, strumento chiaramente precluso alla popolazione carceraria poiché dietro alle sbarre non ci sono né personal computer né internet.

Elezioni Cosenza, Quintieri (Radicali) : Sia garantito il diritto di voto ai detenuti


Per Cosenza, Oltre i ColoriContinua la battaglia dei Radicali di Cosenza per la tutela dei diritti dei detenuti ed in particolare dell’esercizio del diritto di voto in occasione delle prossime consultazioni elettorali per l’elezione diretta del Sindaco e del Consiglio Comunale di Cosenza che, com’è noto, si terrà domenica 5 giugno. Per questo motivo, già lo scorso 7 maggio, all’esito di una visita ispettiva effettuata da una Delegazione dei Radicali alla Casa Circondariale “Sergio Cosmai” di Cosenza, il capo delegazione Emilio Quintieri, aveva scritto una nota ai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, al Provveditorato Regionale di Catanzaro ed alla Direzione dell’Istituto Penitenziario di Cosenza, lamentando di aver riscontrato che non erano ancora state messe in atto le procedure per consentire ai cittadini detenuti di poter esercitare il diritto di voto alle prossime elezioni amministrative. Ed infatti, durante la visita, numerosi sono stati i detenuti a chiedere informazioni su come poter votare nel luogo di reclusione visto che sono sprovvisti anche della tessera elettorale.

Infatti, i detenuti in custodia cautelare e quelli condannati in via definitiva per reati sentenziati come “non ostativi” sono cittadini aventi pieno diritto al voto e possono votare direttamente presso l’Istituto Penitenziario ove verrà allestito un Seggio Speciale. Chiaramente, nell’occasione, soltanto quelli residenti nel territorio del Comune di Cosenza. In questi giorni, nonostante la sollecitazione fatta dai Radicali, pare che non sia cambiato nulla; invero diversi detenuti hanno segnalato di non essere stati informati e di non aver ricevuto la modulistica per chiedere di poter votare ed ottenere la tessera elettorale o l’attestato sostitutivo come previsto dalla legge.

Considerata l’imminenza delle elezioni, il radicale Quintieri, ha ritenuto opportuno segnalare la problematica al Commissario Prefettizio del Comune di Cosenza Angelo Carbone, al Responsabile dell’Ufficio Elettorale Comunale Leonardo Corina nonché al Dirigente dell’Ufficio Elettorale Provinciale, Vice Prefetto Francesca Pezone ed al Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Calabria Salvatore Acerra, invitandoli, ognuno per la parte di rispettiva competenza, ad adoperarsi con urgenza affinché venga garantito a tutti i detenuti aventi diritto di poter scegliere il proprio Sindaco ed i propri rappresentanti in Consiglio Comunale.

Il diritto di voto dei detenuti, vista la complessa procedura prevista dalla normativa, rischia di rimanere tale solo sulla carta – dice Quintieri – se non tempestivamente preceduto da una campagna informativa all’interno dello stabilimento penitenziario per far sì che gli stessi detenuti, che hanno dichiarato di voler votare, siano messi al corrente di quali siano gli adempimenti necessari che loro per primi sono chiamati ad assolvere per esercitare il diritto garantitogli dalla Costituzione.

La brevità dei tempi disponibili, secondo i Radicali che – tramite la candidatura di Valentina Moretti nella Lista “Per Cosenza. Oltre i colori” promossa da Giacomo Mancini – sostengono Carlo Guccione, Consigliere Regionale del Partito Democratico, come Sindaco della Città di Cosenza, richiede un intervento immediato mediante affissione in tutti i Reparti detentivi di appositi cartelli informativi e tramite la distribuzione alla popolazione detenuta della modulistica per manifestare l’intenzione di voto e chiedere la trasmissione dell’attestato sostitutivo della tessera elettorale per poter essere ammessi al voto.

Auspico che nei prossimi giorni – conclude Emilio Quintieri, già membro del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani – si faccia tutto il possibile per garantire ai detenuti che ne abbiano titolo la possibilità di poter esercitare il diritto di voto come tutti gli altri cittadini di Cosenza.

Cosenza, Radicali con Mancini e Guccione faranno visita alla Casa Circondariale


Casa Circondariale 2Domani pomeriggio, dalle ore 16 in poi, una delegazione autorizzata dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, farà una visita ispettiva alla Casa Circondariale “Sergio Cosmai” di Cosenza. La delegazione, guidata da Emilio Quintieri, già membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, vedrà la partecipazione di Valentina Moretti, esponente dei Radicali Italiani e candidata al Consiglio Comunale di Cosenza nella Lista “Per Cosenza. Oltre i Colori”, di Shyama Bokkory, Presidente dell’Associazione Alone Cosenza Onlus e Mediatrice Culturale in alcuni Penitenziari calabresi e di Giacomo Mancini, già Deputato ed Assessore Regionale, candidato al Consiglio Comunale di Cosenza nella Lista “Per Cosenza. Oltre i Colori” sostenuta, tra gli altri, anche dai Radicali. Inoltre, salvo imprevisti dell’ultimo minuto, sarà presente anche Carlo Guccione, Consigliere Regionale del Partito Democratico e candidato Sindaco della Città di Cosenza per il centrosinistra.

Attualmente, secondo le informazioni diramate dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, nello stabilimento penitenziario cittadino diretto da Filiberto Benevento, a fronte di una capienza di 218 posti, sono ristrette 231 persone, 27 delle quali straniere (13 in esubero).

Non e’ la prima volta che ci rechiamo al Carcere di Cosenza, afferma Valentina Moretti, candidata radicale a Palazzo dei Bruzi. In questi pochi mesi del 2016, abbiamo effettuato già quattro visite ispettive e contribuito con le nostre attività alla risoluzione di numerosi problemi e proponendo alcune iniziative culturali, ricreative e sportive in collaborazione con la società esterna per il miglioramento delle condizioni di detenzione. Tante altre, già proposte alla Direzione Penitenziaria, sono in corso di valutazione ed a breve saranno attivate. Questa volta però torniamo al Carcere non solo per continuare nell’attività di monitoraggio ma anche per invitare i cittadini detenuti ad esercitare il diritto di voto in occasione delle prossime consultazioni elettorali per l’elezione diretta del Sindaco e del Consiglio Comunale di Cosenza. Infatti, prosegue la Moretti, laureanda in giurisprudenza all’Università della Calabria, anche l’esercizio del diritto di voto, garantito dalla Costituzione anche ai detenuti (possono votare tutti quelli residenti a Cosenza, che sono in custodia cautelare nonché i condannati definitivi per reati non ostativi e quelli per i quali non è stata applicata l’interdizione temporanea o perpetua dai pubblici uffici), rappresenta un elemento importante ai fini del trattamento e contribuisce a dare piena, concreta ed effettiva attuazione al principio della finalità rieducativa della pena sancito dall’Art. 27 della Costituzione.

Ai fini dell’ammissione al voto nel luogo di detenzione, gli interessati, tramite la Direzione del Carcere, non oltre il terzo giorno antecedente la data della votazione, e quindi non oltre il 2 giugno 2016, sono tenuti a far pervenire al Commissario Prefettizio del Comune di Cosenza, una dichiarazione che attesti la volontà di manifestare il voto all’interno della Casa Circondariale. La dichiarazione, munita dell’attestazione del Direttore del Carcere, asserente la detenzione dell’elettore, sarà immediatamente trasmessa al Comune di Cosenza per quanto di competenza. Coloro che siano sprovvisti della tessera elettorale, devono chiedere nella dichiarazione, il rilascio e la trasmissione di un attestato sostitutivo della stessa. Per facilitare il tutto, vista la procedura farraginosa, i Radicali hanno preparato un modello per la dichiarazione che sarà consegnato ai detenuti in occasione della visita ispettiva.

Dichiarazione per esercizio diritto di voto dei detenuti – Comune di Cosenza (clicca per scaricare)