Delegazione di Radicali Italiani visita la Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli


Una lunga visita ispettiva da parte di una delegazione di Radicali Italiani all’interno del carcere femminile di Pozzuoli. Visita che ha seguito di poche ore quella che ha avuto luogo ad Aversa nell’ex Opg, oggi a tutti gli effetti un carcere modello e che ha preceduto l’ispezione che avrà luogo oggi nel carcere di Poggioreale.

A Pozzuoli la delegazione guidata dai membri del comitato nazionale di Radicali Italiani, Emilio Quintieri e Sarah Meraviglia, ha potuto riscontrare l’impegno della direttrice Stella Scialpi e degli operatori, finalizzato a rendere la casa circondariale flegrea conforme alle normative nazionali e comunitarie. Dunque spazio a numerosi progetti e ad opportunità lavorative per le detenute e rispetto della sentenza Torreggiani, almeno secondo quanto dichiarato sia dalla direttrice che da Maria Di Falco, assistente capo coordinatore della Polizia Penitenziaria, la quale ha affiancato i radicali durante l’ispezione.

Visita che ha riguardato praticamente l’intero penitenziario, composto da tre piani e da un reparto psichiatrico, non senza uno sguardo al teatro (fulcro di moltissime attività a causa della carenza di spazi nella struttura) alla biblioteca, all’infermeria e alla cucina. Qui le detenute erano alle prese con la preparazione delle tipiche pietanze pasquali in un ambiente attrezzato e pulito munito perfino di forno a legna. I numeri raccontano tuttavia una realtà non esente da problemi, anche di sovraffollamento: in 109 posti di capienza regolamentare, attualmente il carcere di Pozzuoli ospita 160 detenute. Tuttavia è un minimo storico, secondo quanto raccontato dalla direttrice, rispetto a un recente passato che un anno fa vedeva 180 ristrette con picchi di 220 fino a pochi anni fa. Di queste 160 donne ristrette, circa 70 sono in attesa di giudizio, ci sono tre detenute semilibere e un quinto delle detenute di Pozzuoli è di nazionalità straniera. In particolare è folta la rappresentanza di nigeriane. Pozzuoli ospita inoltre un reparto psichiatrico che al momento conta sei detenute in otto posti disponibili.

Sebbene le celle siano spaziose ci si imbatte in stanze che contengono fino a dodici detenute, con un solo bagno e una sola doccia per tutte. Ciò nonostante, le condizioni dei servizi igienici sono buone come buona è quella delle celle e così la condizione generale delle detenute. Vi sono diversivi come una biblioteca, corsi di zumba, di ginnastica (con la presenza di Rosa Todisco del Coni) di ricamo e perfino un accordo con Marinella per la produzione di cravatte, attualmente in uso proprio dal corpo di polizia penitenziaria. C’è inoltre la ormai storica torrefazione del caffè “Le lazzarelle” con l’omonima cooperativa e perfino una boutique con prodotti di abbigliamento e cosmesi donati dalla Caritas a disposizione delle detenute. Inoltre, i lavori di manutenzione, di ristrutturazione e di pulizia un tempo appaltati a ditte esterne sono stati affidati alle detenute in articolo 21, ovvero con la possibilità di lavoro esterno. Essendo ciò difficile, come ha confermato la direttrice, ecco che il carcere diventa datore di lavoro come fosse un ente terzo, favorendo in tal modo la riabilitazione delle ristrette. Un caso in cui l’articolo 27 della Costituzione, insomma, trova riscontro nei fatti. Al momento sono sette le detenute in articolo 21, mentre sono più di 50 quelle che, a vario titolo, svolgono attività lavorative nel carcere.

Quanto all’istruzione, questa si ferma al biennio delle scuole superiori, non è dunque possibile conseguire la maturità e a breve sarà istituito un corso di informatica. In cantiere, inoltre, la nascita di un call center con mansioni di C.U.P. (centro unico di prenotazione per prestazioni sanitarie) ma l’endemica carenza di spazio ha fin qui impedito la realizzazione del progetto. Vi è inoltre un’infermeria, anch’essa oggetto della visita, con dentista, ginecologo, tac e radiologia. La pianta organica della polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Pozzuoli è stata rivista al ribasso: dai 170 agenti un tempo previsti si è passati a 135 ma solo (al massimo) 110 sono effettivamente in servizio nella struttura. Vi sono infatti una trentina di agenti dislocati altrove.

Nonostante la pianta organica non del tutto coperta, a Pozzuoli (casa circondariale di media sicurezza) si applica la politica delle celle aperte: al primo e al secondo piano le detenute possono girare per la struttura dalle 7 alle 12 e dalle 13:30 alle 18:00. Al terzo piano stanze aperte dalle sette di mattina alle sette del pomeriggio. Il primo piano ospita detenute condannate in via definitiva e detenute ricorrenti, il secondo piano quelle in attesa di primo giudizio o di sentenza d’Appello, il terzo piano altre ristrette con sentenza passata in giudicato.

Fabrizio Ferrante 

http://www.ottopagine.it – 31 marzo 2018

Campania, Radicali e Giovani Giuristi Vesuviani in visita alle Carceri ed Opg della Regione


Carcere Secondigliano NapoliNei prossimi giorni una delegazione dei Radicali Italiani e dei Giovani Giuristi Vesuviani si recherà in visita ispettiva in diverse Carceri ed Opg della Regione Campania al fin di rendersi conto delle condizioni di vita dei detenuti e degli internati, sulla conformità del trattamento ad umanità e sul rispetto della dignità della persona da parte dell’Amministrazione Penitenziaria.

Le visite – organizzate da Emilio Enzo Quintieri, esponente radicale calabrese, già membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani unitamente a Salvatore Del Giudice, Avvocato e Presidente dell’Associazione Giovani Giuristi Vesuviani – su richiesta dell’Onorevole Rita Bernardini, già Deputato ed ex Segretario Nazionale dei Radicali, sono state autorizzate dal Dirigente Generale Massimo De Pascalis, Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia.

Sette saranno le strutture detentive che verranno ispezionate dalla delegazione visitante : la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale “Giuseppe Salvia”e la Casa Circondariale di Napoli Secondigliano (lunedì 8), l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario “Filippo Saporito” di Aversa e la Casa Circondariale “Francesco Uccella” di Santa Maria Capua Vetere (martedì 9), la Casa Circondariale di Avellino “Bellizzi Irpino” e la Casa Circondariale di Benevento “Capodimonte” (mercoledì 10) nonché la Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli (giovedì 11).

A Poggioreale, al momento, a fronte di una capienza regolamentare di 1.640 posti, sono ristretti 1.928 persone, 289 delle quali straniere (288 in esubero); a Secondigliano, invece, a fronte di una capienza di 897 posti, sono detenuti 1.303 persone, 49 delle quali straniere (406 in esubero).

OPG AversaNell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario (Opg) di Aversa, il più antico manicomio criminale d’Italia (1876), che avrebbe dovuto essere chiuso da tempo nel rispetto della Legge n. 81/2014 e sostituito da Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (Rems), sono ospitati ancora 44 internati, 5 dei quali stranieri, per una capienza regolamentare di 206 posti letto. Prossimamente dovrebbe essere riconvertito in un Istituto Penitenziario a custodia attenuata per accogliere 200 detenuti a basso indice di pericolosità. Nel Carcere di Santa Maria Capua Vetere, invece, a fronte di una capienza di 833 posti, ci sono 926 detenuti, 179 dei quali stranieri e 66 donne (93 in esubero).

L’Istituto Penitenziario di Avellino Bellizzi Irpino, avente una capienza di 500 posti, ospita 507 detenuti, 57 dei quali sono stranieri e 27 donne (7 in esubero). In questo stabilimento penitenziario, tra l’altro, ci sono 3 detenute madri con figli al seguito (1 italiana e 2 straniere).

Nella Casa Circondariale di Benevento Capodimonte, sono ristrette 386 persone, 40 straniere, 22 delle quali donne, per una capienza di 254 posti detentivi (132 in esubero). Infine, nel Carcere Femminile di Pozzuoli, a fronte di una capienza di 105 posti, sono ristrette 159 detenute, 47 delle quali di nazionalità straniera (54 in esubero).

La delegazione che visiterà le predette strutture penitenziarie oltre a Quintieri e Del Giudice, sarà composta dagli Avvocati Alessandro Maresca, Michele Coppola, Domenico La Gatta, Arcangelo Giacinto, Gaetano Salvadore, Luigi Silvestro, Nicole Scognamiglio, Rosanna Russo e Claudia Romano.