Corte Costituzionale: E’ illegittimo il divieto di cucinare in cella per i detenuti al regime 41 bis OP


Anche chi è ristretto al “carcere duro”, il regime detentivo speciale previsto dall’Art. 41 bis dell’Ordinamento Penitenziario «deve conservare la possibilità di accedere a piccoli gesti di normalità quotidiana, tanto più preziosi in quanto costituenti gli ultimi residui in cui può espandersi la sua libertà individuale». Per questi motivi, con Sentenza n. 186/2018, la Corte Costituzionale (Presidente Lattanzi, Relatore Zanon) ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’Art. 41 bis c. 2 quater lett. f) O.P. per contrasto con gli Art. 3 e 27 della Costituzione della Repubblica.

La questione di legittimità costituzionale era stata sollevata dal Magistrato di Sorveglianza di Spoleto Dott. Fabio Gianfilippi con Ordinanza del 9 maggio 2017, a seguito di un reclamo proposto da un detenuto ristretto nella Casa Circondariale di Terni in regime di 41 bis O.P., nella parte in cui «impone che siano adottate tutte le necessarie misure di sicurezza volte a garantire che sia assicurata la assoluta impossibilità per i detenuti in regime differenziato di cuocere cibi». Una questione che la Consulta ha ritenuto fondata perchè il divieto di cucinare i cibi in cella è «privo di ragionevole giustificazione», «incongruo e inutile alla luce degli obbiettivi cui tendono le misure restrittive autorizzate dalla disposizione in questione» e, pertanto, «in contrasto con gli artt. 3 e 27 Cost.».

Non si tratta – si legge nella sentenza  – di «affermare, né per i detenuti comuni, né per quelli assegnati al regime differenziato, l’esistenza di un “diritto fondamentale a cuocere i cibi nella propria cella”: si tratta piuttosto di riconoscere che anche chi si trova ristretto secondo le modalità dell’art. 41 bis ordin. penit. deve conservare la possibilità di accedere a piccoli gesti di normalità quotidiana, tanto più preziosi in quanto costituenti gli ultimi residui in cui può espandersi la sua libertà individuale».

In conclusione, l’art. 41 bis, c. 2 quater, lett. f) O.P. è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo limitatamente alle parole «e cuocere cibi».

Corte Costituzionale, Sentenza n. 186-2018 – 41 bis OP (clicca per leggere)

Carceri, Visita Ispettiva a Terni del Sen. Compagna e Mazzotta dei Radicali


Carcere di TerniSoddisfazione del parlamentare di Ncd: “La gestione della struttura la allontana dall’area del malessere. Necessario differenziare tra custodia cautelare e detenuti con sentenze”. Una visita da parte di un parlamentare presso una casa circondariale è un diritto, ma anche un dovere: per queste ragioni, nella mattinata di lunedì 27 aprile il senatore di Nuovo Centro Destra Luigi Compagna, insieme a Luigi Mazzotta, presidente dell’associazione Per La Grande Napoli (Radicali italiani), hanno effettuato una visita ispettiva presso le carceri di Vocabolo Sabbione.

Detenuti da diverse realtà Terni è vicina a Roma e il carcere umbro è “interessante e articolato per la composizione dei suoi ospiti”.

Così ha esordito il senatore Compagna parlando dei risultati, molto positivi, della visita effettuata. “La provenienza dei detenuti -ha spiegato il parlamentare- non è quella del malessere sociale e della delinquenza umbri, ma questi arrivano da altre realtà, anche lontane: in particolare, sono stato colpito dal fatto che Nicola Cosentino fosse stato trasferito a Terni e ho reputato giusto effettuare un incontro con la direttrice della struttura, Chiara Pellegrini, e il comandante della Polizia penitenziaria, Fabio Gallo”.

Condizioni soddisfacenti Come ha spiegato Compagna, le condizioni della struttura sono molto soddisfacenti, perché “si allontanano dall’area del malessere”. Fra i detenuti, nonostante la presenza di un 10% di stranieri, non si creano condizioni di insofferenza razziale. La logistica è buona, così come lo sono le condizioni in cui gli stessi detenuti vivono in cella: tra di essi, molti alloggiano da soli, mentre altri arrivano a un massimo di tre individui. Lo stesso è stato rilevato per la situazione sanitaria interna al carcere, che grazie “all’impegno e alla solerzia degli operatori funziona in modo pronto ed efficiente”.

“Forno solidale” e personale Due sono state le sottolineature del senatore Campagna: in primis, un appello alla Regione per l’investimento di maggiori risorse per portare a termine il progetto della panetteria solidale, facendo così “veri passi in avanti in tema di diritto al lavoro”, quindi un auspicio, quello di poter vedere in futuro aumentate le unità di personale, al fine di garantire un funzionamento ancor più organizzato del carcere, specialmente con una migliore distribuzione fra gli addetti alle custodie cautelari e a chi è detenuto dopo l’emanazione di una sentenza.

Noemi Matteucci

http://www.umbria24.it, 28 aprile 2015

Intervista di Radio Radicale al Sen. Compagna ed al Radicale Mazzotta

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