Campobasso: detenuto muore all’Ospedale Cardarelli, era stato arrestato un mese fa


Carcere CampobassoÈ deceduto questa mattina all’ospedale Cardarelli di Campobasso, per cause da accertare, il detenuto di Campomarino, C.S. le iniziali del nome, che da qualche giorno era ricoverato al nosocomio del capoluogo. Sulla vicenda la Procura di Campobasso ha aperto un fascicolo.

L’uomo di 56 anni, già noto alle Forze dell’ordine, era finito in manette lo scorso 10 agosto quando, dopo aver danneggiato un’auto nel parcheggio di un distributore di benzina sulla statale 16 aveva iniziato a inveire contro la donna al volante della vettura. All’arrivo della Polizia l’uomo aveva cercato di fuggire, ma la sua corsa era finita contro il guardrail della statale. Da quel momento il 56enne era rimasto chiuso nella sua auto da dove gettava materiale vario contro i poliziotti, brandendo un punteruolo. Lo stesso, prima di finire in manette, si era anche denudato e masturbato dinanzi alla Polizia. Rinchiuso nel carcere di Larino, era stato successivamente trasferito nella casa circondariale di Campobasso e da qualche giorno si trovava nel nosocomio del capoluogo, a seguito di alcuni malori. Ora, per accertare le cause del decesso è probabile che la Magistratura disponga l’autopsia sul corpo dell’uomo.

cblive.it, 11 settembre 2015

 

Isernia: detenuto morto, l’autopsia conferma “cranio sfondato da più parti”


Carcere IserniaL’avvocato Galeazzo: “Nessun dubbio, è stato ucciso. Nessuna caduta accidentale. Il medico legale Vincenzo Vecchione, nominato dalla Procura, la esclude”. Non fu una caduta accidentale. A escludere l’incidente come causa della morte di Fabio De Luca, detenuto nel carcere di Isernia deceduto lo scorso novembre in seguito a gravi ferite riscontrate alla testa, è ora, finalmente, l’autopsia effettuata dal medico legale Vincenzo Vecchione, consulente tecnico nominato dalla procura della Repubblica.

La perizia, depositata già da qualche giorno, è stata letta attentamente dall’avvocato del Foro di Isernia Salvatore Galeazzo, legale della famiglia del detenuto, il quale fornisce anche qualche dettaglio al riguardo. “Il mezzo che ha prodotto le lesioni è da ricercare in un oggetto contundente a superficie liscia, di consistenza duro-elastica, che ha attinto il capo del De Luca in più punti”.

Di cosa si sia trattato – se un bastone di legno, un manganello di ferro, forse ricoperto da un telo o da un panno o cos’altro – non è dato sapere e il legale non si sbilancia. Anche perché in cella non è stato trovato nulla di corrispondente alla descrizione del dottor Vecchione. Dal grave trauma cranico e dalle conseguenti lesioni cerebrali all’altezza della nuca, sarebbe poi derivata la morte per arresto cardiocircolatorio.

Per la morte di De Luca – avvenuta dopo qualche giorno di ricovero all’ospedale Cardarelli di Campobasso – sono indagati i due detenuti originari di Napoli che si trovavano nella cella quando la vittima fu colpita, più un terzo individuo, probabilmente un’altra persona rinchiusa nel carcere. Il reato ipotizzato è quello di morte o lesioni come conseguenza di altro delitto. Ma ora, con la svolta nelle indagini determinata dall’autopsia, non è da escludere che il pubblico ministero possa intravedere nuove ipotesi di reato a carico degli accusati e richiedere nuove misure cautelari.

Cosa sia accaduto davvero a Ponte San Leonardo, però, resta ancora un mistero fitto. Un omicidio? Ma per quale movente? Una lite tra detenuti finita male? Difficile fare qualsiasi congettura, al momento. La certezza, però, è che De Luca – 45 anni – originario di Roma – aveva il cranio sfondato in più punti. Per opera di qualcuno.

L’uomo, secondo le ricostruzioni della Squadra Mobile di Campobasso, che indaga sul caso, si era recato in un’altra cella per prendere una gruccia quando, alla presenza di due detenuti, avrebbe battuto la testa e sarebbe finito in coma. A dare l’allarme furono proprio i due detenuti che si trovavano con De Luca.

http://www.isernianews.it, 25 marzo 2015