Condizione delle Carceri in Campania, Convegno al Penitenziario modello di Sant’Angelo dei Lombardi


“Condizione delle Carceri, la situazione in Campania”. Questo è il titolo del Convegno organizzato dal Movimento Radicali Italiani unitamente all’Associazione Giovani Giuristi Vesuviani ed al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola all’esito delle numerose visite effettuate, proprio di recente, nella gran parte degli stabilimenti penitenziari della Regione Campania.

L’evento, grazie alla disponibilità del Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Campania Giuseppe Martone, si terrà venerdì 31 p.v. dalle ore 14,30 in poi presso la Sala Multifunzionale della Casa di Reclusione di Sant’Angelo dei Lombardi “Bartolo, Famiglietti e Forgetta” in Provincia di Avellino, uno dei migliori Istituti del Sud Italia guidato dal Direttore Massimiliano Forgione in cui, allo stato, sono ristrette 184 persone detenute, 19 delle quali straniere, a fronte di una capienza regolamentare di 122 posti.

Il Convegno, che sarà preceduto da una breve visita all’Istituto, sarà introdotto dall’Avvocato Sabina Sirico, Responsabile dell’Osservatorio Carceri dei Giovani Giuristi Vesuviani e moderato da Emilio Enzo Quintieri, già membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, capo della delegazione visitante le Carceri campane, autorizzata dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia.

Porteranno i loro saluti l’Avvocato Francesco Urraro, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola, l’Avvocato Salvatore Del Giudice, Presidente dell’Associazione Giovani Giuristi Vesuviani e l’Avvocato Michele Capano, Tesoriere Nazionale dei Radicali Italiani.

Interverranno, tra gli altri, il Senatore della Repubblica Vincenzo D’Anna, il Prof. Giuseppe Tabasco, Docente di Diritto Penitenziario dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, il Magistrato di Sorveglianza di Avellino Maria Bottoni, il Direttore della Casa di Reclusione di Carinola Carmen Campi, il Direttore della Casa Circondariale di Benevento Maria Luisa Palma, il Garante dei Diritti dei Detenuti della Regione Campania Adriana Tocco, il Direttore della Casa Circondariale di Napoli Poggioreale Antonio Fullone, l’Avvocato Raffaele Minieri della Direzione Nazionale di Radicali Italiani, il Direttore della Casa di Reclusione di Sant’Angelo dei Lombardi Massimiliano Forgione ed il Capo dell’Area Giuridico Pedagogica dell’Istituto Enrico Farina. Le conclusioni sono state affidate all’Avvocato Michele Coppola, Vice Presidente dei Giovani Giuristi Vesuviani.

All’iniziativa potranno partecipare anche numerosi Studenti Universitari, Criminologi, Psicologi, Medici, Avvocati, Politici, etc. che abbiano manifestato al Comitato Organizzatore la loro volontà di partecipazione e siano stati preventivamente autorizzati. Anche gli organi di informazione giornalistica, radiofonica e televisiva nonché i fotografi, che si siano accreditati, potranno fare ingresso in Istituto e seguire tutti i lavori, grazie all’autorizzazione concessa dal Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo e dal Direttore dell’Ufficio Stampa Assunta Borzacchiello. Sarà presente, tra gli altri, Radio Radicale diretta da Alessio Falconio, per la registrazione e la trasmissione integrale sui canali e sul sito web della storica emittente radiofonica legata al Partito Radicale.

Abbiamo scelto la Casa di Reclusione di Sant’Angelo dei Lombardi sita nell’Alta Irpinia per tenere la nostra iniziativa – ha dichiarato l’esponente radicale Emilio Enzo Quintieri – perché questo Istituto rappresenta una delle poche eccellenze esistenti nel panorama nazionale che intendiamo far conoscere affinché venga replicato in tantissime altre realtà del Paese poiché l’esecuzione della pena è veramente conforme al dettato costituzionale non traducendosi in trattamenti inumani e degradanti, severamente proibiti dal diritto interno e sovranazionale. Ringraziamo l’Amministrazione Penitenziaria, centrale e periferica, per la grande disponibilità nell’autorizzare sempre le visite all’interno degli Istituti e per averci messo a disposizione la bellissima Sala Multifunzionale dell’Istituto di Sant’Angelo dei Lombardi. Un ringraziamento particolare va al personale del Reparto di Polizia Penitenziaria comandato dal Commissario Capo Giovanni Salvati ed al Responsabile della Segreteria del Direttore Sovrintendente di Polizia Penitenziaria Alessandro D’Aloiso per il loro prezioso sostegno nell’organizzazione e buona riuscita della manifestazione.

Paola, Detenuto tenta il suicidio dopo la visita dei Radicali, salvato dalla Polizia Penitenziaria


 

Un detenuto straniero, in espiazione di pena, ristretto presso la Casa Circondariale di Paola, nel tardo pomeriggio di martedì scorso, ha tentato di suicidarsi ma, per fortuna, è stato salvato dal personale del Reparto di Polizia Penitenziaria. Lo rivela Emilio Enzo Quintieri, esponente dei Radicali Italiani che, proprio martedì scorso, insieme a Valentina Moretti e Roberto Blasi Nevone, ha effettuato una visita ispettiva presso la Casa Circondariale di Paola autorizzata dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia.

L’evento critico, per quanto ci è stato riferito, è stato messo in atto poco dopo la conclusione della nostra visita. Il detenuto ha tentato di impiccarsi con un pigiama all’interno della sua camera detentiva ma grazie al pronto intervento del personale di Polizia Penitenziaria non è riuscito a concretizzare il gesto autosoppressivo.

La Delegazione dei Radicali Italiani si era recata nell’Istituto nel primo pomeriggio rimanendovi fino alle 18,30 circa ed era stata accolta ed accompagnata durante la visita dal Commissario Maria Molinaro, Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria e dall’Ispettore Capo Attilio Lo Bianco, Coordinatore della Sorveglianza Generale.

Nell’Istituto Penitenziario di Paola, riferisce Quintieri, al momento sono presenti 217 detenuti, 93 dei quali stranieri, con un esubero di 35 detenuti poiché la capienza regolamentare è di 182 posti. La maggior parte sono tutti condannati (164) anche perché vi sono delle Sezioni Reclusione ed i restanti 53 sono giudicabili (19 in attesa di primo giudizio, 16 appellanti e 18 ricorrenti). Tra la popolazione detenuta vi sono 33 tossicodipendenti e numerosi sono i casi psichiatrici. 1 detenuto era in permesso premio concesso dal Magistrato di Sorveglianza di Cosenza Paola Lucente. 75 sono le persone ristrette che lavorano nell’Istituto alle dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria. Sino ad ora, in questi mesi, eccetto una aggressione ai danni di un Agente Penitenziario avvenuta qualche giorno fa, non vi erano stati eventi critici a Paola e speriamo che non ve ne siano altri.

Le condizioni generali della Casa Circondariale di Paola, complessivamente, sono buone, conclude l’esponente radicale Emilio Enzo Quintieri. Nei prossimi giorni presenteremo alla Direzione delle proposte progettuali per l’apertura di uno sportello di assistenza fiscale e di patronato per i detenuti ed il personale penitenziario e per lo svolgimento di corsi di formazione sportiva riconosciuti dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano all’interno dell’Istituto. Venerdì pomeriggio proseguiremo con le visite facendo tappa alla Casa Circondariale “Sergio Cosmai” di Cosenza.

Visite dei Radicali negli Istituti Penitenziari di Paola, Cosenza, Rossano e Castrovillari


Dopo una breve pausa, torneremo a visitare le Carceri della Calabria. Non è che in questi mesi abbiamo fatto sciopero, ma siamo stati impegnati a visitare gli Istituti Penitenziari della Puglia e della Campania. In quest’ultima Regione, torneremo fine mese, per fare il punto sulla situazione, in un Convegno che abbiamo organizzato insieme ai Giovani Giuristi Vesuviani ed al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola, presso la Sala Multifunzionale della Casa di Reclusione di Sant’Angelo dei Lombardi, uno dei migliori stabilimenti penitenziari del Sud Italia. Lo dichiara Emilio Enzo Quintieri, esponente del Movimento dei Radicali Italiani, nell’annunciare le visite a tutte le Carceri della Provincia di Cosenza.

Negli Istituti Penitenziari di Paola, Cosenza, Rossano e Castrovillari, aventi una capienza regolamentare di 737 posti, vi sono ristrette 809 persone; tra queste vi sono 16 donne e 207 cittadini stranieri. Abbiamo, dunque, 72 detenuti in eccesso ed il numero continua a crescere. Le Carceri più affollate, sono le Case Circondariali di Cosenza e di Paola: a Cosenza, a fronte di una capienza di 218 posti, vi sono ristretti 268 detenuti, 45 dei quali stranieri ed a Paola, invece, ove sarebbe possibile ospitarne solo 182, c’è ne sono 220, 95 dei quali stranieri. A Castrovillari e Rossano, invece, le cose stanno leggermente meglio: nel Penitenziario del Pollino sono presenti 121 persone, 28 stranieri, a fronte di una capienza di 122 posti ed in quello della sibaritide 200 detenuti, 39 dei quali stranieri, per 215 posti disponibili.

Nell’anno appena trascorso, secondo i dati del Sistema Informativo Automatizzato del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, negli stabilimenti penitenziari della Provincia di Cosenza, vi sono stati diversi “eventi critici” ed in particolare modo 39 risse, 10 ferimenti, 91 atti di autolesionismo, 13 tentati suicidi e 2 suicidi. Rispetto al 2015 sono diminuite, seppur lievemente, le risse (37), i ferimenti (3), gli atti autolesionistici (42) ed i tentati suicidi (9). Tirando le somme, tra tutti gli Istituti Penitenziari della Provincia di Cosenza, quello più “problematico”, è stato la Casa di Reclusione di Rossano che, con 18 risse, 4 ferimenti, 32 atti di autolesionismo e 4 tentati suicidi, si colloca al primo posto. Sono convinto che questi eventi critici, qualora fosse stata attivato il modello operativo della c.d. sorveglianza dinamica, sarebbero stati molto di meno come sperimentato in altri Istituti Penitenziari della Repubblica ove sono sensibilmente diminuiti sia gli eventi individuali che collettivi. Non c’è nessuna Sezione a “custodia aperta”, nemmeno per la media sicurezza, fatta eccezione per un Reparto nella Casa Circondariale di Paola e per la Casa di Reclusione di Laureana di Borrello in cui è attiva la “custodia attenuata”. Mentre in altre Regioni stanno abolendo la “custodia chiusa” anche per il Circuito dell’Alta Sicurezza, in Calabria siamo ancora all’anno zero. Ho più volte sollecitato il Dipartimento a rivedere l’organizzazione custodiale degli Istituti calabresi ma, nonostante le rassicurazioni ricevute, non è stato fatto alcun intervento.

Martedì 21 saremo in visita alla Casa Circondariale di Paola – prosegue l’esponente radicale Quintieri – venerdì 24 alla Casa Circondariale di Cosenza, martedì 28 alla Casa di Reclusione di Rossano ed infine mercoledì 29 alla Casa Circondariale di Castrovillari. In queste visite, la Delegazione di Radicali Italiani, composta da Quintieri, Valentina Anna Moretti e Maria Ferraro, sarà integrata da Francesca Stancati, Delegato Provinciale del Coni di Cosenza, Adamo Francesco Guerrini, Presidente Provinciale Acsi di Cosenza e da Roberto Blasi Nevone, Francesco Iacucci e Giovanni Gagliardi, Tecnici Sportivi operanti sul territorio.

In questa occasione, durante le visite, autorizzate dai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, conclude Emilio Enzo Quintieri, visiteremo anche i locali, gli spazi e le attrezzature per lo svolgimento dell’attività sportiva, valutando la possibilità di proporre proposte progettuali per il miglioramento dell’impiantistica e delle attrezzature e per l’avvio di progetti con Istruttori qualificati come già fatto presso la Casa Circondariale di Cosenza.

Cosenza, lo Sport fa bene, in Carcere ancora di più. Parte il progetto “Officina, Mente & Corpo”


Ogni tanto, qualche politico, prevalentemente durante le feste, viene a trovare i carcerati per poi sparire e non fare nulla. Gli unici che si distinguono e fanno qualcosa di concreto sono i Radicali che ringrazio per la collaborazione offerta all’Amministrazione Penitenziaria nell’assolvere il proprio mandato costituzionale. Con queste parole il Dirigente Penitenziario Filiberto Benevento, ha aperto la conferenza stampa, tenutasi nei giorni scorsi, presso la Casa Circondariale di Cosenza “Sergio Cosmai” per presentare il progetto “Officina, Mente & Corpo” per la pratica dello sport in carcere.

All’iniziativa erano presenti per l’Amministrazione Penitenziaria Filiberto Benevento, Direttore dell’Istituto Penitenziario ed il Funzionario Giuridico Pedagogico Maria Francesca Branca; per il Movimento Radicali Italiani gli esponenti calabresi Emilio Enzo Quintieri e Valentina Anna Moretti; per la Scorpion Health Club Ercole Blasi Nevone; per la New Fashion Fitness Club, i Personal trainer Francesco Iacucci e Giovanni Gagliardi, per il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, il Delegato Provinciale di Cosenza Francesca Stancati e per l’Associazione Centri Sportivi Italiani, Ente Nazionale di Promozione Sportiva avente anche finalità assistenziali, il Presidente del Comitato Provinciale di Cosenza Adamo Guerrini. Il mio ringraziamento, ha proseguito Benevento, va a tutti coloro che si sono prodigati per la riuscita di questo importante progetto ed in modo particolare agli Istruttori che, gratuitamente e volontariamente, verranno qui ad allenare e formare i detenuti, la cui maggior parte sono di giovane età. Noi, come Amministrazione, abbiamo il dovere di rieducare e riabilitare i detenuti ma da soli, senza il contributo della Società esterna, non c’è la possiamo fare. Per questo siamo disponibili ad accogliere tutte le buone iniziative provenienti dall’esterno. Avevamo investito tanto per realizzare questa palestra e comprare le attrezzature ma sino ad oggi è stata chiusa non avendo istruttori tra il personale. Andremo oltre. Tra qualche giorno, ha concluso il Direttore, avvieremo il progetto per la realizzazione di due campi di calcetto, 1 da calcio a 7 e l’altro da calcio a 5, entrambi in erba sintetica, oltre ad una pista di atletica leggere in terra battuta lungo tutto il loro perimetro, finanziati dalla Cassa delle Ammende del Ministero della Giustizia. Per eseguire i lavori ricorreremo alla manodopera dei detenuti che saranno assunti ed avranno anche la possibilità di guadagnare qualcosa. Solo per alcuni ostacoli burocratici, il progetto è rimasto fermo per diversi mesi.

Nella palestra saranno impegnati, in due turni, 24 detenuti per 3 giorni a settimana, appartenenti ad entrambi i Circuiti Penitenziari (Media ed Alta Sicurezza), ha proseguito Maria Francesca Branca, uno dei pochi Funzionari Giuridico Pedagogici in servizio al Carcere di Cosenza. Avranno la priorità tutti coloro che per motivi di salute hanno bisogno di svolgere attività motoria. Poi i condannati, rispetto ai giudicabili, con pene medio lunghe da espiare e che durante la detenzione abbiano tenuto una buona condotta.

Francesco Iacucci e Giovanni Gagliardi, personal trainer, hanno detto di voler trasmettere tutto il loro sapere ai detenuti che parteciperanno al progetto per dargli, una volta tornati in libertà, anche una concreta possibilità per inserirsi nel mondo del lavoro. Infatti, ha detto poi Adamo Guerrini, Presidente del Comitato Provinciale Acsi di Cosenza, che ha donato gratuitamente 100 tessere per la copertura assicurativa in caso di infortuni, rilasceremo degli attestati ufficiali con titolo spendibile su tutto il territorio nazionale. Più in là, una volta ultimati i lavori dei campi di calcio, potremmo anche organizzare delle partite con le nostre squadre come avviene in altri posti.

Successivamente, hanno preso la parola Ercole Blasi Nevone, Valentina Moretti ed Emilio Quintieri i quali dopo aver espresso parole di elogio nei confronti della Direzione della Casa Circondariale di Cosenza, dell’Area Trattamentale e della Polizia Penitenziaria nonché della Magistratura di Sorveglianza di Cosenza sempre favorevole ad autorizzare questi progetti, hanno preso l’impegno di estendere l’iniziativa, con la collaborazione ed il sostegno degli altri Enti presenti, in tutti gli altri stabilimenti penitenziari della Provincia di Cosenza (Case Circondariali di Paola e Castrovillari e Casa di Reclusione di Rossano).

Ha concluso, per ultimo, l’Avvocato Francesca Stancati, in carica da circa un anno, Delegato Provinciale del Coni di Cosenza. E’ un progetto molto importante ed è quello che in questi anni avrebbe dovuto fare il Coni in tutte le Carceri d’Italia e che invece ha realizzato solo in alcuni Istituti Penitenziari (Roma Rebibbia Femminile, Bologna, Torino, Spoleto, Terni, Padova, Ascoli Piceno, Napoli Secondigliano, Monza, Milano Bollate, etc.). Lo sport aggrega, da dei benefici fisici, mentali e umorali, tutto quel che serve ad una persona che vive costantemente in una situazione di estremo disagio come quella detentiva. Ed ha anche una valenza educativa perché impara, oltre ad aver rispetto per il proprio corpo, ad apprendere il rispetto per le regole e per l’avversario, una cosa fondamentale nei rapporti interpersonali. Non bisogna fermarsi solo all’attività motoria al chiuso in palestra, bisogna integrare questo progetto, peraltro già molto completo, con altre attività sportive all’aria aperta come il calcio, la pallavolo, il rugby. Ed incalzata dal radicale Quintieri, l’Avv. Stancati, ha confermato che per qualsiasi problematica il Coni di Cosenza è a disposizione dell’Amministrazione Penitenziaria così come lo è a livello nazionale visto il Protocollo di Intesa stipulato nel 2013 con l’ex Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri. E’ un impegno che assumo io in prima persona perché ci credo molto in queste iniziative. Siamo a disposizione anche per supporto tecnico per presentare progetti alle Istituzioni competenti per migliorare l’impiantistica sportiva degli Istituti Penitenziari.

Delegazione Radicale in visita al Carcere di Lecce. A breve aprirà il Reparto di Osservazione Psichiatrica


Carcere Lecce Borgo San NicolaNei giorni scorsi, una Delegazione del Movimento Radicali Italiani, composta da Emilio Enzo Quintieri e Valentina Anna Moretti, ha fatto una visita ispettiva alla Casa Circondariale di Lecce, autorizzata dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia.

Siamo stati ricevuti dal Direttore Rita Russo e dal Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria Commissario Riccardo Secci – dicono gli esponenti radicali Quintieri e Moretti – che ringraziamo per la loro calorosa accoglienza e per la preziosa collaborazione fornita durante tutta la visita all’Istituto. Gli esiti della visita sono stati comunicati al Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo, al Provveditore Regionale della Puglia Carmelo Cantone, al Magistrato di Sorveglianza di Lecce ed al Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti presso il Ministero della Giustizia Mauro Palma.

A Borgo San Nicola, al momento della visita, erano presenti 916 detenuti (837 uomini e 79 donne), 169 dei quali stranieri (prevalentemente albanesi, rumeni, ucraini e nigeriani) con le seguenti posizioni giuridiche: 189 giudicabili, 109 appellanti, 69 ricorrenti, 549 definitivi di cui 17 ergastolani. 721 detenuti appartengono al Circuito della Media Sicurezza, 167 a quello dell’Alta Sicurezza (166 As3 e 1 As2), 3 sono Collaboratori di Giustizia, 7 semiliberi e 18 lavoranti all’esterno ex Art. 21 O.P. Durante la visita è stato accertato che tra i 916 detenuti, vi sono 59 tossicodipendenti, 370 affetti da epatite C e 70 con patologie psichiatriche.

La capienza regolamentare dichiarata è di 617 posti mentre, in realtà, a causa della temporanea chiusura di alcune Sezioni per lavori di ristrutturazione (per un totale di circa 80 posti), si riduce a 537 posti con un esubero di 379 detenuti ed un tasso di sovraffollamento superiore al 150%. Secondo il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, invece, i “posti regolamentari attuali non disponibili” sarebbero solo 32. Sul punto, la Delegazione Radicale, ha chiesto che gli vengano fornite delucidazioni. Tutti i locali e gli spazi visitati si presentavano in buono stato di conservazione e di pulizia e, per quanto riguarda i locali destinati alle attività trattamentali, anche sufficientemente attrezzati. Per cui, gli standard di vivibilità appaiono abbastanza soddisfacenti per i recenti lavori di ristrutturazione e per l’applicazione del modello operativo della sorveglianza dinamica che ha sostituito la tradizionale “custodia chiusa” nella quasi totalità dell’Istituto (esclusa al momento solo l’Alta Sicurezza maschile).

Non mancano comunque le criticità. Alcune Sezioni, infatti, si presentano dal punto di vista strutturale molto degradate ed in particolare modo i locali doccia che continuano ad essere in comune, all’esterno delle camere, in violazione di quanto prevede la normativa penitenziaria vigente. I Radicali hanno sollecitato l’Amministrazione di voler provvedere in tempi ragionevoli alla risoluzione delle criticità strutturali evidenziate mediante opportuni lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria. E’ stato riscontrato che gli spazi per la socialità dei detenuti esistenti nelle Sezioni, sono prevalentemente vuote, prive di arredi ed attrezzature ricreative. Diversi detenuti, particolarmente quelli del Circuito As, hanno lamentato l’assenza di locali all’interno delle Sezioni per lo svolgimento di attività sportiva e l’inutilizzabilità (o la ridottissima fruibilità) dell’unico campo sportivo utilizzabile poiché l’altro è da tempo fuori uso. La Delegazione ha invitato l’Amministrazione a provvedere ad una migliore sistemazione delle salette socialità, a valutare la possibilità di riconvertire alcune camere per allestire una piccola Palestra in ogni Sezione e di procedere alla ristrutturazione del campo sportivo allo stato inutilizzato, anche facendo ricorso ai finanziamenti della Cassa delle Ammende, ricorrendone i presupposti. E’ stata, altresì, sollecitata l’attivazione del servizio dei colloqui a distanza dei detenuti con i familiari via Skype, dell’invio e della ricezione della corrispondenza tramite posta elettronica e l’allestimento di un punto di accesso internet, esclusivamente per collegarsi ad una lista di siti verificati, nelle sale destinate alle attività trattamentali.

Per quanto concerne gli “eventi critici” quest’anno si sono verificati già 10 atti di autolesionismo, 16 scioperi della fame, 4 tentati suicidi, 13 reati contro Pubblici Ufficiali e 4 aggressioni. Nel 2016 erano stati 168 gli atti di autolesionismo, 171 scioperi della fame, 31 tentati suicidi, 1 suicidio, 149 reati contro Pubblici Ufficiali e 61 aggressioni.

Quanto al Corpo di Polizia Penitenziaria, la Delegazione dei Radicali Italiani, ha riscontrato che a fronte di una pianta organica di 719 unità (4 Commissari, 55 Ispettori, 82 Sovrintendenti e 578 Agenti/Assistenti) il personale amministrato risulta essere di 601 unità (4 Commissari, 38 Ispettori, 29 Sovrintendenti e 530 Agenti/Assistenti), 78 delle quali addette al Nucleo Traduzioni e Piantonamenti (nel 2016 circa 5 mila le traduzioni effettuate). C’è da segnalare che l’età anagrafica e di servizio del personale di Polizia Penitenziaria è molto elevata. Solo il 6% del personale ha meno di 17 anni di servizio mentre il 62% del personale ha tra i 17 ed i 26 anni di servizio ed il restante 32% del personale va dai 27 ai 35 anni di servizio, con un’età media altissima.

La Delegazione è stata resa edotta che nel 2017 andranno in pensione circa 80 Poliziotti ed altre unità saranno esonerate dal servizio dalla Commissione Medica Ospedaliera competente (proprio nei giorni scorsi pare che siano state già dispensate dal servizio circa 6 unità). E’ indubbio che la prossima apertura del Reparto di Osservazione Psichiatrica, prevista per il prossimo 26 aprile 2017, comporterà un sovraccarico di lavoro per il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, certamente non più umanamente sostenibile, con gravi ripercussioni anche per la gestione ed il trattamento della popolazione detenuta, poiché è noto che la carenza di personale di Polizia Penitenziaria rende difficilmente attuabili tutte le numerose attività trattamentali previste e programmate nel Progetto di Istituto. In considerazione delle gravi criticità rappresentate, la Delegazione Radicale, ha chiesto al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di intervenire tempestivamente non solo per salvaguardare il benessere psicofisico del personale di Polizia Penitenziaria, ma anche per scongiurare la inevitabile compromissione dei diritti fondamentali dei detenuti a causa della carenza del personale medesimo. Nei prossimi mesi, hanno concluso gli esponenti radicali Quintieri e Moretti, torneremo nuovamente alla Casa Circondariale di Lecce per una ulteriore visita di monitoraggio.