Suicidio al Carcere di Ivrea. Detenuto si toglie la vita con la bomboletta del gas


Casa Circondariale di IvreaNella giornata di sabato un detenuto italiano di 50 anni, A.L., ristretto per espiare un residuo pena per reati comuni, si è tolto la vita all’interno della Casa Circondariale di Ivrea (Torino). Lo rivela l’Osapp, Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria tramite il Segretario Generale Leo Beneduci.

L’uomo, secondo quanto viene riferito, ha infilato la testa in un sacchetto insieme a una bomboletta di gas che poi ha aperto. “A nulla, spiega Leo Beneduci, segretario generale Osapp, sono valsi i tentativi prima del personale di polizia penitenziaria presente, poi del personale medico, di evitare il 23mo suicidio di un detenuto nelle carceri italiane nel corrente anno”.

“Malgrado la popolazione ristretta nelle carceri italiane sia diminuita dal 2014 a oggi di oltre 15 mila unità, osserva, sono ancora troppi i casi di suicidio a cui il personale di polizia penitenziaria non riesce a porre rimedio in ragione di una costante, grave e inaccettabile carenza di organico di ben oltre il 25% e pur considerando che, proprio grazie agli interventi del personale del corpo, solo un tentato suicidio su 20 ha esito infausto”.

Carceri, Napoli : Delegazione Associazione ex Don incontra il Direttore di Poggioreale


Delegazione CC Poggioreale Napoli“Un carcere migliore, rieducativo e non punitivo e’ possibile”. Una delegazione dell’Associazione ex detenuti organizzati napoletani (ex Don) presieduta da Pietro Ioia, e’ stata in visita nella Casa Circondariale di Napoli Poggioreale, dove ha incontrato il Direttore Antonio Fullone col quale c’è stato un incontro proficuo e costruttivo. Insieme a Ioia vi erano anche Marina Billwiller e gli Avvocati Raffaele Minieri e Roberto Rizzuti.

“Da tempo – spiega Ioia – sia i detenuti sia i loro familiari si rivolgono a noi. I primi ci inviano lettere dal carcere per far presente quelle che sono criticità’ della struttura, i familiari invece si rivolgono a noi per avere maggiori notizie di come vivono i loro congiunti tra le pareti dell’istituto penitenziario”. E, fa sapere Ioia, non e’ escluso che possa nascere uno vero sportello per i familiari dei detenuti. “Abbiamo proposto al direttore di fare un incontro all’interno del carcere con le famiglie e altre associazioni – prosegue – e ci ha risposto che e’ una cosa che si può’ valutare cosi’ come gli abbiamo chiesto di prevedere procedure più’ veloci per chiedere un colloquio con i detenuti da parte dei loro familiari”.

Nel corso dell’incontro, “il direttore ci ha inoltre rassicurato informandoci che non ci sono più’ celle con 12 persone all’interno e che si sta lavorando per l’ammodernamento della cucina e delle docce, soprattutto per il caldo di questi giorni”. Attualmente, nel carcere di Napoli Poggioreale sono detenute “1960 persone”, come fa sapere Ioia. “La capienza e’ di circa 1500 persone – aggiunge – ma sono numeri molto più’ bassi rispetto a qualche tempo fa”. “Il direttore Fullone – conclude – si sta impegnando al massimo per rendere quel carcere un luogo educativo e speriamo di poter realizzare anche progetti per il reinserimento lavorativo dei ragazzi, al termine della loro detenzione”.

Carcere di Paola, visita dei Radicali. Ritorna il problema del sovraffollamento


Delegazione CC Paola 16 luglio 2016Nei giorni scorsi, la Casa Circondariale di Paola in Provincia di Cosenza, è stata oggetto di una visita da parte di una Delegazione autorizzata dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, guidata da Emilio Enzo Quintieri, già membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani. Della delegazione facevano parte anche Valentina Moretti, esponente di Radicali Italiani, Shyama Bokkory, Presidente dell’Associazione Alone Cosenza Onlus e Mediatore Culturale, Manuel Pisani e l’Avvocato Natalia Branda del Foro di Paola. La delegazione visitante, stante l’assenza del Direttore Caterina Arrotta e del Comandante di Reparto Maria Molinaro, è stata accolta ed accompagnata dagli Ispettori del Reparto di Polizia Penitenziaria Ercole Vanzillotta ed Attilio Lo Bianco.

Nella Casa Circondariale di Paola, al momento della visita, erano presenti 195 detenuti (dei quali 129 italiani e 66 stranieri), a fronte di una capienza regolamentare di 182 posti (13 in esubero), aventi le seguenti posizioni giuridiche : 145 condannati definitivi, 50 giudicabili (10 imputati, 18 appellanti e 22 ricorrenti). Per quanto riguarda le ulteriori “posizioni” dei detenuti è stato riscontrato che erano presenti : 29 tossicodipendenti, 45 con patologie psichiatriche (a questi vanno aggiunti altri 16 detenuti, appena trasferiti dalla CC. di Catanzaro insieme ad altri 3 detenuti) ed 1 con problemi di disabilità motoria; 18 sono, invece, quelli che lavorano ex Art. 21 O.P., 17 dei quali all’interno ed 1 all’esterno dell’Istituto; 1 detenuto era sottoposto, all’interno della sua camera, al regime di sorveglianza particolare ex Art. 14 bis O.P. Nell’occasione, 3 detenuti, si trovavano in permesso premio ex Art. 30 ter O.P. fuori dall’Istituto.

Le condizioni generali dell’Istituto sono apparse, come al solito, sostanzialmente buone (anche) dal punto di vista igienico – sanitario. A tal proposito, la Delegazione, è venuta a conoscenza che proprio nelle scorse settimane, l’A.S.P. di Cosenza, ha effettuato la visita ispettiva semestrale ex Art. 11 c. 12 O.P. Questa volta, a differenza delle altre occasioni, la Delegazione, ha visitato anche il locale cucina – adibito alla preparazione del vitto della popolazione detenuta – recentemente ristrutturato, abbastanza grande e spazioso e dotato di attrezzature moderne, trovandolo ordinato e abbastanza pulito. Stessa cosa, dicasi, per gli altri locali destinati ad attività trattamentali (teatro, laboratori informatici, aule scolastiche, etc.). E’ stato riscontrato che sono in corso i lavori di rifacimento della Palestra e dei relativi servizi igienici, locali che a breve saranno accessibili e fruibili dalla popolazione detenuta, migliorando e valorizzando la vita detentiva. La delegazione ha preso atto che, finalmente, dopo tanto tempo, è stata dissequestrata dal Tribunale di Paola la lavanderia dell’Istituto. Erano stati proprio i Radicali, nel corso delle visite precedenti, a denunciare il mantenimento del vincolo giudiziario sul locale, senza alcuna motivazione visto che i lavori prescritti dall’Autorità Giudiziaria erano stati regolarmente effettuati. Per il momento, la lavanderia, non sarà utilizzabile poiché i macchinari, non essendo stati per lungo tempo utilizzati, abbisognano di essere rimessi in funzione.

Relativamente al lavoro penitenziario, la Delegazione, è venuta a conoscenza che, proprio di recente, l’Amministrazione Penitenziaria, ha ridotto il fondo mercedi costringendo la Casa Circondariale di Paola a ridurre le ore lavorative dei detenuti da 4 a 3 (fatta eccezione per i lavoranti alla M.O.F. Manutenzione Ordinaria Fabbricati). Tale situazione, non consente ai lavoranti nemmeno di ottenere una retribuzione dignitosa per poter soddisfare le proprie esigenze personali fondamentali, specie per coloro che non hanno famiglia e/o per gli stranieri, creando ulteriori problematiche nell’Istituto. Pertanto, la Delegazione, ha invitato l’Amministrazione Penitenziaria a rivedere la propria determinazione sulle mercedi, auspicando che il relativo fondo venga aumentato o quantomeno ripristinato anche in virtù del fatto che presso detto Istituto non vi sono altre opportunità lavorative se non quelle alle dipendenze dell’Amministrazione.

Casa Circondariale 1Nel corso dell’ispezione, numerosi sono stati i detenuti che hanno lamentato, per l’ennesima volta, di non essere adeguatamente curati ed assistiti dal Servizio Sanitario Penitenziario. La Delegazione ha riscontrato che ci sono detenuti che attendono, da oltre 6 mesi, di essere trasferiti in una struttura sanitaria esterna per visite oncologiche o neurochirurgiche o per interventi chirurgici anche abbastanza delicati. Alcuni detenuti hanno già rappresentato tali problemi al Magistrato di Sorveglianza di Cosenza Paola Lucente che ritenendo inaccettabili e non giustificati tali ritardi, ha provveduto a sollecitare le Autorità Sanitarie competenti affinché vengano soddisfatte le legittime richieste dei detenuti. Ulteriori lamentele provenienti dai detenuti hanno riguardato l’impossibilità di vedere la televisione nelle celle, il guasto dei surgelatori in alcuni Reparti detentivi e che l’Istituto di Paola, contrariamente ad altri, non disponga di freezer per raffreddare le bevande consentite, specie durante la stagione estiva, per rendere meno afflittiva la detenzione.

Denunciata, altresì, l’inattuazione della “sorveglianza dinamica” che costringe i detenuti a restare per molte ore della giornata all’interno delle proprie camere di pernottamento. Nella Casa Circondariale di Paola, infatti, con esclusione del Reparto a custodia attenuata, ci sono solo le “celle aperte” per 8 ore al giorno ma non la “sorveglianza dinamica” che prevede un tipo di regime custodiale “aperto” e non “chiuso”. La Delegazione, ritiene che gli spazi per la socialità esistenti nei Reparti, siano insufficienti e non accessibili a tutti e che, invece, attuando la “sorveglianza dinamica”, potrebbero essere utilizzati i grandi e spaziosi corridoi dei Reparti detentivi, senza alcun problema per l’ordine e la sicurezza dell’Istituto. In modo particolare, i Radicali, hanno proposto che la “sorveglianza dinamica” venga praticata anche solo nelle Sezioni adibite a “Reclusione” (3° e 5° Reparto) visto che all’interno delle stesse vi sono condannati di “lieve pericolosità” e con regolare condotta intramurale, lasciando immutata la situazione nelle Sezioni adibite a “Circondariale” (1°, 2° e 4° Reparto).

Infine, gli stranieri, hanno chiesto il ripristino del servizio di mediazione culturale, precedentemente assicurato dall’Associazione Alone Cosenza Onlus tramite propri volontari; istanza che la Delegazione ritiene giusto fare propria e sostenere con forza. I Radicali, preso atto del sovraffollamento dell’Istituto, determinato anche con il recentissimo trasferimento di 19 detenuti dalla Casa Circondariale di Catanzaro disposto dal Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Calabria, ha chiesto che vengano bloccati ulteriori trasferimenti di detenuti e che, diversamente, la popolazione detenuta venga ridotta fino alla capienza regolamentare.

Tutto quanto emerso nell’ambito della visita ispettiva è stato dettagliatamente relazionato al Capo ed al Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria presso il Ministero della Giustizia, Santi Consolo e Massimo De Pascalis, al Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di Catanzaro Salvatore Acerra, al Direttore della Casa Circondariale di Paola Caterina Arrotta, al Magistrato di Sorveglianza di Cosenza Paola Lucente ed all’Ufficio del Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti presso il Ministero della Giustizia presieduto da Mauro Palma.