Salerno: Medico a giudizio per la morte del detenuto Tedesco. Prosciolti altri 5 Sanitari


Carcere di Fuorni SalernoImputazione coatta per il medico che era di turno quando morì Tedesco. Prosciolti tutti gli altri. Ci sarà un solo imputato per la morte del detenuto Carmine Tedesco, deceduto nel novembre del 2012 al “Ruggi” dopo due giorni di ricovero. Il giudice delle indagini preliminari Renata Sessa ha disposto l’imputazione coatta per il medico Immacolata Mauro, che era di turno in reparto quando avvenne la morte, e ha invece prosciolto gli altri cinque camici bianchi ancora coinvolti nell’inchiesta dopo che un’altra decina di posizioni era stata stralciata nei mesi scorsi.

Il sostituto procuratore Roberto Penna aveva chiesto l’archiviazione per tutti (difesi tra gli altri da Michele Tedesco e Nello Feleppa), dopo un supplemento di indagine e una consulenza medico legale che escludeva responsabilità mediche in una morte avvenuta per infarto.

La famiglia del 58enne di Montecorvino Rivella si era però opposta, presentando altre consulenze secondo cui il decesso si sarebbe potuto evitare se la patologia fosse stata riscontrata nelle prime ore di ricovero e l’intervento fosse stato tempestivo. Una ricostruzione condivisa solo in parte dal giudice, che ha ordinato al pm di procedere all’imputazione soltanto per il medico di guardia, a cui si rimprovera, “data la gravità del paziente”, di non averlo monitorato a dovere e di non essere accorsa subito quando un infermiere le segnalò che era caduto dal letto. L’ipotesi è che un soccorso immediato con un defibrillatore avrebbe potuto salvare il paziente. Scagionati invece i colleghi che avevano visitato Tedesco nelle ore precedenti.

Per il gip “i medici presenti quel pomeriggio intervennero, ma le condizioni del paziente non erano ancora tali da deporre per una sofferenza cardiaca in atto”. Prosciolti quindi Maria Teresa De Donato, Antonio Carrano, Alberto Clarizia, Giuseppina Plaitano e Nicola Narducci, quest’ultimo ritenuto “del tutto estraneo ai fatti perché non prestava servizio presso il reparto ove era ricoverato Tedesco”.

Il 58enne, sposato e padre di tre figli, era finito in cella nel marzo del 2012 e sarebbe dovuto uscirne il 29 dicembre, un mese e mezzo dopo la data della morte. Soffriva di diabete e l’11 novembre di due anni fa fu trasportato d’urgenza dal carcere all’ospedale per violenti dolori al torace e all’addome. L’autopsia avrebbe poi rivelato una cirrosi epatica, ma la morte avvenne – due giorni dopo il ricovero – per infarto del miocardio.

Il Tirreno, 19 novembre 2015

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