Carceri, il Ministro Orlando “Chi dice buttate via la chiave va confinato in un angolo”


Ministro Orlando (2)“Mi spiace che di carceri non si ragioni più dal momento in cui si è superata la triste situazione del sovraffollamento. E non lo dico dal punto di vista di chi ha dato qualche contributo ad andare in questa direzione, ma dal punto di vista vostro. Noi abbiamo un sistema dell’esecuzione penale che è tra i più cari in Europa e che ha il più alto tasso di recidiva. Voi lavorate per mandare della gente in galera che quando esce è peggio di quando vi è entrata: credo che questo sia un elemento di frustrazione che dovremmo affrontare tutti insieme, anche in questo caso insieme.” Lo ha detto l’Onorevole Andrea Orlando, Ministro della Giustizia del Governo Renzi, intervenendo al Congresso Nazionale dell’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) tenutosi nei giorni scorsi a Bari.

“Perché una volta superata la situazione di sovraffollamento non abbiamo risolto il tema del modello attraverso il quale avviene la detenzione, che nel nostro Paese è un modello passivizzante, carcero-centrico, che finisce per perpetuare le gerarchie criminali che si realizzano all’esterno del carcere stesso. In questo io credo che una discussione seria, ampia – anche dei costi/benefici, senza approcci ideologici, e nel confronto fra questo e altri sistemi a livello europeo – io credo che debba essere fatta. Anche per fronteggiare quel populismo penale contro il quale il presidente Sabelli ha speso parole importanti nei mesi scorsi. Ma che va sconfitto non semplicemente con una discussione fra addetti ai lavori, ma parlando alla società italiana. Cercando di confinare – ha concluso il Ministro della Giustizia – in un angolo gli imprenditori della paura. Cercando di mettere in un angolo quelli che dicono “bisogna buttare via la chiave”. Senza considerare il fatto che la nostra Costituzione dice, non per caso, una cosa abbastanza diversa”.

2 risposte a "Carceri, il Ministro Orlando “Chi dice buttate via la chiave va confinato in un angolo”"

  1. Il Ministro Orlando ha centrato in pieno il nocciolo della questione che va letta, secondo il mio modesto parere, in questi termini: l’italiano medio è forcaiolo e noi abbiamo il dovere da un lato di spiegargli che è del tutto fuori strada anche in termini di coerenza giurisdizionale europea. Dall’altro che decenni di carcere non rieducativo e afflittivo hanno generato una recidiva non sopportabile per un Paese che si modula sul pilastro dell’art.27 della Costituzione. Nonostante qualcuno lo brami ardentemente, il detenuto non può più marcire in cella: questi uomini hanno un diritto in più, vanno seguiti sulla base di trattamenti riabilitativi specialistici onde evitare una volta per tutte ogni rischio di recidiva.Questa è la cura, esattamente il contrario del “carcere duro”!!!

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