Giustizia, Sottosegretario Ferri “da Papa Francesco uno stimolo per umanizzare le Carceri”


Ferri e Papa Francesco“La lettera di Papa Francesco deve costituire uno stimolo per aprire un serio dibattito tra le forze politiche teso ad umanizzare sempre più la pena. Che deve essere sì giusta e rigorosa ma anche orientata alla rieducazione del reo, cosi come vuole la nostra Costituzione”.

Così Cosimo Ferri, sottosegretario alla Giustizia, interviene a “Voci del mattino”, su Radio 1, in merito sulla lettera inviata da Papa Bergoglio a Monsignor Fisichella che caldeggia un’amnistia per il Giubileo straordinario. “Chi accede alle misure alternative alla detenzione, quindi progetti, affidamenti alle comunità, servizi sociali, è dimostrato, dati alla mano, che è più avviato sulla via del recupero – ricorda il sottosegretario – incorre meno nella recidiva, rispetto ai detenuti che invece scontano la pena interamente all’interno della struttura penitenziaria. Quindi questo strumento è anche garanzia per l’intera società civile che chi ha sbagliato, una volta ritornato nell’ambito sociale, non cada di nuovo in comportamenti illeciti. Pertanto, a quel punto verrebbe del tutto espletata la funzione rieducativa, che è propria del mandato costituzionale”.

Il governo Renzi “è molto attento alle questione carceri – ha aggiunto Ferri – da maggio è partito il progetto “Stati generali delle carceri”, che ha voluto il ministro Orlando, proprio per riformare il sistema penitenziario, su temi fondamentali: la valorizzazione del volontariato, molto attivo in questo settore; l’affettività; i progetti di reinserimento nel tessuto sociale del detenuto. Questo complesso di interventi al fine di realizzare un’idea di carcere sempre più basata sui principi dell’umanità, della rieducazione e del reinserimento. È questa la nostra linea guida verso una spinta riformatrice – conclude il sottosegretario – e va nella stessa direzione auspicata da Papa Francesco: una pena che non dimentichi la commissione del reato ma che vada anche verso il recupero di chi ha sbagliato”.

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