Mantova: internata di 21 anni si impiccò all’Opg di Castiglione delle Stiviere, indagati due dipendenti per omicidio colposo


Opg Castiglione delle Stiviere MantovaBocciata la richiesta di archiviazione del pubblico ministero, il giudice vuole una nuova inchiesta. Il dubbio: quella morte si poteva evitare? Si era suicidata, impiccandosi con un lenzuolo, nei bagni dell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere. La procura aveva aperto un’inchiesta che, di recente si è conclusa con la richiesta di archiviazione da parte del sostituto procuratore che ha seguito il caso.

Il giudice però non solo ha respinto la richiesta del pm ma ha disposto nuove indagini, iscrivendo nel registro degli indagati due dipendenti dell’ospedale psichiatrico giudiziario per omicidio colposo. Ha inoltre invitato il pubblico ministero a servirsi di un perito affinché possa stabilire se quel suicidio si poteva evitare. La nuova inchiesta è agli inizi, ma altri soggetti potrebbero aggiungersi a quelli già indagati.

La tragica vicenda risale al giugno del 2014. Vittima una ragazza di appena 21 anni. La giovane quel giorno non era andata in mensa ma con un lenzuolo del suo letto si era infilata in bagno. Aveva legato un’estremità alle inferriate della finestra e l’altra attorno al collo. Poi si era lasciata andare. L’aveva trovata un’altra ospite dell’Opg che aveva dato l’allarme. La disperata corsa all’ospedale di Desenzano, purtroppo, si era rivelata inutile.

Già ospite della comunità riabilitativa di Quistello, per il disagio psichico la ragazza aveva tentato di strozzare una delle operatrici. All’arrivo dei carabinieri si era scagliata contro di loro, cercando di colpirli con alcuni colli di bottiglia. Per quell’episodio era stata condannata a tre anni e otto mesi. L’accusa: tentato omicidio. Il pubblico ministero Rosaria Micucci ne aveva chiesti cinque.

Era accaduto il 30 maggio 2012 nella comunità riabilitativa ad alta assistenza psichiatrica, dove la giovane era ricoverata per un disturbo borderline di personalità. Nel pomeriggio aveva insistito per parlare con una delle operatrici, da cui pretendeva delle sigarette. Dopo il no della dipendente aveva cominciato a spintonarla e a colpirla con pugni e sberle fino a farla cadere a terra. A quel punto aveva cercato di strangolarla. Provvidenziale l’intervento di un medico e di un’infermiera che l’avevano bloccata appena in tempo.

“Adesso voglio finire quello che ho iniziato” aveva detto la giovane che era poi riuscita a liberarsi dalla presa dei soccorritori, dopo aver rotto due bottiglie e minacciato con i cocci le persone presenti. La sua furia non si era calmata nemmeno all’arrivo dei carabinieri, anche loro minacciati di morte se avessero osato toccarla. Le stesse frasi le aveva lanciate all’indirizzo del personale della struttura.

Alla fine era stata neutralizzata. Trasferita in psichiatria al Poma aveva continuato a comportarsi in maniera violenta. Da qui la decisione del giudice, su richiesta del pubblico ministero, di emettere nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare a San Vittore. E da lì tre mesi dopo è stata trasferita all’Opg di Castiglione, dove si è tolta la vita.

Giancarlo Oliani

Gazzetta di Mantova, 27 agosto 2015

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