Roma, Per 1.378 giorni di Carcere inumano, detenuto risarcito con 11 mila euro


regina-coeli-carcereOtto euro per ogni giorno trascorso in una cella sovraffollata di Regina Coeli o di Rebibbia. È il risarcimento stabilito dal giudice della seconda sezione civile del tribunale di Roma per un ex detenuto cinquantenne che, nel dicembre del 2014, si era appellato all’articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, ricorrendo contro il Ministero della Giustizia per l’inadeguatezza delle strutture penitenziarie dove ha scontato quasi quattro anni di reclusione per spaccio e reati contro il patrimonio. Un provvedimento, emesso dal giudice Antonella Dell’Orfano, che ha riconosciuto all’ex detenuto una compensazione complessiva di 11.000 euro, a fronte di 1.378 giorni di carcere vissuti in un contesto considerato inumano e degradante.

Una nuova sentenza che riguarda le carenze strutturali dei penitenziari italiani è stata emessa nelle scorse ore dalla seconda sezione civile del tribunale di Roma per un ex detenuto cinquantenne che, nel dicembre del 2014, si era appellato all’articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Secondo l’ex ristretto, che ha scontato quasi quattro anni di reclusione per spaccio e reati contro il patrimonio, la cella dove era detenuto era troppo stretta e le condizioni di degrado evidenti.

L’uomo, difeso dagli avvocati Giuseppe Caparrucci e Silvia Narduzzi, si è rivolto per questo alla magistratura ordinaria e ieri un provvedimento, emesso dal giudice Antonella Dell’Orfano, gli ha riconosciuto 11mila euro a titolo di risarcimento, a fronte di 1.378 giorni di carcere vissuti in quello che è stato descritto come un contesto considerato inumano e degradante.

La vicenda è molto simile a quella di un 44enne, condannato nel 2011 per reati legati agli stupefacenti, che ha raccontato la sua detenzione nel carcere di Sollicciano, a Firenze, sottolineando: “La mia non è stata detenzione ma segregazione. Decima sezione penale, niente libertà di movimento, in 3 in una cella di neppure 12 metri quadri, l’acqua che filtra dal terrazzino, umida d’inverno e bollente d’estate: fino a 50 gradi, non puoi appoggiarti al muro”.

L’uomo era stato scarcerato a marzo; il suo legale, Giovanni Conticelli, aveva chiesto, sulla base dell’articolo 35 dell’ordinamento penitenziario, “una riduzione della pena detentiva ancora da espiare pari a 1 giorno ogni 10 espiati” in condizioni inumane, nonché “una somma di denaro pari a 8 euro per ciascuna giornata”. Il giudice aveva accolto il ricorso.

Riccardo Di Vanna

Il Messaggero, 24 giugno 2015

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