Carceri, Il Presidente Emerito Napolitano “E’ arrivato il momento di riformare la Legge Penitenziaria del 75”


Si è commosso il presidente emerito Giorgio Napolitano, a Napoli per la tavola rotonda sul tema delle carceri. “È importante fare le leggi con audacia – ha dichiarato – ma oggi non ci troviamo di fronte solo ad un problema normativo, ama anche e soprattutto culturale. Noto un impoverimento sul piano dei valori della società italiana”.

Napolitano, al convegno organizzato dalla Garante dei detenuti Adriana Tocco, nella sala del Circolo degli Ufficiali di Palazzo Salerno, ha proseguito ribadendo la necessità di cambiare la riforma penitenziaria: “Nel nostro Paese non sono state fatte le riforme necessarie. Penso che sia arrivato il momento di riformare la legge del 75.

Il presidente Mattarella, che degnamente esercita la funzione di capo dello Stato, avrà sicuramente al centro della sua attenzione la questione penitenziaria. Con il mio intervento sui diritti dell’uomo ho scommesso e mi è andata bene – ha affermato commuovendosi e ricordando il suo intervento alle Camere nel 2013 dopo la condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo – ci sono stati dei miglioramenti, come ricorrere a pene alternative in certi casi. Molto ancora non è stato, penso agli gli stranieri che finiscono in carcere solo per aver violato la legge sull’immigrazione clandestina”.

L’ex inquilino del Quirinale, durante il suo discorso, ha rimproverato i giornalisti: “L’informazione adesso partecipa alla polemica sulle riforme, quelle in particolare che riguardano il senato, si preoccupano – ha evidenziato – che questa modifica potrebbe indebolire la democrazia parlamentare, ma quanto spazio hanno dedicato all’attività stessa del Parlamento? Zero. Quello che fanno le Camere – ha sottolineato – non viene pubblicato. Da poco sono rientrato e non sono entusiasta di ciò che ho trovato”.

Napolitano, accompagnato dalla moglie e compagna di sempre Clio, ha dunque approfittato della sua Napoli per lanciare un monito agli organi di informazione e alla politica stessa: “Oggi si pensa a condannare un intercettato, prima ancora che si arrivi alla conclusione delle indagini, o che ci sia un rinvio a giudizio. Mi dispiace dirlo, ma oltre a rivolgermi ad un anello fondamentale come quello dell’informazione, chiamo in causa la politica. Non voglio soffermarmi sul solito tema della decadenza della politica – ha poi concluso Napolitano – ma proprio la politica deve essere capace di rilanciare il Paese e soprattutto deve essere portatrice di valori sani”.

http://www.ilvelino.it – 09 Giugno 2015

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