Carceri, sono già 10 i detenuti morti suicidi nei primi 3 mesi del 2015


cella penitenziariaSono già dieci i detenuti che, nel corso dei primi tre mesi del 2015, si sono tolti la vita all’interno delle carceri italiane su un totale di 21 decessi registrati dall’Osservatorio permanente sulle morti in carcere della rivista Ristretti orizzonti di Padova. Tra questi, anche un ragazzo romeno di 19 anni, arrestato per un reato contro il patrimonio, che si è impiccato con un lenzuolo dopo aver visto sfumare gli arresti domiciliari.

Altri due uomini, internati rispettivamente nell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) e di Reggio Emilia, si sono tolti la vita a poche settimane dalla chiusura definitiva degli Opg. Vale la pena ricordare i dati diffusi questa settimana dall’Istat a proposito della popolazione carceraria, che hanno fatto segnare sì una diminuzione importante, ma ancora non sufficiente. Al 31 dicembre 2013 risultavano detenute nelle carceri italiane 62.536 persone, il 4,8% in meno rispetto al 2012 (-8% sul 2010).

Si tratta di un numero di gran lunga superiore, però, alla capienza regolamentare, fissata a 47.709 posti. Solo il pronto intervento degli agenti di polizia penitenziario o dei compagni di cella ha impedito che il numero dei suicidi fosse più elevato. “Mi hanno salvato, ma era meglio se non lo facevano, nella disumanità che si vive in questa condizione la morte è una liberazione”.

Francesco Schiavone (cugino dell’omonimo esponente della camorra, noto come “Sandokan”) avrebbe tentato per due volte di togliersi la vita: la prima impiccandosi con una corda al collo e una busta di plastica in testa, la seconda tagliandosi le vene dei polsi. L’uomo sta scontando una condanna in regime di 41bis (il cosiddetto “carcere duro”, che prevede restrizioni e condizioni speciali). La vicenda è stata resa nota dal Garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, con cui Schiavone intrattiene da mesi un carteggio sulle dure condizioni di vita del carcere dell’Aquila. Nei mesi scorsi, tramite i suoi avvocati, Schiavone aveva presentato ricorso alla magistratura di Sorveglianza per le condizioni di detenzione, definite dallo stesso Schiavone in una lettera al Garante, “inumane” anche “per l’esiguità dello spazio a sua disposizione”.

“Il Tribunale di Sorveglianza ha accolto il ricorso, ma contro la decisione del magistrato di sorveglianza si è appellato il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria” (Dap), si legge in una nota del Garante dei detenuti del Lazio. Sulla vicenda il Garante ha inviato una lettera al Dap chiedendo chiarimenti, in particolare, sulle condizioni di detenzione dei reclusi in regime speciale all’interno del carcere aquilano.

“Quest’uomo ha commesso dei reati gravi e la certezza della giustizia non è in discussione – sottolinea Marroni. In discussione sono le condizioni di detenzione nelle carceri italiane, in passato finite più volte sotto la lente d’osservazione anche dell’Unione Europea. In Italia, credo che sia venuto il momento di ripensare il 41bis”.

Ilaria Sesana

Avvenire, 22 marzo 2015

Una risposta a "Carceri, sono già 10 i detenuti morti suicidi nei primi 3 mesi del 2015"

  1. Il 41bis è semplicemente dittatura. Non si trattare una persona come un animale e quando il governo lo fa allora è un governo nazi. Infatti non a caso le forze dell’ordine Italiane come quelle canadesi indossano stivali nazisti. Ma sono solo Io che vedo queste cose? Non credo che siano solo frutti della moda. Mi sorprendo che il Papa stesso sia così addormentato da non commentare questa offesa o che I giudei non si lamentino. Cosa è? Uno stato di controllo mentale generale?

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