Napoli: detenuto si impicca nel carcere di Poggioreale, è il 31° suicidio del 2014


Casa Circondariale 1Si chiamava Vincenzo De Matteo, 63 anni, il detenuto ristretto nel Padiglione Avellino della Casa Circondariale di Napoli Poggioreale, che si è tolto la vita impiccandosi nel bagno della sua cella con un asciugamano, mentre gli altri compagni erano in cortile per l’ora d’aria. De Matteo, stava scontando un cumulo di pene e sarebbe dovuto uscire dal carcere nel 2018. Nonostante l’intervento degli uomini della Polizia Penitenziaria, non c’è stato nulla da fare. Salgono così a 31 le persone detenute che hanno rinunciato a vivere nei primi 9 mesi del 2014, per un totale di 103 decessi, ovvero una media di oltre 11 morti al mese.

Il 29 gennaio scorso De Matteo era stato condannato in via definitiva a 4 anni di reclusione dai giudici della Corte d’Appello del Tribunale di Bologna perché riconosciuto colpevole dei reati di furto e rapina commessi a Pistoia nel 2003. Ma l’8 marzo del 2012 era stato anche condannato a 3 anni e mezzo per una rapina commessa, assieme ad un complice, a Ravenna, il 27 luglio del 2011, ai danni della Banca Popolare di Ravenna ed era in attesa di Appello. E così il, il 31 gennaio scorso, per lui erano scattate le manette e il trasferimento nel carcere di Poggioreale. E lì, nel bagno della sua cella, dopo che non aveva dato alcun segnale sull’insano gesto che voleva fare, il 63enne Vincenzo De Matteo, residente alla seconda Traversa di via Villa Bisignano, a Barra, si è tolto la vita impiccandosi alle sbarre con degli asciugamani arrotolati. Un gesto che ha lasciato sgomenti i compagni di detenzione ma anche gli agenti della polizia penitenziaria che lo ricordano come “una persona tranquilla, un detenuti modello”. Anche perché, venerdì scorso, De Matteo aveva fatto regolarmente il colloqui con i familiari e anche a loro era sembrato tranquillo. Probabilmente, sulla psiche del 63enne, per il quale il “fine pena” era previsto per il 2018, ha pesato proprio il probabile sito negativo del processo d’appello per la rapina commessa a Ravenna a luglio del 2011, per la quale era stato arrestato, assieme al complice, a novembre dello stesso anno e a marzo 2012 aveva già ottenuto la prima condanna a 3 anni e mezzo con il rito abbreviato, mentre il complice aveva scelto il rito ordinario. Nelle prossime ore potrebbe essere disposta l’autopsia sul cadavere di De Matteo e subito dopo il corpo sarà consegnato ai familiari per i funerali a Barra.

 

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