Vigevano, Detenuto picchiato da 5 Agenti Penitenziari. Indaga la Procura della Repubblica


Casa CircondarialePrima dell’alba Massimiliano Cannata, 31 anni, e il suo compagno di cella svegliano la sezione del carcere in cui sono detenuti. Sono ubriachi, non di alcol ma di un distillato che i detenuti producono in proprio facendo macerare la frutta con lo zucchero. Urlano, picchiano calci contro la porta, svegliano tutti. Alle 8 un agente di polizia penitenziaria apre la loro cella per accompagnarli all’ufficio di sorveglianza ma Cannata, a differenza del compagno, ha una reazione: insulta la guardia penitenziaria, la strattona. Lo ammette lui stesso, più tardi davanti al giudice del Tribunale di Pavia. Ne nasce una colluttazione.

Lui rimedia un occhio nero e una distorsione rachide cervicale, l’agente una distorsione al polso (7 giorni di prognosi). Ma la vicenda non finisce qui. Il detenuto viene visitato in tre occasioni dichiarando, ogni volta, di essere caduto dal letto: la prima volta nell’infermeria del carcere, che dà atto dell’occhio nero ma non di altri lividi, la seconda volta in ospedale intorno alle 10 con un referto analogo mentre la terza volta, verso mezzogiorno, viene anche sottoposto a una tac e tenuto in osservazione. Ieri mattina, assistito dall’avvocato d’ufficio Marco Sommariva, è comparso davanti al giudice Luigi Riganti per rispondere di resistenza a pubblico ufficiale. Ma in aula ha fornito una nuova versione dei fatti: ha raccontato di essere stato picchiato, nell’ufficio di sorveglianza, da 5 agenti di custodia.

Una dichiarazione che apre nuovi scenari e soprattutto la necessità di approfondire la vicenda. Il giudice ha infatti trasmetto gli atti alla Procura che identificherà gli agenti e dovrà poi formulare un’ipotesi di reato per lesioni o, al contrario, per calunnia. Il pubblico ministero Antonella Santi ha ottenuto la convalida dell’arresto. Il processo invece è stato rinviato al 26 maggio 2015.

La Provincia Pavese, 29 giugno 2014

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