Padova, Scambiò un infarto per un mal di stomaco. Condannato a 2 anni Medico Penitenziario. Dovrà pagare 250 mila Euro


Casa Circondariale di PadovaHa violato la posizione di garanzia che un medico del carcere deve assicurare nei confronti di un detenuto in precarie condizioni di salute. È una colpa grave quella che, nei giorni scorsi, ha portato alla condanna del dottor Annibale Cirulli, 45 anni, medico con studio a Dolo, all’epoca dei fatti in servizio di guardia medica alla Casa circondariale di Padova. 2 anni di reclusione. È la pena inflittagli dal Giudice per le Indagini Preliminari Dott.ssa Lara Fortuna con rito abbreviato. Per la condanna si era espresso anche il Pubblico Ministero Dott.ssa Orietta Canova che aveva però sollecitato una pena di 18 mesi.

Al dottor Cirulli, assistito dall’avvocato Lino Roetta, è stata concessa la sospensione condizionale della pena a patto che risarcisca il danno entro sei mesi dal giorno in cui la sentenza diventerà definitiva e cioè il 25 luglio (salvo ricorso in appello).

Dovrà infatti rifondere i tre fratelli e i due genitori di Adel Mzoughi, il pusher tunisino trentaseienne morto tra le sbarre della sua cella, mentre era in attesa di giudizio, il 13 marzo 2011, con una provvisionale di complessivi 250 mila euro (50 mila euro per uno dei tre fratelli, 30 mila euro a testa per gli altri due, 70 mila euro a testa per i genitori). L’esatta quantificazione del risarcimento ai familiari, costituiti parte civile con l’avvocato Annamaria Beltrame, dovrà essere stabilita in sede civile.

Cirulli era accusato di non aver diagnosticato l’infarto in tempo utile. Quella mattina Mzoughi aveva chiesto di essere accompagnato in infermeria. Lamentava forti dolori epigastrici e retrosternali. Il medico l’avrebbe visitato in maniera sommaria. Si sarebbe limitato a prescrivergli un gastroprotettore senza disporre ulteriori esami nè accertamenti di natura diagnostica. Ad un’ora di distanza il tunisino si era sentito male un’altra volta. Il farmaco non era servito ad arrestare il dolore. Cirulli non aveva però ritenuto necessario il trasferimento in ospedale. Gli aveva prescritto soltanto un valium. Nemmeno un’ora dopo il cuore di Mzoughi aveva cessato di battere. Per la Procura il medico non si era reso conto della gravità della sindrome coronarica in atto.

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