Amantea, “Il boss Gentile rimane in Isolamento al 41 bis a Parma”


CC ParmaTommaso Gentile, boss della consorteria mafiosa amanteana, “Gentile-Besaldo-Africano”, tratto in arresto il 21 dicembre del 2007 nell’Operazione “Nepetia”, è ancora detenuto in regime del 41 bis (il “carcere duro”), nonostante i problemi di salute che, nel settembre del 2012, lo avevano costretto a sottoporsi ad intervento chirurgico di mastectomia sinistra per un carcinoma maligno.

Il boss, cinque anni fa, lo ricordiamo, era finito in carcere con gli altri reggenti del clan – Guido e Massimo Africano e Pasqualino Besaldo – e buona parte dei fedelissimi di peso del gruppo criminale, nonchè alcuni funzionari comunali ritenuti molto vicini alla cosca, soprattutto in materia di appalti pubblici. In tutto furono 46 le persone trascinate innanzi all’Autorità Giudiziaria per difendersi da varie ipotesi di reato, tra cui, appunto, l’associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsioni, traffico di droga e altro ancora. Di queste : 23 sono ancora in attesa del pronunciamento dei giudici di secondo grado; i restanti, invece, sono stati giudicati in Cassazione, molti dei quali condannati.

Tra questi, appunto, tutti i pezzi da novanta della criminalità organizzata del comune nepetino, quali : Tommaso Gentile, Guido e Massimo Africano, Luca Azzinnaro, Franco Muto (boss dell’omonima cosca cetrarese), Pier Mannarino, Giacomino Guido (braccio armato del clan) e altri. Ma, ritornando al caso di Tomas (così definito da sodali e amici), lo stesso – detenuto nel 2004 presso il Carcere di Parma -, dopo oltre 100 giorni di attesa dalla richiesta inoltrata dai difensori al Giudice di Sorveglianza di Reggio Emilia, era stato trasferito presso la Sezione Detentiva dell’Azienda Ospedaliera di Parma per essere ricoverato e sottoposto ad intervento chirurgico. La degenza in ospedale non aveva superato (come da disposizioni) i 5 giorni, quindi, era stato nuovamente portato in cella al “carcere duro” poichè la Sezione Feriale della Corte di Appello di Catanzaro con ordinanza del 31 agosto 2004 aveva dichiarato inammissibile l’istanza formulata dai difensori del boss, con la quale si chiedeva in via principale la sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari o, in via subordinata, accertamenti peritali sulle sue condizioni di salute al fin di verificare la sua compatibilità con la detenzione carceraria. Gentile, condannato a 10 anni e 8 mesi, dovrà ancora scontare poco più di 5 anni.

In favore del boss, viste le sue condizioni di salute, lo ricordiamo, erano intervenuti Emilio Quintieri, Ecologista Radicale nonchè l’Onorevole Rita Bernardini, Deputato Radicale membro della Commissione Giustizia che. unitamente agli altri Deputati Matteo Mecacci, Maurizio Turco, Maria Antonietta Farina Coscioni, Elisabetta Zamparutti e Marco Beltrandi, aveva presentato un Interrogazione Parlamentare ai Ministri della Giustizia e della Salute Paola Severino e Renato Balduzzi.

Stefania Sapienza

Il Garantista della Calabria, Edizione di Cosenza

19 Giugno 2014 – http://www.ilgarantista.it 

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