Grido di dolore dei Magistrati : “Uffici di Sorveglianza ormai allo stremo delle forze”


giustizia2Condividendo con la Comunità nazionale la soddisfazione per l’esito del verdetto europeo nella procedura pilota scaturita dalla sentenza Torreggiani, rivendica i meriti della Magistratura di sorveglianza che ha grandemente contribuito, con spirito di sacrificio e di abnegazione istituzionale, alla realizzazione di tale risultato positivo, pur parziale e provvisorio, adoperandosi anche al di là delle proprie forze al fine di garantire la sollecita e corretta applicazione degli istituti introdotti dal legislatore per attenuare la pressione del sovraffollamento carcerario (dall’esecuzione presso il domicilio alla liberazione anticipata speciale), cumulando queste nuove competenze al buon governo discrezionale delle misure alternative alla detenzione e all’attenta e assidua opera di tutela della dignità e dei diritti fondamentali dei detenuti.

Cionondimeno, esprime il profondo disagio degli Uffici e dei Tribunali di Sorveglianza, oberati da gravosissimi carichi di lavoro in crescita esponenziale, ed eleva un grido d’allarme per il rischio concreto di un prossimo collasso di tali Uffici ormai allo stremo delle forze.

Come già rappresentato in due lettere rivolte il 19 maggio u.s., rispettivamente al Capo dello Stato ed al Ministro della Giustizia, senza un piano “straordinario” che destini in tempi rapidi mezzi e risorse in dimensione adeguata, la Magistratura di Sorveglianza non solo non potrà più garantire l’espletamento dei suoi ordinari compiti di istituto, ma neppure sarà nelle condizioni di raggiungere (o di tentare di raggiungere) le finalità che i recenti interventi normativi si ripromettono in termini di deflazione carceraria e di effettiva e urgente tutela dei diritti fondamentali dei detenuti.

In tale quadro dobbiamo registrare con profonda amarezza che l’insieme delle proposte formulate non ha trovato alcuna sostanziale accoglienza: in particolare, l’invocato aumento proporzionato della dotazione organica di magistrati e di personale amministrativo “strutturato” e “stabilizzato”, attraverso urgenti interventi normativi ed amministrativi, nonché la prospettata modifica necessaria al fine di rendere effettivo, efficace e tempestivo il rimedio preventivo, avente carattere prioritario secondo la Corte Europea, estendendo l’ottemperanza – in presenza di lesioni gravi ed attuali dei diritti dei detenuti – alle ordinanze provvisoriamente esecutive che tali diritti tutelano.

Si apprende, invece, dagli organi di stampa che l’unico sussidio organizzativo che si prefigura è l’autorizzazione all’impiego di Volontari a supporto della Magistratura di sorveglianza che, per quanto utile, costituisce un risorsa precaria, eventuale e del tutto insufficiente.

Si apprende, altresì, dalla lettura del comunicato del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa e dalle anticipazioni dei mass-media, l’imminente varo di ulteriori misure di carattere compensativo, con l’elevata probabilità dell’attribuzione della relativa competenza alla Magistratura di sorveglianza.

Pur condividendo la necessità di efficaci rimedi compensativi siccome prescritti dalla sentenza Torreggiani, al di là delle conseguenze disastrose che tali nuove competenze avrebbero sulla produttività e sull’efficienza della Magistratura di Sorveglianza, acquistano valore risolutivo le considerazioni nel merito di tali annunziate misure:

l’ulteriore liberazione anticipata “speciale” con esplicite ed “eteronome” finalità risarcitorie per il condannato detenuto, di difficile applicazione pratica e dal modesto effetto deflattivo, ed il risarcimento pecuniario in misura forfettaria che, a fronte dell’incommensurabilità del bene supremo della dignità umana che non conosce prezzo, percorre una via indennitaria diversa dalla strada maestra della garanzia giurisdizionale del diritto al risarcimento integrale dei danni conseguenti ai trattamenti disumani e degradanti, di competenza del giudice naturale che la Suprema Corte di Cassazione ha indicato nel Giudice civile.

Nella speranza che il grido di dolore della Magistratura di Sorveglianza, ma soprattutto le sue proposte ragionate, frutto di scienza ed esperienza, conquistate sul campo e accumulate nel tempo, non restino ancora una volta inascoltati, si confida in un supplemento di saggezza politico-istituzionale, nella profonda convinzione che il rispetto dei diritti contemplati dalla Costituzione italiana e dalla Convenzione europea esige il rispetto e la piena funzionalità delle Magistrature che tali diritti devono garantire e concretamente tutelare.

dal Coordinamento nazionale dei Magistrati di Sorveglianza (Conams)

Ristretti Orizzonti, 14 giugno 2014

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