Carceri inumane: “Ci costeranno tra i 60 e i 100 milioni di euro”


Carcere Montacuto di AnconaL’Italia è ancora sotto la lente della corte europea dei Diritti Umani per la questione carceri e oggi scade l’ultimatum che più di un anno fa Strasburgo aveva dato al nostro Paese. Fino a oggi sono stati ricevuti 6.829 ricorsi: situazioni che somigliano alla sentenza Torreggiani, del 8 gennaio 2013, giorno da cui il nostro Paese rischia le sanzioni.

LA SENTENZA TORREGGIANI – La Corte rigettò il ricorso dell’Italia con cui il sistema penitenziario nazionale era stato condannato per trattamento inumano e degradante inflitto ai detenuti, vietati dall’articolo 3 della Convenzione Europea. I detenuti del ricorso si trovano a scontare la propria pena presso gli istituti di detenzione di Busto Arsizio e Piacenza. Ogni cella era occupata da tre persone e ognuno di loro aveva a propria disposizione meno di tre metri quadrati come proprio spazio. Per i danni subiti la Corte ha calcolato un risarcimento di circa 100mila euro per tutti i ricorrenti.

PRESENTE E FUTURO – Il prossimo 3 giugno è invece la data in cui i ministri del Consiglio d’Europa prenderanno in esame l’esecuzione delle sentenze della corte. Se non verranno introdotte le misure richieste entro quel termine, ci saranno ulteriori ammonimenti. Il rischio è che aumentino le condanne onerose che prevedono i risarcimenti. “L’Italia ha la possibilità di compensare questo danno in modo da evitare la condanna: deve mostrare che si sta impegnando per fare in modo che quello che le sentenze attestano non succeda di nuovo. Nel caso la corte valutasse questo sforzo non sufficiente i rimborsi in tutto costerebbero allo Stato tra i 60 e i 10 milioni di euro” spiega Patrizio Gonnella, presidente dell’Associazione Antigone, che da anni si occupa di diritti dei detenuti e che ha avviato insieme a più di 2mila ricorsi diretti a Strasburgo. Poco tempo fa, era arrivata un’altra condanna della Corte Europea dopo il ricorso fatto con l’appoggio dell’Associazione da Giovanni Castaldo, ristretto nel Carcere di Avellino.

“Sanzioni o no speriamo davvero che il nostro Paese rimanga sotto lo sguardo europeo: per ridurre l’impatto del sovraffollamento non valutiamo negativamente quello che è stato fatto, ma ci sono tante altre criticità nel nostro sistema carcerario” continua Patrizio Gonnella.

DATI NAZIONALI E NON – In effetti che la situazione fosse oltre il limite consentito lo si poteva comprendere anche soltanto osservando i dati. Soltanto la Serbia è peggio dell’Italia per quel che riguarda il sovraffollamento, secondo il rapporto del Consiglio d’Europa. Inoltre il nostro Paese è il primo tra i 28 dell’Unione europea per numero di detenuti in attesa di giudizio. Tra le misure cautelari il nostro ordinamento prevede la carcerazione per chi è in attesa di giudizio e questa da più voci è ritenuta una delle cause maggiori del sovraffollamento.

Per quanto riguarda invece il panorama nazionale, a fronte di una capienza complessiva di 49.091 unità, le carceri italiane ospitano ad oggi 59.683 detenuti secondo i dati raccolti dall’associazione Antigone, che da anni si occupa di tutela dei diritti dei detenuti.

Nel 2013 negli istituti penitenziari si sono suicidati ben 49 persone. In totale sono morte 153 persone in tutto. Già quest’anno i suicidi sono stati 15 e i morti in tutto 57, come mostra il dossier “Morire di carcere” di Ristretti Orizzonti, associazione che dal 2000 raccoglie i dati sulle morti negli istituti penitenziari.“

Selene Cilluffo

27 Maggio 2014, Today.it 

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