Giustizia: abrogazione Fini-Giovanardi, sullo sconto di pena ai detenuti decidono le Sezioni Unite della Cassazione


cassazioneNelle prossime settimane alcune migliaia di detenuti potrebbero vedere fortemente ridotta la loro pena e il sovraffollamento carcerario ridursi significativamente. La palla è nelle mani delle Sezioni Unite della Corte di cassazione che il prossimo 29 di maggio dovrà decidere che fare di tutte quelle condanne esito della legge Fini-Giovanardi sulle droghe, abrogata dalla Corte costituzionale lo scorso 25 febbraio 2014 per violazione dell’articolo 77 della Costituzione.

Il tema è di controversa soluzione. La legge Fini-Giovanardi trattava allo stesso modo attività aventi a oggetto droghe leggere e droghe pesanti con un range punitivo dai 6 ai 20 anni di carcere. Con la sua abrogazione è andata a rivivere la precedente legge Jervolino-Vassalli del 1990 che invece prevedeva nel caso di droghe leggere pene molto più basse, ovvero dai 2 ai 6 anni. Il recente decreto legge del governo, in fase di conversione al Senato, ha tenuto distinte le tabelle nella convinzione che hashish ed eroina sono sostanze non assimilabili.

Il decreto legge però non fa altro. Non rilancia le politiche di riduzione del danno. Non dice nulla su come sanare gli eccessi di pena avvenuti nel passato. E qui si scontrano varie scuole di pensiero giuridico. C’è chi sostiene che la sentenza passata in giudicato sia sempre intangibile. Posizione che però pare scarsamente avallata dalla giurisprudenza della Consulta che tende ad applicare, ragionevolmente, il principio del favor rei.

In tal caso saranno i giudici dell’esecuzione a dover ricalcolare la pena delle persone condannate. Ma anche in questo caso non è chiaro quale debba essere il criterio da applicare nella riduzione di pena. Un criterio aritmetico meramente proporzionale oppure una nuova valutazione qualitativa dei fatti che tenga conto della minore offensività penale?

Infine c’è chi afferma che la pena vada cancellata per intero essendo stata dichiarata illegittima dai giudici della Corte Costituzionale. Tra le più recenti pronunce vi è da segnalare quella del Gip del Tribunale di Pisa dello scorso 15 aprile che in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione ha accolto il ricorso di un detenuto condannato per spaccio di hashish e gli ha ridotto significativamente la pena da espiare.

di Patrizio Gonnella

Italia Oggi, 20 maggio 2014

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