Napoli: i Radicali raccolgono le denunce dei detenuti ammalati, 300 in attesa di ricovero


Luigi Mazzotta, Radicali NapoliA fine maggio arriveranno le salate multe da parte dell’Unione Europea per le condizioni in cui versano le carceri italiane. Sovraffollamento, condizioni igienico sanitarie pessime, negazione dei diritti per i detenuti sono alcune delle motivazioni delle multe che l’Italia sarà, da qui a breve, condannata a pagare.

Per questo motivo, la scorsa settimana una delegazione di militanti dell’associazione Radicale Per la Grande Napoli, insieme ai parenti dei detenuti si è riunita davanti alla Casa Circondariale di Poggioreale per dare vita ad un presidio non violento, voluto per continuare le lotte in favore dell’amnistia e per il ripristino della legalità all’interno delle carceri per evitare i provvedimenti disciplinari dell’Europa e garantire livelli migliori di vita ai detenuti.

“La manifestazione – spiega Luigi Mazzotta, segretario dell’Associazione Radicale Per la Grande Napoli – è stata voluta soprattutto per raccogliere gli appelli dei detenuti ammalati, che sono rinchiusi in delle catacombe, senza l’adeguata assistenza medico sanitaria”. Quella di Poggioreale è solo la prima delle tappe previste dai Radicali per denunciare l’abbandono che vivono i detenuti ammalati all’interno delle carceri.

Oggi, infatti, ci sarà un’altra manifestazione, all’esterno del Carcere di Secondigliano, a cui parteciperà anche il Senatore del Gal, Luigi Compagna, da sempre in prima linea per i diritti dei detenuti. Intanto proseguono gli appelli con manifestazioni anche eclatanti come quelli degli scioperi della fame e della sete di Marco Pannella e dei Radicali e seguito dai detenuti del Carcere di Poggioreale, che a volte per giorni rifiutano il cibo in segno di protesta. A loro si sono, in alcune occasioni, uniti anche i detenuti di un altro carcere campano, quello di Bellizzi Irpino.

“Tra poco arriveranno le multe dell’Unione Europea – prosegue Mazzotta – e qui non è cambiato ancora nulla, nessuno prende una decisione e in carcere si continua a soffrire. Vogliamo dire ai familiari dei detenuti di non tacere e li invitiamo a fare ricorso quando si presentano casi di omissione di cure all’interno del carcere”. Nonostante la macchina burocratica sia lenta e farraginosa, a Roma, qualcosa sta andando avanti. Per il 15 maggio, infatti, doveva essere pronto il testo unificato in materia di amnistia e indulto, redatto dalla senatrice Nadia Ginetti del Pd e dal senatore Ciro Falanga, di Fi, in qualità di relatori dei quattro ddl per amnistia e indulto. L’esame congiunto dei ddl per amnistia e indulto 2014 è proprio in questi giorni al vaglio della commissione Giustizia al Senato della Repubblica.

Trecento richieste di ricovero

“Sono oltre trecento le richieste di ricovero in ospedale, da parte di detenuti, inevase all’interno delle carceri italiane dall’inizio dell’anno”. A fornire i dati è Luigi Mazzotta dei Radicali Per la Grande Napoli, che spiega: “Si tratta di richieste per operazioni chirurgiche, per le quali i detenuti aspettano anche otto mesi. Alcuni riescono ad essere operati, altri rischiano di morire prima di arrivare in sala operatoria. Invito i detenuti e i loro parenti a prendere esempio da chi ha fatto ricorso e ha ricevuto un indennizzo dalla Corte Europea di quindicimila euro per mancata assistenza sanitaria in carcere”

di Claudia Sparavigna

Roma, 18 maggio 2014

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