Giustizia: Orlando “condivido parole Napolitano su urgenza riforma” e il 22 va a Strasburgo


 “Condivido le valutazioni del presidente della Repubblica. Credo ci possano essere le condizioni per una riforma della giustizia anche se in Italia non ci vuole molto a riaccendere conflitti che non aiutano ad arrivare a un progetto condiviso. Dunque è d’obbligo la cautela ma è necessario agire”.

Lo ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, commentando il nuovo richiamo del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, alla necessità di intervenire con urgenza per una riforma della giustizia.

Il Guardasigilli ha poi ricordato che “una riforma complessiva della giustizia che affronti i temi ordinamentali e i temi del processo non ha possibilità di riuscita se prima non si affrontano le emergenze” che a giudizio del ministro sono quattro: “L’emergenza delle carceri, la carenza del personale amministrativo negli uffici giudiziari, la mole del contenzioso civile e la necessità di rafforzare strumenti di contrasto alla criminalità organizzata”, punti sui quali “ci sono provvedimenti già pronti o in fase di ultimazione”. Intervenire su queste emergenze è “la condizione per rendere agibile il campo da gioco altrimenti – ha concluso Orlando – anche la migliore delle riforme rischia di essere travolta”.

Il 22 a Strasburgo per fare il punto sulle carceri

“Il 22 maggio sarò di nuovo a Strasburgo, per fare il punto della situazione”. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlano, a margine della presentazione della settimana della letteratura in carcere, ha annunciato una nuova visita alla Corte europea dei diritti dell’uomo, in vista della scadenza del termine fissato dall’Europa all’Italia per risolvere l’emergenza del sovraffollamento carcerario.

“Parleremo di cosa è stato fatto, di cosa si sta facendo e di cosa resta da fare – ha detto Orlando. Non azzardo previsioni, ma stiamo stringendo su una serie di fronti”. Tra questi, ha ricordato, “un ulteriore passaggio a livello normativo ci sarà con l’approvazione del decreto sugli stupefacenti e della riforma della custodia cautelare, che ho chiesto avvenga prima di quella data”. Dunque per il ministro “sono stati fatti molti passi avanti, ma non siamo ancora al punto di dire che l’emergenza è risolta”.

E comunque “se anche affrontassimo l’emergenza, bypassando la pronuncia di Strasburgo, resta il tema del modello detentivo. Si tratta – ha concluso Orlando – di ripensare complessivamente il sistema”.

In prossimo Cdm primi interventi sul civile

“Una giustizia che arriva tardi non è giustizia”. Lo dice il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, parlando del tema carceri durante la presentazione della Settimana Nazionale della Letteratura in Carcere dal 12 al 17 maggio 2014. Il guardasigilli torna a sottolineare la “lentezza della giustizia italiana” soprattutto nel campo civile.

E annuncia che “alcuni provvedimenti sulla deflazione ci saranno nel prossimo Consiglio dei ministri” mentre “a giugno” ci sarà un intervento di sistema “più complessivo”. Ma avverte: “Se non si affrontano le emergenze, ossia il tema carceri, l’eccesso di ricorso ai tribunali anche per le questioni meno gravi e il rafforzamento del contrasto alla criminalità organizzata, nessuna riforma avrà una possibilità di riuscita significativa”.

Adnkronos, 6 maggio 2014

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