Napoli. Carcere di Poggioreale, Abate «condannata» dagli ispettori Ue: «Situazione infernale»


Teresa Abate, Direttore CC NapoliDieci giorni di tempo. Bisognerà attendere ancora poco più di una settimana per sapere quale sarà l’esito dell’iter avviato dal Dap (il Dipartimento della pubblica amministrazione) che ha «invitato» la direttrice della casa circondariale di Poggioreale a indicare al ministero della Giustizia un’altra sede lavorativa.

E anche se nessuno ufficialmente lo conferma, l’idea che l’esortazione a scegliersi una nuova sede nasconda in realtà un trasferimento bello e buono – nonostante i meriti da più parte riconosciuti a Teresa Abate – si fa di ora in ora più concreto. Lo confermano, per esempio, i risultati dell’ispezione svolta a Napoli, proprio a Poggioreale, alla fine dello scorso mese di marzo da parte di una delegazione di parlamentari europei che dopo aver visitato il carcere romano di Rebibbia si trasferirono nel capoluogo campano per verificare con i propri occhi la situazione in cui versa il carcere italiano detentore dei più tristi record che da anni lo proiettano in coda alle speciali classifiche, quanto a vivibilità e a degrado. Sono pagine forti, quelle scritte dagli europarlamentari al loro rientro a Strasburgo dopo la «full immersion» nella struttura penitenziaria più affollata d’Italia e dell’intero Vecchio Continente. Pagine forti soprattutto per i giudizi finali che vengono dati: con qualcosa di molto più simile a una stroncatura che a una semplice bocciatura delle condizioni dello storico carcere napoletano. «Poggioreale è una vecchia prigione – esordisce il rapporto – ed è molto conosciuto soprattutto a causa delle lunghe code dei familiari in visita ai detenuti». La commissione stigmatizza poi alcuni aspetti: dalla capacità di ospitare circa il doppio dei 1400 detenuti, numero massimo consentito (ma solo sulla carta), al numero di posti letto per ogni cella, con casi limite anche di 12 reclusi in poco spazio; dalle due ore d’aria in cui ai detenuti viene garantito un «passeggio» in un cortile «di dimensioni inadeguate», dai problemi dovuti alla mancanza di luce e ventilazione in alcuni padiglioni, alle situazioni igieniche.

carcere letti-2«Solo pochissime celle – scrivono ancora i delegati in visita a Napoli – hanno una doccia e la maggior parte dei detenuti devono condividerne una in comune (in un edificio visitato dalla delegazione, c’erano tre docce per 87 detenuti). Di conseguenza essi hanno diritto a due docce alla settimana, e in alcuni edifici non c’è il riscaldamento e l’acqua calda». Radiografia impietosa che disegna un girone dantesco. «Ci sono solo due cucine per l’intero stabilimento – proseguono gli europarlamentari – e senza finestre termiche, ragion per cui la maggior parte dei detenuti riceve in cella un cibo freddo e di qualità molto scadente: il che spinge molti detenuti a cucinarsi da soli il vitto, utilizzando stufe rudimentali nei bagni». Anche i numeri colpiscono in maniera assolutamente negativa i delegati del Parlamento Europeo. Tornando al sovraffollamento, i commissari rilevano che «il numero di detenuti ospitati in questa prigione sono 2354, di cui 800 sono in custodia cautelare e 850 sono condannati con sentenza definitiva. Il resto è composto da soggetti che attendono i successivi gradi di giudizio». Inoltre «non c’è quasi alcuna possibilità di formazione o altre attività sociali, mentre pochissimi sono i detenuti coinvolti in attività lavorative.

Il sovraffollamento e le condizioni igieniche pessime facilitano la diffusione di malattie. In particolare i tossicodipendenti non ricevono una terapia appropriata. I detenuti possono essere messi in celle di isolamento per motivi di salute o disciplinari: un certo numero di detenuti con problemi psichiatrici sono stati trovati a essere detenuti in celle di isolamento. Suicidi, tentativi di suicidio e atti di autolesionismo sono molto frequenti. Un tentato suicidio da un detenuto si è verificato solo un’ora prima che la delegazione entrasse nella prigione».

Giuseppe Crimaldi
Il Mattino di Napoli, 01 Maggio 2014

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